Backup e ripristino di centri dati basati su Windows 2000

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Argomenti del modulo Argomenti del modulo
Obiettivi Obiettivi
Ambito di applicazione Ambito di applicazione
Utilizzo del modulo Utilizzo del modulo
Progettazione di backup e ripristino Progettazione di backup e ripristino
Strategie di backup Strategie di backup
Moduli e funzionalità principali del software Galaxy Moduli e funzionalità principali del software Galaxy
Architettura Galaxy e strategia di distribuzione Architettura Galaxy e strategia di distribuzione
Scelta dei dati da sottoporre a backup e ripristino Scelta dei dati da sottoporre a backup e ripristino
Progettazione e configurazione della soluzione Galaxy Progettazione e configurazione della soluzione Galaxy
Distribuzione di backup e ripristino Distribuzione di backup e ripristino
CommServe CommServe
Installazione di MediaAgent Installazione di MediaAgent
iDataAgent per Windows 2000 iDataAgent per Windows 2000
Database iDataAgent per Exchange 2000 Database iDataAgent per Exchange 2000
Cassetta postale iDataAgent per Exchange 2000 Cassetta postale iDataAgent per Exchange 2000
iDataAgent per SQL Server iDataAgent per SQL Server
Guida introduttiva all'amministrazione di iDataAgent Guida introduttiva all'amministrazione di iDataAgent
Operazioni di backup e ripristino di base Operazioni di backup e ripristino di base
Amministrazione quotidiana Amministrazione quotidiana
Gestione backup Gestione backup
Gestione ripristini Gestione ripristini
Gestione supporti Gestione supporti
Riepilogo Riepilogo

Argomenti del modulo

In questo modulo viene descritta la soluzione Microsoft® di backup e ripristino di Internet Data Center (IDC). Vengono inoltre presi in esame i principi e le strategie di backup dei centri dati, nonché i metodi di valutazione per la scelta dei dati da sottoporre a backup in un ambiente Internet Data Center. La soluzione di backup e ripristino consigliata prevede l'utilizzo del software CommVault Galaxy in ogni VLAN (Virtual Local-Area Network) di Internet Data Center. Vengono spiegate le funzionalità del software Galaxy e la progettazione della soluzione, compresi i dettagli della pianificazione e le procedure di configurazione richieste per la corretta implementazione di questa soluzione di backup e ripristino.

Oltre a quanto sopra menzionato, in questo modulo viene descritto come distribuire questa soluzione di backup e ripristino consigliata per i centri dati basati sul sistema operativo Microsoft Windows® 2000. Viene presentata una panoramica del processo di distribuzione e vengono date istruzioni dettagliate per la configurazione di CommServe, MediaAgent e dei vari iDataAgent utilizzati nell'ambiente Internet Data Center. Viene anche descritto CommCell Console, utilizzato per l'amministrazione di base di iDataAgent.

Nel modulo vengono inoltre prese in esame le operazioni di gestione, compresa l'impostazione di avvisi, il controllo dei report, la gestione di backup, ripristini e supporti. Da ultimo, vengono descritte ulteriori opzioni di configurazione del sistema, in aggiunta a quelle implementate per impostazione predefinita durante l'installazione del prodotto.

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Obiettivi

Il modulo consente di:

Progettare e distribuire i moduli principali e le funzionalità del software CommVault Galaxy.
Distribuire gli agenti CommVault Galaxy per Exchange 2000 e SQL Server™ 2000.
Amministrare il software CommVault Galaxy.
Gestire backup, supporti e ripristini.
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Ambito di applicazione

Questo modulo si applica ai prodotti e alle tecnologie seguenti:

Sistema operativo Microsoft Windows 2000 dotato del software CommVault Galaxy
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Utilizzo del modulo

Questo modulo offre informazioni sui servizi di backup e ripristino per le piattaforme Windows 2000 che implementano il software CommVault Galaxy.

Per sfruttare al massimo il presente modulo:

Leggere il modulo "Panoramica dei servizi di backup e ripristino". Questa sezione introduce i servizi di backup e ripristino in sistema operativo Windows.
Leggere il modulo "Configurazione dei servizi di backup e ripristino". Questo modulo illustra in dettaglio le tecnologie disponibili per le operazioni di backup e ripristino.
Leggere il modulo "Progettazione dei servizi di backup e ripristino". Questo modulo illustra la progettazione dei servizi di backup e ripristino in un ambiente di organizzazione.
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Progettazione di backup e ripristino

L'architettura Internet Data Center è progettata per offrire la massima flessibilità e affidabilità. È tuttavia essenziale effettuare backup adeguati per poter ripristinare i dati e la configurazione del sistema in caso di errore irreversibile. È impossibile prevedere ogni eventuale danno o interruzione che potrebbe colpire un centro dati, per cui è estremamente importante pianificare una strategia per il ripristino di emergenza.

La quantità dei dati memorizzati negli ambienti Internet Data Center è variabile, ma può arrivare a diversi terabyte e anche il numero degli utenti supportati può aumentare. In un ambiente in costante evoluzione, è fondamentale garantire la disponibilità delle applicazioni mission-critical, ridurre al minimo i tempi di inattività e gestire in maniera efficiente l'accresciuta dipendenza dai numerosi livelli.

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Strategie di backup

Al momento di pianificare la soluzione di backup, è opportuno considerare diversi fattori, tra cui:

Esclusione dei backup non necessari
Scelta dell'orario appropriato per il backup
Scelta del tipo appropriato di backup
Scelta del supporto di archiviazione appropriato

Esclusione dei backup non necessari

Quando si progetta una strategia di backup, si potrebbe essere tentati di effettuare un backup completo di ogni server nell'ambiente. Tenere tuttavia presente che l'obiettivo è riuscire a ripristinare correttamente l'ambiente dopo un'interruzione o un danno. Pertanto, la strategia di backup deve essere mirata a raggiungere i seguenti obiettivi:

I dati da ripristinare devono essere facilmente individuabili.
Il ripristino deve essere quanto più rapido possibile.

Il backup indiscriminato di ogni server comporta il ripristino di un grande volume di dati. Anche se i prodotti di backup e archiviazione su nastro attualmente disponibili permettono un rapido recupero dei dati, nell'eventualità di dover ripristinare tutto da nastro i tempi di inattività potrebbero allungarsi. La maggior parte dei prodotti di backup, ad esempio, richiede la procedura seguente:

1. Reinstallazione del sistema operativo.
2. Reinstallazione del software di backup.
3. Ripristino del backup dal nastro.

Maggiore è il numero di file sottoposti a backup, più lunghi saranno i tempi di backup e, cosa più importante, anche il ripristino dei file richiederà molto più tempo. In caso di danno, il tempo è un fattore vitale per cui è fondamentale che il processo di ripristino sia il più breve possibile. Inoltre, i backup voluminosi che vengono effettuati regolarmente influiscono in maniera negativa sulle prestazioni della rete, a meno che non si istituisca una rete di backup dedicata.

Dopo aver stabilito la strategia di backup ottimale per l'ambiente, è indispensabile eseguire una prova di ripristino sull'intera rete di prova. La prova serve a identificare le eventuali aree problematiche e permette di acquisire un'esperienza utile in materia di ripristino dei sistemi nell'ambiente Internet Data Center, senza la pressione di dover rimettere in linea un sistema di produzione.

L'interfaccia CommVault Galaxy, descritta dettagliatamente più avanti in questo modulo, semplifica l'identificazione dei dati, permettendo così di selezionare i dati appropriati da sottoporre a backup e di ripristinare per primi quelli critici.

Scelta dell'orario appropriato per il backup

Il backup di un ambiente e-commerce non equivale al backup di un'infrastruttura LAN (Local Area Network) aziendale. In una LAN aziendale, l'utilizzo della rete viene generalmente ridotto al minimo al di fuori dell'orario di ufficio standard. In un ambiente e-commerce, l'utilizzo aumenta di norma nelle prime ore serali e può protrarsi con gli stessi volumi fino alle prime ore del mattino, specie se la base di clienti abbraccia diversi fusi orari. Per questi motivi, potrebbe essere difficile identificare un orario ideale per effettuare il backup dell'ambiente. Per ridurre l'impatto sui clienti Web, attenersi alle seguenti linee guida:

Pianificare i backup al di fuori delle ore di utilizzo di punta del Web.
Non effettuare il backup di dati non necessari.
Effettuare prove regolari di operazioni di ripristino su una rete di prova per controllare la correttezza dei backup.

Scelta del tipo appropriato di backup

I tre tipi principali di backup sono:

Backup normale
Backup incrementale
Backup differenziale

Il software CommVault Galaxy fornisce inoltre due tipi di backup che agevolano il processo di backup e consentono di risparmiare tempo nell'intervallo di backup critico:

Backup della copia ausiliaria
Backup completo sintetico

Backup normale

In un backup normale (o completo) tutti i file selezionati vengono copiati e contrassegnati come sottoposti a backup, in altre parole l'attributo di archivio viene cancellato. Nei backup normali, per il ripristino di tutti i file è richiesta solo la copia più recente del file o del nastro di backup. Un backup normale viene in genere effettuato la prima volta che si crea un set di backup.

Backup incrementale

In un backup incrementale vengono sottoposti a backup solo i file creati o modificati dall'ultimo backup normale o incrementale. I file vengono contrassegnati come sottoposti a backup, in altre parole, l'attributo di archivio viene cancellato. Se si utilizza una combinazione di backup normale e incrementale, per il ripristino di tutti i dati sono richiesti l'ultimo set di backup normale e tutti i set di backup incrementale.

Backup differenziale

In un backup differenziale vengono copiati solo i file creati o modificati dall'ultimo backup normale o incrementale. I file non vengono contrassegnati come sottoposti a backup, in altre parole l'attributo di archivio non viene cancellato. Se si utilizza una combinazione di backup normale e differenziale, per il ripristino di tutti i dati sono richiesti i file o i nastri dall'ultimo backup normale e dall'ultimo backup differenziale.

Copia ausiliaria

Una copia ausiliaria (o secondaria) è una copia dei dati di backup. I dati copiati sono una immagine reale della copia di backup principale e possono essere utilizzati come copia di backup pronta all'uso nel caso in cui i server, le periferiche e i supporti del backup principale vadano perduti o distrutti. Le copie principali e secondarie utilizzano supporti diversi e spesso librerie di backup diverse.

Backup completo sintetico

In un backup completo sintetico, il backup completo più recente dei dati selezionati viene combinato con tutti i backup incrementali e/o differenziali successivi e il risultato viene archiviato in un unico file di archivio. I backup completi sintetici sono utilizzati principalmente per migliorare le prestazioni delle operazioni di ripristino in quanto, perché il ripristino riesca, è necessario un solo backup.

Vantaggi e svantaggi di ogni tipo di backup

Al momento di stabilire quale tipo di backup effettuare, è opportuno valutare l'impatto del backup sulla larghezza di banda della rete e il tempo richiesto per il ripristino dei dati. Nella Tabella 1 sono descritti i vantaggi e gli svantaggi di ogni tipo di backup.

Tabella 1. Tipi di backup a confronto

Tipo di backup Vantaggi Svantaggi

Normale (completo)

Dato che i file si trovano nel supporto di backup corrente, è più facile individuarli. Per il recupero dei file è richiesto solo un supporto o un set di supporti.

Richiede molto tempo. Se i file non vengono modificati spesso, i backup sono quasi identici.

Incrementale

Questo è il metodo che richiede la minore quantità di dati da archiviare. Fornisce i backup più rapidi

Il ripristino dell'intero sistema potrebbe richiedere più tempo di quello richiesto quando si utilizza il backup normale o differenziale.

Differenziale

Per il ripristino sono richiesti i supporti solo dagli ultimi backup normali e differenziali. Il backup è più rapido rispetto a quello normale.

Il ripristino dell'intero sistema potrebbe richiedere più tempo di quello richiesto quando si utilizza il backup normale. In presenza di modifiche consistenti, il backup potrebbe richiedere più tempo rispetto a quello incrementale.

Copia ausiliaria

Vengono create copie esatte dei nastri di backup per la ridondanza. La generazione delle copie è più rapida rispetto ai backup effettivi. Le copie possono essere conservate in sede in caso di ripristino di emergenza.

  

Completo sintetico

I backup normali e incrementali vengono consolidati in un nuovo backup normale all'interno di una libreria archiviata al di fuori della rete e/o dei server critici. I tempi di backup e ripristino sono ridotti.

  

 

Scelta del supporto di archiviazione appropriato

Oltre a determinare il tipo di backup e il relativo orario di esecuzione, è consigliabile valutare i tipi di supporto di archiviazione disponibili ed effettuare la scelta appropriata.

Quando si sceglie un supporto di archiviazione, tenere presenti i seguenti fattori:

Quantità di dati da sottoporre a backup
Tipo di dati da sottoporre a backup
Intervallo di backup
Ambiente
Distanza tra i sistemi sottoposti a backup e la periferica di archiviazione
Budget dell'organizzazione
SLA (Service Level Agreement) per i ripristini dei dati

Nella tabella 2 sono riassunti i vantaggi e gli svantaggi dei tipi comuni di supporti di backup.

Tabella 2. Tipi di supporti di backup a confronto

Tipo di supporto di backup Vantaggi Svantaggi

Nastro

Consente un backup rapido e una memorizzazione a lungo termine.
Ha un'alta capacità di archiviazione.
È meno costoso dei dischi magnetici e magneto-ottici.

Si deteriora più rapidamente ed è più soggetto a errori rispetto ai dischi magnetici e magneto-ottici.
Risulta difficile da configurare e mantenere, specialmente in una configurazione SAN (Storage Area Network).
Richiede la pulizia periodica delle unità.

Disco magnetico

È facile da configurare e da gestire.
Può essere utilizzato per dati temporanei.

È il supporto più costoso per l'archiviazione iniziale.

Disco magneto-ottico

Assicura la massima durata senza deterioramento del supporto.

È più lento per il backup e il ripristino.
Limita la scelta dell'hardware.

 

Moduli e funzionalità principali del software Galaxy

L'architettura Microsoft Internet Data Center utilizza CommVault Galaxy per Windows 2000 come soluzione di backup. La struttura dei moduli software CommVault Galaxy include i seguenti componenti:

Uno o più Intelligent DataAgent (iDataAgent), per il backup e il ripristino di dati particolari.
Uno o più MediaAgent, che presiedono al trasferimento dei dati tra iDataAgent e supporti di backup.
Un CommServe StorageManager, che controlla gli iDataAgent e i MediaAgent.

Tutti questi moduli software possono trovarsi nello stesso computer, possono risiedere ognuno in un sistema separato oppure possono essere combinati in più sistemi.

I moduli iDataAgent, i MediaAgent e CommServe StorageManager formano, congiuntamente, un unico CommCell, che costituisce la base della struttura Galaxy.

CommCell

Il software Galaxy supporta la creazione di più CommCell diversi. Ogni CommCell contiene il numero appropriato di iDataAgent e MediaAgent per far fronte ai requisiti del sistema da sottoporre a backup, tra cui l'intervallo di backup, le prestazioni e la quantità di dati in CommCell. Da un'unica schermata di accesso, l'utente può selezionare e gestire qualsiasi singolo CommCell da una qualsiasi console basata su Web presente nell'organizzazione.

Per ulteriori informazioni su CommCell e le sue opzioni di distribuzione, fare riferimento a "Architettura Galaxy e strategia di distribuzione" più avanti in questo modulo.

CommServe StorageManager

Un singolo modulo software CommServe StorageManager (CommServe) gestisce le combinazioni di MediaAgent e iDataAgent. CommServe è il centro di comando e di controllo di CommCell. Il software CommServe gestisce tutte le richieste di attività tra MediaAgent e iDataAgent e controlla e amministra tutti i backup e i ripristini. Per il modulo CommServe passano solo le informazioni di controllo, non i dati di backup o di ripristino.

CommServe include i gestori degli eventi e dei processi centralizzati e la struttura di gestione logica e fisica; inoltre contiene il catalogo del meta database. Questo database include i metadati sulla natura e la posizione dei dati sottoposti a backup. Il gestore degli eventi centralizzato registra tutti gli eventi, fornendo una notifica unificata di quelli importanti. Il gestore dei processi controlla tutte le attività principali del software e fornisce a Galaxy le capacità di riavvio. Dato che l'applicazione CommCell Console è visualizzata tramite un'interfaccia di tipo browser Web o lo snap-in MMC (Microsoft Management Console), è possibile gestire l'intero sistema Galaxy internamente da una qualsiasi VLAN (Virtual Local Area Network) nell'ambiente Internet Data Center o esternamente tramite un accesso basato su Web attraverso una rete privata virtuale (VPN, Virtual Private Network).

CommServe StorageManager può trovarsi in un sistema dedicato oppure in un sistema che contiene anche un modulo MediaAgent e/o iDataAgent.

MediaAgent

I moduli software MediaAgent gestiscono lo spostamento dei dati tra le periferiche di archiviazione fisiche di backup e i corrispettivi iDataAgent. I MediaAgent gestiscono le periferiche di archiviazione di backup, che in genere sono connesse tramite un adattatore bus locale, quale ad esempio un'interfaccia SCSI (Small Computer System Interface). Il software MediaAgent è progettato per essere indipendente dai supporti di archiviazione. Pertanto è in grado di supportare un'ampia tipologia di modelli di archiviazione. Questo approccio permette a un'organizzazione di adattarsi rapidamente ai mutamenti nella tecnologia di archiviazione. I MediaAgent possono comunicare ad esempio con i seguenti tipi di periferiche di archiviazione:

Librerie nastri
MediaAgent gestisce i vari supporti a nastro e le varie unità nastro presenti nella libreria, nonché il movimento del braccio robotizzato al suo interno. L'uso delle librerie nastri permette di risparmiare tempo, limita la possibilità che si verifichino errori umani, offre una protezione dei dati continua e permette di consolidare i dati tramite backup completi sintetici.
Unità nastro autonome
MediaAgent gestisce l'unità nastro. Dato che è necessario caricare e scaricare i supporti a mano, se possibile, è opportuno evitare di utilizzare unità nastro autonome.
Disco magnetico
L'archiviazione magnetica può consistere in più dischi o in un array ridondante di dischi indipendenti (RAID, Redundant Array of Independent Disks). Questa opzione è diventata più popolare con l'aumento delle dimensioni dei dischi, la riduzione dei costi e le maggiori velocità di trasferimento dati. I costi di archiviazione per un disco magnetico sono ancora superiori a quelli per un nastro o un disco magneto-ottico, ma in molti ambienti Internet Data Center la necessità di backup rapidi richiede l'utilizzo di questo tipo di supporto per una fase di archiviazione intermedia prima del backup su nastro.
Disco magneto-ottico
I dischi magneto-ottici offrono una velocità di trasferimento dei dati di 6 megabyte (MB) al secondo e durano diverse decine di anni. Le librerie magneto-ottiche con codice a barre stanno riscuotendo sempre maggior successo come supporto di gestione dell'archiviazione gerarchica, in cui si creano dei criteri per spostare dai più costosi dischi magnetici i file utilizzati meno di frequente.

iDataAgent

iDataAgent (Intelligent DataAgent) è il modulo software che gestisce il trasferimento dei dati nel supporto di backup tramite MediaAgent ed è specifico per il tipo di dati che gestisce. Nell'ambiente Internet Data Center vi sono iDataAgent specifici per i file system Windows 2000 (che possono essere utilizzati, ad esempio, per il backup di server per applicazioni e Web), database SQL Server 2000 ed Exchange Server 2000. È richiesto un iDataAgent per ogni tipo di dati gestiti per sistema client, indipendentemente dal fatto che il sistema sia fisico o virtuale. Nei sistemi in cluster o nelle configurazioni SAN possono essere presenti diversi client o file system virtuali. Ogni iDataAgent è in grado di gestire più istanze per client del tipo di dati appropriato; pertanto un singolo Galaxy iDataAgent per Windows 2000 configurato per gestire il file system Windows NTFS può gestire più istanze di file system sullo stesso computer client.

Indicizzazione

Il software Galaxy utilizza uno schema di indicizzazione sincronizzata in due parti, composto da un catalogo di meta database centralizzato che risiede nel software CommServe StorageManager e da un indice che si trova nello stesso computer in cui è installato il software MediaAgent.

Per aumentare le prestazioni di esplorazione e ripristino, ogni MediaAgent gestisce un indice dei dati di backup scritti sul supporto di backup. Nel supporto di backup viene archiviata una copia permanente dell'indice, mentre una copia attiva viene conservata nel disco di archiviazione dei supporti in cui è installato MediaAgent. Questo disco cache dell'indice locale è delimitato. Man mano che sul supporto di backup vengono scritti nuovi dati, vengono creati nuovi indici. I parametri configurabili permettono agli amministratori di impostare la dimensione della cache e la durata dell'indice locale. Se l'indice supera la capacità preconfigurata, i vecchi indici vengono sovrascritti utilizzando un algoritmo LRU (Least Recently Used).

DataPipe

La tecnologia Galaxy DataPipe è progettata per spostare i dati in base alla velocità del client di origine e alla velocità di scrittura della periferica del supporto di backup. Il software Galaxy utilizza lo stesso processo per scrivere i backup nelle periferiche SCSI direttamente connesse, nelle periferiche connesse a SAN e nelle connessioni TCP/IP (Transmission Control Protocol/Internet Protocol) di reti remote.

Galaxy DataPipe offre uno spostamento dei dati rapido con un sovraccarico minimo. Con reti TCP/IP è possibile raggiungere velocità di trasferimento dei dati molto vicine al limite teorico della rete e un minore sovraccarico del protocollo. Il metodo di trasferimento dei dati funziona ottimamente con tipi di supporto sia diversi sia identici.

Condivisione dinamica delle unità

Galaxy è in grado di condividere periferiche a nastro (librerie e unità) in una configurazione a struttura SAN commutata, in cui più MediaAgent condividono tutte o alcune delle unità di una libreria nastri.

L'implementazione della condivisione automatica delle unità (DDS, Dynamic Drive Sharing) nel software Galaxy permette la condivisione basata su criteri delle risorse delle unità libreria nastri tra più sistemi di backup. Il software Galaxy utilizza un livello software per gestire la condivisione delle periferiche. Questo approccio offre un'affidabilità molto superiore a quella di una semplice strategia di riserva e rilascio SCSI e semplifica la gestione dei dati.

I vantaggi della condivisione di DDS e librerie includono:

Migliori prestazioni di backup
Migliore rendimento dell'investimento in hardware
Minori spese hardware
Migliore protezione dei dati
Accesso più rapido ai dati

Protezione

CommVault Galaxy utilizza meccanismi di autenticazione per assicurare che la comunicazione tra i client Galaxy (iDataAgent) e i componenti Galaxy (CommServe e MediaAgent) avvenga solo tra moduli riconosciuti. L'interfaccia grafica utente (GUI, Graphical User Interface), un'applicazione di CommServe, elabora le richieste dalle sessioni GUI iniziate dall'utente ed è responsabile dell'autenticazione In attesa/Risposta degli utenti per l'elaborazione delle loro richieste. Pertanto, dato che CommServe utilizza connessioni autenticate, i computer al di fuori dell'ambito Galaxy non possono connettersi ai processi Galaxy.

CommCell utilizza una password di rete come misura di protezione interna per assicurare che le comunicazioni Galaxy abbiano luogo solo tra i computer CommCell. Per impostazione predefinita, Galaxy assegna a ogni computer in CommCell una password diversa, non a livello utente. È possibile definire in qualsiasi momento una nuova password di rete CommCell per qualsiasi computer in CommCell.

L'accesso alle risorse e alle funzionalità di un CommCell viene concesso o negato sulla base di una combinazione di risorse CommCell, capacità, gruppi utenti e account. L'amministratore Galaxy assegna nomi utente e password. Questi account utente Galaxy esistono solo nell'ambito Galaxy e non sono account Windows.

Durante l'installazione, Galaxy crea un utente permanente denominato cvadmin, che è l'amministratore predefinito CommCell. Il nome di questo utente non può essere cambiato dopo l'installazione e l'account dispone di tutti i diritti presenti all'interno di un modulo CommCell, compresi quelli di creazione di account utente.

Architettura Galaxy e strategia di distribuzione

L'ambiente Internet Data Center è costruito su un'architettura a più livelli di VLAN fisiche e server per applicazioni distribuite basate su Microsoft .NET. La strategia di gestione dell'archiviazione dei dati Galaxy consigliata include procedure di backup e operazioni di ripristino dal livello dei sistemi alle applicazioni e alle configurazioni delle applicazioni. Questa strategia protegge i dati che risiedono in ogni sistema, in ogni VLAN e nell'intero ambiente Internet Data Center.

Galaxy si avvale di tutte le tecnologie disponibili utilizzate in Internet Data Center, quali SAN (Storage Area Network) per la velocità, e di tecniche di protezione quali IPSec (IP Security) per realizzare un ambiente Internet Data Center ad alta disponibilità. Utilizza inoltre il clustering per proteggere da failover i suoi componenti, ad esempio CommServe e MediaAgent. La soluzione Galaxy è progettata per proteggere da guasti di componenti, server o applicazioni e dalla perdita dell'intero centro dati, quale si avrebbe in caso incendio.

Tutti i livelli dell'architettura Internet Data Center comunicano tramite i firewall e l'ambiente VLAN commutato, quindi si consiglia un'architettura di backup e ripristino distribuita. Questa raccomandazione non si basa su un requisito o una limitazione del software Galaxy, ma serve piuttosto ad aumentare la disponibilità dell'ambiente Internet Data Center.

Strategia MediaAgent distribuita

L'installazione di un modulo MediaAgent in ogni VLAN:

Permette un controllo efficace del trasferimento dei dati di backup.
Riduce il volume dei dati che vengono trasferiti tra le VLAN.
Migliora la protezione dei server e semplifica la configurazione del firewall.

La VLAN di infrastruttura nell'architettura Internet Data Center include, ad esempio, almeno cinque server dotati di applicazioni basate su .NET, ognuna delle quali contiene diversi componenti distribuiti. Pertanto, per effettuare il backup di ogni server per applicazioni è necessario aprire le porte su ciascun server e, nel firewall, predisporre la connessione con la VLAN dati/di gestione per il traffico di backup. Se nella VLAN di infrastruttura viene inserito un modulo MediaAgent, quest'ultimo potrà effettuare il backup dei server per le applicazioni localmente e, in un momento in cui il traffico di rete non è elevato, utilizzare la funzione Auxiliary Copy del software Galaxy per copiare i dati sul supporto a nastro nella VLAN dati/di gestione. Per utilizzare questo metodo, MediaAgent deve disporre di spazio su disco sufficiente per archiviare i dati di backup prima di trasferirli nel supporto a nastro.

Strategia di distribuzione CommCell

Come affermato in precedenza, la combinazione di iDataAgent, MediaAgent e CommServe StorageManager forma un CommCell, che costituisce la base della struttura Galaxy. Il controllo e i percorsi dei dati illustrati nella Figura 2 presumono un ambiente tradizionale basato su LAN. Quando il software Galaxy viene distribuito in un ambiente di rete di archiviazione (ad esempio, quando si effettua il backup di Microsoft SQL Server 2000 sulla VLAN dati), i flussi dati e di controllo potrebbero essere diversi.

Nel caso di sistemi particolarmente grandi, l'architettura Galaxy consente di installare i moduli iDataAgent e MediaAgent nello stesso computer per offrire elevate prestazioni di trasferimento su periferiche connesse direttamente.

In ambienti in cui la gestione e l'archiviazione centralizzate sono essenziali (ad esempio, in quelli che utilizzano l'archiviazione centralizzata per un singolo dipartimento o in ambienti centro dati in altra dislocazione che centralizzano tutte le operazioni), la soluzione Galaxy si conforma facilmente alla strategia di protezione dei dati. Vari moduli iDataAgent in rete possono passare informazioni e dati di monitoraggio e di controllo a un MediaAgent gestito centralmente e al supporto di archiviazione connesso

Il software Galaxy può anche essere distribuito con controllo centralizzato dell'archiviazione distribuita. In questo caso si evita di spostare i dati di backup nella LAN e si riducono notevolmente i tempi di backup e di ripristino. Nella Figura 5 viene illustrato il controllo centralizzato della gestione dell'archiviazione sia locale che remota in un sistema dotato di software Galaxy. Il flusso tra MediaAgent e il software CommServe StorageManager interessa solo le informazioni di controllo, quindi è possibile utilizzare collegamenti di comunicazione lenti.

Il software Galaxy supporta le architetture SAN (Figura 6). Nell'ambiente Internet Data Center, il cluster che esegue SQL Server 2000 sulla VLAN dati utilizza una SAN per l'archiviazione dei dati. Alla SAN è connessa anche la libreria nastri Galaxy. Ciò significa che i MediaAgent possono sfruttare la velocità della SAN per trasferire i dati alla libreria nastri. Negli ambienti SAN, il software Galaxy supporta sia i backup fuori dalla LAN sia il backup e ripristino dei dati delle applicazioni al di fuori dei server e senza server.

Consiglio: per utilizzare DDS per condividere tutte le unità nella libreria, configurare tutte le unità sia nei MediaAgent nel cluster in cui è in esecuzione SQL Server sia nel MediaAgent in CommServe. Il MediaManager di CommServe gestisce l'allocazione delle risorse. Informazioni dettagliate sulla configurazione dei MediaAgent sono riportate nella CommVault Galaxy CommCell Media Management Administration Guide.

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Scelta dei dati da sottoporre a backup e ripristino

Qualsiasi componente di sistema può essere sottoposto a backup e il supporto di backup è relativamente poco costoso. Pertanto si potrebbe essere tentati di effettuare il backup di ogni componente dell'architettura Internet Data Center. Una soluzione di questo tipo richiede però molto tempo e larghezza di banda.

È perciò importante esaminare tutte le parti dell'implementazione dell'architettura Internet Data Center e stabilire quali dati ripristinare nel caso in cui sia necessario attuare il piano di ripristino di emergenza. Questa valutazione contribuisce a scegliere la strategia di backup e ripristino ottimale e a identificare i potenziali punti deboli nella progettazione dell'applicazione. Se l'architettura dell'applicazione subisce molte modifiche, è opportuno riconsiderare la strategia di backup.

La Figura 7 può aiutare a stabilire quali server dell'architettura Internet Data Center sottoporre a backup. Qui di seguito vengono indicate le raccomandazioni di backup per i tipici ambienti Internet Data Center.

Ripristino del Web front-end

Nell'architettura Internet Data Center, il processo di ripristino della farm Web front-end dovrebbe implicare la rigenerazione dei server tramite processi di generazione automatizzati. Uno dei principali obiettivi della progettazione per il Web front-end nell'architettura Internet Data Center è quello di evitare che vengano archiviati dati persistenti in un qualsiasi server Web. Tutti i server di livello Web sono cloni che ricevono contenuto e impostazioni da Microsoft Application Center 2000, che risiede nella VLAN di infrastruttura. Di conseguenza, i server Web per la maggior parte delle applicazioni Web non devono essere sottoposti a backup, il che riduce fortemente la quantità di dati da sottoporre a backup e semplifica la configurazione del firewall.

In alcuni casi, potrebbe essere necessario sottoporre a backup singoli server Web, ad esempio se non si utilizza Microsoft Application Center 2000 o se si esegue un'applicazione B2B (Business-to-Business) in cui i dati persistenti devono essere archiviati nei server Web. Se possibile, evitare questa situazione. In caso di necessità, tuttavia, per effettuare il backup e il ripristino dei server Web in questo livello è possibile utilizzare la soluzione di backup e ripristino CommVault Galaxy passando per un firewall.

Consiglio: se è necessario effettuare il backup di server Web Internet Data Center, installare Galaxy iDataAgent per Windows 2000 nei server. Inoltre, si potrebbe utilizzare un server dedicato su questa VLAN per ospitare un MediaAgent che scriva su disco magnetico invece che su nastro. Questo approccio offre i seguenti vantaggi:

Il traffico di backup e ripristino è localizzato nella VLAN.
Il supporto è prontamente disponibile (ad esempio non è necessario caricare i nastri) e il backup e ripristino dei dati nel o dal disco magnetico sono veloci.
Le copie secondarie possono essere (selettivamente) copiate nei nastri di backup durante i periodi di scarso utilizzo della rete.

VLAN di infrastruttura

La VLAN di infrastruttura contiene i controller di dominio per Windows 2000 e, se l'architettura dell'applicazione lo richiede, i server di bilanciamento del carico con Component Services, i componenti B2C (Business-to-Consumer) con Microsoft Commerce Server e i componenti B2B con Microsoft BizTalk® Server (inclusi Product Catalog System, Profiling System e Business Process Pipelines). Contiene inoltre il controller e i server temporanei per Application Center 2000. Se l'architettura dell'applicazione si basa sui servizi di directory di Microsoft Active Directory per l'archiviazione dei dati degli account dei clienti, compresi gli account di computer e di autenticazione utente, la correttezza del backup e del ripristino di Active Directory deve essere importante quanto il ripristino dei dati da computer con SQL Server 2000 nella VLAN dati.

Se l'applicazione Web non si basa su Active Directory per l'archiviazione dei dati o l'autenticazione utente, è comunque indispensabile effettuare backup regolari dei controller di dominio Active Directory. Active Directory può archiviare credenziali di protezione quali certificati, componenti di replica e risorse di sistema. Inoltre, altri server nell'ambiente disporranno di autorizzazioni e account di servizio basati sulle istanze degli account archiviati in Active Directory. Se non è possibile ripristinare un'istanza corrente di Active Directory, la risincronizzazione degli account di computer e la riapplicazione delle autorizzazioni richiederanno una procedura lunga e laboriosa.

Se l'applicazione Web utilizza un array di server di bilanciamento del carico con Component Services gestiti da Application Center, prendere il considerazione il backup del solo server temporaneo. L'architettura Internet Data Center offre installazioni automatiche di tutti i server, quindi i server con Component Services possono essere rigenerati con la stessa rapidità con cui possono essere ripristinati da un backup e la rigenerazione potrebbe essere meno problematica del ripristino dai backup. Tuttavia, poiché il server temporaneo contiene la copia master corrente dell'applicazione basata su Component Services e la configurazione di Application Center, dovrebbe essere sottoposto a backup per ridurre il tempo richiesto per ripristinare l'intero array.

Consiglio: nei server è necessario installare un iDataAgent. Come per il Web front-end, è possibile utilizzare un server dedicato per ospitare un MediaAgent che scriva su disco magnetico invece che su nastro. Questo approccio comporta i seguenti vantaggi:

Il traffico di backup e ripristino è localizzato nella VLAN.
Il supporto è prontamente disponibile (ad esempio non è necessario caricare i nastri), il backup e ripristino dei dati nel o dal disco magnetico sono veloci.
Le copie secondarie possono essere (selettivamente) copiate nei nastri di backup durante i periodi di scarso utilizzo della rete.

VLAN dati

I server di database con SQL Server 2000 sulla VLAN dati richiederanno molto probabilmente una soluzione di backup ben collaudata. È presumibile che contengano informazioni sui clienti, informazioni di carattere finanziario e dati cruciali per la funzionalità dell'applicazione Web Internet Data Center. Se non si utilizza una soluzione di backup e ripristino collaudata, potrebbero derivarne gravi problemi per l'organizzazione. Pertanto, tutti i server di database che contengono dati vitali devono essere sottoposti a backup frequenti. Nei server con SQL Server 2000 è necessario configurare un iDataAgent in cluster per SQL Server 2000.

Consiglio: l'installazione di MediaAgent e di iDataAgent nello stesso componente hardware della VLAN dati riduce i tempi di backup e migliora le prestazioni di backup e ripristino. Dal momento che il livello dati SQL Server 2000 è configurato in un ambiente SAN, l'installazione di MediaAgent nello stesso server in cui si trova il modulo iDataAgent sfrutta la velocità e la solidità dell'ambiente SAN disponibile ed evita di dover sostenere costi hardware supplementari.

Opzione di ripristino di emergenza in standby per la VLAN dati

La VLAN dati è il livello più importante dell'architettura Internet Data Center, dal punto di vista dei dati. Pertanto è opportuno effettuare backup frequenti dei database e ripristinarli esattamente nei server replicati con SQL Server 2000 in un diverso percorso. A questo fine, è possibile eseguire l'utilità di distribuzione dei registri SQL Server 2000 assieme alla soluzione Galaxy. Questa strategia offre una maggiore disponibilità del livello dati ed evita problemi quali il danneggiamento dei dati e attacchi di virus nel caso in cui i dati non siano protetti tramite clustering e replica. Questa opzione è poco costosa e offre una strategia per la disponibilità in ambienti in cui esiste una certa tolleranza per i tempi di inattività.

VLAN di gestione

Anche gli archivi di monitoraggio e gestione devono essere sottoposti a backup perché contengono dati di cronologia sul sistema. Potrebbero contenere eventi di protezione e alcune organizzazioni, quali ad esempio quelle che offrono servizi finanziari, potrebbero essere tenute per legge a conservare questi dati per un certo periodo di tempo.

Riepilogo dei consigli

Nella Tabella 3 è riassunto lo stato di ogni VLAN in un ambiente Internet Data Center con i relativi consigli per il backup e il ripristino.

Tabella 3. Consigli per il backup e il ripristino

VLAN Stato Consiglio

VLAN Web front-end in ambienti standard. Livello di interfaccia front-end (livello superiore).

Cloni di server Web gestiti da Application Server 2000. Nessun dato persistente archiviato.

Farm di server Web IIS:
Rigenerare i server tramite processi di generazione automatizzati (non sono richiesti backup). Priorità: Bassa.
La strategia di backup/ripristino è opzionale.

VLAN Web front-end in ambienti B2B particolari. Livello di interfaccia front-end (livello superiore).

Cloni di server Web gestiti da Application Server 2000. Applicazioni B2B che richiedono l'archiviazione dei dati persistenti nei server Web.

È necessario effettuare il backup dei dati persistenti.
Priorità: Alta.
Utilizzare una strategia di backup e ripristino ben collaudata.

VLAN di infrastruttura. Livello della logica aziendale (livello intermedio).

Contiene la logica aziendale. Può contenere anche gli account di computer e di autenticazione utente archiviati in Active Directory. I componenti includono il controller per Application 2000; server temporanei; Active Directory /server DNS (Domain Name System); Commerce Server 2000 (per applicazioni Web B2C), BizTalk Server 2000 (per applicazioni Web B2B); Exchange Server 2000 (per il componente di posta di BizTalk Server).

Application Center 2000: è necessario effettuare il backup della configurazione del controller per Application Center 2000, del contenuto nei server temporanei e dei dati COM+. Active Directory, DNS ed Exchange Server 2000: è necessario effettuare il backup dell'applicazione B2C e dello stato del sistema. Componenti BizTalk Server 2000: è necessario effettuare il backup dello stato del sistema, di tutti i componenti e dell'applicazione B2B.
Priorità: Alta.
Utilizzare una strategia di backup e ripristino ben collaudata.

Livello database VLAN dati (livello inferiore).

Contiene i dati cruciali utilizzati da Commerce Server 2000, BizTalk Server 2000 e dalle applicazioni Web. I dati sono gestiti e archiviati da SQL Server 2000 in cluster in un ambiente SAN.

SQL Server 2000: è necessario effettuare il backup dello stato del sistema e di tutti i database.
Priorità Alta/Molto alta .
Utilizzare una strategia di backup e ripristino ben collaudata.

VLAN di gestione. Amministrazione e gestione di sistemi.

Server di monitoraggio e gestione e server VPN.

Archivi di monitoraggio e gestione: è necessario effettuare il backup dei dati di sistema storici.
Priorità:: Media.
Utilizzare una strategia di backup e ripristino media.

 

Progettazione e configurazione della soluzione Galaxy

In questa sezione sono riportate le procedure per la progettazione e la configurazione di un sistema Galaxy per ottenere prestazioni ottimali.

Per progettare e implementare un sistema Galaxy, è necessario stabilire quanto segue:

Archiviazione richiesta
Periferiche di archiviazione richieste
MediaAgent richiesti

La progettazione iniziale di un sistema Galaxy deve fornire i requisiti hardware e di archiviazione preliminari. In seguito, per perfezionare la progettazione per requisiti di archiviazione specifici, è possibile rieseguire lo stesso processo. Viene incluso un esempio per illustrare il processo di progettazione di un sistema Galaxy.

Considerazioni hardware

I dettagli sulla soluzione hardware utilizzata per l'architettura Internet Data Center sono reperibili al seguente indirizzo:

http://www.microsoft.com/solutions/IDC/default.asp (in inglese)

È importante stabilire quale altro hardware di sistema è richiesto per il backup in sede, la ridondanza delle periferiche e l'archiviazione fuori sede. Nel caso di molti ambienti, è buona norma disporre di una struttura di prova con le stesse periferiche dell'ambiente di produzione, ma posta in un luogo diverso.

Nota: per informazioni sui requisiti hardware per i sistemi Galaxy, vedere la documentazione Galaxy oppure visitare il sito: http://www.commvault.com.

Requisiti di archiviazione

I requisiti di archiviazione comprendono la quantità totale di spazio di archiviazione e i supporti di archiviazione richiesti per gestire il backup per il periodo di tempo specificato.

Per calcolare i requisiti di archiviazione per il sistema, è necessario stabilire quanto segue:

Numero di client
Schema di memorizzazione dei dati
Requisiti di archiviazione
Requisiti per i supporti di archiviazione
Requisiti per le periferiche di archiviazione
Numero di MediaAgent

Numero di client

Stabilire il numero di computer client nel sistema Galaxy.

Schema di memorizzazione dei dati

Il periodo di memorizzazione dei dati è il periodo per il quale si vuole che un set particolare di dati di backup rimanga disponibile per il ripristino. Allo scadere del periodo di memorizzazione dei dati e dopo l'esecuzione dell'utilità di eliminazione, i supporti potranno essere riutilizzati.

Per stabilire lo schema di memorizzazione dei dati, applicare i seguenti criteri:

Numero di cicli di backup completi mantenuti nell'archiviazione (Cicli). Un ciclo di backup completo include i backup completi e tutti gli altri fino al backup completo successivo.
Numero di backup incrementali/differenziali in un ciclo completo (Incrementali).

Requisiti di archiviazione

L'archiviazione richiesta è la quantità totale dei dati che verranno gestiti nei supporti di archiviazione per il periodo di memorizzazione dei dati. L'indice è lo spazio richiesto in MediaAgent per archiviare i dati dell'indice che definiscono gli oggetti utente salvati in un determinato backup. Questo indice viene archiviato nei supporti di archiviazione alla fine del backup.

Per valutare i requisiti di archiviazione totali, applicare la seguente formula:

Archiviazione richiesta = Backup completi + Backup incrementali + Indice

Dove:

Backup completi = (Cicli * Totale utilizzato)

Backup incrementali = (Cicli * Modifiche quotidiane * Incrementali)

Indice = 4% di (Backup completi + Backup incrementali)

Totale utilizzato è la quantità totale di spazio su disco utilizzato per tutti i client.

Cicli è il numero di cicli di backup completi.

Modifiche quotidiane è la percentuale quotidiana stimata di modifiche dei dati.

Incrementali è il numero di backup incrementali e/o differenziali in ogni ciclo di backup completo.

Si presuma ad esempio che il ciclo di backup del sistema sia di quattro settimane e che ogni settimana si eseguano sei backup incrementali. Si presuma inoltre che la quantità totale di spazio su disco utilizzato in tutti i client (Totale utilizzato) sia di 1 terabyte (TB) e che le modifiche quotidiane stimate (Modifiche quotidiane) siano il 10% di questo valore, ovvero 100 gigabyte (GB).

La dimensione di tutti i backup completi è:

 

La dimensione di tutti i backup incrementali è:

 

La dimensione dell'indice è:

 

L'archiviazione richiesta è:

 

Requisiti per i supporti di archiviazione

I requisiti per i supporti di archiviazione sono la quantità di supporti fisici (nastro, disco magnetico o disco magneto-ottico) richiesta per mantenere i requisiti di archiviazione totale per il periodo di memorizzazione dei dati.

Per stabilire i requisiti per i supporti di archiviazione, applicare i seguenti criteri:

Supporti di archiviazione = Archiviazione richiesta / (Supporto * Rapporto di compressione)

Dove:

Supporti di archiviazione è la quantità di supporti di archiviazione richiesta.

Archiviazione richiesta è il totale calcolato nell'esempio precedente.

Supporto è la capacità non compressa del tipo di supporto utilizzato.

Rapporto di compressione è il rapporto di compressione dell'hardware.

Riprendendo l'esempio precedente, presumendo che il nastro utilizzato abbia una capacità di 60 GB non compressi e che la compressione hardware permetta un rapporto di compressione di 2:1, il numero di nastri richiesti è:

 

Requisiti per le periferiche di archiviazione

I requisiti per le periferiche di archiviazione interessano il numero di unità nastro richieste per eseguire un backup completo contemporaneamente in tutti i client in maniera che i backup vengano completati entro uno specifico periodo di tempo o intervallo di backup.

Per stabilire i requisiti per le periferiche di archiviazione, applicare i seguenti criteri:

Unità minime = (Completo / Velocità di backup) / Intervallo di backup

Unità massime = (Client * Flussi * Durata backup) / Intervallo di backup

Dove:

Unità è il numero di unità nastro richieste.

Completo è la dimensione di un singolo backup completo per tutti i client.

Velocità di backup è la velocità di backup stimata in GB l'ora.

Intervallo di backup è l'intervallo di backup (tempo disponibile per il completamento dei backup) in ore.

Riprendendo l'esempio precedente, si presuma che la dimensione del backup completo per tutti i client sia di 1 TB e che l'unità abbia una velocità di backup di circa 35 GB l'ora, che l'intervallo di backup sia di 8 ore, che ciascun client abbia 2 flussi di backup e che la durata di backup per client sia di 2 ore.

Il numero minimo di unità nastro richieste è:

 

Il numero massimo di unità nastro richieste è:

 

Numero di MediaAgent

Un Galaxy MediaAgent gestisce la libreria e la trasmissione dei dati tra i client e i supporti di backup.

Per stabilire i requisiti in materia di MediaAgent per il sistema, applicare i seguenti criteri:

MediaAgent = Unità / Unità per libreria

Dove:

MediaAgent è il numero di MediaAgent richiesti.

Unità è il numero di unità nastro richieste.

Unità per libreria è il numero di unità nella libreria.

Riprendendo l'esempio precedente, presumendo che una libreria contenga 10 unità di backup, il numero di MediaAgent richiesti è:

 

Procedure consigliate per la configurazione dei componenti Galaxy

La configurazione dei componenti Galaxy e le seguenti procedure consigliate per l'ottimizzazione delle prestazioni possono migliorare il sistema Galaxy progettato. È possibile configurare applicazioni o componenti specifici, oppure calibrare i requisiti di archiviazione in base ai requisiti del proprio particolare ambiente Internet Data Center.

Per migliorare e supportare la disponibilità e le prestazioni dell'ambiente Internet Data Center viene fornita la seguente configurazione.

Configurazione di CommServe

In questa sezione sono riportate le procedure consigliate per l'implementazione di Galaxy CommServe nell'ambiente Internet Data Center.

Ridondanza di CommServe

CommServe deve essere implementato in un ambiente cluster Windows 2000.

Dimensionamento di CommServe

Un singolo CommServe è in grado di gestire fino a 35 client. Il numero di client nell'ambiente può variare a seconda della progettazione e dell'hardware utilizzato. In ambienti con più di 35 client è consigliato distribuire un altro CommServe.

Hardware e software per CommServe

Per ottimizzare le prestazioni di un CommServe in cluster, utilizzare un computer con 4 processori con il sistema operativo Windows 2000 Advanced Server. Il computer deve essere conforme ai seguenti requisiti minimi:

Processore Pentium compatibile 700 megahertz (MHz) o Xeon superiore
2 gigabyte (GB) di RAM
Almeno 8 GB di spazio su disco rigido, oltre all'archivio cache dell'indice

Configurazione di MediaAgent

In questa sezione sono riportate le procedure consigliate per l'implementazione di Galaxy MediaAgent nell'ambiente Internet Data Center.

Dimensionamento di MediaAgent

Per aumentare le prestazioni e ridurre il traffico di rete, installare un MediaAgent nello stesso computer in cui è presente un iDataAgent che avrà grandi requisiti di archiviazione.

Ridondanza di MediaAgent

Un MediaAgent può essere implementato in un ambiente cluster Windows 2000 in cui è richiesta la capacità failover.

Memorizzazione dei dati

Utilizzare un ciclo di un mese e quattro backup per lo schema di memorizzazione dei dati. Effettuare un backup completo una volta alla settimana e i backup incrementali ogni giorno.

Al momento di pianificare i backup completi, utilizzare Start new media in Advanced Backup Options.

Criterio di archiviazione

Utilizzare un criterio di archiviazione separato per ogni iDataAgent.

Includere il nome client e il tipo di iDataAgent in ogni nome del criterio di archiviazione (ad esempio, Server1_SQL).

Aumentare il numero di flussi in modo che corrisponda al numero massimo delle unità configurate.

Modalità di compressione

Utilizzare la compressione hardware per ogni criterio di archiviazione impostando l'attributo Hardware Compression.

Hardware e software per MediaAgent

Per ottimizzare le prestazioni del server che ospita il MediaAgent, utilizzare un computer con 4 processori con il sistema operativo Windows 2000 Server. Il computer deve essere conforme ai seguenti requisiti minimi:

Processore Pentium compatibile 700 MHz o Xeon superiore
2 GB di RAM
Almeno 8 GB di spazio su disco rigido, oltre all'archivio cache dell'indice

Configurazione dei supporti di archiviazione

Quando si utilizzano supporti di archiviazione nell'ambiente Internet Data Center, attenersi ai seguenti consigli.

Utilizzare solo supporti magnetici per un client, quando i requisiti di archiviazione totale sono inferiori ai 20 GB.
Quando la copia principale di un backup è su supporto magnetico, è necessario creare una copia ausiliaria dalla quale effettuare copie secondarie su nastro.
Impostare periodi di memorizzazione dei dati brevi per i supporti magnetici (ad esempio, due giorni per un backup completo).

Configurazione dell'archiviazione fuori sede

Quando si configura l'archiviazione fuori sede, attenersi ai seguenti consigli:

1. Assegnare ogni iDataAgent a un criterio di archiviazione. Se un iDataAgent ha più client secondari, assegnarli tutti allo stesso criterio di archiviazione.
2. Assegnare un nome al criterio di archiviazione utilizzando uno schema di denominazione semplice, ad esempio nome host_tipo applicazione. Se, ad esempio, in un server con Exchange Server denominato "avocado" sono presenti due Galaxy iDataAgent denominati "file system" e "database Exchange", i criteri di archiviazione ai quali punta il server si chiamerebbero "avocado_fs" e "avocado_dbex".
3. Al momento di pianificare i backup completi, utilizzare Start new media in Advanced Backup Options. Il nastro attivo precedente per il criterio di archiviazione verrà così contrassegnato come Full.

Seguendo questa procedura, è possibile portare settimanalmente i nastri fuori sede. Per identificare quali nastri poter portare fuori sede, eseguire il report Backups on Media per i criteri di archiviazione appropriati in CommCell e specificare che il report deve contenere solo i nastri contrassegnati per la libreria come Full e In.

Se il periodo di memorizzazione dei dati archiviati nei nastri fuori sede non è scaduto, è possibile riportare i nastri in sede e ripristinare i dati. Se il periodo di memorizzazione dei dati è scaduto, ma i nastri non sono stati riciclati, è possibile utilizzare lo strumento Galaxy Disaster Recovery per ripristinare i dati.

Nota: lo strumento Disaster Recovery supporta al momento il ripristino dei dati dai backup del file system. Nel corso dell'anno, CommVault aggiungerà un supporto per Exchange 2000 e altri tipi di applicazioni.

Per conservare i supporti di archiviazione selezionati (quali ad esempio i backup completi per la fine del mese, il trimestre e l'anno), utilizzare l'opzione View media in Galaxy Backup History per identificare i nastri ed essere così sicuri di non riutilizzarli. Per ripristinare i backup dai nastri, utilizzare lo strumento Disaster Recovery.

Per evitare che i dati fuori sede diventino obsoleti, utilizzare la funzione di copia ausiliaria del software Galaxy. A questo fine è richiesta una serie separata di nastri utilizzati specificamente per l'archiviazione fuori sede. La funzione di copia ausiliaria serve per copiare i file dell'archivio Galaxy dalla copia principale di un determinato criterio di archiviazione in una copia ausiliaria (secondaria, terziaria, e così via). La copia può avvenire tra supporti simili (ad esempio da nastro a nastro) o dissimili (ad esempio da supporto magnetico a nastro). Dopo aver eseguito la copia ausiliaria, è possibile portare fuori sede il nastro che appartiene alla copia ausiliaria. Le regole di obsolescenza (tempo di memorizzazione) per i dati della copia ausiliaria possono essere superiori al tempo di memorizzazione nella copia principale.

Configurazione di iDataAgent per SQL Server 2000

Quando lo stripping è supportato, utilizzare criteri di archiviazione a flusso multiplo.

Effetto del backup su un client

L'esecuzione dei backup richiede risorse hardware (specie in termini di CPU e RAM) sul computer client. La portata delle ripercussioni di un'operazione di backup su un client dipende dalle risorse hardware disponibili e dall'eventuale esecuzione contemporanea di altre operazioni sul client.

Assicurarsi che il computer client sia conforme almeno ai requisiti minimi descritti nella sezione Distribuzione di backup e ripristino più avanti in questo modulo.
Eseguire tutte le attività non essenziali o altre operazioni, quali ad esempio le scansioni antivirus, al di fuori dell'intervallo di backup.
Effettuare i backup su un client durante le ore serali o quando l'attività nel client è minima.
Effettuare i backup nei client secondari in sequenza.
Impostare la finestra operativa in maniera da evitare che i backup abbiano luogo durante il giorno o durante altri periodi di attività intensa.
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Distribuzione di backup e ripristino

In questa sezione viene descritta la procedura richiesta per distribuire la soluzione di backup e ripristino CommVault Galaxy in un ambiente Internet Data Center. I tre tipi principali di componenti da installare sono CommServe StorageManager (il CommServe), uno o più MediaAgent e uno o più iDataAgent specifici per la piattaforma. Per informazioni dettagliate sull'architettura Galaxy, vedere la sezione Progettazione di backup e ripristino descritta precedentemente in questo modulo.

Installazione di componenti back-end

È necessario installare i seguenti componenti nelle VLAN (Virtual Local Area Network) di gestione e dati:

Galaxy CommServe
Galaxy MediaAgent
Galaxy iDataAgent per Exchange 2000 Server (database e cassetta postale)
Galaxy iDataAgent per SQL Server (è necessario installare questo iDataAgent nel cluster)

Installazione di componenti di livello medio e di livello Web

È necessario installare Galaxy iDataAgent per il sistema operativo Windows 2000 nelle VLAN di infrastruttura e nella farm di server Web.

Il numero di istanze di iDataAgent per Windows 2000 da installare e configurare dipende da quali sono i server da sottoporre a backup. Con alcune configurazioni Internet Data Center potrebbe essere anche necessario installare dei MediaAgent nella VLAN di infrastruttura e nella farm di server Web. Per la strategia di backup consigliata per le VLAN di infrastruttura e la farm di server Web, vedere la sezione Progettazione di backup e ripristino descritta precedentemente in questo modulo.

Requisiti di sistema

Quelli che seguono sono i requisiti di sistema per la distribuzione del software CommVault Galaxy:

Requisiti hardware per i computer client CommServe, MediaAgent e Galaxy.
Sistema operativo, rete e altri requisiti software per i computer client Galaxy, CommServe e MediaAgent.
Requisiti hardware e software per una console di amministrazione remota.
Requisiti di rete.
Istruzioni di configurazione di librerie e unità per periferiche con connessione diretta, periferiche SAN e periferiche NAS (Network-Attached Storage) NDMP (Network Data Management Protocol).

Nota: questi requisiti sono descritti più dettagliatamente in CommVault Galaxy Pre-Installation Checklist.

Per informazioni sulle librerie e le unità supportate, rivolgersi al rappresentante CommVault.

Sequenza di distribuzione

I componenti Galaxy devono essere installati nel seguente ordine:

1. CommServe
2. MediaAgent
3. iDataAgent

iDataAgent per Exchange 2000 o Microsoft SQL Server 2000 può essere installato solo in un computer in cui è già presente iDataAgent per Windows 2000. Durante l'installazione dei moduli iDataAgent per Exchange 2000 e SQL Server 2000, Galaxy controlla che nel computer client sia presente iDataAgent per Windows 2000. Se non lo trova, lo installa prima di continuare.

Nota: ogni installazione di un file system di iDataAgent richiede una licenza valida.

Requisiti firewall

Il supporto del firewall tra CommServe, MediaAgent e client migliora la protezione limitando le porte TCP (Transmission Control Protocol) di entrata e uscita a un intervallo predeterminato. Un firewall offre molti vantaggi, tra cui una maggiore protezione, la conversione IP, la registrazione e il monitoraggio.

Attualmente, tutti i computer che interagiscono l'uno con l'altro attraverso un firewall devono utilizzare lo stesso intervallo di porte. L'intervallo delle porte è 100 per il primo backup del client firewall CommServe, 50 per un MediaAgent separato e 25 in più per ogni ulteriore backup contemporaneo di client al di fuori del firewall.

Nota: a ogni componente (CommServe, MediaAgent e client) deve essere allocato lo stesso numero e lo stesso intervallo di porte. CommServe, MediaAgent e i client all'interno del firewall non utilizzano le risorse del firewall.

La procedura seguente consente di configurare le comunicazioni Galaxy nei computer attraverso un firewall.

Per impostare l'accesso firewall
1. Controllare che in CommServe, MediaAgent e nei client firewall sia installato Galaxy versione 3.1.0 (GSP1) o superiore.
2. Controllare che le porte da 8400 a 8403 siano attivate per CommServe, MediaAgent e i client appropriati. Per una maggiore protezione, si consiglia di configurare il firewall in maniera che vengano accettate solo le connessioni dai computer Galaxy dall'altro lato del firewall.

Nota: Galaxy utilizza un protocollo proprietario sicuro per i processi che comunicano sulle porte attivate.

3. Stabilire l'intervallo di porte TCP/IP da utilizzare attraverso il firewall. Gli intervalli delle porte sono i seguenti:
100 per il primo backup CommServe/client firewall
25 in più per ogni ulteriore backup contemporaneo di client al di fuori del firewall
50 porte per ogni MediaAgent

Nota: le porte riservate devono avere un numero compreso tra 5000 e 65536.

4. Prima di creare i file di configurazione, interrompere tutti i servizi Galaxy in esecuzione nel computer. Procedere quindi con la configurazione.
5. Tramite un editor di testo quale il Blocco note Microsoft, creare un file denominato Firewall.svc nella directory principale di Galaxy, ovvero nella directory in cui è stato installato il software Galaxy, e specificare l'intervallo di porte da utilizzare in questo file. In questo esempio viene illustrato cosa digitare per l'intervallo di porte 8600-8699:
 

Non elencare le porte 8400, 8401, 8402 o 8403. Queste porte sono utilizzate per CommServe, MediaAgent e i client appropriati.

6. Per riservare una porta (tranne nel caso in cui si tratti di una porta per un firewall) compresa nell'intervallo specificato (ad esempio la porta 8650), modificare il file Firewall.svc e specificare il numero di porta, seguito da:-1:-1:-1. Ad esempio:
 

Mentre sono in corso i backup, non esaminare il file Firewall.svc. Controllare invece la copia di backup denominata Firewall_bak.txt.

7. Creare un file di testo denominato Firewall_loc.txt nella stessa directory in cui si trova il file Firewall.svc. Il file Firewall_loc.txt contiene i nomi di dominio dei computer che si trovano dall'altro lato del firewall. Utilizzare una riga per ogni nome di computer e controllare che non vi siano spazi finali.

Si supponga, ad esempio, che CommServe (bck01.nwtraders.com) e MediaAgent (sql01.nwtraders.com) si trovino da un lato del firewall e che i client denominati iis01.nwtraders.com, iis02.nwtraders.com e ad01.nwtraders.com siano dall'altro lato. Nell'host CommServe, il file Firewall_loc.txt si presenta come segue:

 

In ogni client del firewall, il file Firewall_loc.txt si presenta come segue:

 
8. Dopo aver apportato queste modifiche alla configurazione, riavviare tutti i servizi Galaxy.
9. All'avvio, i nomi degli host nel file Firewall_loc.txt vengono letti e convertiti in indirizzi IP da gethostbyname. Gli indirizzi vengono quindi scritti nel file Firewall_exp.txt e confrontati con quelli degli host all'estremità del socket utilizzato. Se viene trovata una corrispondenza, verrà utilizzata una porta firewall. In caso contrario, verrà generata una porta casuale.
10. Se diversi messaggi nel file di registro indicano che le comunicazioni Galaxy sono in modalità sospensione/attesa (ovvero, in attesa che si rendano disponibili delle porte), significa che il numero di porte allocate per l'uso con il firewall è insufficiente. Se il file di registro contiene un messaggio che indica che non vi sono porte firewall disponibili, è necessario specificarne altre.
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CommServe

CommServe comunica con tutti i computer client in CommCell per dare inizio alle operazioni di backup e ripristino del sistema. Comunica inoltre con i MediaAgent quando il sottosistema dei supporti richiede la gestione. CommServe è il cuore di Galaxy CommCell, con la funzione di connettere tutti i componenti in una rete di area.

Quando si installa un CommCell, installare sempre per primo il software CommServe.

Prima di iniziare

Per evitare i comuni problemi di installazione è necessario:

Esaminare le note sulla versione del prodotto per essere informati sulle modifiche e sui miglioramenti apportati.
Ottenere una licenza valida, fornita nel disco della licenza Galaxy.

Nota: non è possibile installare il software Galaxy senza una licenza valida.

Controllare che il computer in cui si installa CommServe sia conforme ai seguenti requisiti minimi, descritti più dettagliatamente in Galaxy Pre-Installation Checklist:
Installare il software in un'unità non compressa. CommServe non deve essere installato in un'unità compressa.
Per evitare problemi di compatibilità e prestazioni, non installare il software CommServe in:
Un computer con Microsoft Exchange Server
Un computer in cui è già installata una versione di Microsoft SQL Server™6.5 o 7.0 che serve altre applicazioni.
Dedicare un'istanza SQL Server a Galaxy. L'istanza SQL Server utilizzata da CommServe deve essere dedicata al supporto del software Galaxy e non può essere condivisa da altre applicazioni.
Testare tutte le interfacce di rete. Se il computer CommServe ha diverse schede di interfaccia di rete (NIC, Network Interface Card) e indirizzi IP, controllare che tutti i percorsi di comunicazione di rete funzionino.

Se il computer CommServe ha due o più unità disco fisico, è possibile aumentare le sue prestazioni installando il database CommServe in un'unità fisica diversa da quella in cui si trovano l'applicazione Microsoft SQL Server 7.0 e il database SQL Server 7.0.

Installazione del software CommServe

Nella procedura seguente viene descritto come installare il software CommServe.

Per installare il software CommServe
1. Nel computer che fungerà da CommServe, effettuare l'accesso come amministratore o come un altro membro del gruppo degli amministratori locali. Il software Galaxy può essere installato solo da un utente membro di questo gruppo.
2. Inserire il CD-ROM del software Galaxy nell'unità CD-ROM di CommServe. Dopo alcuni secondi, viene visualizzato il menu di installazione.
Se il menu di installazione non viene visualizzato:
1. Sulla barra delle applicazioni di Windows scegliere Start, quindi Esegui.
2. Scegliere l'unità CD-ROM, fare clic su SetupGalaxy.exe, quindi scegliere OK.

Nota: il prodotto può essere installato anche utilizzando un'unità CD-ROM mappata su un altro computer in rete. Tenere presente che, se l'unità non viene mappata, l'installazione risulterà difettosa.

3. Scegliere CommServe dal menu di installazione, quindi fare clic su Install.
4. Il programma di installazione stabilisce se ci si trova in un ambiente cluster. In caso affermativo, vedere "Installazione di CommServe su un cluster" più avanti in questo modulo. In caso negativo, il processo di installazione continua automaticamente.
5. Il programma di installazione verifica l'account utente di Windows per controllare che possieda i diritti utente necessari. Questi includono la possibilità di accedere come servizio, di agire come parte di un sistema operativo e di sostituire un token a livello di processo.
Se l'account dispone dei diritti necessari non verrà visualizzato questo messaggio e si potrà passare alla fase successiva.
6. Il programma di installazione modifica i diritti dell'amministratore del gruppo. Uscire, quindi effettuare nuovamente l'accesso.
7. Il programma di installazione controlla se nel computer è installato Microsoft SQL Server 7.0. In caso affermativo, compare un messaggio in cui si informa l'utente che l'installazione di SQL Server esistente potrebbe non essere compatibile con Galaxy. È possibile utilizzare l'installazione di SQL Server esistente (scelta non consigliata), oppure uscire dal programma di installazione, rimuovere SQL Server e riavviare l'installazione di CommServe. Se si utilizza l'installazione esistente, è necessario configurare Microsoft SQL Server in maniera che venga eseguito utilizzando l'account di sistema locale.
Se SQL Server 7.0 non è installato, compare un messaggio in cui si informa l'utente che è necessario installarlo sul computer CommServe. Nel programma di installazione Galaxy è incorporata l'installazione di SQL Server 7.0.
8. Scegliere Yes per installare Microsoft SQL Server 7.0.
9. Selezionare una delle seguenti directory di installazione di Microsoft SQL Server 7.0:
Percorso di installazione. Si tratta del percorso in cui si desidera installare Microsoft SQL Server 7.0.
Percorso del database. Si tratta del percorso in cui si desidera installare il database di Microsoft SQL Server 7.0. Questo database è utilizzato per le operazioni di SQL Server 7.0, non per Galaxy.

Se sono necessarie directory diverse, modificare le impostazioni, quindi scegliere OK.

10. Quando viene richiesto, inserire il CD-ROM Galaxy SQL Server Database, quindi scegliere OK.
Microsoft SQL Server viene installato nel computer. Il completamento del processo potrebbe richiedere diversi minuti.
11. Viene visualizzato un errore di impostazione del criterio password. Scegliere OK per continuare.
12. Quando viene chiesto, inserire il CD-ROM del software Galaxy, quindi scegliere OK. Alla richiesta successiva, scegliere OK per riavviare il computer. Dopo il riavvio del computer, la procedura di installazione di CommServe continua automaticamente.
13. Sullo schermo Welcome, scegliere Next per continuare.
14. Leggere il contratto di licenza Galaxy. Per continuare, scegliere Yes per accettare le condizioni del contratto.
15. Scegliere il percorso di installazione in Galaxy Destination Folder. Questa directory di installazione verrà utilizzata anche da qualsiasi altro software Galaxy installato, ad esempio un MediaAgent. Per accettare il percorso predefinito, scegliere Next, oppure Browse per selezionare un diverso percorso su un'unità disco locale. Non installare il software su un'unità di rete mappata. Annotare la cartella qui: Cartella di destinazione Galaxy: _________________
16. Scegliere il tipo di installazione del database di metadati SQL che si desidera eseguire. Fare clic su Typical o Custom. Le opzioni personalizzate vengono visualizzate alla fine della procedura di installazione.
17. Scegliere il percorso in cui installare il database CommServe. Per accettare il percorso predefinito, scegliere Next, oppure Browse per selezionare un diverso percorso su un'unità disco locale. Non specificare un'unità di rete mappata. Nel disco in cui verrà archiviato il database deve esserci almeno 1 GB di spazio libero. Annotare la destinazione qui:

Destinazione del database Galaxy: _______________

18. Scegliere Next per continuare.
19. Viene chiesto il percorso del file della licenza di installazione di Galaxy. Inserire il disco che contiene il file della licenza nell'unità disco floppy del computer e scegliere Browse per individuare il file della licenza (nomefile.txt). I nomi dei file delle licenze includono un numero generato in modo casuale e, in genere, un nome descrittivo quale ad esempio CVL_000004DB_Microsoft_IDCLab2.txt. Non rimuovere il disco finché l'installazione non è completa. Scegliere OK.
20. Selezionare il nome host di CommServe. Si tratta del nome di rete TCP/IP del computer CommServe. Se CommServe ha più di una NIC, scegliere il nome host per quella in grado di comunicare con tutti i computer in CommCell. Se necessario, è possibile ottenere i nomi host scegliendo Rete e connessioni remote nel Pannello di controllo. Annotare il nome qui: Nome host CommServe: ___________________ (distinzione tra maiuscole e minuscole)

Scegliere Next.

21. I backup ExpressRecovery proteggono il database interno di CommServe. Nella finestra Galaxy CommServe ExpressRecovery (ER) Path, specificare le informazioni appropriate nei campi seguenti:
CommServe ER destination path
Digitare il percorso di destinazione in cui vengono salvati i backup CommServe ExpressRecovery. Deve trattarsi di un percorso di rete valido specificato da un prefisso UNC (Universal Naming Convention).
Network share user name
Digitare il nome di dominio/utente dell'utente con diritti amministrativi sul percorso di destinazione ER.
Network share password
Digitare la password per l'utente selezionato sopra.
Immettere nuovamente la password
Digitare nuovamente la password a scopo di verifica.

Nota: per meglio proteggere i metadati Galaxy, è opportuno salvare i backup ExpressRecovery di CommServe in un'unità in un client Galaxy remoto, non in un'unità locale di CommServe. Dopo aver installato CommServe, non dimenticare di pianificare backup ExpressRecovery quotidiani.

22. Assegnare un nome account e una password all'account amministrativo del database SQL Server CommServe. Galaxy utilizza questo account SQL Server a livello interno per accedere al database CommServe.

Nome account: ___________________________

Password: _______________________________

Non confondere questo account con quello utilizzato per accedere alla console Galaxy. I due account amministrativi, per SQL Server e Galaxy, sono separati anche se, per impostazione predefinita, si chiamano entrambi cvadmin. Durante l'installazione viene creato un account di accesso a Galaxy con il nome utente e la password cvadmin senza chiedere l'intervento dell'utente. La password per l'account di accesso di Galaxy può essere cambiata in seguito tramite le proprietà account dell'utente nella sezione CommCell Users della console Galaxy.

23. Scegliere Next e confermare la password. Quindi scegliere nuovamente OK.
24. Scegliere Next dopo aver letto il riepilogo delle opzioni di installazione scelte.
25. Il programma di installazione controlla l'installazione di Microsoft Internet Explorer. Questo software è un requisito indispensabile del software CommServe. Se la versione di Internet Explorer installata non è conforme ai requisiti minimi, compare un messaggio di avviso. Se si prevede di utilizzare la versione snap-in MMC di CommCell Console, è necessario installare Internet Explorer 5 o versione superiore.
26. Il programma di installazione controlla l'installazione di Java Runtime Environment (JRE). Se non è presente, verrà chiesto di installarlo. Scegliere Yes per installare JRE oppure No per continuare l'installazione. Se si installa JRE, viene visualizzata una finestra di dialogo in cui si chiede di specificare il percorso di destinazione. Specificare il percorso di destinazione, quindi scegliere Next.
27. Il programma di installazione chiede di assegnare una password di accesso all'amministratore di sistema SQL Server. Questo è l'account dell'amministratore creato da SQL Server durante l'installazione. Assegnare e confermare la password (se per l'installazione di CommServe è stata utilizzata un'installazione esistente di SQL Server 7.0, viene chiesto di fornire la password per l'account amministratore di sistema esistente), quindi scegliere OK.
28. Se si è scelta l'opzione Typical nel Passo 16, il processo di installazione salta al Passo 31. Se invece nel Passo 16 è stata scelta l'opzione Custom, l'installazione continua con i passi successivi. L'opzione Custom permette di configurare i percorsi del file di registro e del file script di CommServe, come pure il percorso, la dimensione e la percentuale di crescita dei file del database CommServe. Se si è scelto di installare le opzioni di database personalizzate:
Il programma di installazione visualizza la finestra CommServe Database Configuration. Selezionare i percorsi personalizzati per i file di dati e il file di registro, quindi scegliere OK.
Scegliere Yes per confermare la definizione delle opzioni del database CommServe.
Nella finestra CommServe Database File Groups Configuration, immettere la dimensione iniziale massima dei file e i valori di crescita desiderati. Quindi scegliere Next.
Scegliere Yes per confermare la definizione delle configurazioni del gruppo di file del database CommServe.
29. Per ottimizzare le prestazioni del database, controllare che certe opzioni del database CommServe siano disattivate. A questo scopo:
1. Selezionare il database CommServe, scegliere Database, quindi CommServe.
2. Fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome CommServe, quindi scegliere Properties.
3. Selezionare il riquadro Option.
4. Controllare che siano selezionate solo le opzioni Select Into Bulk Copy e Truncate Log on Checkpoint.
30. Impostare la memoria del database su 128 MB o su un valore maggiore se in CommServe si dispone di più memoria. Per impostare la memoria massima per SQL Server, completare la seguente procedura in SQL Server Enterprise Manager:
1. Nella visualizzazione del riquadro di sinistra, selezionare Microsoft SQL Servers, SQL Server Group, quindi Nome_Istanza (dove Nome_Istanza è il nome dell'istanza SQL Server che si desidera configurare).
2. Fare clic con il pulsante destro del mouse sull'istanza, quindi scegliere Properties.
3. Fare clic sulla scheda Memory.
4. Selezionare Dynamically Configure SQL Memory e impostare la memoria massima su un valore pari alla metà della memoria del database disponibile per CommServe. Impostare la memoria minima su 0.
31. Se è installato Microsoft Internet Information Services (IIS), verrà chiesto se si desidera configurare CommServe per l'amministrazione basata su Web. Questa scelta permette di accedere a CommCell Console (l'interfaccia grafica utente di Galaxy, ad esempio) e di visualizzare i report di CommCell tramite un browser Web. Se IIS non è installato, questo messaggio non verrà visualizzato e si potrà continuare con il passo successivo scegliendo OK. Scegliere Yes.
1. Quando viene chiesto un alias, digitare il nome dell'alias Web che si desidera utilizzare per accedere in modalità remota a CommCell Console, oppure utilizzare il nome di alias predefinito Galaxy. Scegliere OK.
2. Se viene chiesto, scegliere Yes per sovrascrivere l'alias.
3. Il programma riporta l'URL (Uniform Resource Locator) utilizzabile per accedere a CommCell Console tramite un browser Web. Per poterlo utilizzare in futuro, annotare il seguente URL:

URL Web Galaxy: _________________________

Scegliere OK per continuare.

32. Se si sceglie di non installare JRE, si riceverà un messaggio che chiede di farlo. Scegliere OK per continuare.
Galaxy tenta di aggiungere il computer a CommCell Plus. Se l'operazione non riesce e il computer è un server membro in un dominio del servizio directory Active Directory, è possibile eseguire il seguente comando: regEvMgrsWithAD-c nome_completo_CommServe
È il nome di dominio completo (FQDN, Fully Qualified Domain Name) di CommServe.

Scegliere OK per continuare.

33. Rimuovere il disco della licenza e, quando viene chiesto, scegliere OK per riavviare il computer CommServe.
34. Impostare un account ExpressRecovery per poter effettuare il backup del database CommServe. Per le istruzioni, vedere "Impostazione dell'account Express Recovery" più avanti in questo modulo.

Installazione di CommServe su un cluster

In questa sezione viene descritto come installare un CommServe in un ambiente cluster. Tenere presente che, durante l'installazione del nodo attivo, il programma di installazione installa automaticamente CommServe in un nodo passivo.

Si suggerisce di installare un CommServe in cluster nel proprio gruppo di dischi o, perlomeno, in un gruppo di dischi che non contenga le applicazioni che devono essere sottoposte a backup da iDataAgent. Questa procedura è consigliata per due ragioni:

Mantenere tutti i dati e i backup in un gruppo di dischi può influire sulla strategia di protezione dei dati.
Se gli iDataAgent sono installati nello stesso gruppo di dischi di CommServe, possono insorgere problemi di temporizzazione in merito all'arresto e all'avvio delle risorse cluster Galaxy durante l'installazione di iDataAgent.

Prima di iniziare

Per evitare i comuni problemi di installazione è necessario:

Verificare la disponibilità dei nodi. Devono essere disponibili sia i nodi attivi sia quelli passivi.
Preinstallare Microsoft SQL Server. SQL Server 7.0 Service Pack 1 deve essere installato e in cluster prima dell'installazione di CommServe.
Controllare che il servizio cluster si colleghi alla scheda di rete pubblica prima che alla scheda di rete privata.
Controllare che nel servizio cluster la patch Microsoft gethostbyaddress 19425 (pre-Service Pack 3) sia stata applicata a tutti i nodi. Per ottenere questa patch, contattare il servizio di supporto tecnico Microsoft.
Controllare che nel servizio cluster tutte le periferiche di array disco siano configurate con accesso all'array condiviso e che il software cluster sia installato e in esecuzione.
Per installare un CommServe in un cluster
1. Accedere al computer che ospiterà CommServe come Domain User con privilegi su tutti i nodi nel cluster.
2. Inserire il CD-ROM del software Galaxy per Windows 2000 nell'unità CD-ROM. Dopo alcuni secondi, viene visualizzato il menu di installazione.

Se il menu di installazione non viene visualizzato:

1. Sulla barra delle applicazioni di Windows scegliere Start, quindi Esegui.
2. Scegliere un'unità CD-ROM, selezionare SetupGalaxy.exe, quindi scegliereOK.

Nota: il prodotto può essere installato anche utilizzando un CD-ROM mappato su un altro computer in rete. Tuttavia, se l'unità non viene mappata, l'installazione risulterà difettosa.

3. Selezionare CommServe nel menu di installazione, quindi fare clic su Install.
Il programma di installazione stabilisce che si trova in un ambiente cluster.
4. Viene visualizzato l'elenco dei gruppi di dischi configurati nel cluster e che contengono i server virtuali. Selezionare il gruppo di dischi che contiene il server virtuale in cui installare il software CommServe e l'installazione cluster di SQL Server 7.0.
Ogni volta che un'installazione in un ambiente cluster richiede un riavvio, prima di continuare controllare che sia avvenuto il failover del gruppo di dischi sul nodo originale di appartenenza, ovvero che il gruppo sia detenuto dal nodo preferito, e che tutte le risorse siano in linea.

In caso di failover in un ambiente cluster, CommServe riprende tutti i processi in esecuzione tranne i backup in linea, ad esempio quelli che interessano il database SQL Server e il database Exchange. I database in linea riportano uno stato di processo non riuscito.

5. Potrebbe venire visualizzata una finestra di dialogo con un messaggio che indica l'incompatibilità dell'istanza SQL Server. Ignorare il messaggio e continuare con il passo successivo.
6. Eseguire i passi da 6 a 32 della procedura precedente, "Installazione del software CommServe".
7. Nella finestra di dialogo Start Copying Files, è disponibile l'elenco di tutti i nodi sui quali il server virtuale può effettuare il failover. Ogni nodo deve essere aggiornato con le impostazioni del nodo attivo. Scegliere Next per continuare.
8. Dopo che Galaxy ha aggiornato i nodi passivi nel cluster per permettere il failover da parte del server virtuale, riavviare tutti i nodi passivi aggiornati. Dopo il riavvio, in ogni nodo passivo viene automaticamente lanciato un programma per creare il DSN (Data Source Name) CommServe. Scegliere OK.
9. Se, al termine dell'installazione del nodo attivo, viene visualizzato un messaggio che informa che il nodo passivo non era disponibile, effettuare una delle seguenti scelte. Altrimenti continuare con il passo successivo:
Scegliere Yes per continuare l'installazione attiva e aggiornare qualsiasi nodo passivo restante.
Scegliere No per continuare l'installazione attiva e saltare l'aggiornamento dei nodi passivi restanti. Scegliere Yes per aggiornare i nodi restanti quindi, quando viene chiesto, scegliere OK per riavviare il computer CommServe.
10. Impostare un account ExpressRecovery per poter effettuare il backup del database CommServe. Per le istruzioni, vedere "Impostazione dell'account Express Recovery" più avanti in questo modulo.

Esecuzione dell'installazione manuale di un nodo passivo

Quella che segue è la procedura da utilizzare in caso di installazione non riuscita di un nodo passivo durante l'installazione sul nodo attivo.

Nota: in un ambiente cluster, CommServe installa automaticamente un'interfaccia utente grafica (GUI, Graphical User Interface) per il nodo attivo o passivo, come appropriato. L'installazione della GUI per il nodo attivo è indirizzata sulla directory di installazione Galaxy/GUI Galaxy sull'unità condivisa. L'interfaccia è accessibile solo se il nodo è il proprietario dell'unità condivisa.

Per eseguire l'installazione manuale di un nodo passivo
1. Ripetere i passi da 1 a 4 della procedura di installazione precedente sul nodo passivo.
2. Viene visualizzato un messaggio in cui si informa l'utente che il programma di installazione ha stabilito che si tratta di un nodo passivo e che l'ambiente verrà aggiornato su quel nodo. Scegliere OK.
3. Immettere i seguenti valori. Per controllare le informazioni da fornire, utilizzare le chiavi del Registro di sistema Base o CommServe del nodo attivo in HKEY_LOCAL_MACHINE\Software\CommVault Systems\CommVault\Galaxy\Nome_Server_Virtuale):
1. Cartella di installazione Galaxy su disco condiviso. Il percorso di installazione utilizzato durante l'installazione nel nodo attivo.
Chiave di base: dGALAXYHOME
2. Nome account del database CommServe. Il nome dell'account amministrativo del database SQL Server CommServe (cvadmin, per impostazione predefinita).
3. Password dell'account del database CommServe. La password richiesta per accedere all'account amministrativo del database SQL Server CommServe (cvadmin , per impostazione predefinita).
4. Nome del computer CommServe. Il nome breve locale (NetBIOS) di CommServe.
Chiave CommServe sCSCLIENTNAME
5. Nome host di CommServe. Il nome host TCP/IP della NIC utilizzato dal server virtuale per comunicare con CommServe (nome completo di dominio di CommServe).
Chiave CommServe: sCSHOSTNAME
4. Il Registro di sistema e i file vengono aggiornati sul nodo passivo. Al termine dell'aggiornamento, viene visualizzata la finestra Setup Complete. Per chiudere questa finestra, scegliere Finish.
5. Scegliere OK per riavviare il computer CommServe quando compare il messaggio relativo.
6. Impostare un account ExpressRecovery per poter effettuare il backup del database CommServe. Per le istruzioni, vedere "Impostazione dell'account Express Recovery" più avanti in questo modulo.
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Installazione di MediaAgent

Il compito principale di MediaAgent è presiedere al trasferimento dei dati tra i programmi client e i supporti di backup. Ogni MediaAgent comunica localmente con una o più unità di archiviazione utilizzando un adattatore bus locale (SCSI, ad esempio).

L'installazione di MediaAgent consta di due fasi principali, descritte più avanti in questa sezione:

Installazione del software MediaAgent
Configurazione di librerie e unità

Prima di iniziare

Per evitare i comuni problemi di installazione è necessario:

Esaminare le modifiche e i miglioramenti apportati al prodotto. Queste informazioni sono riportate nelle note sulla versione del prodotto.
Ottenere licenze MediaAgent valide. Il CommServe che comunicherà con questo MediaAgent deve disporre di una licenza per un MediaAgent di questo tipo di sistema operativo.
Ottenere una licenza di libreria valida. È necessario disporre di una licenza di controllo per la libreria, se utilizzata.
Controllare che il computer in cui si installa il MediaAgent sia conforme ai requisiti minimi di sistema. I requisiti minimi sono indicati in Galaxy Pre-Installation Checklist.
Effettuare l'installazione in un'unità non compressa. MediaAgent non deve essere installato in un'unità compressa.
Controllare la connettività dei supporti. Il computer MediaAgent deve essere connesso correttamente ai supporti rimovibili o alla libreria magnetica in uso.
Controllare i supporti. La libreria di archiviazione utilizzata deve contenere almeno una cartuccia con un codice a barre, preferibilmente più di una.
Controllare i driver. La periferica di archiviazione e i driver adattatore SCSI devono essere installati e caricati nel computer MediaAgent.
Controllare che CommServe e la libreria siano in esecuzione. Il computer CommServe e la libreria devono essere attivi e il software CommServe deve essere in esecuzione.
Testare tutte le interfacce di rete. Nel caso di un MediaAgent con più NIC e indirizzi IP, controllare che tutti i percorsi di comunicazione di rete interessati siano operativi.
Controllare che tutte le periferiche dei supporti siano supportate. La libreria e/o l'unità devono essere incluse nell'elenco CommVault delle periferiche supportate.

Nota: se si condivide una libreria tra due o più MediaAgent, si consiglia di installare il software MediaAgent nel MediaAgent che controlla il juke-box. Nella procedura seguente si presume che sia stata applicata questa raccomandazione.

Per ulteriori informazioni, vedere la Galaxy Quick Start Guide e la CommCell Media Management Guide.

Installazione di MediaAgent

Nella procedura seguente viene descritto come installare un MediaAgent.

Per installare un MediaAgent
1. Accedere al computer MediaAgent come Administrator o come membro del gruppo Administrators locale. Il software Galaxy può essere installato solo da un utente membro del gruppo Administrators locale.
2. Inserire il CD-ROM del software Galaxy nell'unità CD-ROM del computer in cui si installa il MediaAgent. Dopo alcuni secondi, viene visualizzato il menu di installazione.

Se il menu di installazione non viene visualizzato:

1. Sulla barra delle applicazioni di Windows scegliere Start, quindi Esegui.
2. Scegliere un'unità CD-ROM, selezionare SetupGalaxy.exe, quindi scegliereOK.

Nota: il prodotto può essere installato anche utilizzando un CD-ROM mappato su un altro computer in rete. Tuttavia, se l'unità non viene mappata, l'installazione risulterà difettosa.

3. Selezionare MediaAgent dal menu di installazione, quindi fare clic su Install.
4. Il programma di installazione stabilisce se ci si trova in un ambiente cluster. In caso affermativo, vedere la prossima sezione, "Installazione di MediaAgent in un cluster".
5. Il programma di installazione verifica l'account utente di Windows per controllare che possieda i diritti utente necessari. Effettuare l'accesso, quindi uscire nuovamente per reimpostare i diritti amministrativi.
6. Chiudere le applicazioni in esecuzione. Se necessario, uscire dalla procedura di installazione e chiudere le applicazioni in esecuzione.
7. Leggere il contratto di licenza Galaxy. Per continuare, scegliere Yes per accettare le condizioni del contratto. Se il software Galaxy è già installato nel computer, questo messaggio non verrà visualizzato. Continuare con il passo successivo.
8. Scegliere il percorso della directory di installazione di Galaxy. Accettare quello predefinito oppure scegliere Browse per indicare un percorso diverso nell'unità disco locale. Non installare il software su un'unità di rete mappata. Scegliere Next per continuare. Se il software Galaxy è già installato nel computer, questo messaggio non viene visualizzato.

Nota: se in questo computer si intende installare altro software Galaxy, ad esempio iDataAgent, anche per esso verrà utilizzata automaticamente la directory di installazione selezionata.

9. Immettere quanto segue:
Nome del computer CommServe (nome breve). Si tratta del nome locale (NetBIOS) del computer CommServe.
Nome host CommServe (FQDN). Questo è il nome di rete TCP/IP del computer CommServe (computer.company.com, ad esempio).

Nota: il nome dell'host CommServe è stato registrato durante l'installazione di CommServe.

Scegliere Next per continuare.

10. Viene chiesto di configurare i percorsi di comunicazione per MediaAgent. Selezionare o immettere:
Il nome MediaAgent del computer MediaAgent.
Il nome dell'interfaccia utilizzata da CommServe per contattare MediaAgent.
Il nome predefinito dell'interfaccia utilizzato dai backup/ripristini per comunicare con MediaAgent.

Nota: l'interfaccia grafica visualizza l'elenco dei nomi host disponibili. Se il nome host è incompleto o non è corretto, controllare lo stato della connessione di rete. Se necessario, immettere a mano il nome host corretto.

Scegliere Next per continuare.

11. Selezionare il percorso della cache dell'indice MediaAgent. Accettare il percorso predefinito o sceglierne un altro. In entrambi i casi, deve trattarsi di un percorso locale e sufficientemente grande da contenere una quantità ragionevole di dati cache. Scegliere Next per continuare.

Nota: si consiglia di archiviare la cache dell'indice in un'unità partizionata utilizzata esclusivamente per questo scopo. L'unità dovrebbe essere sufficientemente grande da contenere circa il 4 percento della dimensione dei dati che si prevede di sottoporre a backup e mantenere tramite questo MediaAgent. Ulteriori informazioni sulla configurazione di MediaAgent e sulla cache dell'indice sono reperibili nel manuale Advanced Operations Guide o nel manuale CommVault Galaxy CommCell Media Management Administration Guide.

12. Nella finestra successiva viene visualizzato il riepilogo delle impostazioni di installazione scelte. Scegliere Next per continuare.
13. Ha inizio l'installazione del software MediaAgent nel computer. Il completamento dell'operazione potrebbe richiedere diversi minuti.
14. Quando viene chiesto, riavviare il computer MediaAgent.

Installazione di MediaAgent in un cluster

In questa sezione viene descritto come installare un MediaAgent in un ambiente cluster. Il clustering MediaAgent è supportato solo in un ambiente SAN e un singolo server cluster non supporta più di un MediaAgent.

Nota: controllare che le schede adattatore bus host (HBA, Host Bus Adapter) di un cluster MediaAgent siano installate sullo stesso numero di porta in tutti i nodi (questo consente all'indirizzo SCSI della libreria di essere uguale per tutti i nodi). Sono consigliate schede HBA identiche in tutti i nodi corrispondenti.

Prima di iniziare

Per evitare i comuni problemi di installazione è necessario:

Controllare che tutti i nodi siano in esecuzione. Controllare che siano attivi sia i nodi attivi sia quelli passivi.
Utilizzare una SAN (Storage Area Network). Un MediaAgent cluster è supportato solo in un ambiente SAN.
Controllare che il servizio cluster si colleghi alla scheda di rete pubblica prima che alla scheda di rete privata.
Controllare che nel servizio cluster la patch Microsoft gethostbyaddress 19425 (pre-Service Pack 3) sia stata applicata a tutti i nodi. Per ottenere questa patch, contattare il servizio di supporto tecnico Microsoft.
Controllare che nel servizio cluster tutte le periferiche di array disco siano configurate con accesso all'array condiviso e che il software cluster sia installato e in esecuzione.
Per installare un MediaAgent in un cluster
1. Accedere al computer che ospiterà MediaAgent come Domain User con privilegi su tutti i nodi nel cluster.
2. Inserire il CD-ROM del software Galaxy nell'unità CD-ROM (accertarsi di utilizzare il CD-ROM corretto in base al sistema operativo installato sul computer). Dopo alcuni secondi, viene visualizzato il menu di installazione.

Se il menu di installazione non viene visualizzato:

1. Sulla barra delle applicazioni di Windows scegliere Start, quindi Esegui.
2. Scegliere un'unità CD-ROM, selezionare SetupGalaxy.exe, quindi scegliereOK.

Nota: il prodotto può essere installato anche utilizzando un'unità CD-ROM mappata su un altro computer in rete. Se l'unità non è mappata, l'installazione risulterà difettosa.

3. Selezionare MediaAgent nel menu di installazione, quindi fare clic su Install.
Il programma di installazione stabilisce che si trova in un ambiente cluster.
4. Il programma di installazione verifica l'account utente di Windows per controllare che possieda i diritti utente necessari.
5. Viene visualizzato l'elenco dei gruppi di dischi configurati nel cluster e che contengono i server virtuali. Selezionare il gruppo di dischi che contiene il server virtuale in cui installare il software MediaAgent e l'installazione cluster di SQL Server 7.0.

Nella finestra successiva viene chiesto di scegliere il percorso in cui installare MediaAgent. Selezionare l'unità:\percorso in cui installare i dati e i file del programma MediaAgent cluster (ad esempio, H:\Galaxy). Digitare il percorso completo, compresa la lettera dell'unità, dell'installazione di Galaxy nella finestra della cartella.

Nota: è consigliato scegliere per il MediaAgent in cluster un'unità diversa da quella che contiene il servizio Microsoft Cluster.

6. Selezionare il percorso per la cache dell'indice MediaAgent. È possibile accettare quello predefinito oppure scegliere Browse per selezionare un altro percorso.
7. Controllare le impostazioni correnti e scegliere Next.

Il programma di installazione inizia a installare i file del programma e crea le risorse cluster Galaxy.

8. Nella finestra di dialogo Start Copying Files viene visualizzato un elenco dei nodi in cui è possibile che si verifichi un failover del server virtuale. Ogni nodo deve essere aggiornato con le impostazioni del nodo attivo. Scegliere Next per continuare.
9. Dopo l'aggiornamento, da parte di Galaxy, dei nodi passivi nel cluster per permettere il failover del server virtuale, riavviare tutti i nodi passivi aggiornati, quindi scegliere OK.
10. Se al termine dell'installazione del nodo attivo si viene informati che il nodo passivo non era disponibile, passare alla procedura successiva per eseguire l'installazione manuale del nodo passivo. Se non si riceve questo messaggio, continuare con il passo successivo.
11. Scegliere Yes per aggiornare tutti i nodi restanti.
12. Riavviare il computer.

Esecuzione dell'installazione manuale di un nodo passivo

Quella che segue è la procedura da utilizzare in caso di installazione non riuscita di un nodo passivo durante l'installazione sul nodo attivo.

Nota: in un ambiente cluster, CommServe installa automaticamente una GUI per il nodo attivo o passivo, a seconda di ciò che è appropriato. L'installazione della GUI per il nodo attivo è indirizzata sulla directory di installazione Galaxy/GUI Galaxy sull'unità condivisa. L'interfaccia è accessibile solo se il nodo è il proprietario dell'unità condivisa.

Per eseguire l'installazione manuale di un nodo passivo
1. Ripetere i passi da 1 a 5 della procedura di installazione precedente sul nodo passivo.
2. Selezionare il gruppo di dischi scelto al momento dell'installazione di MediaAgent sul nodo attivo.
3. Il programma di installazione rileva che si sta effettuando l'installazione su un nodo passivo. Scegliere Yes per aggiornare l'ambiente Galaxy su quel nodo.
4. Fornire le seguenti informazioni sul nodo passivo. Se non si conoscono queste informazioni, controllare nel Registro di sistema sul nodo attivo. Il percorso da controllare nell'editor del Registro di sistema è HKEY_LOCAL_MACHINE/SOFTWARE/CommVault Systems/Galaxy/Platform Information /computer_virtuale, dove computer_virtuale è il nome del computer virtuale:
Nome del MediaAgent. Il nome di MediaAgent (NetBIOS) locale (nome breve di MediaAgent).
Nome dell'interfaccia. Il nome host TCP/IP della NIC utilizzata dal MediaAgent virtuale per comunicare con CommServe (il nome completo di dominio del server virtuale).
Nome predefinito dell'interfaccia. Il nome host TCP/IP della NIC utilizzata dal MediaAgent virtuale come interfaccia predefinita per il trasferimento di tutti i backup e i ripristini sul computer client.
5. Riavviare il computer.
6. Viene chiesto di eseguire l'utilità Media Library and Drive Configuration. Prima di eseguirlo, controllare che il server virtuale sia di proprietà di questo nodo.
7. Controllare che i gruppi di dischi e le risorse Galaxy siano in linea e che il loro failover sul nodo passivo sia corretto. Quindi, effettuare il failback del gruppo di dischi sul nodo di appartenenza originale. Per controllare il failover, spostare il gruppo di dischi nel nodo passivo, quindi riportarlo nel nodo attivo originale.

Nota: prima di configurare un MediaAgent su un cluster, fare riferimento alla CommCell MediaAgent Administration Guide.

Configurazione di unità e librerie

Le unità e le librerie possono essere configurate tramite l'utilità Galaxy Library and Drive Configuration, che può essere eseguita dal computer CommServe o da qualsiasi computer Windows MediaAgent in CommCell. È utilizzata per le seguenti operazioni sulle librerie nastri, le librerie nastri autonome o le librerie ottiche e le unità dei supporti:

Rilevazione periferiche
Questa funzione è utilizzata per visualizzare tutte le periferiche controllate dai MediaAgent.
Configurazione di librerie, pool di unità principali, pool di unità e unità
La configurazione delle librerie permette ai MediaAgent di inviare e ricevere dati da una libreria. La configurazione dei pool di unità principali e dei pool di unità permette di creare le voci necessarie per queste entità nel database Galaxy. La configurazione delle unità permette a un MediaAgent di leggere e scrivere i dati attraverso l'unità dei supporti.
Condivisione di librerie tra MediaAgent
Per condividere una libreria tra MediaAgent, direttamente o utilizzando una SAN, è necessario configurare e mappare correttamente le unità residenti. L'utilità Library and Drive Configuration è richiesta anche se si desidera modificare la configurazione di una libreria condivisa.
Rilevamento dei supporti
Per utilizzare i supporti in una libreria, il sistema Galaxy deve raccogliere le informazioni sui supporti tramite il processo di rilevamento.
Cambiare la mappatura SCSI delle periferiche di archiviazione
Se la configurazione SCSI delle periferiche in CommCell non corrisponde a quella consigliata, Galaxy potrebbe non riuscire ad associare le periferiche ai rispettivi indirizzi SCSI corretti. È possibile modificare la mappatura dalla SCSI alla periferica tramite l'utilità Library and Drive Configuration.
Convalidare la mappatura SCSI delle periferiche in CommCell
La funzione di convalida controlla che Galaxy abbia accesso a ogni periferica fisica tramite il suo indirizzo SCSI mappato.

Per informazioni più dettagliate sulla configurazione, vedere la Galaxy CommCell Media Management Administration Guide.

Disattivazione del controllo Archivi rimovibili

Se non si desidera che librerie e unità siano sotto il controllo del servizio Archivi rimovibili, è necessario disattivare il controllo Archivi rimovibili.

Per disattivare il controllo Archivi rimovibili in un computer con Windows 2000 e MediaAgent
1. Sulla barra delle applicazioni di Windows scegliere Start, Programmi, Strumenti di amministrazione, quindi Gestione computer.
2. Nel riquadro di sinistra della finestra Gestione computer, selezionare Utilità di sistema, quindi Gestione periferiche.
3. Nel riquadro di destra, espandere il nodo Juke-box, quindi fare doppio clic sulla voce di una libreria Galaxy.
4. Dall'elenco attivo del juke-box delle librerie, selezionare Disattiva.
5. Ripetere i passi 3 e 4 per ogni libreria Galaxy.
6. È possibile disattivare il servizio Archivi rimovibili nel riquadro Servizi nel caso in cui al computer richiesto per eseguire il servizio non siano connesse librerie.
7. Se invece il servizio Archivi rimovibili è in esecuzione, espandere Archiviazione, quindi Archivi rimovibili nel riquadro di sinistra della finestra Gestione computer e infine espandere Posizioni fisiche. Verificare che nessuna delle librerie e delle unità non controllate dal servizio Archivi rimovibili si trovi nell'elenco o, se presenti, che siano disattivate.

Configurazione di librerie e unità senza Archivi rimovibili

Dopo aver installato MediaAgent, è necessario configurare le librerie e le unità controllate da MediaAgent.

Se altre applicazioni stanno utilizzando la libreria, è necessario utilizzare il servizio Archivi rimovibili. Per ulteriori informazioni sulla configurazione del servizio Archivi rimovibili, fare riferimento alla CommCell Media Management Administration Guide. Altrimenti, disattivare il servizio Archivi rimovibili prima della configurazione.

La configurazione delle librerie può richiedere un minuto o più. Se il processo non termina entro questo periodo di tempo, Galaxy potrebbe avere alcune difficoltà di avvio dei servizi DMS o LMS. Qui di seguito è riportata la descrizione di questi servizi:

Library Management Service (LMS)
Il servizio Galaxy che gestisce un juke-box.
Drive Management Service (DMS)
Il servizio Galaxy che gestisce un'unità supporti.

Se si sospetta la presenza di questo problema, utilizzare lo strumento Servizi di Windows (accessibile tramite la sezione Strumenti di amministrazione del Pannello di controllo) per controllare lo stato del servizio. Se si vede un servizio DMS/LMS per ogni unità, ma se il servizio non è avviato, eseguire un riavvio.

Deve essere presente un DMS per ogni unità configurata per il MediaAgent. Configurare la libreria o l'unità dal computer CommServe o dal computer MediaAgent.

Configurazione di librerie e unità connesse direttamente

Nella procedura seguente viene descritto come configurare le librerie e le unità connesse direttamente.

Per configurare le librerie e le unità connesse direttamente
1. Riavviare il computer MediaAgent, quindi effettuare di nuovo l'accesso con lo stesso account utente utilizzato per installare MediaAgent.
2. Nella finestra Galaxy Library and Drive Configuration, scegliere Detect Devices.
3. Selezionare il MediaAgent, quindi scegliere Add per aggiungerlo all'elenco. Scegliere OK.
Se la libreria o le unità non vengono rilevate, controllare che le periferiche funzionino correttamente. Se non si riesce a risolvere i problemi di una specifica libreria, fare riferimento alla CommCell Media Management Administration Guide.
4. Le librerie e/o le unità hanno nomi di alias che possono essere utilizzati per semplificarne in futuro l'identificazione. Per cambiare l'alias di una libreria o di un'unità, fare clic con il pulsante destro del mouse nella finestra Library and Drive Configuration, scegliere Properties, quindi digitare o cambiare l'alias nel campo Alias.
5. Nella finestra Library and Drive Configuration, fare clic con il pulsante destro del mouse sulla libreria, quindi fare clic su Configure.
6. Il programma di installazione chiede di confermare la configurazione. Scegliere Yes.
7. Scegliere Yes per configurare tutte le unità per la libreria.
8. Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla stessa libreria nella finestra, quindi fare clic su Discover Media per individuare la libreria.

Nota: se è in corso l'inventario delle librerie, il programma di installazione non consente di individuare i supporti. Provare di nuovo al termine dell'inventario.

9. Nella finestra Library and Drive Configuration, fare clic con il pulsante destro del mouse sulla libreria, quindi fare clic su Validate per convalidarla.

La convalida di una libreria ne assicura l'accesso da parte di MediaAgent. Il juke-box viene forzato a caricare fisicamente un nastro in ogni unità, confermando la corrispondenza tra la connessione fisica e l'identificazione della SCSI di destinazione.

Se la convalida non riesce, scaricare manualmente il supporto impilato e reimpostare la libreria per il recupero.

Configurazione delle unità e delle librerie autonome

Nella procedura seguente viene descritto come configurare le unità e le librerie autonome.

Per configurare le unità e le librerie autonome
1. Ripetere i passi 1 e 2 della procedura per la configurazione delle librerie e delle unità connesse direttamente.
2. Per semplificare l'identificazione futura, si potrebbe voler rinominare l'unità e/o la libreria autonoma. Per cambiare il nome di una libreria o di un'unità, fare clic su di essa con il pulsante destro del mouse nella finestra Library and Drive Configuration, fare clic su Properties, quindi scegliere un altro nome.
3. Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla libreria nella finestra Library and Drive Configuration, quindi fare clic su Configure.
4. Scegliere Yes per confermare la configurazione.

Nota: si consiglia di etichettare fisicamente ogni unità autonoma con il nome della libreria che compare nella finestra di configurazione. Sarà così più facile identificare l'unità quando il sistema Galaxy chiede di inserire manualmente una cartuccia. Si consiglia inoltre di etichettare ogni supporto utilizzato in un'unità autonoma.

Configurazione delle librerie di dischi magnetici

Nella procedura seguente viene descritto come configurare le librerie di dischi magnetici.

Per configurare le librerie di dischi magnetici
1. Ripetere i passi 1 e 2 della procedura per la configurazione delle librerie e delle unità connesse direttamente.
2. Fare clic su Add Magnetic Library nella finestra Library and Drive Configuration. Selezionare il nome del MediaAgent che controllerà la libreria e digitare il nome dell'alias e il limite minimo della libreria.
3. Scegliere OK. Nella finestra sotto Mount Path, viene visualizzata la libreria dei supporti magnetici, quindi viene visualizzata la finestra di dialogo Add Mount Path.
4. Digitare o selezionare il nome dell'alias della libreria e l'ID. Fare clic su Use Network Share se l'area di archiviazione si trova in una condivisione di rete, altrimenti saltare il passo successivo.
5. Immettere il nome e la password di un utente che ha accesso alla condivisione e il percorso di installazione dell'area di archiviazione magnetica, quindi scegliere OK.
6. Il percorso di installazione specificato viene creato e visualizzato nella finestra Library and Drive Configuration. La libreria è così configurata.
7. Per creare altri percorsi di installazione per la stessa libreria di supporti magnetici, fare clic con il pulsante destro del mouse su di essa, quindi selezionare Add Mount Path. Ripetere i passi 4 e 5 per ogni percorso di installazione richiesto.

Configurazione di altre librerie

Per informazioni sulle seguenti librerie, fare riferimento al manuale Galaxy CommServe Quick Start Guide e al manuale CommCell Media Management Administration Guide:

Librerie di archivi rimovibili
Librerie condivise connesse direttamente
Librerie connesse a una SAN (ambienti DDS [Digital Data Storage] e non DDS)
Librerie connesse a una NAS

Dopo l'installazione di MediaAgent

Se si prevede di installare altri MediaAgent, farlo ora. All'installazione di ogni MediaAgent viene creato un criterio di archiviazione predefinito per ogni libreria configurata. Pertanto, l'installazione di tutti i MediaAgent in un'unica operazione offre la scelta più ampia di criteri di archiviazione.

Tuttavia, questo è solo uno degli approcci di installazione di un CommCell. Dato che i client e i criteri di archiviazione possono essere riassociati in qualsiasi momento, volendo è possibile installare altri MediaAgent in seguito.

Creazione di criteri di archiviazione per ogni client che si prevede di installare

Nonostante sia possibile creare criteri di archiviazione in qualsiasi momento, è buona norma crearne uno per ogni client che si prevede di installare a questo punto dell'installazione di CommCell. Oltre a rendere disponibile il criterio di archiviazione durante l'installazione del client, la creazione di criteri separati rende più semplice la gestione del nastro fuori sede.

Creazione di un client secondario CommServe ExpressRecovery per proteggere i dati magnetici CommServeER su nastro

Per le istruzioni, vedere "Impostazione del backup del client secondario ExpressRecovery" più avanti in questo documento.

iDataAgent per Windows 2000

iDataAgent per Windows 2000 è l'agente di backup e ripristino per i dati del file system (file, cartelle, stato del sistema, e così via) che si trova nei computer con il sistema operativo Windows 2000. iDataAgent per Windows 2000 è la base per tutti i prodotti Galaxy e deve essere installato prima di qualsiasi altro iDataAgent.

Installazione di iDataAgent per Windows 2000

In questa sezione viene descritta la procedura per l'installazione di iDataAgent per Windows 2000.

Prima di iniziare

Per evitare i comuni problemi di installazione è necessario:

Esaminare le modifiche e i miglioramenti apportati al prodotto. Queste informazioni sono riportate nelle note sulla versione del prodotto.
Ottenere licenze valide. Controllare di disporre di un numero di licenze sufficiente per installare iDataAgent su ogni computer richiesto in CommCell.
Controllare che il computer in cui viene installato iDataAgent sia conforme ai requisiti minimi.
Effettuare l'installazione in un'unità non compressa. Controllare che iDataAgent per Windows 2000 non venga installato in un'unità compressa.
Controllare che CommServe sia in esecuzione. È necessario che il computer su cui è installato CommServe sia attivato e che CommServe sia in esecuzione.
Stabilire la connettività IP con CommServe. Se la rete non ha una ricerca DNS o un'altra funzione di risoluzione del nome, potrebbe venire chiesto di immettere l'indirizzo IP del computer CommServe.
Controllare l'ordine di collegamento sui client multihomed. L'ordine di collegamento è significativo quando il software Galaxy comunica con CommServe e MediaAgent. Per istruzioni specifiche sulla configurazione dell'ordine di collegamento della scheda di rete, fare riferimento al documento Galaxy Windows 2000 Server Family iDataAgents Release Notes.
In merito al firewall:
Configurare il firewall in modo appropriato. Se il computer client si trova dall'altro lato di un firewall rispetto a CommServe e/o MediaAgent e CommServe e MediaAgent non sono stati configurati per il supporto firewall, fare riferimento alla Galaxy Pre-Installation Checklist per istruzioni specifiche sulla configurazione del firewall.

- oppure -

Configurare il client per il supporto firewall. Se il computer client si trova dal lato opposto di un firewall rispetto a un CommServe e MediaAgent che sono già stati configurati per il supporto firewall, è sufficiente aggiungere al client i file Firewall.svc e Firewall_loc.txt (come descritto nella Galaxy Pre-Installation Checklist). Dopo aver aggiunto questi file al client, è necessario aggiungere anche il nome del client al file Firewall_loc.txt di CommServe.
Creare criteri di archiviazione. È necessario creare dei criteri di archiviazione per il client, come suggerito in "Dopo l'installazione di MediaAgent" nella sezione precedente di questo modulo.
Installare tutte le patch Galaxy pertinenti.

Nota: per i controller di dominio, in Galaxy 3.1 GSP1 è necessario applicare le patch 4, 11 e 23. Durante l'installazione delle patch si potrebbe ricevere un errore con cui si comunica che il client non è riuscito a comunicare con CommServe. Questo errore si può verificare se il percorso della directory di installazione di Galaxy non è stato applicato all'ambiente. Per correggerlo, applicare il percorso all'ambiente (Risorse del computer\Proprietà\Avanzate\Variabili d'ambiente\Path) e riavviare i servizi Galaxy. In alternativa, ignorare l'errore e continuare l'installazione della patch. La patch verrà comunque applicata al computer client. Questo problema interessava Galaxy 3.1 GSP1 ed è stato risolto.

Creare i filtri per i client secondari. I filtri per i client secondari devono essere creati nei cluster e in qualsiasi client pertinente.
Per installare iDataAgent per Windows 2000
1. Accedere al computer client come Administrator o come membro del gruppo Administrators locale.
2. Inserire il CD-ROM appropriato del software Galaxy nell'unità CD-ROM del computer client. Dopo alcuni secondi, viene visualizzato il menu di installazione.

Se il menu di installazione non viene visualizzato:

1. Sulla barra delle applicazioni di Windows scegliere Start, quindi Esegui.
2. Scegliere un'unità CD-ROM, selezionare SetupGalaxy.exe, quindi scegliereOK.

Nota: il prodotto può essere installato anche utilizzando un'unità CD-ROM mappata su un altro computer in rete. Se l'unità non è mappata, l'installazione risulterà difettosa.

3. Dalla finestra Select Platform, scegliere iDA for Windows File System dal menu di installazione, quindi fare clic su Install.

Il programma di installazione verifica l'account utente di Windows per controllare che possieda i diritti utente necessari.

Se l'account possiede già i diritti necessari, questo prompt non viene visualizzato e si potrà continuare con il passo successivo.

Se invece non li possiede, assegna automaticamente all'account i diritti richiesti, quindi chiede di disconnettersi e riconnettersi.

4. Nella finestra Galaxy Base Client Installation viene chiesto di chiudere le applicazioni in esecuzione. Se necessario, uscire dal programma di installazione e chiudere le applicazioni in esecuzione oppure scegliere Next per continuare.
5. Nella finestra Software License Agreement appare un messaggio che chiede di leggere il contratto di licenza Galaxy. Per continuare, scegliere Yes per accettare le condizioni del contratto.
6. Se il software Galaxy è già installato nel computer, questo messaggio non verrà visualizzato. Continuare con il passo successivo.
Nella finestra Choose Destination Location viene chiesto di scegliere la directory di installazione. Per accettare il percorso predefinito, scegliere Next, oppure Browse per selezionare un diverso percorso su un'unità disco locale. Non installare il software su un'unità di rete mappata.

Nota: se nel computer si installa altro software Galaxy, anche per esso verrà automaticamente utilizzata la directory di installazione selezionata.

7. Nella finestra Galaxy CommServe Computer and Host Name viene chiesto di immettere quanto segue:
Nome del computer CommServe (nome breve). Si tratta del nome locale (NetBIOS) del computer CommServe.
Nome host CommServe (FQDN). Questo è il nome di rete TCP/IP del computer CommServe (computer.company.com, ad esempio).

Se il software Galaxy è già installato nel computer, uno o più campi in questo schermo potrebbero essere già compilati e non disponibili.

8. Nella finestra Galaxy Computer Name viene chiesto di configurare i percorsi di comunicazione per il client. Se si esegue l'installazione di un server virtuale, utilizzare le informazioni del server virtuale per il computer client. Immettere o selezionare:
Il nome locale (NetBIOS) del computer client.
Il nome host TCP/IP della scheda di rete (NIC, Network Interface Card) che il computer client deve utilizzare per comunicare con CommServe.
Il nome host TCP/IP della scheda di rete (NIC, Network Interface Card) che il computer client deve utilizzare come interfaccia predefinita per il trasferimento di tutti i dati di backup/ripristino su quel computer client.

Nota: è possibile specificare la stessa scheda di rete per entrambe le voci.

9. Nella finestra Job Results Destination Location viene chiesto di specificare il percorso della directory dei risultati dei processi nel client. Scegliere un percorso su un'unità disco locale.
10. Nella finestra Start Copying Files viene visualizzato un riepilogo delle opzioni di installazione scelte. Scegliere Next per continuare, oppure Back per modificare un'opzione.
11. Dopo aver scelto Next, ha inizio l'installazione del software Base Client nel computer. Il completamento di questa procedura potrebbe richiedere alcuni minuti.

Quando è installato il software Base Client, il programma di installazione avvia automaticamente l'installazione di iDataAgent per Windows 2000.

12. Nella finestra Galaxy Windows 2000 iDataAgent Installation viene chiesto di chiudere le applicazioni in esecuzione. Se necessario, uscire dalla procedura di installazione e chiudere le applicazioni in esecuzione. Potrebbe venire chiesto di riavviare il sistema.
13. Nella finestra Software License Agreement appare un messaggio che chiede di leggere il contratto di licenza Galaxy. Per continuare, è necessario accettare le condizioni del contratto.
14. Selezionare un criterio di archiviazione dalla finestra Storage Policy Selection. Un criterio di archiviazione indirizza i dati di backup a una libreria di supporti. Ogni libreria ha un criterio di archiviazione predefinito. Selezionare il criterio di archiviazione tramite il quale effettuare il backup del client secondario predefinito.

Nota: dopo aver installato il software client, è possibile cambiare la selezione in qualsiasi momento.

15. Nella finestra Start Copying Files viene visualizzato un riepilogo delle opzioni di installazione scelte. Scegliere Next per continuare, oppure Back per modificare un'opzione.
16. Dopo aver scelto Next, ha inizio l'installazione del software iDataAgent nel computer. Il completamento di questa procedura potrebbe richiedere alcuni minuti.
17. Viene visualizzata la finestra Setup Complete. Per chiudere questa finestra, scegliere Finish. Tenere presente quanto segue:
Se i client del file system sono stati installati mentre CommCell Console era aperto, è necessario aggiornarlo (premere F5) per vedere i nuovi client.
Se l'installazione è stata effettuata in un ambiente cluster, accedere a iDataAgent per Windows 2000 da CommCell Console. Da questo iDataAgent, filtrare i client secondari:
Filtrare tutte le unità condivise dai client fisici (nodo 1 e nodo 2).
Filtrare tutte le unità locali e le unità condivise di proprietà di altri gruppi di dischi virtuali per ogni client virtuale.
Il client secondario predefinito effettua automaticamente i backup del database quorum. Se si utilizzano i backup del file system per effettuare il backup del database quorum, filtrare di conseguenza tutte le applicazioni.
Se il software client del file system è stato installato nel computer CommServe, registrare le informazioni specificate in CommServe ExpressRecovery Data Sheet nella CommCell Quick Start Guide. Si eviteranno in tal modo problemi qualora, in futuro, si renda necessario ripristinare il database CommServe.

La procedura è così completata. È possibile eseguire una delle seguenti operazioni:

Installare il software dei client del file system in un altro computer.
Effettuare il backup dei dati del file system sul computer client nel quale è stato appena installato iDataAgent. Per ulteriori informazioni, vedere "Backup di iDataAgent per Windows 2000" più avanti in questa sezione.
Uscire dal menu di installazione.

Installazione di iDataAgent per Windows 2000 in un cluster

Il software Galaxy supporta le caratteristiche di affidabilità e disponibilità avanzate di un ambiente cluster per le applicazioni che possono essere eseguite in questo tipo di ambiente, ad esempio iDataAgent per Windows 2000. Qui di seguito sono riportate le istruzioni per l'installazione di iDataAgent per Windows 2000 in un ambiente cluster. Per ulteriori informazioni sul clustering Galaxy, vedere la CommServe Administration Guide.

Prima di iniziare

Per evitare i comuni problemi di installazione, oltre a quanto riportato nell'elenco nella sezione precedente è necessario:

Controllare che tutti i nodi, attivi e passivi, siano in esecuzione.
Installare correttamente iDataAgent per Windows 2000 nel nodo attivo, quindi installarlo in tutti i nodi passivi (fisici). Prima di tentare di installare server virtuali, è necessario installare iDataAgent in tutti i nodi fisici nel cluster.
Controllare che il servizio cluster si colleghi alla scheda di rete pubblica prima che alla scheda di rete privata.
Controllare che nel servizio cluster la patch Microsoft gethostbyaddress 19425 (pre-Service Pack 3) sia stata applicata a tutti i nodi. Per ottenere questa patch, contattare il servizio di supporto tecnico Microsoft.
Controllare che nel servizio cluster tutte le periferiche di array disco siano configurate con accesso all'array condiviso e che il software cluster sia installato e in esecuzione.
Per installare iDataAgent per Windows 2000 in un cluster
1. Accedere al computer che ospiterà iDataAgent come Domain User con privilegi su tutti i nodi nel cluster.
2. Inserire il CD-ROM del software Galaxy nell'unità CD-ROM del computer client. Dopo alcuni secondi, viene visualizzato il menu di installazione.

Se il menu di installazione non viene visualizzato:

1. Sulla barra delle applicazioni di Windows scegliere Start, quindi Esegui.
2. Scegliere un'unità CD-ROM, selezionare SetupGalaxy.exe, quindi scegliereOK.

Nota: il prodotto può essere installato anche utilizzando un'unità CD-ROM mappata su un altro computer in rete. Tenere presente che, se l'unità non viene mappata, l'installazione risulterà difettosa.

3. Scegliere iDA for Windows File System dal menu di installazione, quindi fare clic su Install.

Nota: nel caso di nodi fisici, iDataAgent per Windows 2000 deve essere installato prima del software client nel nodo virtuale.

4. Un messaggio in una finestra di dialogo informa che il nodo fisico viene eseguito come nodo cluster e chiede di specificare l'installazione di un nodo fisico o di un server virtuale. Selezionare Virtual Server, quindi scegliere Next.
5. Viene visualizzato l'elenco dei server virtuali configurati per il nodo. Selezionare un server virtuale, ovvero il gruppo di dischi in cui risiede il server virtuale.
6. Viene visualizzata una finestra di dialogo con l'elenco dei server virtuali configurati per il nodo. Selezionare un server virtuale (ovvero il gruppo di dischi nel quale risiede il server virtuale), quindi scegliere Next.
7. Il programma di installazione verifica l'account utente di Windows per controllare che possieda i diritti utente necessari.

Se l'account possiede già i diritti necessari, questo messaggio non verrà visualizzato. Continuare con il passo successivo.

Se l'account non possiede i diritti necessari, il programma di installazione glieli assegna automaticamente, dopo di che chiede di disconnettersi e riconnettersi.

8. Viene visualizzata una finestra di dialogo con un messaggio in cui si chiede di chiudere le applicazioni in esecuzione. Se necessario, uscire dalla procedura di installazione e chiudere le applicazioni in esecuzione.
9. Viene visualizzata una finestra di dialogo con un messaggio in cui si chiede di leggere il contratto di licenza Galaxy. Per continuare, scegliere Yes per accettare le condizioni del contratto.

Se il software Galaxy è già installato nel computer, questo messaggio non verrà visualizzato. Continuare con il passo successivo.

10. Viene visualizzata una finestra di dialogo con un messaggio in cui si chiede di scegliere la directory di installazione. Accettare quella predefinita scegliendo Next, oppure scegliere Browse per indicare un percorso diverso in un'unità disco locale. Non installare il software su un'unità di rete mappata. Nella finestra della cartella, digitare il percorso completo, compresa la lettera dell'unità, per l'installazione di iDataAgent

Nota: se nel computer si installa altro software Galaxy, anche per esso verrà automaticamente utilizzata la directory di installazione selezionata.

11. Viene visualizzata una finestra di dialogo in cui si chiede di immettere quanto segue:
Nome del computer CommServe (nome breve). Si tratta del nome locale (NetBIOS) del computer CommServe.
Nome host CommServe (FQDN). Questo è il nome di rete TCP/IP del computer CommServe (computer.company.com, ad esempio).

Se il software Galaxy è già installato nel computer, uno o più dei campi in questa finestra di dialogo potrebbero essere già compilati e non disponibili.

12. Viene visualizzata una finestra di dialogo in cui si chiede di configurare i percorsi di comunicazione per il client. Se si esegue l'installazione di un server virtuale, utilizzare le informazioni del server virtuale per il computer client. Immettere o selezionare:
Il nome locale (NetBIOS) del computer client.
Il nome host TCP/IP della scheda di rete (NIC, Network Interface Card) che il computer client deve utilizzare per comunicare con CommServe.
Il nome host TCP/IP della scheda di rete (NIC, Network Interface Card) che il computer client deve utilizzare come interfaccia predefinita per il trasferimento di tutti i dati di backup/ripristino su quel computer client.

Nota: è possibile specificare la stessa scheda di rete per entrambe le voci.

13. Viene visualizzata una finestra di dialogo in cui si chiede di specificare il percorso della directory dei risultati del processo per il client. Scegliere un percorso su un'unità disco locale.
14. Viene visualizzata una finestra di dialogo con il riepilogo delle opzioni di installazione scelte. Scegliere Next per continuare oppure Back per modificare una qualsiasi opzione. Se l'account non possiede i diritti necessari, il programma di installazione glieli assegna automaticamente, dopo di che chiede di disconnettersi e riconnettersi. Dopo aver scelto Next, ha inizio l'installazione del software Base Client nel computer. Il completamento di questa procedura potrebbe richiedere alcuni minuti.

Quando è installato il software Base Client, il programma di installazione avvia automaticamente l'installazione di iDataAgent per Windows 2000.

15. Viene visualizzata una finestra di dialogo con un messaggio in cui si chiede di chiudere le applicazioni in esecuzione. Se necessario, uscire dalla procedura di installazione e chiudere le applicazioni in esecuzione. Potrebbe venire chiesto di riavviare il sistema.
16. Viene visualizzata una finestra di dialogo con un messaggio in cui si chiede di leggere il contratto di licenza Galaxy. Per continuare, è necessario accettare le condizioni del contratto.
17. Nella finestra successiva, selezionare un criterio di archiviazione. Un criterio di archiviazione indirizza i dati di backup a una libreria di supporti. Ogni libreria ha un criterio di archiviazione predefinito. Selezionare il criterio di archiviazione tramite il quale effettuare il backup del client secondario predefinito.

Nota: dopo aver installato il software client, è possibile cambiare la selezione in qualsiasi momento.

18. Viene visualizzata una finestra di dialogo con il riepilogo delle opzioni di installazione scelte. Scegliere Next per continuare oppure Back per modificare una qualsiasi opzione.
Dopo aver scelto Next, ha inizio l'installazione del software iDataAgent nel computer. Il completamento di questa procedura potrebbe richiedere alcuni minuti.
19. Viene visualizzata la finestra Setup Complete. Per chiudere questa finestra, scegliere Finish. Tenere presente quanto segue:
Se i client del file system sono stati installati mentre CommCell Console era aperto, è necessario aggiornarlo (premere F5) per vedere i nuovi client.
Se l'installazione è stata effettuata in un ambiente cluster, accedere a iDataAgent per Windows 2000 da CommCell Console. Da questo iDataAgent, filtrare i client secondari:
Filtrare tutte le unità condivise dai client fisici (nodo 1 e nodo 2).
Filtrare tutte le unità locali e le unità condivise di proprietà di altri gruppi di dischi virtuali per ogni client virtuale.
Il client secondario predefinito effettua automaticamente i backup del database quorum. Se si utilizzano i backup del file system per effettuare il backup del database quorum, filtrare di conseguenza tutte le applicazioni.
Se il software client del file system è stato installato nel computer CommServe, registrare le informazioni specificate in CommServe ExpressRecovery Data Sheet nella Galaxy CommServe Quick Start Guide. Si eviteranno in tal modo problemi qualora, in futuro, si renda necessario ripristinare il database CommServe.

La procedura è così conclusa. È possibile eseguire una delle seguenti operazioni:

Installare il software dei client del file system in un altro computer.
Effettuare il backup dei dati del file system sul computer client nel quale è stato appena installato iDataAgent. Per ulteriori informazioni, vedere "Backup di iDataAgent per Windows 2000" più avanti in questa sezione.
Uscire dal menu di installazione.

Esecuzione dell'installazione manuale di un nodo passivo

Quella che segue è la procedura da utilizzare in caso di installazione non riuscita di un nodo passivo durante l'installazione sul nodo attivo.

1. Ripetere i passi da 1 a 6 della procedura di installazione precedente.
2. Viene visualizzata una finestra di dialogo in cui si chiede di immettere le seguenti informazioni. Se non si conoscono queste informazioni, controllare nel Registro di sistema sul nodo attivo. Se si esegue l'installazione di un server virtuale, utilizzare le informazioni del server virtuale per il computer client.
Cartella di installazione Galaxy su disco condiviso. Questo è il percorso di installazione utilizzato durante l'installazione del nodo attivo.
Chiave di base: dGALAXYHOME
Nome del computer CommServe. Questo è il nome breve del computer in cui è installato CommServe.
Chiave CommServe sCSCLIENTNAME
Nome dell'host CommServe. Il nome completo di dominio del computer in cui è installato CommServe (computer.company.com, ad esempio).
Chiave CommServe: sCSHOSTNAME
Nome del client. Questo è il nome (NetBIOS) locale del server virtuale (nome breve per il client).
Chiave di sessione: sCLIENTNAME
Interfaccia di comunicazione. Questo è il nome host TCP/IP della scheda NIC utilizzata dal server virtuale per comunicare con CommServe (nome completo di dominio del client).
Chiave di sessione: sHOSTNAME

Nota: se iDataAgent per Windows 2000 è già stato installato, questo messaggio sarà stato visualizzato durante quell'installazione e non viene visualizzato nuovamente.

3. Il Registro di sistema e i file del sistema operativo vengono aggiornati sul nodo passivo. Al termine dell'aggiornamento, viene visualizzata la finestra di dialogo Setup Complete. Per chiudere questa finestra, scegliere Finish.

Backup di iDataAgent per Windows 2000

In questa sezione viene spiegato come effettuare il backup del file system del computer client.

Prima di iniziare

Per evitare i comuni problemi di installazione è necessario:

Controllare che tutti i sistemi siano in esecuzione. Accertarsi che CommServe sia in esecuzione e che il computer MediaAgent, la libreria dei supporti e il computer client siano attivati.
Controllare che tutto il software sia installato. Il software client del file system deve essere installato nel computer client.
Controllare che tutti i servizi Galaxy siano in esecuzione.
Eseguire Discover Media per essere certi di disporre di supporti sui quali effettuare il backup.
Selezionare i comandi Pre/Post. Gli Application Center Services richiedono i comandi Pre/Post nella scheda Pre/Post Process della finestra di dialogo Properties del client secondario predefinito. Questo è dovuto al fatto che Application Center Server ha un'edizione personale di Microsoft SQL Server. Il backup e il ripristino di questa edizione vengono effettuati da iDataAgent per Windows 2000, non da iDataAgent per SQL Server. Per effettuare correttamente il backup dei database, è necessario immettere i seguenti comandi.

Il campo PreBackup process deve puntare a un file batch che contiene i comandi seguenti:

 

Il campo PostBackup process deve puntare a un file batch che contiene i comandi seguenti:

 

Esecuzione di un backup completo immediato del client secondario predefinito

Nella seguente procedura viene descritto come effettuare il backup del client secondario predefinito.

Per effettuare il backup del client secondario predefinito
1. Accedere al computer CommServe.
2. Sulla barra delle applicazioni di Windows scegliere Start, Programmi, Galaxy, quindi Galaxy CommCell Console for Java GUI.
3. Nella finestra CommCell Logon, effettuare l'accesso immettendo il nome utente e la password Galaxy. Galaxy visualizza la finestra CommCell Console.
4. In CommCell Browser, aprire il nodo Client Computers, quindi il client appropriato. Fare clic con il pulsante destro del mouse sull'icona File System, quindi fare clic su Backup Default Backup Set.
5. Galaxy informa che questo tipo di backup avvia il backup di tutti i client secondari nel set di backup. In questo caso, non avendo definito altri client secondari, è presente solo il client secondario predefinito. Viene chiesto di indicare se si desidera continuare. Scegliere Yes.
6. Nella finestra Backup Options, fare clic su Full per un backup completo, quindi scegliere OK. Al primo backup di un file system, in Galaxy viene eseguito un backup completo a prescindere dal tipo di backup selezionato.
7. In Galaxy viene avviato il backup completo del file system il cui stato è indicato nella finestra Job Controller. Lo stato del processo passa da Waiting a Running in breve tempo. Per tenere traccia dello stato, fare clic con il pulsante destro del mouse sul processo, quindi fare clic su Details.

Nota: il tempo necessario per il backup dipende dalla dimensione del file system e dal tipo di supporto di backup selezionato.

8. Al termine del backup, viene visualizzato un messaggio di operazione ultimata. Scegliere OK per chiudere la finestra.

La procedura di backup è così completata.

Operazioni successive

Dopo aver installato Galaxy ed effettuato il primo backup, probabilmente si vorranno impostare delle scadenze periodiche di backup, controllarne l'andamento e configurare Galaxy in maniera da essere informati nel caso in cui si verifichino eventi di sistema significativi. Per ulteriori informazioni su queste attività amministrative di base, vedere "Guida introduttiva all'amministrazione di iDataAgent" più avanti in questo modulo e la Daily Operations Guide.

Inizio paginaInizio pagina

Database iDataAgent per Exchange 2000

Il database iDataAgent per Exchange 2000 Server è l'agente di backup e ripristino per i dati di Exchange 2000 Server, tra cui:

Archivi delle informazioni
Archivi della cartella pubblica
Registri delle transazioni e file delle patch
Dati organizzativi di Exchange 2000

Installazione del database iDataAgent per Exchange 2000

In questa sezione viene descritto come installare il database iDataAgent per Exchange 2000.

Prima di iniziare

Per evitare i comuni problemi di installazione è necessario:

Verificare la disponibilità di iDataAgent per Windows 2000. Il software iDataAgent deve essere installato sul computer client.
Esaminare le modifiche e i miglioramenti apportati al prodotto. Queste informazioni sono riportate nelle note sulla versione del prodotto.
Ottenere licenze valide. Controllare di disporre di un numero di licenze sufficiente per installare iDataAgent su ogni computer richiesto in CommCell.
Effettuare l'installazione in un'unità non compressa. Controllare che iDataAgent per Exchange 2000 non sia installato in un'unità compressa.
Controllare che CommServe sia in esecuzione. È necessario che il computer su cui è installato CommServe sia attivato e che CommServe sia in esecuzione.
Per installare il database iDataAgent per Exchange 2000
1. Accedere al computer client come Administrator o come membro del gruppo Administrators locale.
2. Inserire il CD-ROM appropriato del software Galaxy nell'unità CD-ROM del computer client. Dopo alcuni secondi, viene visualizzato il menu di installazione.

Se il menu di installazione non viene visualizzato:

1. Sulla barra delle applicazioni di Windows scegliere Start, quindi Esegui.
2. Scegliere un'unità CD-ROM, selezionare SetupGalaxy.exe, quindi scegliereOK.

Nota: il prodotto può essere installato anche utilizzando un'unità CD-ROM mappata su un altro computer in rete. Se l'unità non è mappata, l'installazione risulterà difettosa.

3. Il programma di installazione chiede di selezionare un modulo software di Galaxy. Scegliere iDA for Exchange Database e quindi Install.

In alternativa, è possibile installare sia il database iDataAgent sia la cassetta postale iDataAgent selezionando Exchange iDataAgents.

4. Viene verificato che il software client del file system, ovvero iDataAgent per Windows 2000, sia installato sul computer.

Se il software client del file system è già installato sul computer, non verrà visualizzato alcun messaggio. Continuare con il passo successivo.

Se non è installato, verrà richiesto di eseguirne l'installazione. Per le istruzioni sull'installazione del software client del file system, vedere "iDataAgent per Windows 2000" e la Client Quick Start Guide (Windows 2000 Server Family).

5. Viene visualizzata una finestra di dialogo con un messaggio in cui si chiede di chiudere le applicazioni in esecuzione. Se necessario, uscire dal programma di installazione e chiudere le applicazioni in esecuzione oppure scegliere Next per continuare.
6. Viene visualizzata una finestra di dialogo con un messaggio in cui si chiede di leggere il contratto di licenza Galaxy. Per continuare, scegliere Yes per accettare le condizioni del contratto.
7. Nella finestra di dialogo successiva digitare le seguenti informazioni, quindi scegliere Next:
Nome account del servizio sito Exchange
Nome dominio del servizio sito Exchange
Password account del servizio sito Exchange
8. Viene visualizzata una finestra di dialogo con un messaggio in cui si chiede di selezionare il tipo di backup per i backup del database Exchange 2000. Un tipo di backup è quello parziale selezionato che viene eseguito tra i backup completi. Selezionare una delle seguenti opzioni per il tipo di backup desiderato per questo computer client, quindi scegliere Next:
Differenziale

Effettua il backup di tutti i dati nuovi e modificati dall'ultimo backup completo.

Incrementale

Effettua il backup di tutti i dati nuovi e modificati dall'ultimo backup completo.

Nota: questa impostazione può essere modificata in seguito da CommCell Console.

9. Viene visualizzata una finestra di dialogo in cui si chiede di selezionare un criterio di archiviazione. Un criterio di archiviazione indirizza i dati di backup a una libreria di supporti. Ogni libreria ha un criterio di archiviazione predefinito. Selezionare il criterio di archiviazione con cui si desidera eseguire il backup del client secondario predefinito, quindi scegliere Next.
10. Viene visualizzata una finestra di dialogo con il riepilogo delle opzioni di installazione scelte. Scegliere Next per continuare, oppure Back per modificare un'opzione. Quando si installa iDataAgent, in Galaxy viene creato un client secondario predefinito. Questo client secondario può effettuare il backup dell'intero database Exchange 2000.
11. Il programma di installazione controlla se è attivata la registrazione circolare. La corretta esecuzione dei backup del database Exchange 2000 richiede che la registrazione circolare sia disattivata.

Se è attivata, questo messaggio non verrà visualizzato.

Se la registrazione circolare è attivata, il programma di installazione visualizza un messaggio in cui si chiede se può essere disattivata. Scegliere Yes per disattivare la registrazione circolare. È possibile scegliere No e completare l'installazione ma, prima di effettuare un backup, è necessario disattivare comunque la registrazione circolare.

12. Ha inizio l'installazione del software iDataAgent nel computer. Il completamento di questa procedura potrebbe richiedere alcuni minuti.
13. Viene visualizzata la finestra di dialogo Setup Complete. Per chiuderla, scegliere Finish.

È possibile eseguire una delle seguenti operazioni:

Installare il software client del database Exchange 2000 in un altro computer client.
Effettuare il backup dei dati del database Exchange 2000 sul computer client appena installato. Per le istruzioni vedere "Backup del database iDataAgent per Exchange 2000" più avanti in questa sezione.
Uscire dal programma di installazione.

Installazione del database iDataAgent per Exchange 2000 in un cluster

Il software Galaxy supporta le caratteristiche di affidabilità e disponibilità avanzate di un ambiente cluster per le applicazioni che possono essere eseguite in questo tipo di ambiente, ad esempio iDataAgent per Exchange 2000. Qui di seguito vengono fornite le istruzioni di installazione di questi iDataAgent in un ambiente cluster. Per ulteriori informazioni sul clustering Galaxy, vedere la CommServe Administration Guide.

Prima di iniziare

Per evitare i comuni problemi di installazione, oltre a quanto riportato nell'elenco nella sezione precedente è necessario:

Controllare che tutti i nodi, attivi e passivi, siano in esecuzione.
Installare correttamente iDataAgent per Windows 2000. iDataAgent deve essere installato nel nodo (fisico) attivo e quindi in tutti i nodi (fisici) passivi. È necessario che iDataAgent per Windows 2000 sia installato in tutti i nodi fisici nel cluster prima di eseguire eventuali installazioni di server virtuali.
Installare correttamente iDataAgent per Exchange 2000 nel nodo attivo. Installare iDataAgent per Exchange 2000 (database o cassetta postale) per il server virtuale nel nodo attivo.
Per installare il database iDataAgent per Exchange 2000 in un cluster
1. Accedere al computer che ospiterà iDataAgent come Domain User con privilegi su tutti i nodi nel cluster.
2. Inserire il CD-ROM del software Galaxy nell'unità CD-ROM del computer client. Dopo alcuni secondi, viene visualizzato il menu di installazione.

Se il menu di installazione non viene visualizzato:

1. Sulla barra delle applicazioni di Windows scegliere Start, quindi Esegui.
2. Scegliere un'unità CD-ROM, selezionare SetupGalaxy.exe, quindi scegliereOK.

Nota: il prodotto può essere installato anche utilizzando un'unità CD-ROM mappata su un altro computer in rete. Tenere presente che, se l'unità non viene mappata, l'installazione risulterà difettosa.

3. Il programma di installazione chiede di selezionare un modulo software di Galaxy. Scegliere iDA for Exchange Database e quindi Install.

In alternativa, è possibile installare sia il database iDataAgent per Exchange 2000 sia la cassetta postale iDataAgent per Exchange 2000 selezionando Exchange iDataAgents.

4. Un messaggio informa che il nodo fisico viene eseguito come nodo cluster e chiede di specificare l'installazione di un nodo fisico o di un server virtuale. Selezionare Virtual Server, quindi scegliere Next.

Nota: nel caso di nodi fisici, iDataAgent per Windows 2000 deve essere installato prima del database iDataAgent per Exchange 2000 nel nodo virtuale.

5. Viene visualizzata una finestra di dialogo in cui si chiede di indicare se è stata eseguita l'installazione di iDataAgent per Windows 2000 in tutti i nodi fisici. Se necessario, uscire dal programma di installazione ed eseguire questa operazione, altrimenti scegliere Yes per continuare.
6. Viene visualizzata una finestra di dialogo con l'elenco dei server virtuali configurati per il nodo. Selezionare un server virtuale (ovvero il gruppo di dischi nel quale risiede il server virtuale), quindi scegliere Next.
7. Viene visualizzata una finestra di dialogo con un messaggio in cui si chiede di chiudere le applicazioni in esecuzione. Se necessario, uscire dal programma di installazione e chiudere le applicazioni in esecuzione oppure scegliere Next per continuare.
8. Viene visualizzata una finestra di dialogo con un messaggio in cui si chiede di leggere il contratto di licenza Galaxy. Per continuare, scegliere Yes per accettare le condizioni del contratto.
9. Nella finestra di dialogo successiva, selezionare un criterio di archiviazione. Un criterio di archiviazione indirizza i dati di backup a una libreria di supporti. Ogni libreria ha un criterio di archiviazione predefinito. Selezionare il criterio di archiviazione con cui si desidera eseguire il backup del client secondario predefinito, quindi scegliere Next.
10. Viene visualizzata una finestra di dialogo con il riepilogo delle opzioni di installazione scelte. ScegliereNextper continuare oppureBackper modificare una qualsiasi opzione.

Quando si sceglie Next, viene avviata l'installazione del software client sul computer. Il completamento di questa procedura potrebbe richiedere alcuni minuti.

11. Nella finestra di dialogo Start Copying Files viene visualizzato un elenco dei nodi in cui è possibile che si verifichi un failover del server virtuale. Ogni nodo deve essere aggiornato con le impostazioni del nodo attivo. Scegliere Next per continuare.
12. Scegliere OK.
Scegliere No, quindi attenersi alla procedura "Esecuzione dell'installazione manuale di un nodo passivo" descritta più avanti in questo modulo.

- oppure -

Scegliere Yes per aggiornare tutti i nodi restanti.
13. I file del Registro di sistema e di ambiente vengono aggiornati nel nodo passivo. Al termine dell'aggiornamento, viene visualizzata la finestra di dialogo Setup Complete. Per chiuderla, scegliere Finish.
14. Da CommCell Console accedere a iDataAgent per Windows 2000 e filtrare i client secondari:
Filtrare tutte le unità condivise dai client fisici (nodo 1 e nodo 2).
Filtrare tutte le unità locali e le unità condivise di proprietà di altri gruppi di dischi virtuali per ogni client virtuale.
15. Il client secondario predefinito effettua automaticamente i backup del database quorum. Se si utilizzano i backup del file system per effettuare il backup del database quorum, filtrare di conseguenza tutte le applicazioni.

La procedura è così conclusa. È possibile eseguire una delle seguenti operazioni:

Installare il database iDataAgent per il software client Exchange 2000 in un altro computer client nel cluster.
Effettuare il backup dei dati di Exchange 2000 sul computer client appena installato. Per le istruzioni vedere "Backup del database iDataAgent per Exchange 2000" più avanti in questa sezione.
Installare il software client della cassetta postale Exchange 2000 in questo o in un altro computer client nel cluster. Per le istruzioni, vedere "Installazione della cassetta postale iDataAgent per Exchange 2000 in un cluster" più avanti in questo modulo.
Uscire dal menu di installazione.

Esecuzione dell'installazione manuale di un nodo passivo

Quella che segue è la procedura da utilizzare in caso di installazione non riuscita di un nodo passivo durante l'installazione sul nodo attivo.

Per installare manualmente un nodo passivo
1. Ripetere i passi da 1 a 6 della procedura di installazione precedente.
2. Viene visualizzata una finestra di dialogo in cui si chiede di immettere le informazioni sottostanti. Se iDataAgent per Windows 2000 è già stato installato, questo messaggio sarà stato visualizzato durante quell'installazione e non viene visualizzato nuovamente.

Se non si conoscono tali informazioni, controllare il Registro di sistema sul computer del nodo attivo. Il percorso da controllare nel Registro di sistema è HKEY_LOCAL_MACHINE/SOFTWARE/CommVault Systems/Galaxy/Platform Information/computer_virtuale, dove computer_virtuale è il nome del computer client:

Cartella di installazione Galaxy su disco condiviso. La cartella di installazione del disco in cui si sta eseguendo l'installazione del nodo passivo.
Chiave di base: dGALAXYHOME
Nome del computer CommServe. Il nome di CommServe (NetBIOS) locale (nome breve di CommServe).
Chiave CommServe: sCSCLIENTNAME
Nome dell'host CommServe. Il nome host TCP/IP della NIC utilizzata dal server virtuale per comunicare con CommServe (nome completo di dominio di CommServe).
Chiave CommServe: sCSHOSTNAME
Nome del client. Il nome (NetBIOS) locale del server virtuale (nome breve per il client).
Chiave di sessione: sCLIENTNAME
Interfaccia di comunicazione. Il nome host TCP/IP della NIC utilizzata dal server virtuale per comunicare con CommServe (nome completo di dominio del client).
Chiave di sessione: sHOSTNAME
3. Il Registro di sistema e i file del sistema operativo vengono aggiornati sul nodo passivo. Al termine dell'aggiornamento, viene visualizzata la finestra di dialogo Setup Complete. Per chiudere questa finestra, scegliere Finish.

Backup del database iDataAgent per Exchange 2000

In questa sezione viene descritto come effettuare il backup del database iDataAgent per Exchange 2000.

Prima di iniziare

Per evitare i comuni problemi di installazione è necessario:

Esaminare le modifiche e i miglioramenti apportati al prodotto. Queste informazioni sono riportate nelle note sulla versione del prodotto.
Controllare che tutto il software sia installato. Il database iDataAgent per Exchange 2000 deve essere installato nel computer client.
Controllare che tutti i sistemi siano in esecuzione e che il computer client sia acceso.

Nota: è consigliabile effettuare il backup del database Exchange 2000 più o meno in contemporanea con quello dei dati sullo stato del sistema, per i quali si utilizza iDataAgent per Windows 2000. Il motivo è dato dal fatto che gli archivi vengono sottoposti a backup in questa procedura ma le informazioni sull'utente e la cassetta postale vengono sottoposte a backup come parte di Active Directory. Perché i dati di backup siano validi, i due processi devono essere sincronizzati. La sincronizzazione è necessaria per la procedura di ripristino di emergenza di Exchange 2000.

Per eseguire un backup completo immediato del client secondario predefinito
1. Sulla barra delle applicazioni di Windows scegliere Start, Programmi, Galaxy, quindi Galaxy CommCell Console for Java GUI.
2. Nella finestra CommCell Logon, effettuare l'accesso immettendo il nome utente e la password Galaxy. Galaxy visualizza la finestra CommCell Console.
3. In CommCell Browser, aprire Client Computers, quindi il client appropriato. Fare clic con il pulsante destro del mouse sull'icona iDA Exchange 2000 Database, quindi fare clic su Backup All Subclients.
4. Galaxy chiede di confermare il backup di tutti i client secondari. In questo caso, non avendo definito altri client secondari, è presente solo il client secondario predefinito. Scegliere Yes per confermare.
5. Nella finestra Backup Options, fare clic su Full Backup, quindi scegliere OK. Al primo backup di un file system, in Galaxy viene eseguito un backup completo a prescindere dal tipo di backup selezionato.
6. In Galaxy viene avviato il backup completo del database Exchange 2000 il cui stato è indicato nella finestra Job Controller. Lo stato del processo passa da Waiting a Running in breve tempo.
7. Al termine del backup, viene visualizzato un messaggio di operazione ultimata. Scegliere OK per chiudere la finestra.

Si è così concluso il primo backup del database Exchange 2000 tramite Galaxy. Ricordarsi di effettuare anche il backup di Active Directory nello stato del sistema.

Operazioni successive

Dopo aver installato Galaxy ed effettuato il primo backup del database Exchange, probabilmente si vorranno impostare delle scadenze periodiche di backup, controllarne l'andamento e configurare Galaxy in maniera da essere informati nel caso in cui si verifichino eventi di sistema significativi. Per ulteriori informazioni su queste attività amministrative di base, vedere "Guida introduttiva all'amministrazione di iDataAgent" più avanti in questo modulo e la Daily Operations Guide.

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Cassetta postale iDataAgent per Exchange 2000

La cassetta postale iDataAgent per Exchange 2000 è l'agente di backup e ripristino per le cassette postali. Nello specifico, è possibile utilizzare la cassetta postale iDataAgent per Exchange 2000 per ripristinare quanto segue:

Una o più cassette postali
Una o più cassette postali da Exchange versione 5.5 Server a Exchange 2000 Server
Una o più cartelle in una cassetta postale
Uno o più messaggi in una cassetta postale

Installazione della cassetta postale iDataAgent per Exchange 2000

In questa sezione viene descritto come installare la cassetta postale iDataAgent per Exchange 2000.

Prima di iniziare

Per evitare i comuni problemi di installazione è necessario:

Verificare la disponibilità di iDataAgent per Windows 2000. Il software iDataAgent deve essere installato sul computer client.
Controllare che CommServe sia disponibile. Il computer CommServe deve essere attivo e il software CommServe deve essere in esecuzione.
Esaminare le modifiche e i miglioramenti apportati al prodotto. Queste informazioni sono riportate nelle note sulla versione del prodotto.
Ottenere licenze valide. Controllare di disporre di un numero di licenze sufficiente per installare iDataAgent su ogni computer richiesto in CommCell.
Effettuare l'installazione in un'unità non compressa. Controllare che la cassetta postale iDataAgent per Exchange 2000 non sia installata in un'unità compressa.
Creare una cassetta postale valida. Prima dell'installazione di questo iDataAgent, è necessario creare una cassetta postale che disponga delle autorizzazioni corrette. Qui di seguito sono riepilogati alcuni punti da tenere presenti quando si imposta questa cassetta postale:
Utilizzare GalaxyAdmin, o una denominazione simile, come nome della cassetta postale per la prima installazione.
Per le installazioni successive in un sito Exchange 2000 Server, il nome della cassetta postale GalaxyAdmin deve essere esclusivo per ogni installazione.
Nel caso di installazioni successive, si consiglia di utilizzare GalaxyAdmin1, GalaxyAdmin2, e così via, per il nome di ogni cassetta postale. Si disporrà così di cassette postali/alias esclusivi per ogni cassetta postale iDataAgent per Exchange 2000 installata.
Controllare che GalaxyAdmin sia membro dei seguenti gruppi:
Account operators
Domain administrators
Domain users
Exchange administrators
Server operators

Dopo aver cambiato l'appartenenza dei gruppi di questo account, prima di continuare il processo di installazione è necessario concedere un periodo di tempo sufficiente per il completamento della replica di Active Directory.

Per installare la cassetta postale iDataAgent per Exchange 2000
1. Accedere al computer client (ad esempio Exchange 2000 Server) come Administrator o come membro del gruppo Administrators locale.
2. Inserire il CD-ROM appropriato del software Galaxy nell'unità CD-ROM del computer client. Dopo alcuni secondi, viene visualizzato il menu di installazione.

Se il menu di installazione non viene visualizzato:

1. Sulla barra delle applicazioni di Windows scegliere Start, quindi Esegui.
2. Scegliere un'unità CD-ROM, selezionare SetupGalaxy.exe, quindi scegliereOK.

Nota: il prodotto può essere installato anche utilizzando un'unità CD-ROM mappata su un altro computer in rete. Se l'unità non è mappata, l'installazione risulterà difettosa.

3. Il programma di installazione chiede di selezionare un modulo software di Galaxy. Scegliere iDA for Exchange Mailbox, quindi fare clic su Install.
In alternativa, è possibile installare sia il database iDataAgent per Exchange 2000 sia la cassetta postale iDataAgent per Exchange 2000 selezionandoExchange iDataAgents.
4. Viene verificato che il software client del file system sia installato sul computer.
Se il software client del file system è già installato sul computer, non verrà visualizzato alcun messaggio. Continuare con il passo successivo.

Se non è installato, verrà richiesto di eseguirne l'installazione. Per le istruzioni sull'installazione del software client del file system, vedere "iDataAgent per Windows 2000" e la Client Quick Start Guide (Windows 2000 Server Family).

5. Viene visualizzata una finestra di dialogo con un messaggio in cui si chiede di chiudere le applicazioni in esecuzione. Se necessario, uscire dal programma di installazione e chiudere le applicazioni in esecuzione oppure scegliere Next per continuare.
6. Viene visualizzata una finestra di dialogo con un messaggio in cui si chiede di leggere il contratto di licenza Galaxy. Per continuare, scegliere Yes per accettare le condizioni del contratto.
7. Nella finestra di dialogo successiva digitare le seguenti informazioni, quindi scegliere Next:
Nome di account dell'account GalaxyAdmin
Password di account per questo account
Nome della cassetta postale per questo account
Nome del profilo che si desidera utilizzare per la cassetta postale GalaxyAdmin
Nome del server Exchange
Nome di dominio
8. Viene visualizzata una finestra di dialogo in cui si chiede di selezionare un criterio di archiviazione. Un criterio di archiviazione indirizza i dati di backup a una libreria di supporti. Ogni libreria ha un criterio di archiviazione predefinito. Selezionare il criterio di archiviazione con cui si desidera eseguire il backup del client secondario predefinito, quindi scegliere Next.
9. Viene visualizzata una finestra di dialogo con il riepilogo delle opzioni di installazione scelte. Scegliere Next per continuare, oppure Back per modificare un'opzione. Quando si installa iDataAgent, in Galaxy viene creato un client secondario predefinito. Questo client secondario può effettuare il backup di tutte le cassette postali nel server con Exchange.
10. Quando si sceglie Next, viene avviata l'installazione del software client sul computer. Il completamento di questa procedura potrebbe richiedere alcuni minuti.
11. Viene visualizzata la finestra di dialogo Setup Complete. Per chiuderla, scegliere Finish.

È possibile eseguire una delle seguenti operazioni:

Installare la cassetta postale iDataAgent per il software Exchange 2000 in un altro computer client.
Effettuare il backup dei dati della cassetta postale per Exchange 2000 nel computer appena installato. Per le istruzioni, vedere "Backup della cassetta postale iDataAgent per Exchange 2000" più avanti in questa sezione.
Installare il database Exchange 2000 in questo o in un altro computer client. Per le istruzioni, vedere "Installazione del database iDataAgent per Exchange 2000" nella sezione precedente.
Uscire dal programma di installazione.

Installazione della cassetta postale iDataAgent per Exchange 2000 in un cluster

Il software Galaxy supporta le caratteristiche di affidabilità e disponibilità avanzate di un ambiente cluster per le applicazioni che possono essere eseguite in questo tipo di ambiente, ad esempio iDataAgent per Exchange 2000. Qui di seguito vengono fornite le istruzioni di installazione di questi iDataAgent in un ambiente cluster. Per ulteriori informazioni sul clustering Galaxy, vedere la CommServe Administration Guide.

Prima di iniziare

Per evitare alcuni problemi di installazione comuni, oltre a quanto riportato nell'elenco precedente, è necessario:

Controllare che tutti i nodi, attivi e passivi, siano in esecuzione.
Installare correttamente iDataAgent per Windows 2000. iDataAgent deve essere installato nel nodo (fisico) attivo e quindi in tutti i nodi (fisici) passivi. È necessario che iDataAgent per Windows 2000 sia installato in tutti i nodi fisici nel cluster prima di eseguire eventuali installazioni di server virtuali.
Installare correttamente iDataAgent per Exchange 2000 nel nodo attivo. Installare questo iDataAgent per Exchange 2000 (database o cassetta postale) per il server virtuale nel nodo attivo.
Per installare la cassetta postale iDataAgent per Exchange 2000 in un cluster
1. Accedere al computer che ospiterà iDataAgent (ad esempio Exchange 2000 Server) come Domain User con privilegi su tutti i nodi nel cluster.
2. Inserire il CD-ROM del software Galaxy nell'unità CD-ROM del computer client. Dopo alcuni secondi, viene visualizzato il menu di installazione.

Se il menu di installazione non viene visualizzato:

1. Sulla barra delle applicazioni di Windows scegliere Start, quindi Esegui.
2. Scegliere un'unità CD-ROM, selezionare SetupGalaxy.exe, quindi scegliereOK.

Nota: il prodotto può essere installato anche utilizzando un'unità CD-ROM mappata su un altro computer in rete. Se l'unità non è mappata, l'installazione risulterà difettosa.

3. Il programma di installazione chiede di selezionare un modulo software di Galaxy. Scegliere iDA for Exchange Mailbox e quindi Install.

In alternativa, è possibile installare sia il database iDataAgent per Exchange 2000 sia la cassetta postale iDataAgent per Exchange 2000 selezionando Exchange iDataAgents.

4. Un messaggio in una finestra di dialogo informa che il nodo fisico è in esecuzione come nodo cluster e chiede di specificare l'installazione di un nodo fisico o di un server virtuale. Selezionare Virtual Server, quindi scegliere Next.

Nota: nel caso di nodi fisici, iDataAgent per Windows 2000 deve essere installato prima della cassetta postale iDataAgent per Exchange 2000 nel nodo virtuale.

5. Viene visualizzata una finestra di dialogo in cui si chiede di indicare se è stata eseguita l'installazione di iDataAgent per Windows 2000 in tutti i nodi fisici. Se necessario, uscire dal programma di installazione ed eseguire questa operazione, altrimenti scegliere Yes per continuare.
6. Viene visualizzata una finestra di dialogo con l'elenco dei server virtuali configurati per il nodo. Selezionare un server virtuale (ovvero il gruppo di dischi nel quale risiede il server virtuale), quindi scegliere Next.
7. Viene visualizzata una finestra di dialogo con un messaggio in cui si chiede di chiudere le applicazioni in esecuzione. Se necessario, uscire dal programma di installazione e chiudere le applicazioni in esecuzione oppure scegliere Next per continuare.
8. Viene visualizzata una finestra di dialogo con un messaggio in cui si chiede di leggere il contratto di licenza Galaxy. Per continuare, scegliere Yes per accettare le condizioni del contratto.
9. Nella finestra di dialogo successiva, immettere le seguenti informazioni (se non le si conosce, controllare nel Registro di sistema del nodo attivo):
Nome di account dell'account GalaxyAdmin
Password di account per questo account
Nome della cassetta postale per questo account
Nome del profilo che si desidera utilizzare per la cassetta postale GalaxyAdmin
Nome del server Exchange
Nome di dominio
10. Viene visualizzata una finestra di dialogo in cui si chiede di selezionare un criterio di archiviazione. Un criterio di archiviazione indirizza i dati di backup a una libreria di supporti. Ogni libreria ha un criterio di archiviazione predefinito. Selezionare il criterio di archiviazione con cui si desidera eseguire il backup del client secondario predefinito, quindi scegliere Next.
11. Viene visualizzata una finestra di dialogo con il riepilogo delle opzioni di installazione scelte. Scegliere Next per continuare, oppure Back per modificare un'opzione.

Quando si sceglie Next, viene avviata la copia del software client sul computer. Il completamento di questa procedura potrebbe richiedere alcuni minuti.

12. Nella finestra di dialogo Start Copying Files viene visualizzato un elenco dei nodi in cui è possibile che si verifichi un failover del server virtuale. Ogni nodo deve essere aggiornato con le impostazioni del nodo attivo. Scegliere Next per continuare.
13. Scegliere OK.
14. Se al termine dell'installazione del nodo attivo si viene informati che il nodo passivo non era disponibile, scegliere una delle seguenti opzioni o continuare con il passo successivo:
Scegliere No, quindi attenersi alla procedura "Esecuzione dell'installazione manuale di un nodo passivo" descritta più avanti in questa sezione.

- oppure -

Scegliere Yes per aggiornare tutti i nodi restanti.
15. Il Registro di sistema e i file del sistema operativo vengono aggiornati sul nodo passivo. Al termine dell'aggiornamento, viene visualizzata la finestra di dialogo Setup Complete. Per chiuderla, scegliere Finish.
16. Da CommCell Console accedere a iDataAgent per Windows 2000 e filtrare i client secondari:
Filtrare tutte le unità condivise dai client fisici (nodo 1 e nodo 2).
Filtrare tutte le unità locali e le unità condivise di proprietà di altri gruppi di dischi virtuali per ogni client virtuale.
17. Il client secondario predefinito effettua automaticamente i backup del database quorum. Se si utilizzano i backup del file system per effettuare il backup del database quorum, filtrare di conseguenza tutte le applicazioni.

La procedura è così conclusa. È possibile eseguire una delle seguenti operazioni:

Installare la cassetta postale iDataAgent per il software client Exchange 2000 in un altro computer client nel cluster.
Effettuare il backup dei dati della cassetta postale per Exchange 2000 sul computer appena installato. Per le istruzioni vedere "Backup della cassetta postale iDataAgent per Exchange 2000" più avanti in questa sezione.
Uscire dal programma di installazione.

Esecuzione dell'installazione manuale di un nodo passivo

Quella che segue è la procedura da utilizzare in caso di installazione non riuscita di un nodo passivo durante l'installazione sul nodo attivo.

1. Ripetere i passi da 1 a 6 della procedura di installazione precedente.
2. Viene visualizzata una finestra di dialogo in cui si chiede di immettere le informazioni sottostanti. Se iDataAgent per Windows 2000 è già stato installato, questo messaggio sarà stato visualizzato durante quell'installazione e non viene visualizzato nuovamente.

Se non si conoscono tali informazioni, controllare il Registro di sistema sul computer del nodo attivo. Il percorso da controllare nel Registro di sistema è HKEY_LOCAL_MACHINE/SOFTWARE/CommVault Systems/Galaxy/Platform Information/computer_passivo, (dove computer_passivo è il nome del computer che si sta rendendo passivo).

Le seguenti informazioni riguardano il server virtuale, non il nodo fisico (il nome host è il nome di rete del server virtuale, non il nome host del nodo di appartenenza):

Cartella di installazione Galaxy su disco condiviso. La cartella di installazione del disco in cui si sta eseguendo l'installazione del nodo passivo.
Chiave di base: dGALAXYHOME
Nome del computer CommServe. Il nome di CommServe (NetBIOS) locale (nome breve di CommServe).
Chiave CommServe: sCSCLIENTNAME
Nome dell'host CommServe. Il nome host TCP/IP della NIC utilizzata dal server virtuale per comunicare con CommServe (nome completo di dominio di CommServe).
Chiave CommServe: sCSHOSTNAME
Nome del client. Il nome (NetBIOS) locale del server virtuale (nome breve per il client).
Chiave di sessione: sCLIENTNAME
Interfaccia di comunicazione. Il nome host TCP/IP della NIC utilizzata dal server virtuale per comunicare con CommServe (nome completo di dominio del client).
Chiave di sessione: sHOSTNAME
3. Il Registro di sistema e i file del sistema operativo vengono aggiornati sul nodo passivo. Al termine dell'aggiornamento, viene visualizzata la finestra di dialogo Setup Complete. Per chiudere questa finestra, scegliere Finish.

Backup della cassetta postale iDataAgent per Exchange 2000

In questa sezione viene descritto come effettuare il backup della cassetta postale iDataAgent per Exchange 2000.

Prima di iniziare

Per evitare i comuni problemi di installazione è necessario:

Controllare che la cassetta postale iDataAgent per Exchange 2000 sia installata nel computer client.
Controllare che i sistemi siano in esecuzione. Controllare che il computer client sia acceso e che il software CommServe sia in esecuzione.
Per eseguire un backup completo immediato del client secondario predefinito
1. Sulla barra delle applicazioni di Windows scegliere Start, Programmi, Galaxy, quindi Galaxy CommCell Console for Java GUI.
2. Nella finestra CommCell Logon, effettuare l'accesso immettendo il nome utente e la password Galaxy. Galaxy visualizza la finestra CommCell Console.
3. Da CommCell Browser, aprire Client Computers, quindi il client appropriato. Fare clic con il pulsante destro del mouse sull'icona Exchange 2000 Mailbox, quindi fare clic su Backup Default Backup Set.
4. Galaxy chiede di confermare che si desidera sottoporre a backup tutti i client secondari contenuti nel set di backup. In questo caso, non avendo definito altri client secondari, è presente solo il client secondario predefinito. Scegliere Yes per confermare.
5. Nella finestra Backup Options, fare clic su Full per un backup completo, quindi scegliere OK. Al primo avvio di un backup, in Galaxy viene eseguito un backup completo a prescindere dal tipo di backup selezionato.
6. In Galaxy viene avviato il backup completo delle cassette postali Exchange il cui stato è indicato nella finestra Job Controller. Lo stato del processo passa da Waiting a Running in breve tempo.
7. Al termine del backup, viene visualizzato un messaggio di operazione ultimata. Scegliere OK per chiudere la finestra.

Operazioni successive

Dopo aver installato Galaxy ed effettuato il primo backup della cassetta postale Exchange, probabilmente si vorranno impostare delle scadenze periodiche di backup, controllarne l'andamento e configurare Galaxy in maniera da essere informati nel caso in cui si verifichino eventi di sistema significativi. Per ulteriori informazioni su queste attività amministrative di base, vedere "Guida introduttiva all'amministrazione di iDataAgent" più avanti in questo modulo e la Daily Operations Guide.

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iDataAgent per SQL Server

iDataAgent per SQL Server è l'agente di backup e ripristino per i database SQL Server.

Nota: questo prodotto protegge solo i database SQL Server (ad esempio i database utente e di sistema). Per proteggere i file dell'applicazione SQL Server che risiedono in un'unità disco locale oppure i dati del file system che risiedono in un computer SQL Server, è necessario utilizzare il file system iDataAgent.

Installazione di iDataAgent per SQL Server

In questa sezione viene descritto come installare iDataAgent per SQL Server.

Prima di iniziare

Per evitare i comuni problemi di installazione è necessario:

Verificare la disponibilità di iDataAgent per Windows 2000. Il software del file system deve essere installato sul computer client.
Esaminare le modifiche e i miglioramenti apportati al prodotto. Queste informazioni sono riportate nelle note sulla versione corrente per iDataAgent per SQL Server.
Ottenere licenze valide. Controllare di disporre di un numero di licenze sufficiente per installare iDataAgent su ogni computer richiesto in CommCell.
Effettuare l'installazione in un'unità non compressa. Controllare che iDataAgent per SQL Server non sia installato in un'unità compressa.
Ottenere un accesso valido a SQL Server. È necessario possedere il nome e la password di accesso di un account SQL Server con privilegi di amministratore di sistema per tutte le istanze SQL Server da configurare. Questo account verrà utilizzato da iDataAgent per SQL Server.
Controllare l'account del servizio SQL Server. Se il servizio SQL Server è in esecuzione con un account diverso da quello del sistema locale, sarà necessario possedere il nome utente e la password di quell'account.
Controllare che CommServe sia in esecuzione. È necessario che il computer su cui è installato CommServe sia attivato e che CommServe sia in esecuzione.

Nota: se, dall'installazione di SQL Server, il nome del computer client con SQL Server è cambiato, eseguire le seguenti stored procedure prima di installare iDataAgent per SQL Server:

sp_dropserver 'vecchionomeserver'

sp_addserver 'nuovonomeserver', 'LOCAL'

Per installare iDataAgent per SQL Server
1. Accedere al computer client come Administrator o come membro del gruppo Administrators locale.
2. Inserire il CD-ROM appropriato del software Galaxy nell'unità CD-ROM del computer client. Dopo alcuni secondi, viene visualizzato il menu di installazione.

Se il menu di installazione non viene visualizzato:

1. Sulla barra delle applicazioni di Windows scegliere Start, quindi Esegui.
2. Scegliere un'unità CD-ROM, selezionare SetupGalaxy.exe, quindi scegliereOK.

Nota: il prodotto può essere installato anche utilizzando un'unità CD-ROM mappata su un altro computer in rete. Tuttavia, se l'unità non viene mappata, l'installazione risulterà difettosa.

3. Selezionare iDA for SQL Server dal menu di installazione, quindi fare clic su Install.
4. Il programma di installazione verifica l'account utente di Windows per controllare che possieda i diritti utente necessari.

Se invece non li possiede, assegna automaticamente all'account i diritti richiesti, quindi chiede di disconnettersi e riconnettersi.

Se l'account dispone già dei diritti necessari, questo messaggio non verrà visualizzato e si potrà procedere con il passo successivo.

5. Viene verificato che il software client del file system, ovvero iDataAgent per Windows 2000, sia installato sul computer.

Se il software client del file system è già installato sul computer, non verrà visualizzato alcun messaggio. Continuare con il passo successivo.

Se non è installato, verrà richiesto di eseguirne l'installazione. Per le istruzioni sull'installazione del software client del file system, vedere "iDataAgent per Windows 2000" e la Client Quick Start Guide (Windows 2000 Server Family).

6. Viene visualizzata una finestra di dialogo con un messaggio in cui si chiede di chiudere le applicazioni in esecuzione. Se necessario, uscire dal programma di installazione e chiudere le applicazioni in esecuzione oppure scegliere Next per continuare.
7. Viene visualizzato il contratto di licenza Galaxy. Per continuare, scegliere Yes per accettare le condizioni del contratto.
8. Nella finestra di dialogo successiva selezionare i computer SQL Server da configurare nel riquadro superiore e scegliere Configure.
9. Viene visualizzata una finestra di dialogo in cui si chiede di selezionare un criterio di archiviazione. Un criterio di archiviazione indirizza i dati di backup a una libreria di supporti. Ogni libreria ha un criterio di archiviazione predefinito. Selezionare il criterio di archiviazione con cui si desidera eseguire il backup del client secondario predefinito, quindi scegliere Next.
10. Immettere il nome utente dell'account amministratore di sistema SQL Server (il nome predefinito è sa) e la password. Questo è un account SQL Server, non un account Windows, e deve avere il ruolo amministratore di sistema SQL Server. Galaxy utilizza questo account per accedere a SQL Server.
11. Immettere quindi il nome utente e la password dell'account Windows SQL Server utilizzato dal servizio SQL Server per eseguire l'istanza SQL Server da configurare.

Quando si utilizzano più istanze, ognuna di esse viene trattata separatamente. Un'istanza può utilizzare l'account del sistema locale, mentre un'altra utilizza un account diverso.

Se per questa istanza SQL Server viene utilizzato l'account del sistema locale, questo passo viene saltato.

12. Selezionare un percorso di directory undo predefinito per archiviare i file undo creati durante le operazioni di ripristino dei database in modalità standby. Per accettare il percorso predefinito, scegliere Next. Per selezionare un percorso differente, scegliere Browse.

Nota: questa è la cartella utilizzata come posizione predefinita per i file undo ma può essere cambiata durante qualsiasi ripristino.

13. Viene visualizzata una finestra di dialogo contenente un elenco dei database dell'istanza SQL Server attualmente configurata. Selezionare i database che si desidera configurare spostandone il nome nel riquadro Selected Databases, quindi scegliere Next.

Tutti i database selezionati in questo passo sono configurati per utilizzare il criterio di archiviazione selezionato in precedenza (nel Passo 9). Se si desidera utilizzare criteri di archiviazione differenti per uno dei database disponibili, è consigliabile non configurarli in questa fase. Preferibilmente, aggiungerli tramite CommCell Browser al termine dell'installazione. Per informazioni sull'aggiunta di database che devono essere protetti da Galaxy, vedere la Client Administration Guide (Microsoft SQL Server).

Nota: è possibile modificare il criterio di archiviazione associato ai database al termine dell'installazione del software client.

14. Nelle informazioni di riepilogo vengono visualizzate le opzioni di installazione selezionate. Scegliere Next per continuare oppure Back per modificare un'opzione.
15. Nella finestra di dialogo MSSQL Servers, le istanze SQL Server appena configurate ora sono elencate nel riquadro Successfully Configured SQL Servers. Scegliere Finish.

Se si devono configurare più istanze SQL Server e ne rimangono altre da configurare, ripetere i passi precedenti per ognuna di esse.

16. Viene visualizzata la finestra Setup Complete. Per chiudere questa finestra, scegliere Finish.

La procedura è così completata. È possibile eseguire una delle seguenti operazioni:

Installare iDataAgent per SQL Server su un altro computer client.
Effettuare il backup dei database SQL Server nel computer client appena installato. Per le istruzioni, vedere "Backup di iDataAgent per SQL Server" più avanti in questa sezione.
Uscire dal menu di installazione.

Installazione di iDataAgent per SQL Server in un cluster

Il software Galaxy supporta le funzioni di affidabilità e disponibilità avanzate di un ambiente cluster per certe applicazioni, ad esempio iDataAgent per SQL Server.

Per ulteriori informazioni sul clustering Galaxy, vedere la CommServe Administration Guide.

Prima di iniziare

Per evitare alcuni problemi di installazione comuni, oltre a quanto riportato nell'elenco precedente, è necessario:

Installare la patch 28. iDataAgent per Windows 2000 deve essere installato mediante il CD Galaxy 3.1.0 GSP1 (build 59) prima di eseguire l'installazione di iDataAgent per SQL Server dal pacchetto patch 28. In ambienti cluster, prima di utilizzare il pacchetto patch 28 per l'installazione di iDataAgent per SQL Server, è necessario installare innanzitutto iDataAgent per Windows 2000 in tutti i nodi fisici e quindi nei server virtuali scelti.

La patch 28 supporta SQL Server 7.0 Service Pack 1. Prima di Galaxy iDataAgent, è necessario installare ed effettuare il clustering di Microsoft SQL Server 7.0 con almeno Service Pack 1 fino a Service Pack 3 oppure Microsoft SQL Server 2000 con almeno Service Pack 0 fino a Service Pack 1.

Controllare che tutti i nodi, attivi e passivi, siano in esecuzione.
Installare i client nell'ordine corretto. Le installazioni del software client devono essere effettuate nel seguente ordine:
1. Installare iDataAgent per Windows 2000 nel nodo attivo (fisico). Quindi installarlo in tutti i nodi passivi (fisici). Prima di tentare di installare server virtuali, è necessario installare questo iDataAgent in tutti i nodi fisici nel cluster. Installare poi iDataAgent per Windows 2000 in tutti i server virtuali.
2. Installare iDataAgent per SQL Server per il server virtuale nel nodo attivo.
Per installare iDataAgent per SQL Server in un cluster
1. Accedere al computer che ospiterà iDataAgent (ad esempio Exchange 2000 Server) come Domain User con privilegi su tutti i nodi nel cluster.
2. Inserire il CD-ROM del software Galaxy nell'unità CD-ROM del computer client. Dopo alcuni secondi, viene visualizzato il menu di installazione.

Se il menu di installazione non viene visualizzato:

1. a. Sulla barra delle applicazioni di Windows scegliere Start, quindi Esegui.
2. b. Scegliere un'unità CD-ROM, selezionare SetupGalaxy.exe, quindi scegliereOK.

Nota: il prodotto può essere installato anche utilizzando un'unità CD-ROM mappata su un altro computer in rete. Tuttavia, se l'unità non viene mappata, l'installazione risulterà difettosa.

3. Il programma di installazione chiede di selezionare un modulo software di Galaxy. Scegliere iDA for SQL Server e quindi Install.
4. Un messaggio informa che il nodo fisico è in esecuzione come nodo cluster e chiede di specificare l'installazione di un nodo fisico o di un server virtuale. Selezionare Virtual Server, quindi scegliere Next.

Nota: prima di installare nel nodo virtuale l'iDataAgent per SQL Server dal CD della patch 28, è necessario installare nei nodi fisici e nei server virtuali iDataAgent per Windows 2000 dal CD 3.1.0 GSP1.

5. Viene visualizzato l'elenco dei server virtuali configurati per il nodo. Selezionare un server virtuale (ovvero il gruppo di dischi nel quale risiede il server virtuale), quindi scegliere Next.
6. Viene visualizzata una finestra di dialogo in cui si chiede di indicare se è stata eseguita l'installazione di iDataAgent per Windows 2000 in tutti i nodi fisici. Se necessario, uscire dal programma di installazione ed eseguire questa operazione, altrimenti scegliere Yes per continuare.
7. Il programma di installazione verifica l'account utente di Windows per controllare che possieda i diritti utente necessari. Se l'account dispone già dei diritti necessari, questo messaggio non verrà visualizzato e si potrà procedere con il passo successivo.

Se invece non li possiede, il programma di installazione assegna automaticamente all'account i diritti richiesti, quindi chiede di disconnettersi e riconnettersi.

8. Viene verificato che il software client del file system sia installato sul computer.

Se iDataAgent per Windows 2000 è già installato sul computer, non verrà visualizzato alcun messaggio.

Se non è installato, verrà richiesto di eseguirne l'installazione. Per le istruzioni sull'installazione del software client del file system, vedere la Galaxy CommServe Quick Start Guide.

9. Viene visualizzata una finestra di dialogo con un messaggio in cui si chiede di chiudere le applicazioni in esecuzione. Se necessario, uscire dal programma di installazione e chiudere le applicazioni in esecuzione oppure scegliere Next per continuare.
10. Viene visualizzato il contratto di licenza Galaxy. Per continuare, scegliere Yes per accettare le condizioni del contratto.
11. Nella finestra di dialogo successiva selezionare i computer SQL Server da configurare nel riquadro superiore e scegliere Configure.
12. Viene visualizzata una finestra di dialogo in cui si chiede di selezionare un criterio di archiviazione. Un criterio di archiviazione indirizza i dati di backup a una libreria di supporti. Ogni libreria ha un criterio di archiviazione predefinito. Selezionare il criterio di archiviazione con cui si desidera eseguire il backup del client secondario predefinito, quindi scegliere Next.
13. Immettere un nome utente e la password per un account Windows con diritti di amministratore SQL. Non si tratta di un account SQL Server, ma di un account Windows e deve essere membro del gruppo Administrators locale. Galaxy utilizza questo account per accedere a SQL Server. Scegliere Next per continuare. Se per questa istanza SQL Server viene utilizzato l'account del sistema locale, questo passo viene saltato.
14. Se richiesto, immettere il nome account dell'utente e la password dell'account Windows SQL Server utilizzato dal servizio SQL Server per eseguire l'istanza SQL Server da configurare.

Nota: se per questa istanza SQL Server viene utilizzato l'account del sistema locale, questo passo viene saltato.

Quando si configurano più istanze SQL Server nei nodi fisici, ogni istanza viene trattata separatamente. Un'istanza può utilizzare l'account del sistema locale, mentre un'altra può utilizzare un account diverso. Quando si utilizzano server virtuali, si è limitati a un solo account.

15. Selezionare una directory per archiviare i file undo creati durante le operazioni di ripristino dei database in modalità standby. Per accettare il percorso predefinito, scegliere Next. Per selezionare un percorso differente, scegliere Browse.

Questa è la cartella utilizzata come posizione predefinita per i file undo ma può essere cambiata durante qualsiasi ripristino.

16. Viene visualizzata una finestra di dialogo contenente un elenco dei database dell'istanza SQL Server attualmente configurata. Selezionare i database che si desidera configurare spostandone il nome nel riquadro Selected Databases. Confermare la selezione scegliendo Next.

Tutti i database selezionati in questo passo sono configurati per utilizzare il criterio di archiviazione selezionato in precedenza (nel Passo 12). Se si desidera utilizzare criteri di archiviazione differenti per uno dei database disponibili, è consigliabile non configurarli in questa fase. Preferibilmente, aggiungerli tramite CommCell Browser al termine dell'installazione. Per informazioni sull'aggiunta di database che devono essere protetti da Galaxy, vedere la Client Administration Guide (Microsoft SQL Server).

Nota: è possibile modificare il criterio di archiviazione associato ai database al termine dell'installazione del software client.

17. Nelle informazioni di riepilogo vengono visualizzate le opzioni di installazione selezionate. Scegliere Next per continuare, oppure Back per modificare un'opzione.
18. Viene visualizzata la finestra di dialogo MSSQL Servers. Nel riquadro Successfully Configured SQL Servers vengono visualizzate le istanze SQL Server configurate. Scegliere Finish.

Se si devono configurare più nodi fisici di SQL Server e rimangono ancora delle istanze da configurare, ripetere i passi da 12 a 17 per ognuna di esse.

19. Viene visualizzata la finestra Setup Complete. Per chiudere questa finestra, scegliere Finish.
20. Se al termine dell'installazione del nodo attivo si viene informati che il nodo passivo non era disponibile, scegliere una delle seguenti opzioni o continuare con il passo successivo:
Scegliere No, quindi attenersi alla procedura "Esecuzione dell'installazione manuale di un nodo passivo" descritta più avanti in questo modulo.

- oppure -

Scegliere Yes per aggiornare tutti i nodi restanti.
21. Il Registro di sistema e i file del sistema operativo vengono aggiornati sul nodo passivo. Al termine dell'aggiornamento, viene visualizzata la finestra di dialogo Setup Complete. Per chiuderla, scegliere Finish.
22. Per l'installazione di Galaxy è disponibile un file di configurazione nell'unità condivisa. Per completare l'impostazione della configurazione, dopo l'installazione di iDataAgent per SQL Server, è necessario effettuare almeno un failover del gruppo di dischi che contiene questo iDataAgent sui nodi passivi, in maniera da permettere le configurazioni sui nodi passivi.

Nota: non passare alle altre installazioni prima del failover e della creazione dei nodi.

23. Effettuare il failback dei nodi, quindi continuare l'installazione come d'abitudine.
24. Da CommCell Console, accedere a iDataAgent per Windows 2000. Da questo iDataAgent, filtrare le unità condivise dai client fisici (nodo 1 e nodo 2) e le unità locali dai client virtuali.
25. Il client secondario predefinito dell'iDataAgent fisico effettua automaticamente i backup del database quorum. Se si utilizzano i backup del file system per effettuare il backup del database quorum, filtrare di conseguenza tutte le applicazioni.

La procedura di installazione di iDataAgent per SQL Server in un ambiente cluster è così conclusa. È possibile eseguire una delle seguenti operazioni:

Installare iDataAgent per SQL Server su un altro computer client.
Effettuare il backup dei database SQL Server sul computer client appena installato. Per le istruzioni vedere "Backup di iDataAgent per SQL Server" più avanti in questa sezione.
Uscire dal programma di installazione.

Esecuzione dell'installazione manuale di un nodo passivo

Quella che segue è la procedura da utilizzare in caso di installazione non riuscita di un nodo passivo durante l'installazione sul nodo attivo.

Prima di iniziare

Per evitare i comuni problemi di installazione è necessario:

Installare la patch 28. iDataAgent per Windows 2000 deve essere installato mediante il CD Galaxy 3.1.0 GSP1 (build 59) prima di eseguire l'installazione di iDataAgent per SQL Server dal pacchetto patch 28. In ambienti cluster, prima di utilizzare il pacchetto patch 28 per l'installazione di iDataAgent per SQL Server, è necessario installare innanzitutto iDataAgent per Windows 2000 in tutti i nodi fisici e quindi nei server virtuali scelti.
Per eseguire l'installazione manuale di un nodo passivo
1. Nel Registro di sistema, creare una nuova stringa sotto HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\CommVault Systems\Galaxy\Platform\nome_server_virtuale\Install

(dove nome_server_virtuale è il nome del server virtuale).

Per Windows 2000, il nome della stringa è Windows2000.
Per il sistema operativo Microsoft Windows NT®, il nome della stringa è FSBackup.
Per entrambe le piattaforme, il valore è Installed.
2. Ripetere i passi da 1 a 6 della procedura di installazione precedente.
3. Viene visualizzata una finestra di dialogo con un messaggio con cui si riconosce che si tratta di un nodo passivo e si chiede di indicare se si desidera che il programma di installazione aggiorni l'ambiente CommVault nel nodo. Scegliere Yes.
4. Immettere il nome utente dell'account amministratore di sistema SQL Server (il nome predefinito è sa) e la password. Galaxy utilizza questo account per creare la voce del driver ODBC (Open Database Connectivity).
5. I file del Registro di sistema e di ambiente vengono aggiornati nel nodo passivo. Al termine dell'aggiornamento, viene visualizzata la finestra Setup Complete. Per chiudere questa finestra, scegliere Finish.

La procedura di installazione manuale di un nodo passivo per iDataAgent per SQL Server è così conclusa.

Backup di iDataAgent per SQL Server

Nella seguente procedura viene spiegato come effettuare il backup di un'istanza SQL Server, utilizzando il database Pubs di esempio.

Prima di iniziare

Per evitare i comuni problemi di installazione è necessario:

Controllare che tutto il software sia installato. L'iDataAgent per SQL Server deve essere installato nel computer client.
Controllare che il computer client sia acceso e che tutti i sistemi siano in esecuzione.
Installare il database Pubs di esempio di SQL Server, compreso nel software Microsoft SQL Server.
Per eseguire il backup del database Pubs nel computer client
1. Dalla barra delle applicazioni di Windows di un computer in cui è installato CommCell Console, scegliere Start, Programmi, Galaxy, quindi Galaxy CommCell Console for Java GUI.
2. Nella finestra CommCell Logon, effettuare l'accesso immettendo il nome utente e la password Galaxy.
3. Galaxy visualizza la finestra CommCell Console.
4. Da CommCell Browser, aprire Client Computers, quindi il client appropriato e infine i nodi di SQL Server. Successivamente, aprire il nodo dell'istanza in cui è stato installato iDataAgent. Fare clic con il pulsante destro del mouse su Pubs, quindi fare clic su Backup Database.
5. Nella finestra SQL Backup Options, scegliere OK.
6. In Galaxy viene avviato il backup completo del database Pubs il cui stato è indicato nella finestra Job Controller. Lo stato del processo passa da Waiting a Running in breve tempo.
7. Al termine del backup, Galaxy visualizza un messaggio di processo completato. Scegliere OK per chiudere la finestra.

Operazioni successive

Dopo aver installato Galaxy ed effettuato il primo backup di SQL Server, probabilmente si vorranno impostare delle scadenze periodiche di backup, controllarne l'andamento e configurare Galaxy in maniera da essere informati nel caso in cui si verifichino eventi di sistema significativi. Per ulteriori informazioni su queste attività amministrative di base, vedere la Daily Operations Guide e la prossima sezione.

Inizio paginaInizio pagina

Guida introduttiva all'amministrazione di iDataAgent

Dopo aver installato e sottoposto a backup i client Galaxy, si può procedere all'amministrazione del backup di base.

Presentazione di CommCell Console

Per ulteriori informazioni su CommCell Console, fare riferimento al manuale Galaxy CommServe Administration Guide.

CommCell Console è l'interfaccia utente grafica che permette di controllare e gestire un Galaxy CommCell. CommCell Console può essere utilizzato per iniziare diverse attività, ad esempio:

Stabilire e modificare le configurazioni delle entità CommCell (i criteri di archiviazione, ad esempio).
Avviare o pianificare backup, ripristini o processi amministrativi.
Monitorare i processi in corso.
Valutare la riuscita dei processi completati.
Monitorare gli eventi di sistema Galaxy.

Possono essere attive più sessioni CommCell Console remote allo stesso tempo, per permettere a più utenti di accedere a CommServe contemporaneamente.

Il software CommCell Console può essere eseguito come segue:

Come applicazione Java autonoma
Come applet Java basata su Web
Come modulo snap-in MMC (Microsoft Management Console)

Tutte le versioni di CommCell Console permettono di accedere a tutte le funzioni di Galaxy. Esistono tuttavia delle distinzioni tra la versione snap-in MMC e le due versioni Java.

Console Java autonoma

La versione Java autonoma di CommCell Console viene installata automaticamente, pertanto è sempre disponibile nel computer CommServe. Per l'amministrazione remota, è anche possibile installare l'applicazione CommCell Console direttamente in altri computer, anche se non fanno parte di un Galaxy CommCell. Le istruzioni per l'installazione sono incluse nella CommVault Galaxy Quick Start Guide. Per accedere all'applicazione CommCell Console, è sufficiente fare clic su Start sulla barra delle applicazioni di Windows e scegliere Programmi.

Console snap-in MMC

CommCell Console è disponibile come modulo snap-in MMC e permette pertanto di gestire e controllare comodamente Galaxy CommCell dal contesto di MMC. Il modulo snap-in MMC di CommCell Console viene installato automaticamente, pertanto è sempre disponibile nel computer CommServe. Per l'amministrazione remota, è anche possibile installarlo direttamente in altri computer, anche se non fanno parte di un Galaxy CommCell. Le istruzioni per l'installazione sono incluse nella CommVault Galaxy Quick Start Guide. Per accedere all'applicazione CommCell Console, è sufficiente fare clic su Start sulla barra delle applicazioni di Windows e scegliere Programmi.

Console applet Java basata su Web

CommCell Console è disponibile anche come applet Java basata su Web. Tramite un browser Web abilitato per Java, è possibile visualizzare CommCell Console da un computer remoto in modo analogo a quanto avviene con la versione autonoma. La versione basata su Web di CommCell Console si presenta infatti, fondamentalmente, come la versione autonoma.

Offre però un maggiore flessibilità in quanto evita di dover installare software Galaxy nel computer di visualizzazione. È sufficiente un browser Web abilitato per Java.

Nota: l'accesso remoto potrebbe non essere disponibile per i computer dall'altro lato di un firewall Internet poiché non possono accedere all'URL di CommServe. Per ulteriori informazioni sull'argomento, vedere le Galaxy CommServe and MediaAgent Release Notes.

È possibile accedere a CommCell Console come applet Web immettendo l'URL di Galaxy CommServe nel browser Web. Per disporre di questa funzionalità è necessario che nel computer CommServe sia installato IIS.

Nota: per attivare l'accesso basato su Web, CommServe deve essere correttamente configurato. Per ulteriori dettagli, vedere Galaxy Pre-Installation Checklist e il manuale Galaxy CommServe Quick Start Guide. Inoltre, è possibile attivare manualmente il supporto browser Web per Windows NT o Windows 2000 CommServe, come descritto nel manuale CommServe Administration Guide.

Avvio di CommCell Console

In questa sezione viene descritto come avviare CommCell Console.

Nota: prima di avviare qualsiasi versione di CommCell Console, controllare che i servizi Galaxy siano in esecuzione in CommServe. Se così non fosse, l'esecuzione di CommCell Console non riuscirebbe. Per ulteriori dettagli, vedere il modulo "Galaxy Service Control Manager", nel manuale CommServe Administration Guide.

Versione snap-in MMC

Lo snap-in Galaxy CommCell è disponibile per essere utilizzato come parte di un qualsiasi strumento basato su MMC. L'installazione Galaxy contiene uno strumento di esempio creato con lo snap-in CommCell. Questo strumento include blocchi note attività e altre funzionalità fornite da MMC.

L'opzione SSO (Single Sign-On) consente di avviare lo snap-in MMC senza immettere nome utente e password. Questi dati possono essere immessi successivamente dopo l'autenticazione dell'account di accesso Windows (ovvero, dopo aver effettuato l'accesso al sistema operativo Windows), a condizione che il proprio account utente sia configurato anche in CommServe Users Database. Se qui l'account non è configurato, è necessario avviare lo snap-in MMC immettendo il proprio nome utente e la propria password.

Prima di iniziare

Per evitare i comuni problemi di installazione è necessario:

Ottenere un account di Galaxy valido. Per accedere a Galaxy CommCell, è necessario disporre di un account utente di Galaxy. Se è richiesto un account, contattare l'amministratore di Galaxy.
Per avviare lo strumento MMC di esempio
1. Dalla barra delle applicazioni di Windows del computer in cui è stato installato lo snap-in MMC, scegliere Start, Programmi, Galaxy, quindi Galaxy CommCell Snap-in for MMC. Per informazioni sull'installazione di Galaxy CommCell Snap-in per MMC, vedere la Galaxy Quick Start Guide.
2. Nella finestra Connect to CommCell, continuare come segue:
Se il campo Use Windows User Name è selezionato, i campi User Name e Password non sono disponibili. Ciò significa che potrebbe essere in uso l'opzione SSO (Single Sign-On) descritta sopra. Se dalla casella di riepilogo CommCell sono disponibili più console (a indicare la funzionalità CommCell Plus), selezionare il CommCell appropriato. Altrimenti digitare, se necessario, il nome CommCell appropriato e scegliere OK. Se lo snap-in MMC non si avvia, si riceverà un messaggio di errore. In questo caso, provare ad applicare la procedura seguente.
Selezionare il campo di autenticazione Use CommCell. Quindi, se dalla casella di riepilogo CommCell sono disponibili più console (a indicare la funzionalità CommCell Plus), selezionare il CommCell appropriato. Altrimenti immettere, se necessario, il nome CommCell appropriato. Infine, digitare nome utente e password e scegliere OK. Ad esempio: Utente: cvadmin Password: cvadmin.
3. Dopo poco, viene visualizzato MMC e Galaxy CommCell Snap-in sarà pronto per l'uso.

Versione Java autonoma

Nella procedura seguente viene descritta la versione Java autonoma di CommCell Console.

Prima di iniziare

Per evitare i comuni problemi di installazione è necessario:

Ottenere un account di Galaxy valido. Per accedere a Galaxy CommCell, è necessario disporre di un account utente di Galaxy. Se è richiesto un account, contattare l'amministratore di Galaxy.
Per avviare la versione Java di CommCell Console
1. Sulla barra delle applicazioni di Windows scegliere Start, Programmi, Galaxy, quindi Galaxy CommCell Console for Java GUI. Viene visualizzata la finestra CommCell Logon Information.

In fondo alla finestra, viene visualizzato il messaggio "Retrieving list of CommCells...". Se CommCell Plus è installato, vengono visualizzati un elenco con i nomi dei CommServe disponibili e un breve messaggio "List of CommCells retrieved...".

2. Nella finestra CommCell Logon Information , digitare il nome utente e la password CommCell. Dopo di che, se CommCell Plus è installato, selezionare il CommCell desiderato dall'elenco a discesa.
3. Scegliere OK. Dopo poco, viene visualizzata la finestra CommCell Console e il programma è pronto per l'uso.

Nota: se CommCell Console non si avvia, controllare che i servizi Galaxy nel computer CommServe siano in esecuzione. Per ulteriori informazioni sui servizi Galaxy, vedere il Capitolo 5, "Galaxy Service Control Manager", nella CommServe Administration Guide.

Applet basata su Web

Nella procedura seguente viene descritto come eseguire CommCell Console (versione Java) come applet basata su Web.

Prima di iniziare

Per evitare i comuni problemi di installazione è necessario:

Ottenere un account di Galaxy valido. Per accedere a Galaxy CommCell, è necessario disporre di un account utente di Galaxy. Se è richiesto un account, contattare l'amministratore di Galaxy.
Ottenere l'URL CommServe. È necessario avere l'URL della home page Galaxy nel computer CommServe, per impostazione predefinita http://CommServe_name/Galaxy. Per le informazioni sull'URL, contattare l'amministratore di Galaxy.
Utilizzare un browser abilitato per Java. Il browser Web deve essere in grado di eseguire le applet Java ed essere abilitato per Java (versione 1.3 o successiva).
Configurare correttamente CommServe. Per supportare l'accesso Web, CommServe deve essere correttamente configurato. La configurazione viene effettuata durante l'installazione di CommServe. Per i dettagli, vedere la Galaxy Quick Start Guide.
Per avviare CommCell Console come applet Web Java
1. Da un qualsiasi computer della rete, avviare un browser Web abilitato per Java.
2. Digitare l'URL di CommServe nel browser. Per impostazione predefinita, l'URL è http://CommServe_name/Galaxy.

Nota: se si tratta del primo accesso a CommServe da questo computer, potrebbe essere necessario installare il software del plug-in Java. Per istruzioni specifiche sul caricamento e l'installazione del plug-in, vedere la sezione "To install the Java Plug-in" della CommServe Administration Guide. Dopo aver installato il plug-in, continuare con il passo successivo.

Installazione per CommCell Plus

Se si prevede di utilizzare la funzione CommCell Plus che permette di accedere a un qualsiasi computer CommServe in rete, tenere presente quanto segue:

La versione Java di CommCell Console supporta pienamente la funzione CommCell Plus.
La versione snap-in MMC di CommCell Console supporta la funzione CommCell Plus solo se la console è installata in un computer che è membro di un dominio abilitato per Active Directory.
La funzione CommCell Plus non è disponibile se si accede a CommCell Console tramite l'applet Java basata su Web.
Per supportare CommCell Plus, il computer deve far parte di un dominio abilitato per Windows 2000 Active Directory.
Se il computer è dotato di Windows 2000 ed è membro di un dominio abilitato per Active Directory, potrebbe comunque essere visualizzato un messaggio in cui si informa che questo CommServe non è stato incluso in CommCell Plus. Se compare questo messaggio, scegliere OK per continuare l'installazione.
Al termine dell'installazione, scegliere Start dalla barra delle applicazioni di Windows, quindi scegliere Esegui e, infine, immettere quanto segue:
 

Funzionalità di CommCell Console

La versione snap-in MMC di CommCell Console offre le stesse funzionalità di Galaxy CommCell Console basata su Java, tra cui CommCell Plus, illustrata nella sezione "Starting the CommCell Console (Java version)" della CommServe Administration Guide. L'aspetto presenta alcune differenze, ma la funzionalità è la stessa. Le maggiori diversità riguardano la posizione di Job Controller e di Event Viewer. Inoltre, tutte le funzioni sono accessibili facendo clic con il pulsante destro del mouse sui menu sensibili al contesto. CommCell Plus in MMC Console funziona solo se il computer in cui è installata la console è membro di un dominio Windows 2000 Active Directory.

Menu Tools

Il menu Tools dispone dei seguenti comandi:

CommCell Browser
Questo comando presenta tutti gli oggetti in CommCell in una struttura ad albero. Gli oggetti sono visualizzati sotto le seguenti categorie: Client Computers, MediaAgents, CommCell Users, CommCell User Groups e Storage Policies. Il browser è diviso in due riquadri: nel riquadro di sinistra è visualizzata la struttura di Galaxy CommCell, in quello di destra sono invece riportate le informazioni dettagliate sull'oggetto CommCell selezionato nel riquadro di sinistra.
Backup Controller
Questo comando offre una vista semplificata di CommCell Browser, in cui compaiono solo i computer client e gli oggetti correlati. Questa vista è ottimizzata per l'esecuzione di operazioni relative ai backup.
Restore & Browse
Questo comando permette di esplorare e ripristinare tutti i dati sottoposti a backup da CommCell.
Job Controller
Questo comando visualizza le informazioni sull'esecuzione delle operazioni Galaxy, quali ad esempio i backup e i ripristini. Tramite questo comando è possibile terminare, sospendere o riprendere un processo. Per ulteriori informazioni su Job Controller, vedere il Capitolo 6, "Job Management" della CommServe Administration Guide.
Scheduler
Questo comando permette di visualizzare i processi pianificati (backup, ripristini e copie ausiliarie, ad esempio) e cambiarne la pianificazione.
Event Viewer
Questo comando visualizza gli eventi dal registro eventi di Galaxy. Ogni evento contiene informazioni su un processo Galaxy che, facoltativamente, può essere filtrato. Per ulteriori informazioni su Event Viewer, vedere il Capitolo 7, "Galaxy Event Viewer" della CommServe Administration Guide.
Reports
Questo comando permette di generare un report.
Configurazione di unità e librerie
Questo comando permette di configurare le periferiche di archiviazione in CommCell e di visualizzare le periferiche configurate.
NAS Client Configuration
Questo comando permette di configurare un client NAS.

Amministrazione tramite lo snap-in CommCell

In questa sezione vengono descritti i metodi in cui è possibile utilizzare lo snap-in CommCell per amministrare CommCell.

Impostazione dell'account ExpressRecovery

CommServe ExpressRecovery è una funzione Galaxy che protegge i metadati Galaxy nel computer CommServe. Dopo aver installato il software CommServe, è necessario identificare l'account utente di Windows sotto il quale devono essere posti i backup ExpressRecovery di CommServe. Per la corretta esecuzione dei backup ExpressRecovery, l'account di Windows specificato deve essere un account amministrativo per il dominio contenente la directory di destinazione dei backup ExpressRecovery. Inoltre, l'account SQL Server utilizzato da Galaxy deve essere un account di sistema dedicato all'applicazione Galaxy.

Per specificare l'account ExpressRecovery
1. Sulla barra delle applicazioni di Windows scegliere Start, Programmi, Galaxy, quindi Galaxy CommCell Console for Java GUI oppure Galaxy CommCell Console for MMC GUI.
2. Nella finestra CommCell Logon, accedere come cvadmin, con la password cvadmin, quindi scegliere OK.
3. In CommCell Browser, fare clic con il pulsante destro del mouse sul nodo CommCell (il primo oggetto in CommCell Browser, ad esempio), quindi scegliere Properties.
4. Nella scheda ER Backup della finestra CommCell Properties, fare clic su Change.
5. Nella finestra di dialogo Change User Account, digitare il nome utente e la password dell'account utente di Windows sotto il quale si desidera effettuare i backup ExpressRecovery. Digitare un'altra volta la password per confermarla, quindi scegliere OK.
6. Dopo aver specificato l'account utente di Windows, avviare un backup ExpressRecovery. In CommCell Browser, fare clic con il pulsante destro del mouse sul nodo CommCell, quindi fare clic su ExpressRecovery Backup.
7. Controllare lo stato dell'operazione tramite Galaxy Event Viewer.

Impostazione del backup del client secondario ExpressRecovery

Questi passi vengono eseguiti dopo l'installazione di MediaAgent con una libreria nastri. Nel caso in cui il CommServeER magnetico vada perduto a causa di un danno, è necessario ripristinare quanto prima i dati dal nastro per rigenerare CommServe e riattivare l'operatività dell'organizzazione. In un buon piano di ripristino di emergenza, il primo passo consiste nella creazione di un client secondario che contenga solo i dati del backup CommServeER. Dopo di che, è opportuno pianificare il backup del client secondario in maniera che abbia luogo un'ora dopo l'esecuzione del backup CommServeER magnetico. L'ultimo passo riguarda l'annotazione del codice a barre del supporto che contiene questi dati critici. In caso di danno, si sarà pronti per utilizzare l'utilità Galaxy DRRestoreGUI.exe per indicizzare e ripristinare i dati CommServeER. Le informazioni su DRRestoreGUI.exe sono contenute nella Advanced Operations Guide.

Per creare un client secondario ExpressRecovery
1. Da CommCell Browser, fare clic con il pulsante destro del mouse sul client che contiene il backup CommServeER. Questo è il client in cui si è stabilito che debbano risiedere i dati di backup CommServeER (vedere la sezione "Installazione del software CommServe" in precedenza in questo modulo).

Nota: se non si possiedono queste informazioni, esaminare le impostazioni del nodo CommCell, ovvero il primo oggetto in CommCell Browser, selezionandolo e facendo quindi clic su Properties. Il nome del client è elencato nel percorso UNC. Dalla scheda ER Backup della finestra di dialogo CommCell Properties, visualizzare il percorso UNC per CommServeER.

2. Espandere la struttura, quindi fare clic con il pulsante destro del mouse su Default Backup Set.
3. Dal menu di scelta rapida, scegliere New Subclient.
4. Nella finestra di dialogo Subclient Properties, fare clic sulla scheda General. Nella casella Name, digitare Subclient CommServeER, CSER o un altro nome che nella cronologia di backup possa essere riconosciuto come client secondario che contiene i dati CommServeER.
5. Fare clic sulla scheda Contents e nel campo Enter New Content digitare il percorso dei dati CommServeER (ad esempio C:\CommServeER). In alternativa, è possibile utilizzare il pulsante Browse per individuare il contenuto.
6. Nella finestra di dialogo Subclient Properties, fare clic sulla scheda Storage Device, quindi scegliere CSER Storage Policy dal menu a discesa Storage Policy.
7. Scegliere OK per creare il client secondario.

Nota: nei passi seguenti il client secondario appena creato viene denominato CSER.

8. Effettuare e confermare il backup immediato:
1. In CommCell Browser, fare clic con il pulsante destro del mouse su CSER, quindi fare clic su Backup.
2. Dalla finestra, selezionare Full come tipo di backup, quindi scegliere OK. La finestra Job Controller consente di monitorare l'avanzamento del backup.
3. Al termine del backup, esaminarne i dati per controllare che corrispondano a quelli previsti.

È anche possibile scegliere di ripristinare i dati per un'ulteriore conferma della correttezza del backup. Questo processo dovrebbe far parte del piano di ripristino di emergenza.

Per ripristinare i dati
1. In CommCell Browser, fare clic con il pulsante destro del mouse su CSER, quindi fare clic su RestoreFiles/Folders.
2. Scegliere OK per attivare la visualizzazione della data più recente.
3. Espandere la struttura per visualizzare la struttura dei dati del backup.

A questo punto si è pronti per annotare il nastro in cui è archiviato il backup. Per maggiore sicurezza, è consigliabile esportare questo supporto per l'archiviazione fuori sede su base programmata. Per informazioni sull'esportazione dei nastri, vedere la sezione "Esportazione dei supporti" di "Configurazione dei servizi avanzati di backup e ripristino per i centri dati basati su Windows 2000".

Per visualizzare il codice a barre del nastro in cui è archiviato il client secondario CommServeER
1. In CommCell Browser, fare clic con il pulsante destro del mouse sul client secondario CSER o sul set di backup, quindi fare clic su View Backup History.
2. Fare clic con il pulsante destro del mouse sul backup più recente del client secondario CSER, quindi fare clic su View Media.
3. Annotare il codice a barre del backup CSER. Se, in caso di ripristino di emergenza, si avrà bisogno di questo nastro, conoscere il codice a barre risparmierà ore di catalogazione dei nastri.

I dati CommServeER sono stati copiati su nastro e il codice a barre del nastro è stato annotato. A questo punto è possibile pianificare il backup del client secondario.

Per pianificare il backup del client secondario CSER
1. In CommCell Browser, fare clic con il pulsante destro del mouse sul client secondario CSER, quindi fare clic su Backup.
2. Nella finestra, selezionare il tipo di backup Full.
3. Selezionare Schedule.
4. Pianificare il backup quotidiano, scegliendo le ore 6:00 del pomeriggio (un'ora dopo quella predefinita per il backup di CommServeER su supporto magnetico).

L'installazione di CommServe è così completata. Continuare con la sezione successiva per installare il software MediaAgent.

Pianificazione dei backup

Le strategie di backup vengono stabilite nella fase di pianificazione, prima dell'installazione. Ora che i client aziendali sono stati installati, è possibile pianificarne il backup da un unico punto, CommCell Console.

Quando pianificare i backup

Un backup, come qualsiasi altro processo, consuma risorse di sistema. L'influenza esercitata da un backup sulle altre applicazioni dipende da numerosi fattori:

La quantità di dati da sottoporre a backup
La capacità di elaborazione del computer client
La modalità di compressione del backup
Il numero di altri backup che hanno luogo nello stesso computer client

Si suggerisce di pianificare backup regolari in orari in cui il sistema è poco utilizzato. Evitare ad esempio i backup del sistema durante le ore di ufficio. Se i dati di backup devono attraversare una rete per raggiungere la libreria di destinazione, la scelta di pianificare i backup durante le ore non di punta potrebbe essere ancora più importante, perché l'avvio di molti backup contemporaneamente potrebbe diminuire la capacità di risposta della rete. L'eventuale deterioramento della capacità di risposta della rete dipende da numerosi fattori, tra cui la quantità di dati sottoposti contemporaneamente a backup, la capacità e la configurazione della rete, e così via.

Spesso è prudente distribuire i backup pianificati in un CommCell lungo un certo intervallo di tempo per evitare conflitti tra unità di supporti e gruppi di supporti. L'intervallo per un qualsiasi particolare CommCell dipende dalla quantità di dati da sottoporre a backup e dalla specifica configurazione del CommCell rispetto alle librerie e ai criteri di archiviazione. Se il numero di unità di supporti è piccolo rispetto al numero di client secondari in CommCell, potrebbe verificarsi un conflitto di unità. Se il numero di criteri di archiviazione è piccolo rispetto al numero di client secondari, o se uno specifico criterio di archiviazione è la destinazione di molti client secondari, potrebbe verificarsi un conflitto di gruppi di supporti. In entrambi i casi, i backup verranno messi in coda finché non si rende disponibile la risorsa richiesta. Di conseguenza, i backup potrebbero estendersi oltre l'intervallo di backup previsto per CommCell.

Come pianificare i backup

La pianificazione dei processi all'interno di CommCell assicura la protezione automatica e regolare dei dati che si desidera conservare.

Pianificazione di backup

I backup possono essere pianificati da Schedule Wizard o da CommCell Browser. In CommCell Browser, è possibile pianificare i backup a vari livelli nella struttura del browser facendo clic con il pulsante destro del mouse sull'entità che si desidera sottoporre a backup e, quindi, selezionando le opzioni di menu appropriate.

Se iDataAgent supporta set di backup, è possibile pianificare un backup per un client secondario oppure un set di backup completo. La pianificazione a livello di set di backup offre il vantaggio di poter pianificare con un'unica operazione tutti i client secondari che contiene.

Al momento di pianificare un intero set di backup, tenere presente che ogni client secondario inizia il backup all'ora prestabilita. Se due o più client secondari sono associati allo stesso criterio di archiviazione, i backup corrispondenti possono essere eseguiti in serie. Ovvero, può accadere che un client secondario effettui il backup all'ora specificata ma l'altro, o gli altri, verranno messi in coda finché il criterio di archiviazione non è libero.

A seconda dell'iDataAgent, Galaxy permette di pianificare tutti o alcuni dei seguenti backup:

Backup completi
Backup incrementali
Backup differenziali
Backup completi sintetici
Backup preselezionati (il tipo esatto di backup preselezionato dipende dalla selezione effettuata durante l'installazione di iDataAgent)

Prima di iniziare

Per evitare alcuni problemi comuni, è necessario:

Utilizzare un ciclo di backup effettivo
Quando si crea una pianificazione di backup, molto probabilmente si stabilisce un ciclo di backup completo. Assicurarsi che i backup che includono un ciclo di backup completo siano complementari. Se, ad esempio, una pianificazione prevede che i backup incrementali quotidiani abbiano backup completi ogni settimana, controllare che il backup incrementale salti il giorno in cui è prevista l'esecuzione del backup completo, evitando backup non necessari e conflitti.
Considerare i periodi di memorizzazione
Se si pianificano i backup per stabilire un ciclo di backup completo, ricordare che questo ciclo dovrebbe riflettere il periodo di memorizzazione associato. Se si pianifica un intero set di backup, è opportuno considerare i periodi di memorizzazione del criterio di archiviazione per tutti i client secondari costituenti.
Ridurre al minimo l'uso dei supporti e della rete
Se CommCell ha diversi computer client, provare a coordinare i backup per ridurre al minimo i supporti, le unità di supporti e i possibili conflitti di rete.
Utilizzare pianificazioni di backup appropriate
Per proteggere tutti i dati per un determinato iDataAgent in un computer client, è necessario definire pianificazioni di backup per tutti i client secondari all'interno di iDataAgent o per un set di backup (se sono supportati i set di backup).
Controllare l'intervallo di esecuzione del backup
Controllare se, per il tipo di operazione di backup che si desidera pianificare, è stato stabilito un intervallo operativo. In caso affermativo, accertarsi che il backup sia pianificato entro l'intervallo di tempo valido.
Attivare il backup
Controllare che l'attività di backup sia attivata.

Aggiunta, modifica ed eliminazione dei processi pianificati

I processi possono essere pianificati da Schedule Wizard o da CommCell Browser. In CommCell Browser, per creare un processo pianificato fare clic con il pulsante destro del mouse sull'entità (client secondario o set di backup, ad esempio) per la quale si desidera pianificare un processo, quindi selezionare le opzioni di backup o esplorazione/ripristino appropriate. Nella seguente procedura viene descritto come accedere a Schedule Wizard, utilizzabile per pianificare processi di backup, ripristino o amministrativi.

Per aggiungere un processo pianificato
In CommCell Browser, scegliere View Schedules dal menu Tasks.
Per aggiungere: nella finestra di dialogo che viene visualizzata, fare clic su Add. Viene visualizzato Schedule Wizard che guida nella pianificazione di un processo di backup, ripristino o di carattere amministrativo.
Per modificare: selezionare il processo che si desidera ripianificare, quindi fare clic su Edit.
Per eliminare: selezionare il processo che si desidera rimuovere dalla pianificazione, quindi fare clic su Delete. Per confermare l'eliminazione, scegliere Yes nella finestra di dialogo che viene visualizzata.

Pianificazione di report

I report sono descritti dettagliatamente nel modulo "Configurazione dei servizi avanzati di backup e ripristino per i centri dati basati su Windows 2000". Dopo aver pianificato e portato a termine con successo i backup dei client, è necessario pianificare i report per facilitare l'amministrazione quotidiana.

Selezione di utenti e pianificazione di report

Nota: per la pianificazione dei report viene utilizzato lo stesso server di posta di Alerts.

Ogni tipo di report trattato nelle sezioni precedenti permette di:

Selezionare gli utenti che riceveranno i report.
Pianificare i report per ore specifiche, ad esempio con cadenza giornaliera, settimanale, mensile e così via.
Per selezionare gli utenti e pianificare il tipo di report
1. Fare clic sull'icona Reports.
2. Nella finestra di dialogo del report appropriato, fare clic su Schedule. Viene visualizzata la finestra di dialogo Select the Users.
3. Includere gli utenti che riceveranno i report nel campo Users to be Notified. Per spostare il nome di un utente dal campo Available Users nel campo Users to be Notified, selezionare il nome nel campo Available Users, quindi fare clic su <. Il nome si sposta nel campo Users to be Notified.
4. Scegliere OK. Viene visualizzata la finestra di dialogo Schedule Details. Effettuare le selezioni desiderate nella finestra di dialogo Schedule Details. Scegliere OK.

Operazioni di backup e ripristino di base

Nella presente sezione vengono trattate le operazioni abituali consigliate o tipiche della soluzione di backup e ripristino Galaxy per l'ambiente Microsoft Systems Architecture. Si tratta delle attività effettuate per verificare il completamento dei backup periodici e delle procedure per gestire o ripristinare i dati dei client.

Queste operazioni includono:

Amministrazione quotidiana
Registri, report e avvisi.
Gestione backup
Tipi di backup, criteri di archiviazione, client secondari, operazioni di backup e set di backup.
Gestione ripristini
Il sistema operativo Windows 2000, Exchange Server 2000 e SQL Server 2000.
Gestione supporti
Importazione ed esportazione dei supporti.

Alcune di queste operazioni richiedono una configurazione di sistema ulteriore, a parte quelle implementate per impostazione predefinita durante l'installazione della soluzione Galaxy (per i dettagli, fare riferimento alla sezione "Distribuzione di backup e ripristino" in questo modulo). La configurazione avanzata di Galaxy in un ambiente Microsoft Systems Architecture è descritta nel modulo"Configurazione dei servizi avanzati di backup e ripristino per i centri dati basati su Windows 2000".

Amministrazione quotidiana

Ogni giorno, l'amministratore esamina quanto segue:

Eventi
Cronologia dei backup
Report sulla gestione dei supporti
Report sul pool scratch
Avvisi

Le procedure per il completamento di ogni esame sono descritte nelle seguenti sottosezioni.

Esame degli eventi delle ultime 24 ore

Ogni giorno è importante esaminare gli eventi delle ultime 24 ore.

Per esaminare tutti gli eventi che si sono verificati nelle ultime 24 ore
1. In CommCell Browser, fare clic sull'icona Event Viewer. Per impostazione predefinita, in Event Viewer sono visualizzati tutti gli eventi delle ultime 24 ore.
2. Per visualizzare i dettagli di un evento, fare doppio clic su di esso per richiamarne i dettagli in una finestra. I pulsanti Next e Previous in questa finestra permettono di visualizzare i dettagli sul messaggio successivo e precedente.

Esame della cronologia dei backup delle ultime 24 ore

Nella finestra Backup History Reports è riportata la cronologia dei processi di backup dell'iDataAgent, del computer client, del set di backup o del client secondario selezionato. Gli elementi inclusi nel report sono indicati nella Tabella 4.

Tabella 4. Elementi inclusi nella finestra Backup History Reports

Elemento Descrizione

iDataAgent

L'iDataAgent che ha effettuato l'operazione di backup.

Instance

L'istanza che ha effettuato l'operazione. Questo campo non è applicabile a tutti gli iDataAgent.

Backup Set

Il set di backup sotto il quale è stata condotta l'operazione.

Subclient

Il client secondario che ha effettuato l'operazione di backup.

Status

Lo stato di completamento (ovvero, SUCCESS o FAIL) dell'operazione.

Backup Type

Il tipo di backup (ovvero, FULL, INCR, DIFF) effettuato.

Job ID

Il numero allocato dal gestore del processo all'operazione di backup.

Start Time

La data e l'ora di inizio dell'operazione di backup.

End Time

La data e l'ora di completamento dell'operazione di backup.

Bytes (uncompressed)

La quantità di dati (in byte non compressi) protetta nell'operazione di backup.

 
Per esaminare la cronologia dei backup
1. In CommCell Browser, fare clic con il pulsante destro del mouse sulla cronologia di backup dell'entità (ovvero, il client secondario, il computer client e così via) che si desidera esaminare, quindi fare clic su View Backup History.
2. Nella finestra Filter, selezionare le opzioni di filtro che si desidera eventualmente applicare, quindi scegliere OK. Viene visualizzata una finestra.
3. Fare clic con il pulsante destro del mouse su una riga qualsiasi per visualizzare:
Gli eventuali file il cui backup non è riuscito (se l'iDataAgent supporta questa funzione).
I dettagli del processo di backup.
I supporti per il processo di backup.

Esame del report sulla gestione dei supporti

Il Media Management Housekeeping Report contiene informazioni sui nastri e sulle unità che richiedono la manutenzione.

Per creare un Media Management Housekeeping Report
1. In CommCell Browser fare clic sull'icona Reports.
2. Nel campo Report Type selezionare Media Management Housekeeping Report.
3. Nella finestra Media Management Housekeeping Report Filter, fare clic su Schedule per selezionare gli utenti che riceveranno il report e pianificarlo per ore specifiche.
4. In CommCell Browser fare clic sull'icona Reports.
5. Nel campo Report Type selezionare Media Management Housekeeping Report.
6. Scegliere Create per generare il report.

Esame del report sul pool scratch

Lo Scratch Pool Report contiene informazioni sul contenuto e sui limiti minimi dei pool scratch. Un pool scratch è un archivio dei supporti disponibili per l'uso. Se la quantità di spazio libero raggiunge il limite minimo o scende al di sotto di esso, il sistema aggiunge una voce in Event Viewer e può inviare un avviso se configurato correttamente.

Per creare uno Scratch Pool Report
1. In CommCell Browser fare clic sull'icona Reports.
2. Nel campo Report Type selezionare Scratch Pool Report.
3. Nella finestra Scratch Pool Report Filter, selezionare l'opzione desiderata:
All Scratch Pools
Riporta l'elenco di tutti i pool iniziali disponibili in CommCell.
Scratch Pools Containing Fewer than ___Media
Riporta l'elenco pool scratch che contengono un numero di nastri inferiore a quello specificato in questo campo.
Scratch Pools Below the Low Watermark
Riporta l'elenco dei pool scratch con un numero di supporti inferiore a quello specificato dalla proprietà limite minimo del pool scratch.
4. Fare clic su Schedule per selezionare gli utenti che riceveranno il report e pianificare l'orario specifico in cui deve aver luogo.
5. In CommCell Browser fare clic sull'icona Reports.
6. Nel campo Report Type selezionare Scratch Pool Report.
7. Scegliere Create per generare il report.

Esame degli avvisi

Un avviso è un messaggio di posta elettronica inviato da Galaxy per informare il destinatario che si è verificato un particolare evento Galaxy o che è stata intrapresa una determinata azione da parte di un utente. Il messaggio viene inviato tramite il server di posta indicato nella scheda General della finestra CommCell Properties. Se, ad esempio, si configura un avviso relativo alle modifiche apportate alle proprietà di CommCell, quando una proprietà a livello di CommCell viene modificata viene inviato un messaggio di avviso all'utente indicato. Oppure, se si configura un avviso per i backup riusciti a livello di computer client, gli utenti selezionati riceveranno un messaggio di avviso per ogni backup riuscito per tutti gli iDataAgent installati in quel client.

Configurazione della notifica degli avvisi di posta elettronica

Per la configurazione degli avvisi, selezionare uno o più eventi, quindi gli utenti che devono ricevere gli avvisi per gli eventi selezionati. Gli eventi disponibili per la configurazione sono elencati nella scheda Alert della finestra di dialogo Properties di un oggetto. Gli avvisi possono essere configurati a livello di CommCell, client, iDataAgent, istanza, MediaAgent, libreria e criterio di archiviazione.

Gli avvisi configurati a un livello superiore nella gerarchia Galaxy riguardano tutti i livelli inferiori. Se, ad esempio, si configura un avviso per i backup riusciti a livello di computer client, tutti i backup riusciti per tutti gli iDataAgent in quel client attiveranno l'avviso.

In questa sezione sono riportate le istruzioni di base sulla configurazione di un avviso di posta elettronica per tre diversi scenari. Questi messaggi di avviso fanno parte dell'amministrazione quotidiana consigliata:

Backup non riusciti
Nessun supporto di riserva
Pochi supporti di riserva

Le funzionalità e gli avvisi di Galaxy sono correlati in maniera tale per cui, per poter configurare personalmente gli avvisi, è necessario disporre di un account utente. La protezione relativa a utenti e gruppi è descritta dettagliatamente nel modulo"Configurazione dei servizi avanzati di backup e ripristino per i centri dati basati su Windows 2000."

Per configurare un avviso
1. Creare un account:
1. Nella struttura CommCell, fare clic con il pulsante destro del mouse su CommCell Users, quindi selezionare New. Aggiungere un nome utente, una password e l'indirizzo di posta elettronica. La struttura predefinita del nome utente è: DOMINIO\nome utente. La password è specifica per Galaxy. Può corrispondere a quella di Windows, ma non è obbligatorio che sia identica.
2. Nella scheda CommCell User Groups, fare doppio clic su Master. Fare clic su Users. Fare clic su < per spostare il gruppo denominato Master dalla colonna Available nella colonna Member Groups, quindi scegliere OK per uscire.
3. A questo punto si è pronti per configurare gli avvisi che devono essere inviati per posta elettronica al proprio account.
2. Configurare l'avviso di backup non riuscito:
1. Nella struttura CommCell fare clic con il pulsante destro del mouse sull'icona CommCell e scegliere Properties. L'icona CommCell è la radice della struttura, come Nome server.
2. Scorrere verso il basso la colonna Alert fino alla sezione Backup.
3. Trovare la colonna Event denominata Failed.
4. Scegliere Edit e selezionare l'utente da aggiungere all'elenco Users to be Notified facendo clic sul pulsante < . Per rimuovere un utente dall'elenco Users to be Notified, fare clic sul pulsante > .
5. Scegliere OK per confermare gli utenti che devono ricevere la notifica.
6. Scegliere OK. La configurazione è impostata.
3. Configurare l'avviso di assenza di supporti di riserva:
1. Nella struttura CommCell fare clic con il pulsante destro del mouse sull'icona CommCell e scegliere Properties.
2. Scorrere verso il basso la colonna Alert fino alla sezione Tape.
3. Nella colonna Event trovare No Spare Media.
4. Scegliere Edit e selezionare l'utente da aggiungere all'elenco Users to be Notified facendo clic sul pulsante < . Per rimuovere un utente dall'elenco Users to be Notified, fare clic sul pulsante > .
5. Scegliere OK per confermare gli utenti che devono ricevere la notifica.
6. Scegliere OK. La configurazione è impostata.
4. Configurare l'avviso di pochi supporti di riserva:
1. Nella struttura CommCell fare clic con il pulsante destro del mouse sull'icona CommCell e scegliere Properties.
2. Scorrere verso il basso la colonna Alert fino alla sezione Library.
3. Nella colonna Event trovare Spare Media Low.
4. Scegliere Edit e selezionare l'utente da aggiungere all'elenco Users to be Notified facendo clic sul pulsante < . Per rimuovere un utente dall'elenco Users to be Notified, fare clic sul pulsante > .
5. Scegliere OK per confermare gli utenti che devono ricevere la notifica.
6. Scegliere OK. La configurazione è impostata.

Nota: gli avvisi Spare Media Low sono disponibili solo quando è stata configurata una libreria di supporti.

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Gestione backup

Il sistema Galaxy supporta i backup completi, incrementali e differenziali. Questi backup possono essere pianificati o iniziati manualmente.

Backup completi

I backup di un client iniziano con un backup completo. Il backup completo diviene la base su cui applicare tutti i successivi backup incrementali e differenziali. Con backup completo si intende il backup di tutti gli elementi del database allocati a un client secondario. Si tratta, essenzialmente, dello snapshot del client secondario. Se gli elementi del database sono divisi tra due client secondari, ogni client secondario richiede un backup completo per effettuare il backup dell'intero database su quel client.

Backup incrementali

Con backup incrementale si intende il backup solo di quelle parti del database che sono cambiate dall'ultimo backup. Si tratta, essenzialmente, di un backup dei registri delle transazioni del database. In media, i backup incrementali consumano un numero molto inferiore di supporti e sottopongono le risorse a un carico di lavoro inferiore rispetto ai backup completi.

Backup differenziali

Un backup differenziale contiene solo le modifiche apportate dall'ultimo backup completo. Analogamente ai backup incrementali, anche quelli differenziali in genere consumano meno supporti e sottopongono le risorse a un carico di lavoro inferiore rispetto ai backup completi.

Backup completi, incrementali e differenziali a confronto

Il programma di backup per un iDataAgent può includere più di un tipo di backup. È possibile scegliere backup completi e incrementali oppure completi e differenziali, a seconda dei requisiti di protezione dei dati e delle preferenze, ma non è possibile mescolare i tipi. In caso di backup completo, vengono sempre sottoposti a backup tutti i dati assegnati a un determinato client secondario.

I backup completi, pur essendo talvolta necessari per stabilire una base sulla quale effettuare i backup, sono i meno efficienti. Questo è dovuto al fatto che effettuano il backup di tutti i dati e pertanto il loro completamento richiede più tempo. In compenso, sono però i più rapidi da ripristinare. In genere, i backup incrementali comportano il backup della minore quantità di dati e sono i più efficienti. I backup differenziali rappresentano, in linea di massima, la soluzione intermedia, interessando una quantità di dati maggiore rispetto ai backup incrementali, ma minore rispetto ai backup completi.

Dal punto di vista del backup, i backup incrementali sono più efficienti di quelli differenziali. I backup differenziali possono però aumentare l'efficienza del ripristino. A ogni backup, i dati vengono scritti in un file di archivio nel supporto di backup. Dato che ogni backup incrementale produce un file di archivio, i dati di backup per una determinata istanza di client secondario tendono a essere distribuiti tra i vari file di archivio. Tuttavia, nei backup differenziali tutti i dati modificati risiedono in un solo file di archivio, ovvero il più recente. Dal punto di vista del ripristino, questo protocollo di archiviazione può essere importante, specie se si desidera ripristinare una quantità consistente di dati.

Conclusioni sui backup incrementali e differenziali

I backup incrementali e differenziali comportano, ognuno, dei vantaggi.

Backup incrementali:

Effettuano il backup di una minore quantità di dati rispetto ai backup differenziali.
Consumano meno supporti rispetto ai backup differenziali.
Il loro completamento richiede meno tempo rispetto a quello richiesto dai backup differenziali.
Comportano ripristini più lunghi rispetto ai backup differenziali, specie nel caso in cui siano coinvolte grandi quantità di dati.

Backup differenziali:

Effettuano il backup di una quantità di dati maggiore rispetto ai backup incrementali.
Consumano più supporti rispetti ai backup incrementali.
Il loro completamento richiede più tempo rispetto a quello richiesto dai backup incrementali.
Comportano ripristini più rapidi rispetto ai backup incrementali, specie nel caso in cui siano coinvolte grandi quantità di dati.

I backup differenziali sono cumulativi e crescono a ogni backup, dato che i database cambiano col tempo. Questo fatto può dare origine a problemi nella strategia di backup delle istanze dei client secondari in cui vi è un'alta percentuale di dati che cambiano. Date queste circostanze, la dimensione del backup differenziale può avvicinarsi rapidamente a quella di un backup completo. In questi casi, potrebbe essere auspicabile rivedere la strategia di backup ed eseguire più spesso backup completi.

Backup completi sintetici

I backup completi sintetici permettono di effettuare un backup completo sui nuovi supporti senza coinvolgere il client. Si tratta di una funzione di ripristino sul backup che consolida i backup precedenti in un nuovo nastro. Tenere presente che un backup completo sintetico non raccoglie i dati dal client e, pertanto, non sostituisce il backup pianificato normalmente. Se si pianifica un backup completo sintetico seguito subito da un backup completo normale su nuovi supporti, è possibile isolare un backup completo su un singolo set di nastri per l'esportazione e l'archiviazione fuori sede. Il ripristino richiede la specifica di un momento tra l'ultimo backup prima del backup completo sintetico e l'ora del backup completo sintetico.

Backup pianificati

I backup pianificati permettono di effettuare il backup dei dati senza l'intervento dell'utente. È possibile stabilire pianificazioni di backup per ogni client secondario tramite CommCell Console. Al momento di pianificare i backup, è necessario stabilire una pianificazione di backup per ogni client secondario o livello di set di backup. Una pianificazione di backup può contenere un backup completo e uno o più backup incrementali o differenziali.

Criteri di archiviazione

I criteri di archiviazione sono i canali principali attraverso i quali i dati vengono sottoposti a backup e ripristino. Un criterio di archiviazione costituisce l'entità logica principale tramite la quale un'istanza di client secondario viene sottoposta a backup. La sua funzione primaria è quella di mappare i dati di backup su un supporto di backup fisico. Il sistema Galaxy fornisce un criterio di archiviazione predefinito per ogni libreria di supporti o unità autonoma. Quando vengono create le istanze del client secondario del file system, Galaxy associa automaticamente ognuna di esse ai criteri di archiviazione predefiniti. È tuttavia possibile definire un numero qualsiasi di criteri di archiviazione supplementari per:

Personalizzare gli attributi di backup in base ai propri requisiti
Inviare i dati di backup a un'altra libreria
Stabilire backup paralleli

Un criterio di archiviazione ha parametri configurabili dall'utente che possono essere utilizzati per personalizzarne il funzionamento in base alle proprie richieste specifiche. I parametri includono la protezione, i flussi dei dati, i nomi delle copie, i criteri del periodo di memorizzazione, i pool scratch e i pool di unità. I parametri del periodo di memorizzazione sono applicati dinamicamente, il che significa che se in precedenza un periodo di memorizzazione era stato impostato su infinito, lo si può modificare impostando un valore inferiore e tutti i set di backup esistenti si conformeranno al nuovo valore. Questo consente di modificare i parametri di memorizzazione per eliminare dinamicamente i dati di backup.

Conflitto nei gruppi di supporti rimovibili

Quando si indirizzano i backup da client secondari diversi verso lo stesso criterio di archiviazione, aumentano le probabilità di conflitti di risorse per le copie del criterio di archiviazione associate alle librerie di supporti rimovibili. Un gruppo di supporti può supportare un'operazione alla volta. Di conseguenza, i backup o i ripristini che accedono contemporaneamente allo stesso criterio di archiviazione, possono di fatto essere eseguiti in serie. Questo avviene in particolare se il criterio di archiviazione corrispondente è configurato per fornire solo un flusso di dati. I conflitti dei supporti rimovibili tendono a diminuire con l'aumento del numero dei flussi configurati. Ma anche così, dato che un determinato backup può utilizzare un flusso qualsiasi, può accadere che, col tempo, i dati di backup per client diversi vengano scritti nello stesso flusso e pertanto negli stessi nastri. Di conseguenza, possono insorgere conflitti di supporti rimovibili quando si effettua il backup o il ripristino dei dati in client diversi che condividono lo stesso criterio di archiviazione.

Il sistema Galaxy non costringe a consolidare i dati di client secondari o di computer client diversi nello stesso criterio di archiviazione. Per evitare gli effetti dei conflitti dei supporti, potrebbe essere utile creare criteri di archiviazione supplementari.

Terminologia relativa alla configurazione dei criteri di archiviazione di Galaxy

Nella configurazione del criterio di archiviazione di Galaxy vengono utilizzati i seguenti termini.

Nomi delle copie

I criteri di archiviazione forniscono un'entità denominata e attributi di definizione nei quali i dati di backup vengono depositati e gestiti. A un criterio di archiviazione possono essere associati uno o più nomi delle copie (lunghi al massimo 32 caratteri).

Galaxy crea automaticamente il primo nome della copia (primario) quando si crea il criterio di archiviazione. Tutti i dati di backup provenienti dal client secondario vengono depositati nella copia primaria.

Aggiungendo nuovi nomi delle copie, è possibile creare un numero qualsiasi di copie di backup di supporti supplementari denominate copie secondarie. Queste copie secondarie possono essere sincronizzate con la copia primaria tramite un'operazione di copia ausiliaria. Quando viene effettuata una copia ausiliaria per un criterio di archiviazione, ogni copia secondaria viene aggiornata (sincronizzata) in ordine di precedenza con i dati di backup della copia primaria. L'aggiornamento consiste nello spostamento da un supporto di backup a un altro, che non coinvolge alcun client. Una copia secondaria sincronizzata può essere promossa a copia primaria, a condizione che non sia in corso un'operazione di backup/ripristino. Al momento di effettuare i ripristini, viene data la possibilità di scegliere da quale copia di supporti recuperare i dati. Questo consente di evitare una copia di supporti difettosa quando si rende necessario ripristinare i dati rapidamente.

Ogni nome della copia di un criterio di archiviazione ha il proprio set di attributi. Gli attributi di un criterio di archiviazione definiscono come, dove e quando gestire i dati di backup. Nell'utilizzare i nomi delle copie di criteri di archiviazione, è possibile effettuare il backup degli stessi dati in MediaAgent diversi. Questa funzione permette a Galaxy di supportare la ridondanza dei dati di backup offrendo la possibilità di effettuare il backup di copie identiche dei dati in librerie di supporti diverse. Per ogni nome della copia è necessario definire i seguenti attributi di un criterio di archiviazione:

Libreria
Questo termine è utilizzato da Galaxy per fare riferimento a tutte le periferiche di archiviazione in CommCell. Esempi di periferiche di archiviazione includono le librerie nastri e i supporti di dischi magnetici, entrambi visualizzabili come librerie da Galaxy.
Pool di unità (solo libreria di supporti rimovibili)
Un pool di unità è un insieme logico di unità. I pool di unità permettono alle unità in una singola libreria di essere condivise da più MediaAgent.
Numero di flussi
È necessario specificare il numero massimo di flussi concomitanti che si desidera siano supportati dal nome della copia del criterio di archiviazione. Ogni flusso di dati utilizza un'unità di supporti. I criteri di archiviazione a flussi multipli possono essere assegnati solo a un client secondario il cui iDataAgent supporta più flussi.
Periodo di memorizzazione
Specifica il numero minimo di giorni per i quali si desidera conservare i dati. Se viene soddisfatto questo criterio e quelli dei cicli di memorizzazione (illustrati nella sezione successiva), è possibile eliminare i set di backup e riciclare i supporti nel pool scratch. Questo attributo può essere modificato in modo dinamico in qualunque momento per semplificare la gestione dei supporti. Le operazioni di eliminazione degli archivi devono essere pianificate o iniziate a mano. Il periodo di memorizzazione dei dati non viene stabilito automaticamente e deve essere impostato prima dell'esecuzione dell'eliminazione dell'archivio.
Cicli di memorizzazione
Specifica il numero minimo di cicli che si desidera conservare. Ogni ciclo di backup inizia con un backup completo (o equivalente), così come definito dall'iDataAgent, e può contenere un numero qualsiasi di backup incrementali o differenziali. Questo attributo può essere modificato in modo dinamico in qualunque momento per semplificare la gestione dei supporti. Come spiegato prima, le operazioni di eliminazione dell'archivio devono essere pianificate o iniziate a mano ma in questo caso i cicli di memorizzazione vengono impostati automaticamente.
Pool scratch (solo libreria di supporti rimovibili)
Un pool scratch è un archivio dei supporti nuovi o riciclati disponibili per l'uso. Nella configurazione dei criteri di archiviazione, il campo del pool scratch specifica il nome del pool scratch dal quale il nome della copia del criterio di archiviazione otterrà e restituirà i supporti. Questo attributo può essere modificato in modo dinamico in qualunque momento per semplificare la gestione dei supporti.
Compressione hardware
Se attivata, la compressione hardware è utilizzata per il nome della copia del criterio di archiviazione. L'attivazione della compressione hardware prevale sull'impostazione della compressione software del client secondario.

La compressione hardware può migliorare le prestazioni e ridurre il carico della CPU del client/MediaAgent, ma comporta un maggior traffico sul percorso dei dati, in entrambe le direzioni. Inoltre utilizza un algoritmo di compressione specifico per la periferica che potrebbe causare problemi se si tenta di ripristinare i dati utilizzando un'unità di un diverso produttore.

Compressione software
Se la compressione hardware non è attivata, è possibile utilizzare quella software. La compressione software sul client riduce il traffico di rete in entrambe le direzioni e utilizza un algoritmo di compressione indipendente dalla periferica. Sovraccarica però la CPU sia del client che del MediaAgent. Quest'ultimo problema potrebbe annullare quasi tutti i benefici derivanti dal minor traffico di rete.

La compressione software di MediaAgent non riduce il traffico di rete durante i backup ma lo riduce durante i ripristini. Durante i ripristini il carico della CPU lato client è inferiore rispetto a quello durante i backup, pertanto la compressione software di MediaAgent potrebbe essere una scelta valida se si possiede un MediaAgent potente.

Note tecniche sulla compressione

Come illustrato in precedenza, Galaxy dispone di funzioni di compressione hardware e software. La compressione hardware viene eseguita su unità nastro supportate ed è configurata in Galaxy al livello dei criteri di archiviazione mediante CommCell Console. La compressione software è configurata ed effettuata nel client o in MediaAgent, a seconda della configurazione del client secondario, sotto Properties e Advanced Features, ed è possibile solo se la compressione hardware è disattivata. Per impostazione predefinita, la compressione sia hardware che software è disattivata.

La compressione software crea un abbassamento delle prestazioni nella CPU in cui viene eseguita (client o MediaAgent). La compressione software nel client aumenta i cicli della CPU nel sistema client durante le operazioni di backup, ma ha il vantaggio di diminuire il traffico complessivo di rete tra il sistema client e il MediaAgent.

La compressione software nel MediaAgent aumenta i cicli della CPU nel sistema MediaAgent durante le operazioni di backup. Il vantaggio di un minor traffico di rete non si applica a questa opzione. Se, però, in diverse workstation client è configurata la compressione software per lo stesso MediaAgent e vengono avviati backup simultanei, il MediaAgent presenterà segni di deterioramento delle prestazioni.

A causa di questo potenziale deterioramento, è consigliabile configurare la compressione software nel MediaAgent solo per i sistemi client cruciali per le strategie aziendali. Un'alternativa all'utilizzo della compressione software nel MediaAgent potrebbe essere rappresentata dalla compressione hardware che disattiva completamente quella software.

La decompressione hardware ha luogo nell'unità nastro ed è automatica per i dati compressi che utilizzano la compressione hardware durante il backup. La decompressione software viene eseguita nel sistema client, a prescindere da dove è avvenuta la compressione. Se i dati del client vengono sottoposti alla compressione software nel MediaAgent durante il backup, vengono decompressi comunque nel client durante un'operazione di ripristino. L'impatto della decompressione software sul client durante le operazioni di ripristino è inferiore a quello che avrebbe la compressione durante i backup.

Per vedere dove ha luogo la compressione durante un backup, esaminare il file Cvd.log nel client e cercare CompressType o CompressWhere. Fare riferimento alla Tabella 5 per interpretare i risultati. CompressType=0 e CompressWhere=1, ad esempio, significa che la compressione software ha luogo nel MediaAgent. Tenere presente che la compressione hardware e l'assenza di compressione sono indicate dallo stesso valore, ovvero 2, a significare che la compressione software è impostata su Off.

Tabella 5. Valori del registro di compressione

   CompressType CompressWhere

Compressione software nel client

0

0

Compressione software nel MediaAgent

0

1

Compressione hardware

2

2

Nessuna compressione

2

2

 

Il tipo di compressione utilizzato dipende dalla capacità di elaborazione del client e del MediaAgent e dalla larghezza di banda disponibile tra i due. Si consiglia di selezionare inizialmente la compressione hardware e di provare poi le alternative una volta che l'implementazione del backup è attiva e in funzione.

Creazione di un criterio di archiviazione

Prima di eseguire i seguenti passi, si consiglia di leggere le sezioni "Conflitto nei gruppi di supporti rimovibili" e "Terminologia relativa alla configurazione dei criteri di archiviazione di Galaxy" descritte precedentemente in questo modulo.

Per creare un criterio di archiviazione
1. In CommCell Browser, fare clic con il pulsante destro del mouse sull'icona Storage Policies e selezionare New Storage Policy.
2. Dovrebbe venire visualizzata la finestra iniziale di Storage Policy Wizard. Scegliere Next per continuare.
3. Nel campo Storage Policy Name, immettere il nome del criterio di archiviazione e scegliere Next.
4. Nel campo del nome Primary Copy, immettere il nome della copia primaria, quindi scegliere Next.
5. Selezionare la libreria alla quale associare la copia primaria del criterio di archiviazione e scegliere Next.
6. Se non si lavora con una libreria di supporti rimovibili, saltare al Passo 8. Altrimenti, selezionare il pool di unità che si desidera associare al criterio di archiviazione e scegliere Next.
7. Scegliere un pool scratch per la copia primaria del criterio di archiviazione, quindi scegliere Next per continuare.
8. Nella finestra di dialogo, impostare Number of Streams su 1 e configurare Retention Time su 7 giorni e 1 ciclo. Per impostazione predefinita, il periodo di memorizzazione è impostato su infinito. Dopo aver configurato queste impostazioni, scegliere Next per continuare.
9. Se non si configura il criterio di archiviazione per utilizzare i supporti rimovibili, saltare al Passo 10. Altrimenti verrà chiesto di selezionare se si desidera attivare la compressione hardware nella periferica di archiviazione. Non selezionare la casella e scegliere Next per continuare.
10. A questo punto verrà chiesto di confermare le impostazioni scelte per il criterio di archiviazione. Controllare che siano corrette e scegliere Finish.

Il nuovo criterio di archiviazione dovrebbe venire elencato in CommCell Browser.

Visualizzazione dei processi pianificati per uno specifico criterio di archiviazione

Galaxy consente di visualizzare i processi pianificati assegnati a ogni criterio di archiviazione. Questa funzione permette di vedere le richieste poste alle risorse di ogni criterio di archiviazione.

Per visualizzare i processi assegnati a un criterio di archiviazione
1. In CommCell Browser, espandere la radice della struttura CommCell fino a visualizzare il criterio di archiviazione desiderato. Fare clic con il pulsante destro del mouse su di esso e selezionare View Schedules. Verrà visualizzata la finestra Scheduled Jobs.
2. La finestra Scheduled Jobs contiene i dettagli su ogni processo pianificato assegnato al criterio di archiviazione. A questo punto è possibile pianificare nuovi processi scegliendo Add per avviare Schedule Wizard.

Eliminazione di criteri di archiviazione

Non è possibile eliminare un criterio di archiviazione se è associato a un client secondario. Prima di tentare di eliminare un criterio di archiviazione, è necessario eliminare ogni client secondario assegnato a esso oppure associare un altro criterio ai client secondari allegati al criterio.

Dopo che un criterio di archiviazione è stato eliminato, i dati a esso associati non potranno più essere ripristinati. Tutti i supporti ai quali era assegnato il criterio di archiviazione saranno immediatamente disponibili per essere eliminati.

Qui di seguito sono riportate alcune ragioni per eliminare un criterio di archiviazione:

I dati sottoposti a backup tramite il criterio di archiviazione non sono più richiesti
Al criterio di archiviazione non sono al momento associati dati di backup e non si prevedono in futuro backup che interessano il criterio di archiviazione
Per eliminare un criterio di archiviazione
1. In CommCell Browser, espandere la radice della struttura CommCell finché non compare il criterio di archiviazione desiderato. Fare clic con il pulsante destro del mouse su di esso e selezionare Delete.
2. Un messaggio nella casella di conferma avverte che, una volta che si elimina il criterio di archiviazione, i dati sottoposti a backup tramite quel criterio non saranno più disponibili per il ripristino.

Creazione di client secondari

I client secondari consentono di sottoporre a backup diverse parti del file system su un computer client. Inizialmente nel sistema Galaxy è impostato un client secondario predefinito per ciascun set di backup. In questa fase, il client secondario predefinito contiene l'intero file system e lo stato del sistema. Se si definiscono altri client secondari nello stesso set di backup, il client secondario predefinito conterrà l'intero file system tranne quelle parti che sono state assegnate ad altri client secondari.

Quando si definisce un client secondario, occorre:

Fornire il nome del client secondario.
Definire il contenuto del client secondario.
Associare un criterio di archiviazione al client secondario.

Immettere queste informazioni nella finestra di dialogo Subclient Properties. Anche se queste informazioni sono già sufficienti per dichiarare un client secondario, è possibile scegliere di definire anche altre proprietà. Ad esempio, è possibile:

Creare un filtro di backup.
Selezionare lo schema di compressione dei dati per il client secondario.
Indicare i processi attivati dal backup.

Creazione di un nuovo client secondario in un set di backup

È importante ricordare che non si deve creare un client secondario mentre è in corso il backup del set di backup principale o di un client secondario di pari livello.

Per creare un nuovo client secondario in un set di backup
1. In CommCell Browser, fare clic con il pulsante destro del mouse sul set di backup per il quale si desidera creare il client secondario, quindi scegliere New Subclient dal menu di scelta rapida.
2. Fare clic sulla scheda General della finestra di dialogo Subclient Properties e digitare il nome, fino a un massimo di 32 caratteri, del client secondario che si desidera creare. Il backup dello stato del sistema viene avviato solo nel client secondario predefinito.
3. Fare clic sulla scheda Content e, nel campo Enter New Content, digitare il contenuto del client secondario. Opzionalmente, è possibile scegliere Browse per immettere il contenuto.
4. Quando si specifica un percorso dati UNC, fare clic su As User e immettere le informazioni dell'account per l'utente del dominio con autorizzazioni per quel percorso.
5. Fare clic sulla scheda Storage Device della finestra di dialogo Subclient Properties, quindi selezionare il criterio di archiviazione che si desidera associare a questo client secondario dalla casella Storage Policy.

Modifica del nome di un client secondario

È possibile rinominare un client secondario definito dall'utente in qualsiasi momento. Tuttavia Galaxy non consente di rinominare un client secondario predefinito. Inoltre, non bisogna rinominare un client secondario in fase di backup.

1. In CommCell Browser, fare clic con il pulsante destro del mouse sul client secondario che si desidera rinominare, quindi scegliere Properties dal menu di scelta rapida.
2. Nella scheda General della finestra di dialogo Subclient Properties, digitare il nuovo nome nel campo Subclient N, quindi scegliere OK. CommCell Browser aggiorna il client secondario con il nuovo nome.

Modifica del contenuto di un client secondario

La parte di file system assegnata al client secondario è definita contenuto del client secondario. È possibile visualizzare e modificare il contenuto di qualsiasi client secondario dalla scheda Content della finestra di dialogo Subclient Properties. Non cambiare il contenuto del client secondario predefinito, rispetto all'impostazione iniziale, ovvero \. Questa impostazione assicura che il client secondario predefinito contenga tutte le parti del file system che non sono contenute in altri client secondari. Se si cambia l'impostazione e si sceglie un altro percorso, il client secondario predefinito effettuerà il backup solo dei dati relativi a quel percorso e il file system non verrà più sottoposto a un backup completo dai client secondari nel set di backup. È inoltre importante non cambiare il contenuto di un client secondario in fase di backup.

Per cambiare il contenuto di un client secondario
1. In CommCell Browser, fare clic con il pulsante destro del mouse sul client secondario di cui si desidera modificare il contenuto, quindi scegliere Properties dal menu di scelta rapida.
2. Fare clic sulla scheda General della finestra di dialogo Subclient Properties.
3. Per includere un file o una cartella nel contenuto del client secondario, scegliere una delle seguenti possibilità:
1. Nel campo Enter New Content, immettere manualmente il percorso, compresa la lettera dell'unità, del file o della cartella che si desidera aggiungere e scegliere Add. Ripetere questo passo per aggiungere altri file e/o cartelle al contenuto.
2. Scegliere Browse per selezionare il percorso. Nella finestra Browse, espandere il file system del computer client, fare clic sul file o sulla cartella che si desidera includere quindi scegliere Add. Ripetere questo passo per ogni voce aggiuntiva.
3. Per specificare un percorso dati UNC, fare clic su As User e immettere le informazioni dell'account per l'utente del dominio con autorizzazioni per quel percorso.
4. Per salvare il contenuto, scegliere OK nella scheda Content della finestra di dialogoSubclient Properties.

Backup su richiesta

I backup sono una delle funzioni principali del sistema Galaxy. È tramite il processo di backup che si proteggono i dati nei computer client in CommCell. I backup su richiesta permettono di proteggere immediatamente i dati e/o lo stato del sistema, senza dover attendere l'ora pianificata per il backup. Questa capacità può essere utile se:

Si dispone di dati critici che è necessario proteggere immediatamente.
I dati non sono protetti da backup pianificati a scadenze periodiche e si desidera sottoporli a backup.

I backup su richiesta consentono di avviare backup completi, incrementali e differenziali. È possibile avviare un backup su richiesta ai livelli seguenti:

Un client secondario selezionato
Un set di backup selezionato
Il set di backup predefinito

Nota: se si seleziona un set di backup, l'intero file system nel computer client viene sottoposto a backup. Se si seleziona un client secondario, viene sottoposta a backup solo la parte del file system mappata su quel client secondario. Se si avvia un backup su un set di backup, Galaxy avvia singoli backup per ogni client secondario in esso contenuto. Se i client secondari sono associati allo stesso criterio di archiviazione, i loro backup verranno effettuati in serie a meno che il criterio di archiviazione non sia configurato per accogliere più flussi di dati.

Il backup dello stato del sistema Windows 2000 viene avviato dal client secondario predefinito nel set di backup. Lo stato del sistema viene sempre sottoposto a un backup completo, anche se il client secondario esegue un diverso tipo di backup sui dati della parte del file system.

Per avviare un backup su richiesta di un client secondario selezionato
1. In CommCell Browser, fare clic con il pulsante destro del mouse sul client secondario da sottoporre a backup, quindi scegliere Backup dal menu di scelta rapida.
2. Nella finestra, selezionare il tipo di backup da avviare.
3. Dopo aver selezionato il tipo di backup ed eventualmente le opzioni avanzate, scegliere OK. La finestra Job Controller consente di monitorare l'avanzamento del backup.
Per avviare il backup su richiesta di un set di backup selezionato
1. In CommCell Browser, fare clic con il pulsante destro del mouse sul set di backup che si desidera sottoporre a backup, quindi scegliere Backup All Subclients dal menu di scelta rapida. Il sistema chiede di confermare che si desidera sottoporre a backup tutti i client secondari contenuti nel set di backup selezionato. Scegliere OK per continuare.
2. Nella finestra, selezionare il tipo di backup da avviare.

Nota: non selezionare Synthetic Full. Si tratta di un tipo di backup speciale.

3. Dopo aver selezionato il tipo di backup ed eventualmente le opzioni avanzate, scegliere OK. La finestra Job Controller consente di monitorare l'avanzamento del backup.
Per avviare un backup su richiesta del set di backup predefinito
1. In CommCell Browser, fare clic con il pulsante destro del mouse sull'icona File System iDataAgent corrispondente al computer client che si desidera sottoporre a backup, quindi scegliere Backup Default Backup Set dal menu di scelta rapida.
2. Il sistema chiede di confermare che si desidera sottoporre a backup tutti i client secondari contenuti nel set di backup. Scegliere Yes per continuare.
3. Dopo aver selezionato il tipo di backup ed eventualmente le opzioni avanzate, scegliere OK. Galaxy avvia l'operazione di backup. La finestra Job Controller consente di monitorare l'avanzamento del backup. Al termine del backup, Galaxy visualizza un messaggio di conferma.

Creazione di set di backup

Un set di backup è un set logico di client secondari. Durante l'installazione del client, Galaxy crea un set di backup predefinito nel computer client. Questo set contiene un client secondario predefinito che assicura il backup di tutto il file system del client e di tutti gli elementi dello stato del sistema. Volendo, è possibile creare altri set di backup per lo stesso computer client.

Un set di backup contiene sempre un client secondario predefinito. Inoltre è possibile creare altri client secondari in ogni set di backup. I set di backup sono una funzione potente. Grazie a essi è possibile stabilire:

Una o più serie di backup per un determinato computer client.
Uno o più gruppi di client secondari per un determinato computer client.
Una o più serie di backup per i client secondari relativi, ovvero membri di un gruppo di client secondari.
Per creare altri set di backup per il computer client
1. In CommCell Browser, fare clic con il pulsante destro del mouse sull'icona File System del computer client per il quale si desidera creare il set di backup, quindi scegliere New Backup Set dal menu di scelta rapida. Nella finestra di dialogo successiva, immettere quanto segue:
New Backup Set Name
Digitare il nome, lungo al massimo 32 caratteri, del set di backup che si desidera creare.
Make this the Default backup set
Per fare di questo set di backup l'impostazione predefinita, selezionare questa casella di controllo. Altrimenti lasciarla deselezionata.
2. Controllare che il criterio di archiviazione che Galaxy ha associato al client secondario predefinito sia quello desiderato. Per selezionare un criterio di archiviazione diverso, fare clic sulla voce Storage Policy e scegliere dall'elenco.
3. Fare clic su Add per creare altri client secondari all'interno di questo set di backup.
4. Nella scheda General della finestra di dialogo Subclient Properties, immettere il nome, lungo al massimo 32 caratteri, del client secondario e il contenuto di questo client. I client secondari hanno proprietà opzionali che possono essere definite in questa fase dalle altre schede di questa finestra di dialogo.
5. Scegliere OK e ripetere questo passo per ogni client secondario aggiuntivo che si desidera definire in questo set di backup.
6. Per modificare le proprietà di un qualsiasi nuovo client secondario elencato nella finestra di dialogo New Backup Set, selezionarlo, quindi fare clic su Edit. Verrà visualizzata la finestra di dialogo Subclient Properties, dalla quale poter modificare le proprietà del client secondario.
7. Per eliminare un client secondario definito nella finestra di dialogo New Backup Set, selezionarlo, quindi fare clic su Delete.
8. Nella finestra di dialogo New Backup Set, scegliere OK.
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Gestione ripristini

Le procedure spesso variano, a seconda del tipo di dati da ripristinare.

Ripristino dei dati in Windows 2000

In questa sezione viene spiegato come ripristinare alcuni dei dati sottoposti a backup. Per evitare di sovrascrivere i dati esistenti, ripristinarli in un altro percorso.

Prima di iniziare

Per evitare alcuni problemi comuni, è necessario accertarsi che:

Il computer CommServe sia acceso e che CommServe sia in esecuzione.
Il computer MediaAgent e la libreria dei supporti siano attivi.
Il computer client sia acceso.
Tutti i servizi Galaxy siano stati avviati.
Il backup del computer client si sia concluso correttamente.

Ripristino dei dati del file system

Galaxy offre diverse modalità di ripristino dei dati. In questa sezione verrà illustrata quella più comune, di esplorazione/ripristino. L'esplorazione permette di visualizzare i dati sottoposti a backup e di selezionarli tutti, o una parte, per il ripristino.

Per esplorare i dati di backup e ripristinarne una parte in un'altra directory
1. Accedere al computer CommServe.
2. Dal menu Start di Windows, scegliere Programmi, Galaxy, quindi Galaxy CommCell Console for Java GUI.
3. Nella finestra CommCell Logon, effettuare l'accesso immettendo il proprio nome utente Galaxy e la password.
4. Galaxy visualizza la finestra CommCell Console.
5. In CommCell Browser, fare clic con il pulsante destro del mouse sull'icona File System, quindi fare clic su Browse Default Backup Set.
6. Nella finestra di dialogo Browse Options, scegliere OK (se si stanno utilizzando le impostazioni predefinite).
7. Galaxy visualizza la finestra Browse, in cui sono riportati i file e le directory sottoposti a backup dal computer client.
8. Nella finestra Browse, aprire la struttura del file system e selezionare i dati da ripristinare.
9. Scegliere Restore All Selected.
10. Nella finestra di dialogo Restore Options, deselezionare l'opzione Restore to Same Paths, quindi digitare il nome della directory in cui ripristinare i dati, ad esempio C:\Nuovadir, nel campo Destination Folder. Per impostazione predefinita, Galaxy creerà questa directory se non esiste già.
11. Scegliere OK (Se le altre impostazioni devono rimanere immutate).
12. Galaxy avvia un processo di ripristino e ne indica lo stato nella finestra Job Controller. Al termine del ripristino completo dei dati, viene visualizzato un messaggio di conferma. Scegliere OK per confermare la scelta.
13. Per controllare se i dati sono stati effettivamente ripristinati, portarsi nella directory di destinazione del ripristino. Lì dovrebbero trovarsi i dati ripristinati.
Per ripristinare i dati del file system nel computer client
1. In CommCell Browser, fare clic con il pulsante destro del mouse sul set di backup di cui si desidera esplorare i dati e scegliere Browse Backup Data dal menu di scelta rapida.
2. Nella finestra di dialogo, selezionare le opzioni di ricerca che si desidera utilizzare.
3. In questa procedura, il campo Client Computer non è disponibile perché è stato già impostato quando nel Passo 1 è stato selezionato il set di backup.
4. Selezionare eventuali altre opzioni di esplorazione dalla finestra di dialogo.
5. Nella finestra Browse aprire la struttura del file system.
6. Nella finestra Browse, selezionare i file e/o le directory che si desidera ripristinare, quindi fare clic su Restore All Selected.
7. Nella finestra di dialogo selezionare le opzioni di ripristino che si desidera utilizzare.
8. Per scegliere altre opzioni di ripristino, fare clic su Advanced e selezionare le opzioni che si desidera visualizzare nella finestra di dialogo.
9. Dopo aver effettuato questa scelta, il sistema visualizza una barra di avanzamento e inizia il ripristino dei dati. Per monitorare la procedura di ripristino, osservare la barra di avanzamento. Per esplorare di nuovo lo stesso set di backup, utilizzando eventualmente intervalli di tempo di ricerca diversi, scegliere New Browse dal menu Browse.

Ripristino dei database di sistema

Lo stato del sistema viene sempre sottoposto interamente a backup tramite i backup completi. I dati di backup dello stato del sistema comprendono molti altri database. Poiché questi database sono elementi separati, possono essere ripristinati in modo selettivo, senza l'esecuzione di un ripristino completo dello stato del sistema. Gli elementi di database includono:

Registri eventi
Database Gestione archivi rimovibili
Database Terminal Server
Informazioni sulle quote
Cataloghi di indicizzazione contenuto

Questi elementi possono essere ripristinati quando si esegue un'operazione di ripristino dei database di sistema. I database sono disponibili per il ripristino se sono stati installati e se sono stati sottoposti a backup.

Per ripristinare i database di sistema
1. In CommCell Browser, fare clic con il pulsante destro del mouse sul set di backup che contiene i database di sistema da ripristinare, quindi fare clic su Restore System Databases.
2. Nella finestra di dialogo Restore System Databases Options, accettare le impostazioni predefinite o modificare le selezioni delle opzioni.
3. Scegliere OK. Galaxy avvia l'operazione di ripristino dello stato del sistema. Durante l'esecuzione del ripristino dei database, alcuni servizi possono interrompersi. Dopo il ripristino, controllare che lo stato di questi servizi ritorni in linea.

Ripristino di dati su un'unità di rete mappata

Galaxy permette di ripristinare i dati nelle unità di rete mappate di un computer client. I dati ripristinati assumono le caratteristiche di accesso della destinazione condivisa.

Prima di iniziare, notare che le unità di rete mappate sono presenti come directory condivise di Windows, ovvero come condivisioni, su un altro computer in rete. Per motivi di protezione dati, a queste condivisioni sono associati privilegi di accesso che stabiliscono chi può accedervi e i diritti corrispondenti. Se l'account Windows non dispone di privilegi per scrivere i dati nella condivisione, è necessario fornire il nome di accesso e la password di un account Windows che dispone di detti privilegi. Controllare che la condivisione di Windows in cui si intende ripristinare i dati sia accessibile come unità di rete mappata dal computer di destinazione.

Per ripristinare i dati in un'unità di rete mappata
1. In CommCell Browser, fare clic con il pulsante destro del mouse sul set di backup con i dati che si desidera esplorare, quindi scegliere Browse Backup Data dal menu di scelta rapida.
2. Nella finestra di dialogo, selezionare le opzioni di ricerca che si desidera utilizzare.
3. Selezionare eventuali altre opzioni di esplorazione dalla finestra di dialogo.
4. Nella finestra Browse aprire la struttura del file system.
5. Nella finestra Browse, selezionare i file e/o le directory che si desidera ripristinare, quindi fare clic su Restore All Selected.
6. Nella finestra di dialogo selezionare le opzioni di ripristino che si desidera utilizzare.
7. Assicurarsi che il computer di destinazione sia quello dell'unità mappata e non quello della condivisione. Inoltre, se i dati non sono originati dall'unità mappata, immettere il percorso di destinazione a partire dalla lettera dell'unità mappata nel campo Restore to Same Paths, ad esempio H:\Vendite\Report mensili.
8. Per selezionare opzioni di ripristino aggiuntive, fare clic su Advanced e scegliere le opzioni desiderate nella finestra di dialogo.
9. Se non si possiede l'autorizzazione per modificare i dati nella condivisione in cui si ha intenzione di ripristinarli, selezionare Impersonate NT User nella finestra di dialogo Advanced Restore Option e fornire il nome di accesso e la password di un account Windows con le autorizzazioni richieste. In caso contrario, non sarà possibile ripristinare i dati nella condivisione selezionata. Se è possibile copiare o creare un file nella condivisione, si dovrebbe essere in grado di ripristinare i dati nella condivisione senza dover selezionare questa opzione. Se l'account utente è impostato come account utente di dominio, immettere un nome utente completo, ad esempio nome_dominio\nome_utente e la password.
10. Una volta selezionate le opzioni di ripristino, il sistema visualizza una barra di avanzamento e inizia il ripristino dei dati. Per monitorare la procedura di ripristino, osservare la barra di avanzamento.

Ripristino dati in Exchange 2000 Server

Per evitare problemi comuni, prima di iniziare controllare che il computer client sia acceso e che il backup del database di Exchange 2000 Server sia stato completato correttamente.

Ripristino dei dati del database

Galaxy iDataAgent per Exchange 2000 Server permette di ripristinare i database di Exchange 2000 Server. Nella procedura seguente viene spiegato come ripristinare un database di Exchange 2000 Server:

Avviso: nella procedura viene descritto come ripristinare il database di Exchange 2000 Server. Tale procedura è riportata a solo scopo informativo. Se non si desidera sovrascrivere il database esistente di Exchange 2000 Server con la versione di backup non effettuare questa procedura.

1. Disinstallare tutti gli archivi delle informazioni che verranno selezionati durante l'operazione di ripristino. Se si intende ripristinare l'intero server in cui è in esecuzione Exchange 2000 Server, disinstallare tutti gli archivi.
2. Se si intende ripristinare il database Servizio di gestione delle chiavi (KMS, Key Management Service), controllare che la directory dei dati di questo database sia vuota (in genere \Programmi\Exchsrvr\Kmsdata) e che il Servizio di gestione delle chiavi di Microsoft Exchange sia avviato.
3. Se si intende ripristinare il database Servizio di replica siti (SRS, Site Replication Service), controllare che nella cartella Exchsrvr/Srsdata non vi siano file *.ebd, *.log o *.chk e che il Servizio di replica siti di Microsoft Exchange sia avviato.
4. Dal menu Start, scegliere Programmi, quindi Galaxy e infine Galaxy CommCell Console for Java GUI.
5. Nella finestra CommCell Logon, effettuare l'accesso immettendo il nome utente e la password Galaxy.
6. Galaxy visualizza la finestra CommCell Console.
7. Dalla struttura CommCell Browser, fare clic con il pulsante destro del mouse sull'icona Exchange Database, quindi su Browse Backup Data.
8. Nella finestra di dialogo Browse Options, scegliere OK (se si stanno utilizzando le impostazioni predefinite).
9. Galaxy visualizza la finestra Browse, in cui sono riportati i database di Exchange 2000 Server che sono stati sottoposti a backup.
10. Nella finestra Browse, selezionare il database o i database che si desidera ripristinare.
11. Scegliere Restore All Selected.
12. Nella finestra di dialogo Restore Summary, utilizzare le impostazioni predefinite e ripristinare i dati nello stesso database di Exchange 2000 Server.
13. Per installare automaticamente gli archivi dopo il ripristino, selezionare l'opzione Mount database after restore. Tenere presente che quest'opzione è disattivata se per il ripristino sono stati selezionati solo i database Servizio di gestione delle chiavi o Servizio di replica siti. Non eseguire questo passo se non si ha intenzione di sovrascrivere gli archivi dei database di Exchange 2000 Server esistenti con le versioni del backup. Scegliere OK.
14. In Galaxy viene avviato il ripristino completo degli elementi selezionati il cui stato è indicato nella finestra Job Controller. Al termine del ripristino completo dei dati, viene visualizzato un messaggio di conferma. Scegliere OK per confermare la scelta.
15. Se si è scelto di ripristinare il database del Servizio di gestione delle chiavi di Microsoft Exchange, non dimenticare di interrompere e poi riavviare questo servizio al termine del ripristino.
16. Se si è scelto di ripristinare il database del Servizio di replica siti di Microsoft Exchange, non dimenticare di interrompere e poi riavviare questo servizio al termine del ripristino.

Ripristino dei dati in una cassetta postale di Exchange 2000

Il software Galaxy per Exchange 2000 Mailbox permette di selezionare e ripristinare non solo cassette postali specifiche ma anche singoli messaggi. Nella seguente procedura viene utilizzata la funzione di esplorazione e ripristino per esplorare i dati della cassetta postale e ripristinare singoli messaggi.

Per esplorare i dati della cassetta postale e ripristinare singole impostazioni
1. Dal menu Start, scegliere Programmi, quindi Galaxy e infine Galaxy CommCell Console for Java GUI.
2. Nella finestra CommCell Logon, effettuare l'accesso immettendo il nome utente e la password Galaxy.
3. Galaxy visualizza la finestra CommCell Console.
4. Nella struttura CommCell Browser, fare clic con il pulsante destro del mouse sull'icona Exchange Mailbox, quindi fare clic su Browse Default Backup Set.
5. Nella finestra di dialogo Browse Options, scegliere OK (se si stanno utilizzando le impostazioni predefinite).
6. Galaxy visualizza la finestra Browse, in cui sono riportate le cassette postali sottoposte a backup.
7. Nella finestra Browse, espandere la struttura della cassetta postale aprendo una cassetta postale di Exchange 2000. Selezionare quindi i dati che si desidera ripristinare.
8. Scegliere Restore All Selected.
9. Nella finestra Restore Summary, scegliere OK per utilizzare le impostazioni predefinite e ripristinare i messaggi nella stessa cartella della cassetta postale. Galaxy aggiungerà questi messaggi alla cartella della cassetta postale. I messaggi originali non verranno sovrascritti.
10. In Galaxy viene avviato il ripristino completo degli elementi selezionati il cui stato è indicato nella finestra Job Controller. Dopo il ripristino dei messaggi, viene visualizzato un messaggio di conferma. Scegliere OK per confermare la scelta.
11. Per verificare se i messaggi sono stati effettivamente ripristinati, controllare che si trovino nella cartella della cassetta postale.

Ripristino dei dati in SQL Server 2000

In questa sezione viene descritto come effettuare un ripristino in un diverso percorso di un database SQL Server nel computer client. Per evitare problemi comuni, prima di iniziare controllare che il computer client sia acceso e che il backup del database SQL Server 2000 sia stato completato correttamente.

Il software client Galaxy SQL Server permette di selezionare e ripristinare database specifici. Utilizzando la funzione di esplorazione e ripristino di Galaxy, è possibile esplorare i dati di un database e ripristinare un singolo database. Qui di seguito viene illustrata la procedura in cui si utilizza un backup del database Pubs di esempio. Per informazioni sulla modalità di backup di questo database, fare riferimento al modulo "Configurazione dei servizi avanzati di backup e ripristino per i centri dati basati su Windows 2000".

Per ripristinare i dati da un database Pubs
1. In un computer in cui è installato CommCell Console, dal menu Start scegliere Programmi, quindi Galaxy e infine Galaxy CommCell Console for Java GUI.
2. Nella finestra CommCell Logon, effettuare l'accesso immettendo il nome utente e la password Galaxy.
3. Galaxy visualizza la finestra CommCell Console.
4. Nella struttura CommCell Browser, fare clic con il pulsante destro del mouse su SQL Server quindi fare clic su Browse SQL Server.
5. Nella finestra di dialogo Browse Option, scegliere OK per accettare le impostazioni predefinite.
6. Nella finestra Browse, fare clic su SQL Server instance. Quindi selezionare il database Pubs sottoposto precedentemente a backup.
7. Scegliere Restore All Selected.
8. Nella finestra SQL Database Restore Options , selezionare Restore tipo_di_database_Restore , quindi scegliere Recovery tipo_di_Recovery. Quindi fare clic su Advanced.
9. Nella finestra di dialogo Advanced SQL Restore Options, selezionare il database Pubs e immettere un nuovo nome. Tutte le istanze del nome Pubs nel campo Database vengono sostituite con il nuovo nome.
10. Cambiare il Database File Path per tutti i file Pubs scegliendo un altro percorso. Il percorso alternativo deve essere specificato prima del ripristino.
11. Scegliere OK per tornare allo schermo SQL Database Restore Options. Scegliere nuovamente OK.
12. In Galaxy viene avviato il ripristino completo del database Pubs nel percorso e nel database con il nuovo nome, il cui stato è indicato nella finestra Job Controller.
13. Al termine del ripristino, viene visualizzato un messaggio di operazione ultimata. Scegliere OK per chiudere la finestra.
14. Per verificare se il database Pubs è stato effettivamente ripristinato, aprire SQL Server Enterprise Manager e aggiornare l'elenco Databases. Sotto il nuovo nome dovrebbe comparire la nuova copia del database Pubs.
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Gestione supporti

La gestione dei supporti consiste nella loro importazione ed esportazione in e da una libreria.

Importazione dei supporti in una libreria

L'importazione è il processo che consente di trasferire supporti esterni negli slot di una libreria. Esistono due metodi per importare supporti:

È possibile importare i supporti tramite il mail slot (porta di caricamento diretto senza apertura dello sportello) della libreria, se disponibile.
Si può aprire lo sportello della libreria e inserire manualmente i supporti negli slot.

L'importazione dei supporti tramite un mail slot offre diversi vantaggi. L'aggiornamento dell'inventario attivato dall'importazione tramite un mail slot è più rapido della procedura di inventario completa che viene avviata aprendo, quindi richiudendo, lo sportello della libreria. Inoltre, se si importano nuovi supporti tramite un mail slot con l'operazione di importazione Galaxy, Galaxy li rileva immediatamente. Tenere presente che l'inserimento di supporti e la chiusura dei mail slot di alcune librerie potrebbe avviare una procedura di inventario completa invece che l'aggiornamento dell'inventario.

Se si apre lo sportello e si inseriscono i supporti è necessario iniziare una procedura di rilevamento. Se si effettua l'importazione tramite un mail slot senza utilizzare la procedura di importazione Galaxy, è inoltre necessario avviare una procedura di rilevamento. Tuttavia, in certe circostanze potrebbe essere richiesta l'apertura dello sportello della libreria anche se è disponibile un mail slot. Ad esempio, se si desidera aggiungere vari supporti a una libreria in una volta sola, è più comodo aprire lo sportello che ricorrere al mail slot.

Se non si utilizza un mail slot, fare attenzione a non aprire lo sportello della libreria quando i supporti sono installati nelle unità all'interno della libreria. In alcuni modelli di librerie, ad esempio ATL 200 e ATL 500, l'apertura dello sportello comporta la disinstallazione di tutti i supporti, compresi quelli in uso. Ciò può causare incoerenze nel database ed errori nei processi in corso.

Per importare i supporti in una libreria
1. Da CommCell Browser, fare clic con il pulsante destro del mouse sulla libreria (o sul suo pool scratch) in cui si desidera importare i supporti, quindi scegliere Import Media dal menu di scelta rapida.
2. Viene visualizzato un prompt Import Media che informa di scegliere una delle seguenti possibilità:
Importazione tramite un mail slot
Inserire uno o più supporti nel mail slot e attendere che vengano spostati negli slot di archiviazione. Non scegliere OK finché tutti i supporti importati non sono stati spostati negli slot di archiviazione. Dopo il trasferimento di tutti i supporti negli slot di archiviazione, scegliere OK al prompt Import Media. Se si sceglie OK al prompt Insert Media prima del trasferimento dei supporti negli slot di archiviazione, Galaxy non li rileverà.
Inserimento diretto dei supporti
Aprire lo sportello della libreria, inserire i supporti negli slot di archiviazione, quindi chiudere lo sportello. Scegliere OK al prompt Import Media.
3. In Galaxy viene visualizzato un messaggio che avverte di spostare i supporti di pulizia nel pool di supporti di pulizia. Scegliere OK.
4. Se i supporti importati sono stati rilevati, i loro codici a barre vengono visualizzati nell'inventario della libreria nel riquadro di destra di CommCell Browser. Se i supporti non sono stati rilevati, è necessario procedere al rilevamento:
Rilevamento automatico
Se i supporti non rilevati sono stati importati tramite il mail slot e non si è scelto OK al prompt Insert Media finché i supporti non sono stati spostati negli slot di archiviazione, Galaxy li rileva automaticamente.
Nella finestra di dialogo che viene visualizzata, selezionare il tipo hardware del nuovo supporto dall'elenco Media Type to be Imported.
Selezionare il pool scratch al quale assegnare i supporti, dall'elenco Destination Scratch Pool.
Il numero totale di supporti non rilevati disponibili nella libreria viene visualizzato nel campo No. of media in Free Media Pool.
Specificare il numero di supporti da rilevare nel campo No. of media to be discovered.
Scegliere OK.
Rilevamento manuale
Se si è aperto lo sportello della libreria e si sono inseriti i supporti direttamente o se li si è importati tramite un mail slot e si è scelto OK prima del loro spostamento negli slot di archiviazione, è necessario rilevare i supporti manualmente. Per i dettagli sul rilevamento dei supporti all'interno di una libreria, fare riferimento all'argomento Library Operations della guida in linea.

Esportazione di supporti da una libreria

L'esportazione è il processo che permette di rimuovere materialmente uno o più supporti da una libreria. Quando un supporto viene esportato, i dati che contiene non sono più immediatamente disponibili per il sistema Galaxy. Se un'operazione, ad esempio un ripristino o una copia ausiliaria, richiede i dati da un supporto esportato, sarà necessario reimportare il supporto per completare l'operazione. Galaxy conserva le informazioni sui supporti esportati, pertanto non è necessario rilevarli di nuovo se vengono reimportati.

Esistono due metodi per esportare supporti:

I supporti possono essere esportati tramite il mail slot della libreria, se disponibile.
È possibile aprire lo sportello della libreria e rimuovere i supporti dagli slot di archiviazione manualmente.

L'esportazione dei supporti tramite un mail slot offre un vantaggio. L'aggiornamento dell'inventario attivato dall'esportazione tramite un mail slot è più rapido della procedura di inventario completa che viene avviata chiudendo lo sportello della libreria. In certi casi, tuttavia, si potrebbe voler aprire lo sportello della libreria anche se è disponibile un mail slot. Ad esempio, se si desidera rimuovere vari supporti da una libreria in una volta sola, è più comodo aprire lo sportello che ricorrere al mail slot. Non è possibile esportare supporti mentre vengono utilizzati per operazioni di lettura o scrittura. Quando si esporta un supporto, si consiglia di immettere una descrizione della posizione di archiviazione e le informazioni di riferimento appropriate.

Nota: in alcune librerie, la rimozione di supporti e la chiusura dei mail slot possono attivare una procedura di inventario completa (anziché un aggiornamento).

Per esportare i supporti da una libreria

Se non si utilizza un mail slot, fare attenzione a non aprire lo sportello della libreria quando i supporti sono installati nelle unità all'interno della libreria. In alcuni modelli di librerie, ad esempio ATL 200 e ATL 500, l'apertura dello sportello comporta la disinstallazione di tutti i supporti, compresi quelli in uso. Ciò può causare incoerenze nel database ed errori nei processi in corso.

1. In CommCell Browser, fare clic con il pulsante destro del mouse sulla libreria dalla quale si desidera esportare i supporti, quindi scegliere Export Media dal menu di scelta rapida.
2. Nella finestra di dialogo successiva, selezionare da Media List i codici a barre di uno o più supporti da rimuovere dalla libreria. È possibile immettere un commento opzionale sulla posizione in cui si stanno per trasferire i supporti (ad esempio, Scaffale 26 in sala archiviazione) nel campo Location. Scegliere OK. Il campo Location ha solo uno scopo informativo, per aiutare a tenere traccia dei supporti esportati. Galaxy non può garantire che i supporti vengano archiviati nelle posizioni immesse.
3. Viene visualizzato un prompt Export Media che consiglia di effettuare una delle seguenti operazioni:
Esportazione tramite un mail slot
Scegliere OK, attendere che i supporti vengano spostati nel mail slot, quindi rimuoverli dalla libreria. Se si esportano più supporti, verranno recapitati al mail slot uno a uno finché non saranno stati tutti esportati.
Rimozione diretta dei supporti
Aprire lo sportello della libreria, rimuovere i supporti che si desidera esportare, quindi chiudere lo sportello.
4. Passi facoltativi. In caso di esportazione voluminosa (di più supporti), alcune librerie richiedono l'apertura del mail slot e la rimozione individuale di ogni supporto man mano che viene recapitato. Questo anche nel caso in cui il mail slot possa contenere più supporti. Se la libreria ha questo requisito e il supporto non viene rimosso entro il periodo di timeout stabilito in Galaxy per l'esportazione, l'operazione scade. Galaxy la interrompe e invia un messaggio di operazione non riuscita al registro eventi.
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Riepilogo

In questo modulo sono state fornite istruzioni dettagliate per la distribuzione dei componenti CommVault Galaxy in un ambiente Internet Data Center, a partire dalla configurazione di CommServe e MediaAgent. Nell'ambiente Internet Data Center vengono utilizzati diversi tipi di iDataAgent. Questo modulo contiene le procedure per la loro configurazione in server standard e cluster.

Viene inoltre descritto l'utilizzo di CommCell Console per l'amministrazione di base di iDataAgent. Per i dettagli sulla gestione di CommServe, dei MediaAgent e dei vari iDataAgent, fare riferimento a "Configurazione dei servizi avanzati di backup e ripristino per i centri dati basati su Windows 2000". Nel modulo sono trattate anche la gestione di librerie e unità e la procedura di ripristino di emergenza. Inoltre vengono date informazioni di configurazione dettagliate per i firewall SAN e Galaxy.

Le informazioni contenute in questo modulo interessano le operazioni quotidiane consigliate o abituali della soluzione di backup e ripristino Galaxy per l'ambiente Microsoft Systems Architecture. Le attività includono la verifica dei backup periodici e le procedure di manutenzione o ripristino dei dati del client per il file system Windows 2000, Exchange 2000 e SQL Server 2000. Per agevolare il corretto espletamento di queste attività viene indicata un'ulteriore configurazione di sistema.

 

Servizi di backup e ripristino

Configurazione dei servizi di backup e ripristino

In questa pagina
Argomenti del modulo Argomenti del modulo
Obiettivi Obiettivi
Ambito di applicazione Ambito di applicazione
Utilizzo del modulo Utilizzo del modulo
Progettazione dei servizi di backup e ripristino Progettazione dei servizi di backup e ripristino
Definizione dei servizi Definizione dei servizi
Strategie di backup Strategie di backup
Modalità di backup Modalità di backup
Tipi di backup Tipi di backup
Topologie di backup Topologie di backup
Riepilogo Riepilogo
Appendice 1 — Specifiche di progettazione del servizio di backup e ripristino Appendice 1 — Specifiche di progettazione del servizio di backup e ripristino

Argomenti del modulo

In questo modulo vengono descritte in dettaglio le opzioni di configurazione da considerare durante la progettazione di una soluzione di backup e ripristino efficiente per un'organizzazione di notevoli dimensioni. Nel modulo vengono illustrati i vantaggi e gli svantaggi di una vasta gamma di tecnologie disponibili per il backup e il ripristino di sistemi.

Obiettivi

Il modulo consente di:

Pianificare una strategia di backup appropriata per l'ambiente specifico.
Decidere la modalità di backup più appropriata per l'ambiente specifico.
Decidere il tipo di backup più appropriato per l'ambiente specifico.
Decidere la topologia di backup più appropriata per l'ambiente specifico.

Ambito di applicazione

Questo modulo si applica ai prodotti e alle tecnologie seguenti:

Sistema operativo Microsoft Windows® 2000
Sistema operativo Microsoft Windows Server™ 2003

Utilizzo del modulo

In questo modulo vengono descritte in dettaglio le opzioni disponibili per la configurazione dei servizi di backup e ripristino in un ambiente Windows.

Per sfruttare al massimo il presente modulo:

Leggere il modulo "Panoramica dei servizi di backup e ripristino". Questa sezione introduce i servizi di backup e ripristino in ambiente Windows.
Leggere il modulo "Progettazione dei servizi di backup e ripristino". Questo modulo illustra la progettazione dei servizi di backup e ripristino in un ambiente aziendale.
Utilizzare le procedure correlate. Ad esempio:
"Backup e ripristino di centri dati basati su Windows 2000".
"Configurazione dei servizi avanzati di backup e ripristino per i centri dati basati su Windows 2000"
Conoscere i concetti di base delle seguenti tecnologie:
Protocollo TCP/IP (Transmission Control Protocol/Internet Protocol) e reti di Windows.
Servizio Active Directory®
Tecnologie di archiviazione, incluse DAS (Direct Attached Storage), NAS (Network Attached Storage) e SAN (Storage Area Network).

Progettazione dei servizi di backup e ripristino

Il funzionamento delle attività aziendali dipende principalmente dalla corretta gestione dei dati critici. Le tecnologie di backup e ripristino rappresentano un elemento fondamentale delle strategie di protezione dei dati, che consentono alle organizzazioni di soddisfare i requisiti relativi alla disponibilità e all'accessibilità dei dati. I centri dati possono utilizzare componenti ridondanti e tecnologie per la tolleranza di errore (quali il clustering di server e il mirroring del software o dell'hardware) per assicurare un'elevata disponibilità tramite la replica dei dati fondamentali. Se applicate singolarmente, queste tecnologie non consentono tuttavia di risolvere i problemi provocati dal danneggiamento o dall'eliminazione dei dati, che possono verificarsi a causa di errori delle applicazioni, virus, violazioni della protezione o errori degli utenti. Potrebbe inoltre essere necessario archiviare le informazioni per motivi di controllo o legali. Tale requisito potrebbe essere esteso ai dati sulle transazioni, ai documenti e alle informazioni di collaborazione quali la posta elettronica. Di conseguenza è necessario disporre di una strategia di protezione dei dati che includa un piano completo di backup e ripristino per proteggere i dati da qualsiasi tipo di interruzione o danno non previsto e che sia conforme a tutti i requisiti di settore rilevanti per la memorizzazione dei dati.

In questo modulo vengono presentate indicazioni sulla progettazione di una soluzione di backup e ripristino a livello aziendale.

Definizione dei servizi

Esistono diverse tecnologie che offrono funzionalità di backup e ripristino. È consigliabile selezionare una tecnologia specifica in base ai requisiti aziendali e agli SLA (Service Level Agreement) definiti dall'organizzazione per ognuno dei servizi forniti dal relativo centro dati. Ad esempio, un servizio di messaggistica potrebbe essere considerato il servizio più importante fornito dal centro dati. Uno SLA per tale servizio di messaggistica disporrà quindi di più risorse associate rispetto agli SLA di altri servizi. È necessario definire gli SLA insieme agli utenti di ogni servizio. Sebbene il processo di definizione degli SLA non venga illustrato in dettaglio in questo modulo, le informazioni per gli utenti dei servizi contenute nell'Appendice 1 del modulo e nella MSA 2.0 Planning Guide (in lingua inglese) rappresentano un valido punto di partenza.

Dopo aver eseguito un'analisi dettagliata dei requisiti aziendali e aver definito gli SLA reciprocamente accettabili per ogni servizio, è possibile esaminare gli aspetti tecnici della soluzione di backup e ripristino. Nelle sezioni seguenti vengono descritti diversi tipi, modalità, topologie e fattori di backup di cui è necessario tenere conto durante la progettazione delle soluzioni di backup e ripristino.

Strategie di backup

Durante la pianificazione della soluzione di backup è consigliabile considerare alcuni fattori, quali la selezione esclusiva delle informazioni di cui è necessario eseguire il backup, l'attenta pianificazione dei backup e la scelta del tipo appropriato di backup da eseguire.

Esclusione dei backup non necessari

Durante la progettazione di una strategia di backup, si è tentati probabilmente di eseguire un backup completo di ogni server dell'ambiente. È necessario tuttavia tenere presente che l'obiettivo è quello di ripristinare correttamente l'ambiente dopo un'interruzione o un danno. Pertanto è consigliabile finalizzare la strategia di backup ai seguenti scopi:

I dati da ripristinare devono essere facilmente individuabili.
Il ripristino deve essere quanto più rapido possibile.

Il backup indiscriminato di ogni server comporta il ripristino di un grande volume di dati. Sebbene i prodotti di backup e di archiviazione su nastro correnti consentano un rapido ripristino dei dati, questi possono determinare un aumento dei tempi di inattività nel caso in cui sia necessario ripristinare tutte le informazioni dal nastro. La maggior parte dei prodotti di backup, ad esempio, richiede la procedura seguente:

1. Reinstallazione del sistema operativo.
2. Reinstallazione del software di backup.
3. Ripristino del backup dal nastro.

Maggiore è il numero di file sottoposti a backup, maggiore sarà il tempo necessario per l'esecuzione del processo e, ancora più importante, per il ripristino dei file. Se si verifica un danno, il tempo diventa un fattore critico e di conseguenza il processo di ripristino deve essere quanto più rapido possibile. I backup di notevoli quantità di dati eseguiti regolarmente, inoltre, influiscono negativamente sulle prestazioni di rete, a meno che venga stabilita una rete di backup dedicata.

Dopo aver stabilito la strategia di backup ottimale per l'ambiente, è indispensabile eseguire un ripristino di prova sull'intera rete di test. Tale prova consente di identificare eventuali aree problematiche e di acquisire esperienze preziose relative al ripristino di sistemi nell'ambiente, senza la pressione dovuta alla necessità di ripristinare immediatamente il funzionamento del sistema di produzione.

Scelta dell'orario appropriato per il backup

In ogni tipo di ambiente esistono diverse possibilità per eseguire un backup efficiente con un disagio minimo per gli utenti. Il backup di un ambiente e-commerce, ad esempio, non è equivalente al backup di un'infrastruttura LAN (Local Area Network) aziendale. In una rete LAN aziendale, l'utilizzo della rete viene generalmente ridotto al minimo al di fuori dell'orario di ufficio standard. In un ambiente e-commerce, l'utilizzo aumenta di norma nelle prime ore serali e può protrarsi con gli stessi volumi fino alle prime ore del mattino, specie se la base di clienti abbraccia diversi fusi orari. Per questi motivi, potrebbe essere difficile identificare un orario ideale per effettuare il backup dell'ambiente. È possibile ridurre tuttavia l'impatto sugli utenti applicando le seguenti linee guida:

Pianificare i backup per evitare gli orari di utilizzo massimo.
Non effettuare il backup di dati non necessari.
Effettuare operazioni regolari di ripristino di prova su una rete di test per controllare la correttezza dei backup.

Scelta del supporto di archiviazione appropriato

Oltre a determinare il tipo di backup e il relativo orario di esecuzione, è consigliabile valutare i tipi di supporto di archiviazione disponibili ed effettuare la scelta appropriata.

Durante la scelta di un supporto di archiviazione, considerare i seguenti fattori:

La quantità di dati da sottoporre a backup
Tipo di dati da sottoporre a backup
Intervallo di backup
Ambiente
Distanza tra i sistemi sottoposti a backup e la periferica di archiviazione
Budget dell'organizzazione
SLA (Service Level Agreement) per i ripristini dei dati

Nella Tabella 1 sono riassunti i vantaggi e gli svantaggi dei tipi più comuni di supporti di backup.

Tabella 1 Tipi di supporti di backup a confronto

Tipo di supporto di backup Vantaggi Svantaggi

Nastro

Consente un backup rapido e una memorizzazione a lungo termine.
Ha un'alta capacità di archiviazione.
È meno costoso dei dischi magnetici e magneto-ottici.

Si deteriora più rapidamente ed è più soggetto a errori rispetto ai dischi magnetici e magneto-ottici.
Risulta difficile da configurare e mantenere, specialmente in una configurazione SAN (Storage Area Network).
Richiede la pulizia periodica delle unità.

Disco magnetico

È facile da configurare e da gestire.
Può essere utilizzato per dati temporanei.

È il supporto più costoso per l'archiviazione iniziale.

Disco magneto-ottico

Assicura la massima durata senza deterioramento del supporto.

È il più lento per il backup e il ripristino.
Limita la scelta dell'hardware.

 

Modalità di backup

La modalità di backup determina l'esecuzione del processo in relazione ai dati da sottoporre a backup. Esistono due modalità di backup dei dati:

Backup in linea: i backup vengono eseguiti mentre i dati sono ancora accessibili agli utenti.
Backup non in linea: i backup vengono eseguiti sui dati già resi inaccessibili agli utenti.

Backup in linea

I backup in linea vengono eseguiti quando il sistema è in funzione, assicurando in tal modo una strategia basata su un'interruzione minima. Vengono utilizzati generalmente per le applicazioni che devono essere disponibili 24 ore su 24, quali Microsoft Exchange e Microsoft SQL Server™, che supportano entrambi i backup in linea.

Vantaggi

Tra i vantaggi dei backup in linea rientrano:

Nessuna interruzione dei servizi

Applicazioni e dati rimangono completamente disponibili agli utenti durante il processo di backup.

Il backup al di fuori dell'orario di ufficio non è necessario

I backup in linea possono essere pianificati durante il normale orario di ufficio.

Backup completo o parziale

È possibile scegliere tra backup completi o parziali.

Svantaggi

Tra gli svantaggi dei backup in linea rientrano:

Prestazioni del server

Durante il processo di backup, può verificarsi una riduzione delle prestazioni nei server di produzione.

File aperti

A seconda alle applicazioni attive durante il processo di backup, è possibile che alcuni file di dati aperti non vengano sottoposti a backup.

Backup non in linea

I backup non in linea vengono eseguiti quando il sistema e i servizi non sono in linea. Si utilizzano se sono necessarie istantanee del sistema o se l'applicazione non supporta backup in linea.

Vantaggi

Tra i vantaggi dei backup non in linea rientrano:

Backup completo o parziale

I backup non in linea consentono di scegliere tra backup completi o parziali.

Prestazioni

I backup non in linea determinano migliori prestazioni, in quanto è possibile dedicare il server all'operazione di backup.

Backup di tutti i file

Tutti i dati vengono sottoposti a backup poiché non esistono applicazioni in esecuzione e pertanto non sono presenti file aperti durante il processo di backup.

Svantaggio

Interruzione dei servizi

Lo svantaggio dei backup non in linea è rappresentato dal fatto che i dati non sono accessibili agli utenti mentre è in corso il processo.

Tipi di backup

Per i backup in linea e non in linea è possibile utilizzare vari tipi di backup. I requisiti relativi agli SLA, all'intervallo di backup e al tempo di ripristino di un ambiente determinano il metodo o la combinazione di metodi ottimale per tale ambiente.

Backup completi

Un backup completo acquisisce tutti i dati, inclusi i file di tutte le unità disco rigido. Ogni file viene contrassegnato come sottoposto a backup, ovvero l'attributo di archiviazione viene cancellato o reimpostato. È possibile utilizzare un nastro di backup completo aggiornato per ripristinare completamente un server in un determinato momento.

Vantaggi

Tra i vantaggi dei backup completi rientrano:

Copia completa dei dati

Per backup completo si intende una copia completa di tutti i dati nel caso in cui sia necessario un ripristino del sistema.

Accesso rapido ai dati di backup

Per trovare il file che si desidera ripristinare non è necessario cercare in diversi nastri, in quanto i backup completi includono tutti i dati presenti sui dischi rigidi in un determinato momento.

Svantaggi

Tra gli svantaggi dei backup completi rientrano:

Dati ridondanti

I backup completi contengono dati ridondanti, poiché sia i dati modificati sia quelli non modificati vengono copiati su nastro ad ogni esecuzione di questo tipo di backup.

Tempo

L'esecuzione di backup completi richiede una maggiore quantità di tempo, che può essere anche considerevole.

Backup incrementali

Un backup incrementale acquisisce tutti i dati modificati dopo il backup completo o incrementale più recente. Per ripristinare un server, è necessario utilizzare un nastro di backup completo, indipendentemente dalla data di creazione, e tutte le serie successive di backup incrementali. Un backup incrementale contrassegna i file come sottoposti a backup, ovvero l'attributo di archiviazione viene cancellato o reimpostato.

Vantaggi

Tra i vantaggi dei backup incrementali rientrano:

Utilizzo efficiente del tempo

Il processo di backup richiede una minore quantità di tempo, in quanto solo i dati modificati o creati dopo l'ultimo backup completo o incrementale vengono copiati su nastro.

Utilizzo efficiente dei supporti di backup

Il backup incrementale utilizza una minore quantità di nastro, in quanto solo i dati modificati o creati dopo l'ultimo backup completo o incrementale vengono copiati su nastro.

Svantaggi

Tra gli svantaggi dei backup incrementali rientrano:

Complessità dei ripristini completi

Per un ripristino completo del sistema potrebbe essere necessario ripristinare i dati da una serie incrementale di più nastri.

Ripristini parziali più lunghi

Per un ripristino parziale potrebbe essere necessario cercare in vari nastri per trovare i dati necessari.

Backup differenziali

Un backup differenziale acquisisce i dati modificati dopo l'ultimo backup completo. Per eseguire un ripristino completo del sistema saranno necessari un nastro di backup completo e il nastro del backup differenziale più recente. I file non vengono contrassegnati come sottoposti a backup, ovvero l'attributo di archivio non viene cancellato.

Vantaggio

Ripristino rapido

Il vantaggio dei backup differenziali è rappresentato dalla maggiore rapidità rispetto ai backup incrementali, in quanto viene utilizzato un minor numero di nastri. Per un ripristino completo sono necessarie al massimo due serie di nastri, ovvero il nastro dell'ultimo backup completo e il nastro dell'ultimo backup differenziale.

Svantaggi

Tra gli svantaggi dei backup differenziali rientrano:

Backup più lunghi e di maggiori dimensioni

I backup differenziali richiedono una maggiore quantità di spazio su nastro e tempi più lunghi rispetto ai backup incrementali, poiché maggiore è il tempo trascorso dall'ultimo backup completo e maggiore sarà la quantità di dati da copiare sul nastro di backup differenziale.

Aumento del tempo di backup

Dopo un backup completo, la quantità di dati sottoposti a backup aumenta ogni giorno.

Topologie di backup

In origine, l'unico tipo di tecnologia di archiviazione che richiedeva il backup era basata sull'utilizzo di dischi rigidi connessi direttamente ai dispositivi di archiviazione nei server. Attualmente, questo tipo di archiviazione è noto come DAS (Direct Attached Storage). Lo scenario delle soluzioni di backup e ripristino è cambiato significativamente con lo sviluppo di tecnologie SAN e NAS. In particolare, gli ambienti SAN offrono la possibilità sostanziale di ottimizzare e semplificare il processo di backup e ripristino.

È possibile classificare le topologie di backup e ripristino in base alla tecnologia di archiviazione (DAS, NAS o SAN) da sottoporre a backup. Le topologie relative a ogni tipo di archiviazione sono rispettivamente il backup del server locale, i backup NAS collegati alla rete LAN e i sistemi SAN.

Backup e ripristino del server locale

Nella configurazione di un backup del server locale, ogni server è connesso alla relativa periferica di backup, generalmente tramite un bus SCSI (Small Computer System Interface). In questo caso non viene utilizzata la larghezza di banda della rete LAN (Local Area Network) ma è necessario gestire manualmente i supporti di archiviazione nel server locale.

Nella Figura 1 sono illustrati un tipico backup del server locale e il meccanismo di ripristino.

Backup e ripristino del server locale

Figura 1
Backup e ripristino del server locale

Vantaggi

Tra i vantaggi del processo di backup e ripristino del server locale rientrano:

Nessun consumo delle risorse di rete

Le configurazioni di backup e ripristino del server locale non utilizzano la larghezza di banda della rete poiché i server sono connessi a periferiche a nastro collegate generalmente tramite un'interfaccia SCSI.

Backup e ripristino più rapidi

Questi backup possono essere relativamente più rapidi di altre configurazioni di backup in quanto i dati non devono viaggiare attraverso la rete.

Svantaggi

Tra gli svantaggi del processo di backup e ripristino del server locale rientrano:

Funzionalità limitate per la gestione centralizzata e la scalabilità

La configurazione di backup e ripristino del server locale non offre funzionalità di scalabilità e di gestione centralizzata, in quanto è necessario gestire i supporti localmente in ogni server.

Costi più elevati per il software di backup e l'hardware delle periferiche a nastro

Questa configurazione può aumentare significativamente i costi delle licenze per il software di backup e delle periferiche a nastro, in quanto è necessario configurare ogni backup per ciascun server e gestirli singolarmente.

Backup e ripristino LAN

Le installazioni di backup LAN sono una soluzione comune negli scenari a livello di organizzazione e vengono utilizzate da diversi anni. Il software di backup LAN dell'organizzazione utilizza un'architettura a più livelli in cui alcuni server di backup avviano i processi e raccolgono i metadati relativi ai dati sottoposti a backup (noti anche come dati di controllo) mentre altri server, denominati server dei supporti, eseguono l'operazione effettiva di gestione dei dati trasmessi alle periferiche a nastro.

Le tecnologie di backup LAN dell'organizzazione includono generalmente tre componenti:

Server di backup centrale

Ospita il modulo di backup, che controlla l'ambiente di backup.

Server dei supporti

Gestisce lo spostamento dei dati e le risorse dei supporti.

Agente client

Si tratta di un agente specifico dell'applicazione, ad esempio per dati del file system, dati di Microsoft Exchange e dati di Microsoft SQL Server.

Nella Figura 2 è illustrato un sistema logico di backup e ripristino LAN.

Backup e ripristino LAN

Figura 2
Backup e ripristino LAN

Vantaggi

Tra i vantaggi del processo di backup e ripristino LAN rientrano:

Unità a nastro che non necessitano di un collegamento diretto ai server di backup
Applicazioni di backup eseguite su server di backup dedicati
Agenti client che trasferiscono i dati attraverso la rete LAN a un server di backup
Livello più elevato di scalabilità e condivisione di singole periferiche a nastro

Svantaggi

Tra gli svantaggi del processo di backup e ripristino LAN rientrano:

Possibile riduzione delle prestazioni nei server e nella rete a causa delle notevoli dimensioni degli insiemi di dati
Traffico di backup aggiuntivo con conseguente consumo della larghezza di banda della rete
Pianificazione obbligatoria del processo di backup e ripristino

È possibile eseguire il backup di periferiche NAS utilizzando gli agenti di backup o il protocollo NDMP (Network Data Management Protocol). Per ulteriori informazioni, fare riferimento alla sezione "Progettazione dei servizi per periferiche NAS" nel modulo "Progettazione dei servizi di backup e ripristino".

Backup e ripristino SAN

La possibilità di integrare sottosistemi di spazio su disco con il processo di backup e ripristino consente di usufruire di varie opzioni per la distribuzione di soluzioni di protezione dei dati in ambienti SAN. Le tecnologie SAN sottostanti offrono diverse alternative per il backup e il ripristino dei dati residenti in archivi SAN. Tali opzioni vengono descritte in dettaglio nella sezione "Progettazione dei servizi" del modulo "Progettazione dei servizi di backup e ripristino".

Nella Figura 3 è illustrato uno scenario di backup SAN.

Esempio di scenario di backup SAN

Figura 3
Esempio di scenario di backup SAN

Vantaggi

Tra i vantaggi del processo di backup e ripristino SAN rientrano:

Carico del server ridotto

Il percorso tra la periferica di archiviazione e la periferica di backup non include il server; pertanto il carico sul server è ridotto.

Carico della rete LAN ridotto

L'esecuzione dei backup non richiede il trasferimento dei dati attraverso la rete LAN.

Soluzione di archiviazione ottimizzata

I sistemi SAN vengono progettati per ottimizzare l'efficienza dei trasferimenti di dati, consentendo processi di backup e ripristino più rapidi.

Svantaggi

Tra gli svantaggi del processo di backup e ripristino SAN rientrano:

Spese

Per questo tipo di backup è necessaria una rete SAN, che implica costi di progettazione e distribuzione elevati.

Compatibilità delle periferiche

Le periferiche di backup e ripristino devono essere compatibili con la rete SAN.

Utilizzo di tecnologie basate su istantanee per operazioni di backup e ripristino

Un'istantanea è un meccanismo che offre un'immagine coerente di un determinato file system o volume di dati in un momento specifico. Se integrate con una soluzione di backup e ripristino, le istantanee sono in grado di offrire una protezione dei dati efficiente e una soluzione ad elevata disponibilità con impatto minimo o nullo sui server di produzione o sulle risorse di rete. È possibile utilizzare un'istantanea come punto di riferimento per un'operazione di backup e continuare a modificare i dati principali, senza influire sull'operazione di backup dopo l'esecuzione dell'istantanea. Questo approccio consente backup senza intervalli di esecuzione appositi e ripristini pressoché immediati.

La tecnologia basata su istantanee può essere suddivisa in due categorie generali:

Istantanee basate sull'hardware

Queste istantanee variano a seconda dei sottosistemi del disco e vengono eseguite a livello dei sottosistemi di spazio su disco.

Istantanee basate sul software

Queste istantanee utilizzano la funzionalità copy-on-write e vengono eseguite a livello di sistema host.

La scelta tra queste due opzioni dipende dal numero di sistemi host e dai dati di produzione per cui è necessaria l'istantanea. Poiché l'istantanea non include una funzionalità di backup e ripristino, è necessario integrare e coordinare l'istantanea e le operazioni di backup con l'applicazione che gestisce i dati in modo da ottenere una versione coerente e affidabile dei dati sui supporti di backup.

Nella Figura 4 è illustrata un'istantanea basata sul software che utilizza il processo copy-on-write.

Nota: le istantanee basate sull'hardware dipendono direttamente dalla soluzione hardware selezionata; pertanto non vengono descritte in dettaglio in questo modulo.

Istantanea basata sul software tramite il processo copy-on-write

Figura 4
Istantanea basata sul software tramite il processo copy-on-write

In questo diagramma, le operazioni di scrittura su disco vengono monitorate per consentirne la replica tramite un processo copy-on-write. Dopo l'esecuzione di un'istantanea, il blocco di dati modificato viene utilizzato come immagine per il backup in base all'indirizzo della relativa posizione identificato dal processo copy-on-write.

In caso di utilizzo di tecnologie basate su istantanee in una soluzione di backup e ripristino dell'organizzazione, è possibile adottare diversi approcci. I servizi Copia shadow del volume sono una funzionalità di Windows Server 2003 che offre un'infrastruttura per la creazione di copie basate su istantanee relative a un momento specifico di uno o più volumi.

Servizi Copia shadow del volume

La possibilità di sfruttare completamente i vantaggi di una rete SAN per il backup è stata ostacolata dalla mancanza di software per più piattaforme e fornitori in grado di eseguire operazioni più avanzate per facilitare la gestione. Per risolvere i problemi di compatibilità e interoperabilità, in Windows Server 2003 sono disponibili i servizi Copia shadow del volume.

La Copia shadow del volume è un meccanismo per la creazione rapida di copie di dati e per la gestione di backup e istantanee. Rappresenta un metodo standard utilizzato dalle applicazioni Windows per interagire con funzionalità di copia di qualsiasi fornitore per la creazione di istantanee relative a un momento specifico basate sull'hardware o sul software, consentendo ai fornitori di software indipendenti (ISV, Independent Software Vendor) di sfruttare con maggiore facilità i vantaggi delle funzionalità offerte dall'hardware di archiviazione. Le edizioni Enterprise e Datacenter di Windows Server 2003 supportano le istantanee di trasporto hardware, a condizione che i fornitori di hardware offrano un provider per il servizio Copia shadow del volume. In combinazione con i client Windows XP, il servizio Copia shadow del volume consente inoltre agli utenti di recuperare copie precedenti dei file senza richiederne il ripristino al personale del supporto tecnico. In questo modo, vengono ridotti i tempi e i costi necessari per il recupero di copie precedenti dei file.

Utilizzo dei dischi per backup temporanei

I dischi rappresentano una valida alternativa a basso costo per l'archiviazione di dati a breve termine. Consentono inoltre un rapido recupero di una seconda copia di dati fondamentali. Sebbene sia possibile ridurre in parte i tempi di inattività del sistema utilizzando la relativa tolleranza di errore e le tecnologie RAID (Redundant Array of Independent Disks), i costi sostenuti per proteggere in questo modo i dati utilizzati raramente o di secondaria importanza possono risultare elevati. Pertanto è possibile implementare una strategia che consiste nella gestione temporanea di backup e istantanee su un disco locale o basato su una SAN. I dati possono essere copiati costantemente da un disco all'altro. È possibile eseguire il relativo backup su nastro a intervalli piuttosto frequenti; la frequenza dipende dai requisiti di ogni implementazione.

La gestione temporanea dei dati di backup è importante, in quanto consente di spostare i dati in una posizione secondaria prima di trasferirli su nastro. È possibile pianificare le copie dei dati in modo che vengano eseguite con sovraccarichi minimi sul server e sulle prestazioni delle applicazioni, aumentando contemporaneamente la disponibilità dei dati prima di scaricarli su nastro. Lo spostamento di una copia dei dati in una posizione di archiviazione secondaria in linea prima del relativo trasferimento su nastro assicura un rapido recupero dei dati più recenti, di cui non è stato ancora eseguito il backup su nastro. Offre inoltre uno spazio temporaneo di secondo livello da cui è possibile spostare i dati su nastro senza dover eseguire lunghe procedure di recupero, anche se la capacità è limitata a 24 ore di dati in formato istantanea senza la disponibilità in linea. È possibile spostare i dati su nastro e liberare lo spazio su disco per l'istantanea successiva. Se inoltre si esegue il backup della copia basata su istantanea, anziché la copia in linea principale, il processo non prevede intervalli di esecuzione appositi.

Nella Figura 5 è illustrata la gestione dei dati di backup e dell'istantanea prima dell'archiviazione su nastro.

Memorizzazione dei dati di backup e valore per l'organizzazione

Figura 5
Memorizzazione dei dati di backup e valore per l'organizzazione

Riepilogo

In questo modulo vengono presentate indicazioni dettagliate relative alle opzioni di configurazione che è possibile utilizzare per progettare una soluzione di backup e ripristino affidabile ed efficiente per un'organizzazione di notevoli dimensioni. Quando si prende in considerazione una strategia di backup e ripristino per l'ambiente specifico, è necessario scegliere tra diversi supporti di archiviazione, modalità di backup e tipi di backup disponibili in modo da ridurre al minimo il tempo di recupero in caso di errore del sistema. È necessario determinare inoltre la topologia più appropriata per l'ambiente: backup e ripristino del server locale, backup e ripristino LAN o backup e ripristino SAN.

Appendice 1 — Specifiche di progettazione del servizio di backup e ripristino

Questa appendice è stata inclusa per facilitare la creazione di specifiche relative alle operazioni di progettazione dei servizi. È consigliabile utilizzarla come base di un foglio di lavoro personalizzato per progettazioni future dei servizi di backup e ripristino.

Informazioni per gli utenti dei servizi

Questo foglio di lavoro consente di configurazione la pianificazione dei backup e i criteri di memorizzazione per ogni singolo servizio. Se un'opzione non si applica al servizio in uso, nella casella viene elencata come N/D.

Nelle sezioni seguenti vengono elencate le informazioni necessarie al fine di assicurare operazioni di backup e ripristino per ogni periferica di rete o del server.

Nome del servizio

Specificare il nome del servizio.

Informazioni sulla periferica

Specificare le informazioni sulla periferica di rete o del server nei seguenti termini:

Nome della periferica
Indirizzo IP della periferica (nel formato X.X.X.X)
Nome di dominio completo (FQDN, Fully Qualified Domain Name) della periferica
Numero di server da sottoporre a backup

Servizio cluster

Se il servizio è organizzato in cluster, è necessario specificare le seguenti informazioni:

Numero di nodi
Cluster preferito
Unità quorum

Informazioni sulle aree

L'architettura di rete è costituita dalle seguenti reti, ognuna delle quali è composta da diverse aree:

Internet o reti pubbliche: le interfacce pubbliche, completamente di tipo non trusted, sono costituite da una singola area denominata area pubblica non trusted. In quest'area non devono essere inclusi servizi diversi dalle periferiche di rete del confine e del firewall.
Reti perimetrali: interfacce di tipo semi-trusted contenenti le seguenti aree:
1. Pubblica semi-trusted
2. Privata semi-trusted
3. Partner semi-trusted

I servizi esterni vengono inseriti in una di queste tre aree.

Reti interne: interfacce di tipo trusted costituite dalle seguenti aree:
1. Pubblica trusted
2. Privata trusted
3. Partner trusted

I servizi interni vengono inseriti in una di queste tre aree.

Proprietà dei dati

È necessario specificare le proprietà dei dati da sottoporre a backup nei seguenti termini:

Qual è la quantità o l'intervallo di dimensioni dell'insieme di dati corrente in GB?
Il servizio supporta la Copia shadow del volume (Sì/No)?
Quali sono i requisiti di protezione speciale? È necessario rispondere alle seguenti domande:
1. I dati dispongono di elenchi di controllo di accesso (ACL) univoci che potrebbero impedire l'accesso del servizio di backup (Sì/No)?
2. Viene assegnata la massima priorità alla disponibilità oppure sono sufficienti procedure di backup standard?

Posizioni di dati, programmi e configurazioni

L'amministratore del backup deve conoscere la lettera dell'unità e le informazioni sul percorso per configurare correttamente il backup di un servizio e ottimizzare le relative prestazioni. I dati di un servizio possono essere archiviati in posizioni diverse su un singolo server. Tutti i valori devono essere elencati insieme: c:\data\*.*, d:\users\*.*

È necessario specificare quanto segue:

Percorso dei dati o percorso completo; ad esempio:

c:\Programmi\Project\*.*

Nota: se i dati si trovano in un database, elencare il nome del database. Se i dati si trovano in Exchange, elencare la versione dell'applicazione.

È possibile applicare filtri ai dati (ovvero *.tmp, *.mp3)?
Lo stato del sistema del computer deve essere sottoposto a backup (Sì/No)?
Il sistema operativo del computer deve essere sottoposto a backup (Sì/No)?
Nel server esistono unità mappate da sottoporre a backup (Sì/No)? Se la risposta è Sì, quali sono le lettere delle unità?

Report

Il proprietario del servizio o l'amministratore del server richiedono eventuali report sullo stato del backup? Nei report è consigliabile tenere presente quanto segue:

Notifica: chi avvisare se si verificano errori durante un processo di backup?
1. Proprietario del servizio
2. Amministratore del server
Periodo del report: con quale frequenza si ricevono i report sullo stato del backup? Ad esempio, con frequenza giornaliera, settimanale, mensile o solo in caso di errori?

Periodo di backup

Quali fasce orarie sono disponibili per l'esecuzione di un backup? Ad esempio, il backup deve iniziare alle ore 02:00 e terminare alle ore 04:00.

Tenere conto delle seguenti informazioni:

Ora di inizio
Ora di fine
È possibile eseguire il backup durante l'orario di ufficio se non si verifica alcun impatto sulle prestazioni della periferica (Sì/No)?

Archiviazione dei dati

Esistono requisiti speciali per i dati? Specificare le seguenti informazioni:

È necessario crittografare i dati (Sì/No)?
Tali dati devono essere separati dagli altri per motivi di sicurezza (Sì/No)? Ad esempio, per motivi di continuità aziendale o di riservatezza potrebbe essere necessario applicare una protezione aggiuntiva per backup o archivi, ovvero un backup del server dei certificati principale.
Con quale frequenza è necessario eseguire il backup dei dati o del server (ad esempio, con frequenza settimanale, mensile, oraria o ogni 6 ore)?

Esaminare questo scenario di esempio relativo a MSA 1.5 per Exchange.

Viene eseguito quotidianamente un backup completo alle ore 19:00, senza effettuare alcun backup differenziale o incrementale nel corso della giornata.
Il giorno successivo si verifica un'interruzione imprevista alle ore 18:30.
Poiché non sono disponibili file di backup differenziale o incrementale, si verifica la perdita di almeno 24 ore di dati.
Se al backup completo che termina alle 19:00 fossero stati aggiunti backup differenziali o incrementali eseguiti ogni 2-4 ore, la perdita massima di dati sarebbe stata pari a un periodo di 2-4 ore anziché a un giorno intero.

Nella Tabella 2 è disponibile un riepilogo delle informazioni sui servizi necessarie.

Tabella 2 Modello dei requisiti per le informazioni sui servizi di backup

Informazioni sui servizi Valore di pianificazione Note

Nome del servizio

  

  

Informazioni sulla periferica

  

  

Numero di server

  

  

Nome del server

  

  

Indirizzo IP

  

  

Nome di dominio completo (FQDN)

  

  

Informazioni sulle aree

  

  

Proprietà dei dati

  

  

Quantità di dati correnti da sottoporre a backup

  

  

Il servizio Copia shadow del volume è in uso?

  

  

Requisiti di protezione

  

  

Esistono elenchi di controllo di accesso (ACL) speciali sui dati?

  

  

Viene assegnata la massima priorità alla disponibilità oppure sono sufficienti procedure di backup standard?

  

  

Posizione dei dati

  

  

Percorso dei dati

Fare riferimento alla tabella seguente.

  

Filtri dati da applicare

  

  

È necessario eseguire il backup del sistema operativo host?

  

  

Report

  

  

Chi riceverà le notifiche di backup?

  

  

Quale sarà il periodo esaminato nel report?

  

  

Periodo di backup

  

  

Qual è l'intervallo di backup?

Ora di inizio
Ora di fine

  

È possibile eseguire il backup durante l'orario di ufficio?

  

  

Archiviazione dei dati

  

  

È necessaria la crittografia?

  

  

I dati necessari devono essere posizionati su un nastro fisico separato?

  

  

 

Tabella 3 Modello di pianificazione dei percorsi dei dati

Percorso dei file di dati o nomi di database Lettera dell'unità Percorso file

Esempio:

D:

Sql\data\databases\*.*

Percorso 1

  

  

Percorso 2

  

  

Percorso 3

  

  

Percorso 4

  

  

Percorso 5