PRESE  e relative SPINE ELETTRICHE in uso all'estero

Il camperista che gira il mondo sa che in fatto di impianti elettrici ed in particolare di "prese elettriche" ogni Paese ha le sue preferenze. Così, quando ci si reca all' estero presso un campeggio, o si ha la spina adatta all' impianto del luogo o, come si dice a Roma, .... ci si attacca!!   Per essere più precisi non ci si "attacca" affatto all' impianto elettrico del luogo, a meno di rivolgersi ai vicini con la solita frase:  " .... che per caso ha nel camper una spina ... ...." ; vi posso assicurare che nel camper, per caso, non c'è mai niente, se c'è qualche cosa è solo perché qualche previdente ce l' ha messa. Allora, per rientrare in questa categoria di campeggiatori, con una modica spesa, dotiamoci di tutte le spine che possono essere necessarie nei nostri viaggi. Non sono poi molte: La Siemens, la CEE, la Francese, l' Inglese, la Standard stretta (6A) e quella larga (15A).  In sostituzione delle spine, già collegate al cavo, si possono usare anche degli adattatori da porre fra la nostra spina e le prese locali, qualche tipo è reperibile anche in Italia, altri vanno acquistati sul posto.

Di seguito sono riportate le varie spine ed i paesi dove sono utilizzate.

SIEMENS : In molti paesi della Comunità Europea, in particolare:  Italia, Austria, Germania, Spagna, Portogallo, Irlanda, Danimarca, Norvegia e Svezia. In alcuni dei nuovi stati dell' ex Jugoslavia: Slovenia e Croazia. In  Svizzera, in Grecia, in Turchia, in Ungheria, in Romania, in Bulgaria, in Marocco, in Egitto, in Libano ed in Siria.

FRANCESE : Ancora diffusa nei campeggi francesi, specie se di vecchia costruzione. Nella ex DDR, in Polonia, in Slovacchia e nella Repubblica Ceka, in Andorra, in Belgio, in Olanda, in Estonia, Lettonia, Lituania ed in Tunisia.

C.E.E. : Gradualmente sta sostituendo gli altri tipi diffusi nei paesi della Comunità Europea ed in alcuni confinanti. Attualmente si trova in tutto il Regno Unito, in tutti i campeggi europei più moderni. Recentemente anche in Polonia, in  Lettonia, in Slovenia ed in altri Paesi, presso i campeggi di nuova costruzione  o  ristrutturati di recente.

INGLESE : Raramente in qualche colonnina di vecchi campeggi nel Regno Unito, più spesso nelle toilette e presso le abitazioni.  Presente anche in Giordania ed Egitto.

STANDARD : Diffusa un pò dovunque in Europa ed anche altrove, frequente in Italia. Si incontra spesso nei vecchi campeggi, in quelli molto piccoli e  presso le fattorie, le case d' abitazione e sempre nelle toilette dei campeggi e delle aree di servizio .

NOTA: Esiste in commercio (facilmente reperibile in Austria e Germania) una spina combinata,  Francese / Siemens, con foro per la terra e caratteristiche comuni, quindi compatibile con entrambe le prese. Tale adattatore può sostituire queste due singole spine e quindi consente di eliminare un inutile doppione.

Un consiglio sul cavo di alimentazione: deve essere a tre capi (quindi con la "terra") e di sezione proporzionata alla lunghezza (ottima se di 2,5 mmq, anche se il cavo risulterà più pesante ed ingombrante). La presa di corrente disponibile può capitare vicinissima o anche molto lontana, è consigliabile dotarsi di almeno 25 metri di cavo e di una sezione più corta (5 - 6 m) per coprire le distanze minori. Così si possono risolvere  la maggior parte dei casi verificabili, impiegando la lunghezza del cavo strettamente necessaria. 

Nota: Le indicazioni sopra riportate non rispettano fedelmente la normativa CEI 64-8 che prevede, per i camper: un unico cavo a tre capi (quindi con terra) di sezione 2,5 mm2 , lungo 25m e dotato alle estremità di una spina e di una presa conformi alla norma CEI 23-12 (quelle di colore blu comunemente chiamate CEE).

Tuttavia, solo se si dispone, anche, di quanto indicato nel testo si riesce ad effettuare il collegamento elettrico, fra il camper e la colonnina fissa, in tutte le diverse situazioni che si possono incontrare. Infatti si è constatato che, in una certa percentuale dei campeggi Italiani,  le norme CEI non sono ancora integralmente applicate. Mentre, in diversi campeggi dei Paesi della Comunità Europea  e nella quasi totalità di quelli esistenti in tutto il resto dell' Europa, per non parlare di quelli extraeuropei, tali norme, o non sono attuate  o non ricorre alcun obbligo di applicarle. Quindi, in questi casi, gli impianti elettrici dei campeggi risultano, quasi sempre, non compatibili con la nostra normativa.

Recentemente si sta notando, in un numero crescente di campeggi, un certo allineamento alle norme europee, anche in paesi che non ne fanno parte. Pertanto la diffusione delle prese di tipo CEE si va diffondendo, specie nei siti di nuova costruzione.  

 

  

L' IMPIANTO ELETTRICO .....questo sconosciuto!

 

La luce non si accende più; il frigo non rinfresca; la stufa riscalda poco; la pompa dell' acqua non gira ...........!

Tutti inconvenienti che possono verificarsi durante l' uso del camper e che possono anche rovinare una vacanza.

Nella maggior parte dei casi, rapidamente e con poco lavoro, l' avaria può essere riparata; ad una condizione: " si deve conoscere l' impianto elettrico del proprio veicolo da campeggio e si deve sapere dove mettere le mani".

La cosa é più semplice di quanto si possa immaginare e la preparazione tecnica necessaria per poter intervenire è molto elementare. Quando una utenza elettrica (motore, resistenza, relè, ecc.) non funziona, la causa più comune consiste nella mancanza totale o parziale di alimentazione elettrica; quindi si deve seguire a ritroso il percorso della corrente ed individuare dove e perché questa non passa

Le cause principali sono:

-1. Cattivi contatti per interruzioni del conduttore o ossidazioni nei punti di giunzione (faston, morsetti, saldature).

-2. Interruttori in posizione OFF.  

-3. Fusibili saltati e quindi da sostituire. 

-4. Alimentazione mancante o insufficiente alla rete interna del camper. Causata da un voltaggio troppo basso della rete esterna proveniente dalla colonnina del campeggio, oppure dovuta alla batteria dei servizi: scarica o fuori uso. Ricordiamo che le principali utenze del camper sono dotate di sistemi automatici di sicurezza che interrompono l' alimentazione quando questa scende sotto gli 11 Volts, circa; quindi non si tratta di un guasto, ma di una protezione temporanea che cessa appena l' alimentazione ritorna normale (sopra gli 11 Volts).  

Per conoscere meglio il nostro impianto, iniziamo dalle fonti di energia elettrica sfruttate dai camper:

1. Quella Solare, proveniente dai pannelli foto voltaici (se presenti).

2. La 220 V alternata, ottenuta allacciandosi alla rete elettrica domestica (colonnine dei campeggi). 

3. La 12 V continua, prodotta dall' alternatore del veicolo.

Nel primo caso tramite un "regolatore foto voltaico"; nel secondo caso per mezzo di un "alimentatore" (trasformatore + raddrizzatore,di serie, quindi già installato sul camper); nel terzo, direttamente dall' alternatore (mediante un relè pilotato dal "D+" ). Ma sempre attraverso fusibili ubicati nei posti più diversi e talvolta nascosti che, tuttavia, dobbiamo scoprire per poter controllare e sostituire all'occorrenza. In tutti e tre i casi l' energia elettrica risultante è sempre a 12 V continua e serve per caricare la batteria (o le batterie) dei servizi.  Tutta l' energia elettrica utilizzata nel camper passa per tale batteria, che  alimenta  la "centralina" di bordo la quale svolge le seguenti funzioni:

-Ripartire l' energia elettrica alle utenze (tramite interruttori); 

-Proteggere le linee e le utenze (fusibili);

-Indicare la presenza o il passaggio di corrente (Led);

-Indicare tensioni, assorbimenti (strumenti analogici o digitali, oppure Led)

-Indicare i livelli di carica delle batterie e di riempimento dei serbatoi (generalmente Led.)

Seguendo il percorso ideale dei cavi che partono dalla centralina (purtroppo non sempre visibili) giungiamo alle utenze:

-compressore o resistenze (frigorifero);

-motori elettrici (pompa acqua, ventilazione stufa, ventole aria, ecc.);

-elettro valvole (per gas ed acqua);

-luci, sistemi di allarme e servizi (TV, CB, autoradio, orologio,termometro, ecc.)

Per prima cosa identifichiamo, magari con l' aiuto di un esperto, tutti gli elementi citati e ricordiamoci della loro ubicazione. In seguito vedremo come poter intervenire sui vari componenti in caso di anomalie.

Ora occupiamoci in particolare della batteria che ha un ruolo molto importante e spesso è  causa di inefficienze e cattivi funzionamenti. Premesso che la batteria del camper non viene mai impiegata in modo ottimale. Dobbiamo tener presente che una scarsa manutenzione e l' uso discontinuo che si fa del veicolo ricreazionale, caratterizzato da brevi ma intensi periodi di attività e  lunghi periodi di totale riposo,  sono le principali cause di invecchiamento della batteria. La conseguenza logica è una progressiva e, talvolta, rapida diminuzione della capacità di tale batteria di immagazzinare corrente e quindi di restituirla adeguatamente all' occorrenza. La manutenzione consiste nel: -tenere puliti e cosparsi di vaselina i morsetti; -ripristinare il livello dell' elettrolito con acqua distillata (fatta eccezione per le batterie stagne, dette senza manutenzione o che utilizzano sostanze  gelatinose); -ricaricare correttamente e periodicamente la batteria.

A tale proposito, va  ricordato che la ricarica deve avvenire lentamente, preferibilmente con una corrente pari o inferiore ad 1/10 della capacità nominale dichiarata (esempio: 9 Ampere per una batteria da 90 A/h). Il voltaggio di alimentazione non deve superare i 14,4 V.  Una batteria scarica, inizialmente assorbe molti Ampere, poi gradualmente tale assorbimento diminuisce fino ad 1 A ed anche meno, man mano che ci si avvicina alla massima carica. In pratica, ciò significa che per caricare completamente una batteria da 100 A/h con una corrente da 10 A, non bastano 10 ore, ma ne occorrono molte di più  (almeno 24 ore).  Il voltaggio fornito della batteria  non deve mai scendere sotto i 10,8 V; ogni volta che ciò si verifica, la batteria perde, per sempre, il 10% della sua capacità (esempio: la prima volta, da 100 A/h scende a 90 A/h; la seconda, da 90 A/h a 81 A/h; .... e così via).  

Quasi tutti i camperisti  lamentano che la batteria dei servizi dura poco e molti si ritrovano a doverla sostituire in media ogni due stagioni, prima delle vacanze, tanto per stare tranquilli ! Questa esigenza non è sempre reale e la sostituzione può risultare non necessaria!  Premesso che le batterie non sono tutte uguali, anzitutto porre attenzione al fatto che non siano sottodimensionate ( Es. 70 A/h sono decisamente pochi per un camper ben accessoriato, meglio orientarsi sui 100 A/h). Considerare anche che quelle di marca poco nota , quelle che pesano poco e quelle che costano poco (per intendersi, 0,50 € ad A/h) sono poco affidabili e hanno sicuramente una durata ridotta. 

Occupiamoci, ora, del loro reale stato di carica, a mio parere, la vera causa di inefficienze. Si tenga presente che generalmente si parte per le vacanze dopo un lungo periodo di rimessaggio (in molti casi, leggasi: abbandono totale del veicolo !) e che in tali condizioni  le batterie sono sempre mezze scariche (o peggio!); comunque risulta  piuttosto  raro che possano essere a piena carica. Inoltre, io sostengo che durante un viaggio con tappe brevi, anche se nei campeggi si dispone di allaccio elettrico, non si riesce quasi mai a caricare completamente la batteria dei servizi in quanto gli A/h che si consumano sono più di quelli che si riesce ad immagazzinare.

Quanto affermato può essere calcolato ricordando la semplice formula:  W=(V x A)  (Watt = Volt per Ampere)  e che A/h indica il numero degli Ampere consumati o immagazzinati (nella batteria) in una ora. 

Se consideriamo la potenza in Watt, delle varie utenze di bordo, la dividiamo per i  Volt (che assumiamo  pari a 12), otteniamo gli Ampere assorbiti che moltiplicati per le ore di funzionamento delle utenze in un giorno, ci danno  il numero degli A/h sottratti giornalmente alla batteria. Ora (anche considerando l' autoscarica naturale della batteria e qualche inevitabile dispersione) se tramite l' alternatore del motore (per la durata del viaggio) o il gruppo alimentatore collegato alla 220 V (per la durata della sosta), riusciamo a fornire alla batteria più A/h di quelli assorbiti, avremo un bilancio energetico positivo e quindi nessun problema. Viceversa, saremo portati a credere che la batteria sia "arrivata" e quindi non più utilizzabile anche se in realtà essa è solo poco carica.  A titolo di esempio si riportano alcuni dati reali misurati con un tester, in una giornata tipo di utilizzo del camper in vacanza. 

 Per quanto riguarda i consumi:

Utenza                   Assorbimento        Ore d' uso            A\h

Lampada neon                  1.6 A                 5                    8,0

Lamp. incandesc.              2,5 A                 4                   10,0

Ventilazione o stufa           2,5 A                 5                   12,5

Frigo compr. (minimo)      5,5 A                  8                   44,0

Pompa acqua                    2,4 A                  1                     2,4

TV, stereo, allarmi            1,2 A                   5                     6,O

CB, cellulare, ecc.             0,8 A                  3                     2,4

_________________________________________________

 Totale A/h assorbiti in 24 ore, circa                                 85,3  

 (salvo dispersioni o altri assorbimenti non bene quantificabili)

Per quanto riguarda invece gli A/h forniti alla batteria dei servizi (considerando che devono essere contemporaneamente alimentati anche il motore, l' impianto elettrico e la batteria del veicolo), in 5 ore di viaggio (media giornaliera) si possono accumulare circa  25 - 30 A/h.  Mentre, durante la sosta in campeggio, durata media di circa 17 ore, allacciandosi alla colonnina elettrica a 220 v (considerando una carica con corrente decrescente da circa 4 a 1 Ampere) la batteria riceverà  circa  45 - 50 A/h              

________________________________________________________                       

 Totale A/h immagazzinati in 24 ore, max                      70- 80  

 

Come si può vedere, anche se con una certa approssimazione, il bilancio energetico tende ad essere negativo anche in condizioni ottimali, quindi ogni giorno preleviamo dalla batteria un pò di A/h. Quindi dobbiamo sempre partire con la carica massima (almeno 90 A/h) per avere una certa scorta che, se ben amministrata e prontamente integrata, ci permetterà di completare la vacanza senza problemi energetici. La presenza di pannelli solari migliora la situazione ma non la risolve completamente; essi forniscono  energia in modo sufficiente solo in presenza del sole e se ben esposti (inclinazione ed orientamento ottimali). Tale energia, però, non è prevalente rispetto a quella fornita dall' alternatore o dalla linea a 220 V. Quindi l' energia fornita dai pannelli fotovoltaici sostituisce le altre fonti di energia, quando queste non sono disponibili, più che sommarsi ad esse. Comunque è buona norma cercare sempre di ridurre i consumi e dovendo sostituire una utenza, orientarsi verso quelle con più basso assorbimento (solo lampade al neon, compressori e pompe di nuova concezione con consumi ridotti).    

Inconvenienti, guasti e possibili rimedi

Ora seguendo il percorso che energia elettrica fa, dalla fonte di alimentazione alle varie utenze del camper, vediamo gli inconvenienti ed i guasti che con più frequenza si possono verificare.

 NOTA: Per la ricerca dei guasti é molto utile, quasi indispensabile, un "tester". Un buon strumento si può acquistare anche con sole 20.000 lire e l' impiego è molto semplice. Infatti, noi ci limiteremo ad usarlo: 1) Nella posizione AC V o DC V per misurare i Volts presenti sulla linea, rispettivamente in corrente alternata (220 V) o in corrente continua (12 V) ed eventualmente per verificare il segno + (positivo) oppure - (negativo) di un conduttore di corrente continua (ricordando di inserire lo spinotto rosso nel foro del tester con il segno positivo).  2) Nella posizione ohm per verificare se c' è continuità in un conduttore (in tal caso il display indicherà una tendenza verso  0,00, come quando si uniscono i due puntali); oppure una interruzione della linea (lo strumento indicherà1)

Iniziamo dal controllo della colonnina elettrica  solitamente  presente nei campeggi e che potrebbe non erogare corrente per i seguenti motivi:

- interruttore principale in posizione OFF;   

- relè termico scattato per sovraccarico (chiamare il custode)

- fusibile saltato (chiamare il custode).

-Oppure erogarla con voltaggio troppo basso (mi è capitato di trovare, invece dei 220 V nominali, 120 V ed anche 40 V). In presenza di tensioni basse, dispositivi di sicurezza automatici bloccano il funzionamento gruppo di alimentazione . Quindi verificare se il gruppo alimentatore  del camper riceve regolarmente corrente. In caso contrario, controllare il proprio cavo elettrico ed i punti di giunzione; ricordare, anche, che ci sono dei fusibili nella presa di corrente 220 V del camper (lato interno) ed all' ingresso dell' alimentatore stesso. Tale apparato è regolato da una scheda elettronica che, fra l' altro, stabilisce il limite minimo e massimo di carica della batteria dei servizi.  Se la citata scheda si guasta o se si modifica (anche per effetto di semplici vibrazioni) la taratura dei congegni di regolazione, la carica non avviene in modo regolare e completo. In tal caso si deve far eseguire un controllo da un tecnico che consiglierà di riparare o di sostituire la scheda. Le spie della centralina, in molti casi, già sono sufficienti per scoprire la presenza di anomalie. Anche l' alternatore del motore può dare molto meno dei 14 Volts previsti quindi, in questo caso, la batteria non si carica bene e completamente.  Controllare con il tester (DC V), direttamente sull' uscita dell' alternatore (con il motore a pieni giri) e se i valori sono troppo bassi,  ricorrere ad un elettrauto che probabilmente dovrà sostituire i "diodi" . Fra l' alternatore ed il gruppo alimentatore del camper ci sono uno o due fusibili di protezione (generalmente da 50 A) che possono saltare, anche se ciò avviene solo in casi eccezionali. Un altro punto delicato è il Relè pilotato dall' alternatore che permette il passaggio di corrente verso la batteria dei servizi. Se, come alcune volte avviene, esso è sotto dimensionato, può riscaldarsi eccessivamente e guastarsi, rimanendo bloccato in posizione "sempre aperta" o "sempre chiusa". Controllare, con il tester, le seguenti condizioni: 1. Con motore avviato e piuttosto allegro, attraverso il relè ( piedini linea principale, quelli collegati con i cavi di sezione più grossa) deve passare corrente. 2. Con motore spento, non ci deve essere passaggio. 3. Il voltaggio misurato a valle del relè (verso la batteria)  deve essere appena più basso di quello misurato a monte (verso l' alternatore).  Se le condizioni al punto 1 e 2 non si  verificano, sostituire il relè; se l' esame al punto 3 indica una differenza  notevole (un paio di volts) cambiare il relè con uno avente amperaggio più alto.

Anche la linea proveniente dai pannelli solari è normalmente protetta con fusibili che devono essere controllati; controllare anche i led e gli strumenti posti sul regolatore fotovoltaico per avere utili  indicazioni sulla situazione dell'impianto elettrico di bordo.  NB: prima di sostituire un fusibile saltato, cercare di capire la causa dell' interruzione.

Nella centralina, generalmente non si verificano inconvenienti, al più salta un fusibile che, essendo in posizione esterna e ben visibile, è facile da individuare e da sostituire. Oppure si  fulmina un Led, ma in questo caso tutto funziona egualmente, quindi la sostituzione si può anche fare con comodo a casa.

Ogni utenza può essere soggetta a guasti, spesso facilmente riparabili, talvolta più gravi e tali da richiedere la sostituzione completa del componente inefficiente.   Esaminiamo i casi più semplici e più frequenti, tenendo sempre presente che per prima cosa si deve controllare che all' utilizzatore arrivi l' alimentazione elettrica. 

Quando: A)-La pompa non eroga acqua:  1)-Se il motorino non gira la causa può derivare da un cattivo funzionamento del "gruppo pressostato" situato nella testa della pompa, sotto un cappuccio fermato da due viti, dove entrano i fili dell' alimentazione. Si tratta di uno "switch" mosso da un cilindro di plastica, spinto dalla pressione dell' acqua e schiacciato da una molla antagonista, che a volte si blocca. In tale situazione non viene azionato il micro interruttore e quindi la pompa non gira; basta muovere manualmente il cilindro in  questione fino a sbloccarlo in modo che il movimento ritorni libero, regolare e non troppo rigido. Quando, invece, il difetto sta all' interno dell' interruttore, esso deve essere cambiato. Una soluzione di emergenza consiste nel by-passare il gruppo pressostato intercettando i cavi di alimentazione della pompa ed inserendo fra questi un interruttore volante, da azionare manualmente quando serve l' acqua.  2)-Se invece il motorino gira : -Probabilmente si è formata una bolla d' aria lungo le tubazioni; quindi si deve spurgare l' impianto azionando la pompa con i rubinetti aperti. -Oppure si sono deteriorate le membrane di gomma, poste all' interno della pompa, che servono a comprimere l' acqua (forse a causa di un lavaggio dell' impianto con una soluzione troppo concentrata di cloro); tali membrane sono reperibili presso i negozi specializzati e facilmente sostituibili. B) -La lampadina non si accende: quelle ad incandescenza si fulminano e quindi vanno sostituite; quelle al neon tendono ad esaurirsi ed a diminuire progressivamente di luminosità. Negli impianti al neon la mancata accensione può dipendere anche dal "gruppo reattore", posto nella plafoniera, i cui elementi talvolta si guastano; oppure da qualche saldatura o qualche contatto interrotti, a causa di vibrazioni o ossidazioni, che impediscono il regolare passaggio della corrente. Tentate di far eseguire una riparazione, ma solo da personale competente;  se ciò non fosse possibile sostituire il gruppo reattore. C) -La ventola non gira:  Si tratta di motorini elettrici, alcuni hanno  spazzole di carbone soggette ad usura, quindi dopo numerose ore di funzionamento si deve controllare il loro consumo ed eventualmente sostituirle. Un eccesso di sporco o di polvere (specie nell' aspiratore della cappa) può creare problemi. Il motore si blocca se il suo asse va fuori centro (la cosa avviene specie in assenza di cuscinetti a sfera).  Non è detto che si debba sempre sostituire l' intero motore, spesso è sufficiente pulire e lubrificare. Le ventole dell' impianto di riscaldamento generalmente vengono azionate tramite un termostato posto sul condotto dell' aria calda; se questo elemento si guasta o se perde la taratura, il funzionamento del sistema di ventilazione non si attiva o diventa irregolare. Provare a pulire detto termostato, oppure by-passarlo (temporaneamente) o sostituirlo.  D)  -Il frigorifero non raffredda : La parte elettrica di un "trivalente" è costituita da due resistenze,  una a 220 V ed una a 12V. Esse sono vicine, ma separate, e sono collocate all' interno della caldaia del circuito refrigerante, posto nella parte posteriore del frigo, dalla quale fuoriescono solo i rispettivi cavi di alimentazione. Il filamento delle resistenze è soggetto ad interrompersi, in tal caso la resistenza deve essere sostituita. E' possibile accertare il funzionamento della resistenza con il tester; oppure, dopo almeno 1/2 ora che si è acceso il frigo, verificando, attraverso la griglia di aerazione, che la zona della caldaia (cilindro rivestito di metallo posto sopra il bruciatore a gas) sia calda.   Mentre nel  frigorifero "a compressore", accostando l' orecchio al mobile si deve percepire il ronzio regolare che indica il funzionamento del compressore. In presenza di tale rumore, dopo un certo tempo, si deve notare un raffreddamento della cella; se ciò non avviene il guasto non è di tipo elettrico ma può dipendere dal circuito del gas refrigerante. Viceversa, se non si ode alcun rumore o se il funzionamento è ad intermittenza molto rapida (attacca e stacca), la causa è di origine elettrica. Probabilmente si dovrà far sostituire, da un laboratorio specializzato, il termostato frigo o la centralina elettronica che regola e protegge il funzionamento del compressore. Ricordiamo ancora che in presenza di voltaggi molto bassi (batteria scarica) il compressore va in blocco automatico. I frigoriferi, specie quelli da camper, non sono eterni; quindi periodicamente, o quando iniziano a fornire una scarsa resa, vanno revisionati.

   

 

IL FRIGORIFERO

                                            

Uno fra i componenti più importanti del nostro camper è sicuramente il frigorifero. Specie se si prevede di fare un lungo viaggio estivo in paesi dal clima caldo, dove sia anche difficile reperire certi generi alimentari, è indispensabile che esso funzioni più che bene e sempre al massimo delle sue capacità. A tal fine e per non avere sorprese, è necessario: 1. Conoscere a fondo il suo funzionamento. 2. Eseguire periodicamente pulizie e manutenzioni. 3. Adottare degli accorgimenti per migliorarne la resa.

Sui nostri veicoli sono installati esclusivamente due tipi di frigorifero: il TRIVALENTE o ad assorbimento  (nelle maggioranza dei casi)  e  (meno frequentemente)  quello      a COMPRESSORE. Il freddo è sempre ottenuto in seguito alla sottrazione di calore che si verifica nella fase di espansione di un gas precedentemente sottoposto a compressione. Il modo in cui avviene tale compressione differenzia i due sistemi. Nel trivalente il gas viene compresso mediante riscaldamento (bruciando gas liquefatto o attivando resistenze elettriche); in quello a compressore con una specie di pompa azionata elettricamente (come avviene in quello domestico). La scelta può essere influenzata dal clima delle zone che si pensa di visitare e dall' esame dei pregi e dei difetti dei due tipi.

TRIVALENTE:

Alimentazione, può avvenire indifferentemente con corrente continua a 12 volts; corrente alternata a 220 v; gas in bombola, metano o propano. Con il vantaggio di poter passare, rapidamente ed in alcuni tipi anche automaticamente, da un sistema all' altro. Consumo, a titolo orientativo, un frigo da 80/ 100 litri consuma in un' ora di funzionamento circa 15 g di gas liquefatto, oppure 10 Ampere a 12 v, oppure 0,6 A a 220 v. Silenziosità, assoluta tranne il leggero rumore prodotto da eventuali ventole di raffreddamento (praticamente indispensabili). Rendimento, è il vero problema ed il limite di questo tipo di frigo. Tale rendimento è strettamente legato alla temperatura esterna e al "delta termico" insito nel sistema di raffreddamento.  L' abbassamento di temperatura ottenibile si aggira, in situazione di impiego reale ottimale, intorno ai 22 °C (circa 40°C nel freezer); dati non tassativi ma che rappresentano la media riscontrata in numerose prove pratiche.  Ciò significa che quando la temperatura dell' aria é di +30°C quella interna, nel vano frigo, può  arrivare a circa  +8 °C (-10 °C nel freezer), quindi più che bene per i climi nord-europei.  Ma se la nostra  meta é più a sud (Marocco, Tunisia, Spagna, Grecia, Turchia o anche, più semplicemente, la Sicilia), dove le temperature estive spesso superano i +4O°C, il nostro frigo si stabilizzerà, nella migliore delle ipotesi, intorno ai +18°C, mentre nel freezer difficilmente si potrà formare ghiaccio. In tali condizioni non si riescono a conservare i cibi e neppure a mantenere fresche le bevande.  Assetto, deve essere quanto più possibile livellato; sono tollerate minime differenze rispetto al piano orizzontale, inclinazioni maggiori penalizzano ulteriormente il rendimento, anche se nei modelli più recenti sono stati introdotti dei miglioramenti.  

A COMPRESSORE:

Alimentazione, unica con corrente continua a 12 volts. Consumo, anche se inferiore a quello di un trivalente quando alimentato dalla batteria, è sempre alto per un camper e se non si è collegati alla rete elettrica esterna, dopo 24 ore o poco più si deve mettere in moto il veicolo per ricaricare le batterie. Infatti il compressore assorbe circa 5 A, ma non in modo continuo; il suo funzionamento avviene ad intervalli di tempo, tanto più frequenti quanto più è alta la temperatura esterna. Esistono anche compressori di nuova concezione che assorbono meno, intorno ai 3 A. Silenziosità, entro limiti accettabili, specie nei modelli più recenti. Si avverte un leggero rumore nei momenti di attacco e stacco del compressore ed un fruscio dovuto al funzionamento della ventola di raffreddamento. Rendimento, risulta poco legato alla temperatura esterna che invece, se alta, tende ad allungare i tempi di funzionamento del compressore e riduce gli intervalli di non funzionamento. Dopo numerose e lunghe prove abbiamo constatato che con una temperatura esterna di 38/40 °C , dopo circa 3 ore, di funzionamento si sono raggiunti i +7 °C nel vano frigo e i -8 °C nel freezer. In tali condizioni il funzionamento del compressore durava circa 1/2 ora, intervallato da un tempo quasi identico di riposo. Assetto, ininfluente, infatti non condiziona minimamente il rendimento del frigo che tollera inclinazioni anche di 40 °

ACCORGIMENTI PER MIGLIORARE LA RESA

1. Non esporre al sole la parete del camper dove alloggia il frigorifero.

2. Far circolare liberamente l' aria attraverso le griglie poste dietro il frigo.

3. Aumentare la velocità (e quindi la quantità) dell' aria destinata a raffreddare il condensatore (i tubicini posti dietro il frigo), magari con l' aggiunta di ventole elettriche. Contrariamente a quanto comunemente ritenuto, anche nei frigo a compressore questo accorgimento e molto utile e serve a ridurre i tempi di funzionamento, quindi i consumi energetici.

4. Limitare al minimo le aperture del frigo e che siano sempre di breve durata.

5. Livellare il veicolo (uso dei cunei), specie se si ha il trivalente.

 

SUGGERIMENTI UTILI

1. Accendere il frigo mezza giornata prima della partenza.

2. Un frigo pieno, meglio se di prodotti già freschi, raggiunge prima e mantiene più a lungo la temperatura ottimale di regime.

3. Controllare che la guarnizione della porta abbia sempre una buona tenuta.

4. Se si tiene la porticina interna del freezer aperta si ottiene in tutto il vano frigo una temperatura più bassa, naturalmente quella della cella aumenta.

5. Sbrinare ogni volta che lo spessore del ghiaccio sulle pareti supera i due o tre millimetri, per non ridurre il rendimento. Lo sbrinamento è preferibile farlo velocemente di sera e quando si dispone di allaccio alla rete elettrica, in tal modo si ricreano rapidamente le condizioni ottimali per la conservazione dei cibi.

6. Usare delle piastre per ghiacciaie portatili che, poste nella cella, accumulano freddo e riducono i tempi di funzionamento, quindi i consumi di energia elettrica.

7. Specie durante la notte, quando il mezzo è fermo e le temperature sono più basse, si possono ottenere comodi blocchi di ghiaccio ponendo dei bicchieri di plastica, quasi pieni di acqua, nella cella. Durante il giorno questo ghiaccio può essere prelevato ed utilizzato per rinfrescare le bevande.   

Nota:

Per quanto detto in precedenza, non sempre il frigo che non rinfresca sufficientemente è guasto, spesso è solo giunto al limite delle sue prestazioni o non è nelle condizioni climatiche e ambientali più favorevoli per poter funzionare ottimamente.     

 

 

IL RIFORNIMENTO DI ACQUA

                                                                           

Nei primi tempi di utilizzo del camper si ha la sensazione che l' acqua disponibile non sia mai sufficiente e generalmente si pensa ad uno o più serbatoi supplementari.  Il vero problema non sta però nella capienza del serbatoio, infatti i 100 o 140 litri disponibili possono essere più che sufficienti per  almeno tre giorni, ma nell' uso razionale dell' acqua e soprattutto nel riuscire ad economizzarla al massimo. Ecco alcuni semplici accorgimenti per ridurre i consumi: 1) Chiudere subito il rubinetto dopo l' utilizzo.  2) Riciclare l' acqua dei lavelli per pulire il WC.  3) Utilizzare l' acqua solo per l' igiene personale, per cucinare e per il caffè è preferibile disporre di una tanica con acqua di giornata.  4) Usare piatti e bicchieri di plastica (usa e getta), che quindi non necessitano di essere lavati.  5) Inserire nell' impianto un "vaso d' espansione".  6) Aprire i rubinetti solo parzialmente.  7) Installare (nella toilette) un rubinetto economizzatore con comando a cellula IR (tipo R & K).  8) Rifare spesso il pieno.  Ricordate che le pompe dei nostri camper erogano circa 6 litri al minuto (un rubinetto che resta aperto per 15 minuti,quasi esaurisce il nostro serbatoio di serie!)

 

                                                       Tipi di raccordi

Il rifornimento è una operazione semplice. Esso è  possibile in qualsiasi posto ci si trovi  (rassicuratevi, anche nel deserto)ed ecco una serie di luoghi adatti al nostro scopo: campeggi, fontane pubbliche, distributori di carburante, ristoranti, case coloniche, giardinetti pubblici, caserme, vigili del fuoco, conventi, moschee, ecc. Per rifornirsi con facilità e velocità sono richieste poche semplici cose: un tubo ed alcuni raccordi.  Per quanto riguarda il tubo, indispensabile per collegarsi a qualsiasi presa d' acqua, esso può essere in plastica o in gomma. Circa la sua lunghezza, per esperienza personale, possiamo asserire che 5 o 6 metri sono sufficienti nella quasi totalità dei casi, ma spesso bastano solo 2 o 3 metri. Riteniamo sia comodo  dotarsi di due sezioni, rispettivamente di circa 4 e 6 metri, da poter usare separatamente o anche unite insieme (mediante un giunto a vite a tre pezzi) secondo le esigenze. In tal modo si possono raggiungere i 10 metri di lunghezza, misura che francamente, in venti anni di viaggi in camper, ci sarà capitato di usare due o tre volte. I raccordi di più frequente uso, necessari per collegarsi ai vari tipi di prese idriche che si possono incontrare (nei campeggi e fuori), sono: a vite femmina da 1/2 , 3/4 ed 1 pollice o del tipo liscio in gomma, con fascetta stringi tubo, aventi un foro adatto ad un  diametro da 1,5 a 3 cm; occasionalmente può essere necessario un "attacco rapido" (vedi quanto mostrato dalla foto). Avendo notato che spesso i rubinetti sono privi di manopola per l' apertura, non è male avere fra i nostri attrezzi una di queste  leve o manopole con foro quadro, oppure una comune pinza.

Per quei rari casi, ma possono capitare, ove non sia possibile allacciare il nostro tubo (pozzi, pompe a mano artesiane, canaline o mezze canne, bocchette di grosso diametro, specie quando tali punti di presa sono più bassi del livello del nostro serbatoio), esiste una sola soluzione valida: un secchio (dove raccogliere l'acqua) ed una piccola pompa elettrica ad immersione (ottimo il tipo impiegato nelle taniche sulle caravan, costo circa 15 €) da collegare al nostro tubo per prelevare l' acqua dal secchio ed immetterla nel serbatoio del camper ; per l' alimentazione elettrica, un cavetto bipolare per  prelevare corrente dall' accendisigari della cabina o direttamente dalla batteria.

Quanta acqua serve? Questo è un dato difficile da stabilire in quanto varia molto da equipaggio a equipaggio. Noi, in quattro persone, naturalmente economizzando, con 130 litri abbiamo trascorso tre giorni nel deserto, comprendendo nei consumi una rapida doccia a testa. Non è mai il caso di trasformare il camper in una autobotte, anche per una questione di carico, meglio limitarsi nei consumi e comunque ........ ricordarsi di fare il pieno, ad ogni buona occasione, senza aspettare di essere in riserva !  

                                            

 

I CUNEI

Un rapido sguardo in un qualsiasi campeggio o in un' area attrezzata per la sosta e ci si rende conto che una grande percentuale di camperisti non sa cosa sono i "cunei" e nella necessità di livellare il camper si arrangia usando un pò di tutto, mattoni, pietre, tavole o addirittura scavando buche sotto le ruote. Ma il problema di livellare il mezzo, requisito indispensabile per un habitat confortevole, é solo uno dei tanti che un razionale impiego di tali accessori può risolvere. Noi, usando il camper in situazioni climatiche ed ambientali sempre diverse, ne abbiamo scoperti e sperimentato almeno una decina.

       

DESCRIZIONE DELL' ACCESSORIO

Si tratta di elementi solidi a forma di cuneo allungato e sottile con uno dei  lati lunghi inclinato, rispetto all' altro, di circa 15 gradi. Essi vengono posti, quando é necessario, fra il terreno e le ruote del veicolo, per raggiungere diversi scopi. Possono  essere realizzati in qualsiasi materiale, purché si ottenga una certa robustezza atta a sopportare una parte dei circa 3000 Kg di un camper. Tali cunei possono essere autocostruiti, modellando ed unendo tavole di legno, o acquistati presso i rivenditori di articoli per campeggio.  Questi ultimi, realizzati in materiale plastico, assommano i seguenti requisiti: robustezza, leggerezza, resistenza nel tempo, minimo ingombro, modularità,  impermeabilità e possibilità di essere facilmente puliti mediante lavaggio con acqua. Le caratteristiche principali per il tipo standard sono: lunghezza circa 44 cm; larghezza circa14,5 cm; altezza circa 7,5 cm. Sovrapponendo ad incastro due di questi elementi si può raggiunge una altezza massima di circa14 cm.  Sono reperibili anche: un tipo con larghezza maggiore (circa 20 cm), quindi più adatto per pneumatici con battistrada largo ed un tipo realizzato in lega di alluminio.

MODI DI IMPIEGO

                     

1. Per il livellamento, che rappresenta l' uso più noto. Ricordiamo che la maggior parte dei casi si risolve con l' impiego di una coppia di cunei, ma avendone a disposizione due coppie, le possibili soluzioni coprono tutte le esigenze, ad esempio:

a) Quella di sollevare, per particolari pendenze del terreno, tre ruote contemporaneamente.

b) Quella di aumentare lo spessore da inserire sotto due ruote, in caso di forti inclinazioni del terreno, ponendo due elementi sovrapposti sotto ogni ruota.

c) Quella di far poggiare in piano tutte le quattro ruote posteriori di un gemellato o di un veicolo con doppio assale, per una più uniforme distribuzione del carico.

2. Per il bloccaggio del veicolo che si ottiene posizionando i cunei con la parte più ripida a contatto delle ruote. In tal modo si impedisce che queste possano muoversi o slittare. Utile precauzione in caso si debba sostare su terreni con forte pendenza, su superfici ricoperte di ghiaccio o comunque  scivolose e quando é necessario l' impiego del martinetto per il montaggio di catene, la sostituzione di ruote o lavori da eseguire nel sottoscocca. 

3. Per la salita su un marciapiede che il cuneo rende indubbiamente più agevole. Tale impiego impedisce anche di danneggiare i pneumatici che altrimenti verrebbero pericolosamente schiacciati sullo spigolo vivo del bordo del marciapiede.

4. Per il superamento di alcuni gradini, da affrontare in modo analogo al precedente, spostando successivamente i cunei, dopo aver superato un gradino.

5. Per colmare o ridurre il dislivello di una buca dove una ruota deve necessariamente passare o sostare. In tal modo  si facilita l' entrata della ruota nella buca e successivamente la sua  uscita, senza eccessivi sobbalzi o impuntature. Secondo la sezione della buca, si utilizzeranno, uno o più cunei posizionati in modo da ricreare il profilo originale della strada o comunque una superficie meglio raccordata.

6. Per inclinare il veicolo.  Sollevando una parte del mezzo (muso, coda o lato).  In tal modo l' esecuzione di alcuni lavori di manutenzione o di controllo nel sottoscocca può risultare facilitata. Una inclinazione opportuna, può anche consentire un più rapido e completo svuotamento dei serbatoi, o il deflusso dell' acqua piovana accumulatasi sul tetto.

7. Per alzare leggermente il mezzo rispetto alla carreggiata e permettere il superamento di un ostacolo in rilievo posto in mezzo alla strada. Tale ostacolo potrebbe urtare contro i tiranti dello sterzo, la coppa dell' olio o il differenziale e quindi danneggiarli. Con due cunei, testa a testa, posti lateralmente all' ostacolo, si possono elevare tali organi di quei pochi centimetri necessari  per passare indenni. 

8. Per sollevare la parte posteriore del camper mentre si oltrepassano cunette profonde o dossi ed impedire quindi che la coda o i piedini, specie quando si é a pieno carico, vadano a toccare il suolo.  Posizionare opportunamente due cunei sotto le ruote in modo che la coda del veicolo si sollevi nel momento in cui tenderebbe ad avvicinarsi al suolo.

9. Per agevolare la salita sulla rampa di un traghetto, che spesso risulta mal raccordata con la banchina del porto e tale da creare difficoltà per una rapida salita a bordo.

10. Per uscire da un pantano, da una insabbiata o da un tratto molto innevato, dove le ruote fanno poca presa e tendono ad affondare. In questi casi il cuneo può rappresentare una buona superficie di contatto antiscivolo; se necessario, si possono  anche accostare, testa a testa, due elementi .

11. Per facilitare il montaggio delle catene da neve su un gemellato; ponendo le zeppe sotto le ruote interne in modo da tenere sollevate dal terreno quelle esterne. Così risulta facile passare e fissare qualsiasi tipo di catena, senza la necessità di spostare il mezzo per scavalcare le maglie trasversali o di doverlo sollevare con il martinetto.

 

"Come si può vedere i cunei rappresentano più di un semplice accessorio ed il loro versatile impiego può aiutarci a risolvere un gran numero di quei piccoli problemi  che l' uso del camper normalmente propone". 

 

LA VERANDA (avvolgibile)

Consigli per l' uso

L' apertura e la chiusura della veranda sono operazioni da compiersi con attenzione e calma, preferibilmente in due persone. Dopo aver estratto circa un metro di telo, è opportuno farsi aiutare, fino alla estensione totale, da una seconda persona che dovrà accompagnare e sostenere il frontale fino a quando non si caleranno i sostegni verticali; per estrarre tali sostegni agire sulla regolazione di lunghezza e sugli snodi, tirandoli e ruotandoli verso l' esterno. Dopo l' apertura, che si inserisca o meno il "rafter", si dovrà tendere il telo ruotando l' asta di manovra in senso inverso a quello di apertura (basta un quarto di giro). Prima di iniziare la fase di chiusura, accorciare e ribaltare i sostegni frontali, quindi bloccarli nelle apposite sedi; attenzione, solo quando sono sistemati nella giusta posizione non creano intralcio alla chiusura !  Le verande da camper sono studiate e realizzate unicamente per ripararci dal sole, creando una zona di ombra, quindi non sono adatte per ripararci dalla forte pioggia e ancor meno dalla neve; anche il forte vento è nemico della veranda, quindi con condizioni meteorologiche avverse o in previsione che queste si possano verificare, è sempre prudente e consigliabile chiudere la veranda per evitare possibili danni ad essa, al veicolo e anche alle persone. Se si sosta sotto i pini è preferibile non utilizzare questo accessorio, c' è già ombra e si rischia di danneggiare il telo per la possibile caduta di  pigne e di fastidiosa resina. L' orientamento della veranda è importante, per ottenere il massimo effetto il telo dovrebbe estendersi verso Sud, ma se siete condizionati dall' uso di pannelli solari fissi, scegliete una direzione che rappresenti un buon compromesso. L' uso del rafter (asta centrale di tensione, aggiuntiva) è sempre consigliabile, irrobustisce la struttura, permette una migliore tensione del telo e impedisce che si formi una conca nella parte centrale. Specie in riva al mare o quando c' è brezza è opportuno ancorare con picchetti la base dei supporti frontali e controventarli con dei cordini. Se si prevede pioggia leggera si può calare uno spigolo per migliorare il deflusso dell' acqua. Quando il sole si avvicina all' orizzonte, non disponendo di un tendalino laterale, si può ottenere ancora ombra riducendo l' altezza dei supporti frontali. Non riavvolgere il telo quando è bagnato; se ciò fosse proprio necessario ricordarsi di riaprirlo appena possibile e di farlo asciugare. Pulire  il telo periodicamente o almeno a fine stagione; a tale scopo esistono appositi prodotti detergenti e protettivi. Lubrificare di tanto in tanto snodi, arganetto e cordini metallici; se tali parti sono in nylon limitarsi alla loro pulizia. Quando si richiude la veranda se si avverte resistenza non forzare, ma riaprire e controllare, generalmente si tratta di corpi estranei (pinoli, bacche, foglie, frutti, rametti o anche piccoli animali) che impediscono il riavvolgimento regolare. Nel caso si prevedano lunghi periodi durante i quali l' uso della veranda è inutile o improbabile (vacanze invernali, spostamenti rapidi, climi freddi) è consigliabile staccare questo accessorio e lasciarlo a casa; si tratta pur sempre di un peso ed un ingombro in più; i vari sistemi di fissaggio previsti dalle diverse case costruttrici delle attuali verande, consentono di eseguire questa operazione velocemente e con facilità. Per proteggere e riporre meglio la veranda, quando la si toglie dal camper,  risulta utile conservare ed utilizzare lo scatolone e gli imballaggi originali.

Tutte le parti componenti sono normalmente reperibili presso le case costruttrici o i negozi di accessori e possono essere fornite come ricambi, in caso di guasti o rotture. 

 

IL LETARGO DEL CAMPER

  

 

Dopo i lunghi e meravigliosi viaggi estivi, per molti di noi, é giunto il tempo di pensare al "Rimessaggio" del nostro camper. Prescindendo dalla durata di tale periodo di forzato riposo, ecco una serie di indicazioni che con poca spesa e poca fatica permetteranno di mantenere nelle migliori condizioni il veicolo da campeggio, sia che si abbia la fortuna di custodirlo al riparo in un garage, sia che si debba lasciarlo parcheggiato lungo una strada.

Si tenga sempre presente che:

 1.  Il veicolo da campeggio, più degli altri veicoli, si deteriora maggiormente a star fermo che con l' uso ! 

  2.  Qualsiasi anomalia nel funzionamento o rottura, sia della meccanica che della cellula abitativa, verificatesi durante l' estate o durante i controlli successivi deve essere riparata in modo definitivo prima possibile; ciò eviterà peggioramenti della situazione e danni più gravi.

3.  La normale manutenzione (cambio olio, filtri, rabbocco liquidi, controllo serraggio bulloni, ecc.) deve essere sempre preventiva; meglio eseguirla a fine stagione che aspettare la vigilia della prossima partenza.

4.  Non si può pretendere, dopo mesi di totale abbandono, di mettere in moto, di partire per una vacanza e che tutto funzioni nel migliore dei modi !!!    E' opportuno effettuare, almeno una volta al mese, un giretto di una ventina di chilometri. In tale occasione si dovrà anche verificare il buon funzionamento di tutti i componenti (meccanica e cellula). 

Quindi, prima di iniziare il periodo di rimessaggio, adottare i seguenti accorgimenti relativi a :

- Pulizia totale del mezzo.  In particolare il motore,  il sotto-scocca e gli organi di sospensione vanno lavati per eliminare: polvere, fango, salsedine, catrame, materiale organico e quanto altro possa generare: muffe, ruggine, cattivi odori, ossidazioni ed incrostazioni; quindi lubrificati. Nella zona abitativa, oltre ad una accurata pulizia, specie del piano cottura, del frigo e del vano toilette, ricordarsi di asportare tutti i generi alimentari, in particolare le confezioni già aperte e ciò che é facilmente deteriorabile; anche per il fatto che gli alimenti attraggono numerosi insetti la cui presenza é sempre poco gradita e mai desiderabile. Lasciare i pensili, gli armadietti, il frigo e tutti i ripostigli aperti per consentire una migliore aerazione ed impedire la formazione ed il ristagno di umidità e cattivi odori.  

- Preparazione della piazzola.  Se il fondo é erboso tagliate il prato, sotto il camper e nelle adiacenze, molto basso in modo che la vegetazione non tocchi il mezzo; se ci sono cespugli e rami fate in modo che anche questi non lo tocchino; se ci sono nidi di insetti, eliminateli. Insetticida in polvere attorno ai punti di appoggio (ruote e piedini) e zanzariere o retine poste, anche provvisoriamente, sulle varie aperture (comignoli, aeratori, scarichi) completeranno l' opera. Una leggera pendenza del terreno agevolerà lo stillicidio delle acque piovane ed impedirà a queste di raccogliersi e di stagnare sul tetto del camper; eventualmente aiutarsi con i cunei per aumentarne l' inclinazione.

- Ruote.    Si deteriorano e si deformano facilmente durante le lunghe soste, miglioriamo la situazione ponendo fra esse ed il suolo delle tavolette di legno e proteggiamole dal sole con dei fogli di polistirolo o delle coperture di tela. Un utile accorgimento consiste nel cambiare periodicamente la zona di appoggio del battistrada spostando le ruote di un quarto di giro ogni volta.

- Sospensioni.  L' impiego dei piedini di stazionamento o di altri martinetti é utile per sgravarle, almeno in parte, dal  carico che sopportano. Beneficeranno di ciò, oltre gli organi di sospensione,  che tendono  nel tempo  a "stancarsi", con diminuzione progressiva della loro efficacia, anche i pneumatici.

- Oscuranti e tendine.  Applicare gli oscuranti sul lato interno della cabina e chiudere le tendine e gli oscuranti delle finestre; ciò, oltre a proteggere dal sole, impedirà di vedere all' interno e di notare la presenza di accessori ed oggetti che non si sono potuti togliere o nascondere.

-Impianti.  L' impianto idrico deve essere completamente vuotato per evitare la formazione di alghe, muffe, batteri ed i conseguenti  cattivi odori e sapori. Tale precauzione é molto utile nel caso di gelate che possono provocare danni anche molto gravi. Con l' occasione é consigliabile lavare e disinfettare i serbatoi e le tubazioni. Non dimenticare di vuotare anche il boiler e la pompa. Scollegare la pompa (basta togliere l' apposito fusibile in centralina) e lasciare i rubinetti aperti; le guarnizioni di tali rubinetti, non più schiacciate, tendono a riprendere la forma originale, quindi successivamente la loro tenuta sarà migliore (non più rubinetti che gocciolano!). Dopo aver vuotato anche i serbatoi delle acque grigie e nere, chiudere le valvole e versare negli scarichi del bagno e della cucina un po' di disinfettante (candeggina o lisoformio). Per quanto riguarda l' impianto del GAS é sufficiente chiudere tutti i rubinetti ( quello della bombola o del bombolone, quelli della centralina di distribuzione, quelli delle varie utenze), a meno di particolari disposizioni o regole che impongono, nei locali chiusi, di svuotare completamente i serbatoi di gas o di asportare le bombole. L' impianto elettrico di un camper si basa principalmente sulle batterie. L' inattività accorcia la durata e l' efficienza di tali accumulatori di energia. L' autoscarica può assumere valori significativi anche in periodi brevi (15-20 giorni). Assicurarsi che tutte le utenze siano spente e scollegate (togliere i fusibili); se presenti, aprire gli interruttori stacca batteria togliendo la chiave. Per lunghi periodi di inattività sarebbe opportuno asportare o almeno sconnettere le batterie, comunque si deve provvedere periodicamente (circa ogni mese) alla loro ricarica: o effettuando un lungo giro; o collegandosi alla rete elettrica; o con un caricabatterie esterno; o esponendo al sole i pannelli fotovoltaici per diverse ore. Per compensare il fenomeno di autoscarica della batteria motore esistono appositi pannelli solari, di piccole dimensioni, da porre sul lato interno del parabrezza e da collegare con la presa dell' accendino.

Piccole, ma utili, precauzioni. Lasciare gli oblò leggermente aperti per consentire un buon ricambio d' aria. Le spazzole dei tergi cristalli sono facilmente asportabili, togliamole noi prima che lo facciano altri; riposte all' interno si conservano meglio e durano di più. Tutte le guarnizioni di gomma (porte, finestre, gavoni, cabina di guida) temono il sole, la pioggia ed il gelo, si seccano, si spaccano e si incollano; proteggiamole con olio di vaselina o altri prodotti idonei (siliconi, ecc.). Se si copre il camper con un telo impermeabile fare in modo che resti scostato dalle pareti e dal tetto del mezzo affinché sotto di esso possa circolare l' aria; a tal fine servirsi della bagagliera, di barre porta tutto, di blocchi di polistirolo; fissare bene tale telo per impedire che, con il vento, esso sfreghi contro le superfici del camper. Ripiegare gli specchietti esterni e far rientrare il gradino.

Quando si staziona in luoghi aperti ed incustoditi, adottare qualche precauzione in più: asportare la parte mobile della scaletta della bagagliera, la veranda, il porta bici, gli oscuranti esterni, le antenne ed i tergicristalli; togliere dalla cabina l' autoradio, il CB e gli altri accessori, anche se di scarso valore; non lasciare oggetti in vista; predisporre semplici ma vistosi sistemi antifurto. Non sostare: in luoghi poco illuminati o troppo appartati; sotto alberi alti e fragili (specie se pini, per la probabile caduta di resina, pigne e rami); vicino a muri e tetti pericolanti; dove c' é traffico caotico; in depressioni soggette ad allagamenti; su terreni poco consistenti; in zone molto vicine al mare (dove la salsedine e l' umidità agiscono più intensamente). Effettuare frequenti visite di controllo.                                                                                                                 

                                                                                                                             

LE IDEE DA 4 SOLDI  

 

IL PHON DA CAMPER

         

Se durante una vacanza con il camper  vostra figlia  decide di lavarsi i capelli e vi trovate sistemati presso un buon campeggio in una bella e calda giornata estiva, la cosa è perfettamente normale e non presenta alcun problema.  Ma noi ci trovavamo, in autunno avanzato, in campeggio libero (quindi senza corrente elettrica) e la giornata, decisamente fresca, era anche priva di sole...!  Ad operazione iniziata,quando i capelli della figlia, fra l'altro piuttosto lunghi,erano già abbondantemente bagnati ed insaponati,ci ponemmo il quesito di come poterli asciugare. Fu così che nacque l'idea del "phon da camper".    Utilizzando del materiale che fortunatamente avevamo in un gavone e sfruttando l'aria canalizzata della stufa di bordo. La soluzione è di una semplicità unica; considerato che potevamo disporre a  piacere d'aria calda, dovevamo solo trovare un sistema per  prelevarla da una bocchetta dell'impianto di riscaldamento e convogliarla sui capelli da asciugare.

MATERIALE IMPIEGATO: -Un metro di tubo di plastica gommosa del tipo corrugato con diametro di 32 mm, quello comunemente usato negli impianti elettrici. -Un barattolo di plastica (vuoto) di polvere Fissan, precedentemente acquistato in farmacia; in quanto è risultato avere la misura precisa per essere inserito nelle comuni bocchette Trumavent installate sui camper.

IL LAVORO è risultato oltremodo facile:

-tagliare a metà il barattolo; 

-praticare sul tappo di questo un foro che sia un  po’ più stretto del diametro del tubo corrugato; 

-inserire in detto tappo, avvitato sul mezzo barattolo, il tubo corrugato e  se necessario sigillarlo con del silicone o del nastro adesivo;

-infilare il mezzo barattolo in una bocchetta dell'aria canalizzata (preventivamente posta in posizione aperta);

-accendere la stufa e la ventola.

I seguenti accorgimenti serviranno a rendere il sistema  più efficace:

-Accendere la stufa con un certo anticipo;

-Posizionare la regolazione della temperatura verso il massimo;

-Mettere al massimo anche la velocità della ventola;

-Chiudere tutte le altre  bocchette che non vengono utilizzate;

-Collegarsi preferibilmente alla bocchetta più vicina alla stufa.

 

Vi assicuro che tale asciugacapelli,nella sua semplicità, si è rivelato pratico ed efficace tanto che ora, con alcune rifiniture, fa parte delle nostre dotazioni fisse di bordo.

_________________

 

 GRELLE  LEGGERE ED ECONOMICHE

 

 

 

Vi sarà capitato di avere il camper fermo perché le ruote motrici slittano e affondano: fango, neve e ghiaccio, sabbia, erba alta e molto umida, magari con terreno in pendenza !  Quasi sempre il problema si risolve con una spintarella dei soliti volonterosi o ponendo sotto le ruote materiali vari: sassi, rami d' albero, tavolette, ecc. oppure, se disponibili, le pesanti, ingombranti e costose "grelle" metalliche. 

Ma esiste anche un materiale efficace, leggero, poco ingombrante e a costo quasi zero, che può risolvere i nostri momentanei problemi. Si tratta di quelle reti di plastica arancione presenti in tutti i cantieri ed impiegate normalmente per recintare le zone con lavori in corso. Queste, si possono acquistare nei negozi di prodotti per l' edilizia o in ferramenta, ma in rotoli piuttosto grossi e quindi un pò costosi. Però é abbastanza facile ottenerne qualche pezzo, gratuitamente, rivolgendosi al personale addetto ad un cantiere, o cercando nelle zone dove si sono svolti in precedenza dei lavori; si tratta di materiale che in genere non viene reimpiegato, specie i pezzi piccoli che sono proprio quelli che servono al nostro scopo.

Due strisce di 1,50 x 0,50 metri, arrotolate e messe in un gavone, all' occorrenza, poste sotto le ruote motrici, possono risolvere le nostre difficoltà. 

Altri utili impieghi di questa rete di plastica possono essere: - per avvolgere, fermare ed ancorare oggetti e contenitori posti sulla bagagliera da tetto del nostro camper;  - per creare davanti all' ingresso del camper un efficace pulisci scarpe ed una comoda zona di calpestio, specie su terreni umidi, fangosi, innevati o sabbiosi.

 Un ulteriore vantaggio consiste nel fatto che tale materiale, dopo l' uso, può facilmente essere lavato e nuovamente impiegato oppure, dato il basso costo,gettato. 

_________________

 

 STURA LAVANDINO "fai da te"

 

L' acqua accumulata nel lavandino del camper si scarica con difficoltà! ...........E' un guasto che può verificarsi e che non deve preoccupare.

Se la temperatura esterna é vicina ai 0 °C o più bassa, quasi sicuramente, un tratto della tubazione di scarico si é ghiacciato, specie se ha delle zone a sifone o in contro pendenza dove l' acqua può ristagnare. Come rimedio basta scaldare queste zone con un phon e quindi versare acqua calda, lentamente nello scarico. Ricordarsi alla sera, finito di utilizzare il lavandino, di versare nello scarico, un pò di antigelo per radiatori auto. 

Con temperature più alte di 0 °C,  l' ostruzione dipende da grassi, detersivi e depositi vari che si sono raccolti ed ammassati, specie nelle curve e nelle eventuali strozzature del tubo di scarico. Senza acquistare costodi prodotti o complicati stura lavandini, possiamo risolvere il problema in due modi: 

1) infilare nello scarico una spirale di acciaio; ottima quella impiegata per appendere le tendine sulle finestre oppure la guaina dei freni da bicicletta; quindi spingerla, tirarla e torcerla delicatamente, fino a sturare il condotto.

2) tappare le feritoie del "troppo pieno" del lavandino (se presenti). Riempire una bottiglia di plastica (quelle dell' acqua minerale) con acqua bollente, capovolgerla ed inserirla velocemente nel foro del lavandino (prima provare che il collo della bottiglia combaci bene con il foro di scarico, eventualmente migliorare la tenuta con uno straccio;... attenzione a non scottarsi !), quindi schiacciarla con violenza. L' acqua calda e a pressione risolverà sicuramente il vostro problema e senza alcuna spesa aggiuntiva.

Se l' intasamento è totale, conviene agire impiegando entrambi i modi indicati, prima con il flessibile, poi con la bottiglia.

  _________________

 

LA LAVATRICE DA CAMPER

 

 

Nel camper, in viaggio o in sosta libera, non c' é energia sufficiente per azionare una comune, anche se piccola, lavabiancheria. Dobbiamo quindi ripiegare su alcuni modelli di mini lavatrici manuali, esistenti in commercio; ma queste sono comunque ingombranti, delicate e costose.  

L' idea di qualcosa di più economico e pratico venne a Franco Liboa alcuni anni fa, poi pensammo di adottare alcuni piccoli accorgimenti per ottimizzare  il suo impiego. Tutto sta nel  procurarsi un recipiente di plastica, cilindrico, con coperchio a vite (quindi stagno) ed a bocca larga; il meglio che si può trovare é un tipo di contenitore che viene spesso impiegato per trasportare le olive in salamoia. Esso può essere reperito presso i negozi che vendono prodotti per l' agricoltura o in quelli specializzati in materie plastiche; ma con un pò di fortuna potete anche trovarlo usato, a costo molto più basso o a gratis, nel reparto alimentari di un  super mercato o presso il vostro fruttivendolo.

Questo contenitore sarà la vostra lavatrice da camper, basterà utilizzarlo adottando gli accorgimenti sotto indicati per ottenere un efficace e veloce bucato.

I più diffusi, di tali contenitori, hanno un colore rossastro, tenete però presente che più sono scuri (l' ideale sarebbe il colore nero) migliore é la loro resa;  infatti, se posti al sole, in breve tempo, l' acqua contenuta si scalda ed il lavaggio risulta più efficace e più economico.

Riempire, per circa 1/2, con acqua, se possibile calda, inserire i panni da lavare (fare in modo che non siano compressi, ma liberi di muoversi) e immettere una quantità di detersivo per lavatrici proporzionata al volume. Assicurarsi che il livello dell' acqua sia abbastanza più basso del bordo, quindi  chiudere bene il tappo. 

Ora ricercate il posto dove collocare la vostra lavatrice, generalmente il punto migliore é nel vano toilette o in un gavone, comunque la posizione in coda al veicolo risulta sempre  la più efficace ai fini del lavaggio. Ancorate il contenitore con una cinghia o un cordone elastico alla parete o al pavimento del camper e partite.  Gli inevitabili sobbalzi, le curve e le frenate, durante alcune ore di viaggio, faranno il resto. Eventualmente, se necessario, dopo un prelavaggio, sciacquate e ripetete l' operazione con nuova acqua e altro sapone. Riprendete il viaggio,  una volta giunti a destinazione basterà aprire, sciacquare e stendere il bucato.

_________________

 

ANTIFURTO PER LA CABINA DEL CAMPER

 

 

Notoriamente il camper offre una sicurezza contro i furti piuttosto modesta! La cabina è uno dei punti più vulnerabili e fra i più colpiti dai malintenzionati, dato che le serrature risultano abbastanza facili da manomettere. Una semplice ma efficace precauzione da adottare consiste nel legare fra loro le due porte della cabina di guida, in modo che, anche forzando le serrature, non si riesca, dall'esterno, ad aprirle.

I sistemi da impiegare, per ottenere tale scopo, possono essere molti, uno dei più semplici consiste nel far passare una robusta cinghia di nailon intorno ai maniglioni  montati, di serie, sulle porte di tutti i tipi di meccanica usati nei nostri veicoli. Tali maniglie sono sempre abbastanza robuste e saldamente fissate, con bulloni, alle porte. La cinghia, facilmente reperibile, può essere una di quelle impiegate per legare i bagagli sui porta pacchi, meglio se di quelle munite di crik, per facilitarne la messa in tensione . Ulteriore accorgimento è quello di mettere sempre, sui vetri della cabina, dalla parte interna, gli oscuranti che impediscono di vedere cosa c'è dentro e quali sistemi di sicurezza sono stati attivati. Naturalmente non si tratta della soluzione del problema, ma solo di una precauzione in più e ......... dato il costo irrisorio, vale la pena di adottarla, specie quando si pernotta in sosta libera.