How CD's Generate "Real" Computer Data

The pits which are formed during the mastering and molding processes are read by a small optical system which includes a laser and an optical detector.

The disc and corresponding pit structures rotate under the laser beam during playback. The pits cause the amount of reflected light traveling from the disc to the detector to fluctuate, creating a high frequency signal. The drive determines points in time where this signal crosses a certain threshold value. These crossings, signifying a logical "1", occur at each pit edge.

Figure 3  - How "REAL" Computer Data Is Generated Figure 1.  CD Readback System

Due to physical limitations of pit size, it is necessary to maintain at least two "0"s between each "1". An encoding scheme called Eight-to-Fourteen Modulation (EFM) translates every 8 bit combination to a 14 bit code to be written to the disc. Three merging bits are used between each byte to further ensure the separation of "1"s.

HD DVD and DVD specification
 
DVD
HD DVD
Disc type
Disc diameter
Disc structure
Capacity
(Single-sided, single-layer) (Single-sided, dual-layer)
Playback time*
Recording time*
Laser Wavelength
Compression technology
User bit rate
Track pitch
DVD-ROM
(Read-Only)
120mm
0.6mm
x 2 substrates
4.7GB
8.5GB
4.7GB, SD resolution:
132minutes
8.5GB, SD resolution:
238minutes
650nm
(red laser)
MPEG-2

 
11.08Mbps
0.74µm
HD DVD-ROM
(Read-Only)
HD DVD-R
(Recordable)
HD DVD-Rewritable
(Recordable)
120mm
120mm
120mm
0.6mm
x 2 substrates
0.6mm
x 2 substrates
0.6mm
x 2 substrates
15GB
30GB
15GB
20GB
32GB(Under development)
15GB, HD resolution:
over 4 hours
30GB, HD resolution:
over 8 hours
15GB, HD resolution:
over 4 hours
20GB, HD resolution:
over 5.5 hours
32GB, HD resolution:
over 8.5 hours
405nm
(blue laser)
405nm
(blue laser)
405nm
(blue laser)
MPEG-4 AVC/ VC-1/MPEG-2
MPEG-4 AVC/ VC-1/MPEG-2
MPEG-4 AVC/ VC-1/MPEG-2
36.55Mbps
36.55Mbps
36.55Mbps
0.40µm
0.40µm
0.40µm
*Playback or recording time depends on data transfer speed.

 

 

Standard Campo di applicazione
Green Book Specifiche utilizzate per la realizzazione dei CD interattivi (CD-I) di Philips
White Book Contiene le specifiche per i Video CD
Blue Book Definitiva le specifiche dei CD Extra (a volte indicati anche come LaserDisk)
CD-Rom/XA Architettura costruttiva dei CD che univa le specifiche dello standard Yellow Book a quelle dei CD-I
 
Specifiche/Supporto CD DVD HD-DVD BLU-RAY
Capacità 740 MB 4,7 GB
8,5 GB (Doppio strato)
15 GB
30 GB
(Doppio strato)
25 GB
50 GB
(Doppio strato)
Laser 780 nm (rosso) 650 nm (rosso) 405 nm (blu) 405 nm (blu)
Distanza tra spire 1,6 micron 0,74 micron 0,40 micron 0,32 micron
Spessore spira 0,5 micron 0,4 micron - -
Supporto Doppio Strato No si
Protezione Nessuna CSS AACS AACS
Codifica Video Nessuna MPEG-2 MPEG-2, MPEG-4/AVC, VC-1 MPEG-2, MPEG-4/AVC, VC-1
Codifica Audio   PCM, Dolby Digital, DTS Digital Surround PCM, Dolby Digital, Dolby Digital Plus, Dolby TrueHD, DTS Digital Surround, DTS-HD PCM, Dolby Digital, Dolby Digital Plus, Dolby TrueHD, DTS Digital Surround, DTS-HD
Risoluzione massima   720x576 1080p 1080p
Struttura del cd
Spirale creata durante la masterizzazione

DVD

1. Introduzione ai multimedia

Multi Media = "piu' di un medium":

      ·         testo ed immagini (libro con figure, pagina html)
·         testo e suoni (libro + disco che lo legge per i ciechi)
·         testo, immagini e suoni (pagina html con sottofondo musicale)
·         immagini in movimento e suoni (film, video clip se molto breve)

Caratterizza il multimedia il fatto di poter avere dei media CONTINUI cioe' che si sviluppano nel tempo. 

1.1 Multimedia digitali:

1.1.1 sul singolo computer : il CD ROM
Campi di applicazione mono-utente particolarmente importanti:
        ·         giochi sofisticati con brevi video clip selezionati dinamicamente
        ·         software per la produzione di un video clip

La tecnologia sottostante e' quella dei DISCHI OTTICI (in contrapposizione ai dischi magnetici). Fu sviluppata inizialmente come supporto per programmi televisivi, film eccetera e risale al 1980 (Philips e Sony). Si dice che sia garantita per 100 anni.
Standard: LIBRO ROSSO (Red Book) IS 10149, che descrive i dettagli del Compact Disc Audio (1980)

      ·         Diametro 120 mm
·         Spessore 1.2 mm
·         Buco 15 mm

Per produrre un CD si utilizza un laser ad alta densita' che produce fori di diametro 0.8 micron in un disco master.

      ·         Si prepara un calco del master (che ha estrusioni al posto dei fori)
·         Si versa una resina di policarbonato fusa dentro il calco (=si riproduce esattamente il master con i suoi fori).
·         Si deposita uno strato di alluminio riflettente, si ricopre con una lacca protettiva ed infine si etichetta.

Lo strato di alluminio quindi presenta delle FOSSE in corrispondenza dei fori a suo tempo prodotti sul master mentre le aree non "bruciate sono dette TERRE (i termini inglesi sono Pit e Land). Le fosse hanno una profondita' pari a 0.19 micron e vengono scritte in una spirale continua che inizia al buco centrale e si dirige verso il bordo del disco.


Figura 1 - Terre e fosse in un CD ROM

Dimensioni :
·         la spirale inizia a 32 mm dal centro
·         compie circa 600 giri per mm
·         in tutto 22188 rivoluzioni
·         se srotolata sarebbe circa di 5,6 Km.

Lettura di un CD ROM:
·        
Un diodo laser a bassa intensita' emette una luce di lunghezza d'onda 0.78 micron, dal lato del policarbonato (quindi le fosse sono le "montagne" su una "pianura").

·         In corrispondenza con una fossa, la luce riflessa dalla fossa ha una lunghezza d'onda sfasata della meta' rispetto alla luce riflessa dalla "pianura" quindi la "annulla" e il fotoricevitore riceve meno luce di quanta ne abbia emessa.
·         Il bit "1" e' rappresentato da una transizione (terra-fossa o viceversa), mentre il bit "0" da una assenza di transizione, la scelta e' dettata da considerazioni di affidabilita' del rilevamento.

Differenza rispetto ai dischi magnetici:
e' indispensabile poter leggere il CD a velocita' lineare costante, che deve essere di 120 cm/sec, altrimenti la musica viene riprodotta distorta. Quindi la velocita' di rotazione deve calare quando la testina si muove verso l'esterno del CD.
Valore al centro= 530 giri al minuto; valore al bordo esterno= 200 giri al minuto.
I dischi magnetici operano invece a velocità angolare costante, un valore tipico e' 3600 giri al minuto.
Nuovo standard: LIBRO GIALLO che definisce le caratteristiche dei CD ROM per computer (1984).
La compatibilità fisica con i CD audio permette di abbassare i costi di produzione, vengono definiti meccanismi di correzione dei dati (indispensabili x computer).
·         1 byte viene codificato su 14 bit ( un simbolo) mediante una tabella di codifica.
·         42 simboli formano un frame (588 bit) che rappresenta 24 byte di dati (192 bit) e 396 bit di controllo e correzione degli errori. (questo c'e' anche nei CD audio)
·         98 frame costituiscono un SETTORE, che inizia con un preambolo di 16 byte. I primi 12 di tale preambolo sono 00 FF (10 volte) 00. Seguono tre byte per identificare il numero del settore, ed il byte del modo. Ci sono due modi possibili, modo 1 con correzione di errori (figura 2) e modo 2 senza correzione di errori (modo audio-video).

 


Figura 2. Organizzazione dei dati in un CD ROM

Nel modo 2 i byte di dati sono 2048+288=2336, nel modo 1 sono solo 2048 e i 288 byte seguenti costituiscono un codice di correzione degli errori. In ogni caso quindi il settore e' lungo 2352 byte.
Nel modo 1 abbiamo quindi bisogno di 7203 Byte per codificare 2048 byte: un'efficienza del 28%. Pero' abbiamo tre livelli di correzione di errore:
·         errori su un bit sono corretti all'interno del simbolo
·         errori su piu' byte consecutivi sono corretti all'interno del frame
·         errori più consistenti, a cavallo del frame ecc. sono corretti sul settore.
Velocita' del drive
:
la velocità singola corrisponde a 75 settori/sec, cioè 153600 byte/sec in modo 1 e 175200 byte/sec in modo 2, le velocità 32x, 40x ecc. sono ottenute di conseguenza. Sapendo inoltre che un CD audio standard contiene 74 minuti di musica, suonata a velocita' singola, si ricava che in modo 1 possiamo memorizzare 681984000 byte ovvero 650 MB.
Il successivo passo di standardizzazione riguarda il LIBRO VERDE (1986) che definisce il formato dei CD multimediali, ovvero come in un settore si possono mescolare informazioni audio, video e dati.
L'ultima informazione da standardizzare e' il FILE SYSTEM detto High Sierra Standard o IS 9660. Il file system e' stato definito "per livelli" in modo che al livello 1 ci fosse compatibilita' totale con tutti i sistemi operativi.
Caratteristiche del livello 1:
·         nomi di file di 8+3 caratteri (come DOS)
·         file memorizzati in modo consecutivo
·         max 8 livelli di directory annidate
A livello 2 i nomi di file possono arrivare a 32 caratteri, a livello 3 sono ammessi anche file non contigui (e link simbolici: estensioni Rock Ridge)
CD-R
Il procedimento di produzione dei CD-ROM sopra descritto e' adatto a grandi volumi (musica, sw commerciale ecc.).
Per la produzione di una o poche copie sono diffusi i CD-R o CD-Recordable di pari passo con la diffusione di periferiche a basso costo per registrarli (masterizzatori).
Differenze fisiche:
hanno un solco di 0.6mm che guida il laser nella fase di registrazione, avendo una escursione sinusoidale di frequenza nota (22.05 kHz)
sono dorati invece che argentati (vero oro al posto dell'alluminio)
fosse e terre sono simulate da una diversa riflettivita' ottenuta da uno strato di colorante tra il policarbonato e lo strato riflettente (verde o arancione), che in un CD-R vergine e' trasparente.
La scrittura avviene con un laser ad alta potenza che scalda la tinta e provoca una "macchietta scura".
La successiva lettura con laser a bassa intensita' rileva le variazioni di riflettivita'.

Figura 3. Una sezione di un CD-R ed il masterizzatore (non in scala!)


Il formato dei dati su CD-R e' definito nel LIBRO ARANCIONE (1989) che permette di scrivere i CD-R anche in maniera incrementale (CD-R XA).
Una traccia e' un gruppo di settori consecutivi registrati in una volta. Ogni traccia ha un proprio "indice" detto VTOC (Volume Table of Contents), i CD-ROM ne hanno una sola mentre i CD-R possono averne piu' di una. Caricando un CD-R, il sistema operativo cerca la VTOC piu' recente e da essa ricupera i file (la VTOC corrente puo' elencare i file gia' presenti sul disco nelle VTOC che la precedono, oppure no: in questo caso sono irraggiungibili).
Le tracce sono raggruppate in sessioni, e si dice che i CD-R sono multisessione.
Quando si masterizza, la velocita' di scrittura delle informazioni deve essere costante altrimenti il disco diventa illeggibile: la cosa non e' sempre vera, se il disco da cui si copiano i file ha numerose richieste da soddisfare.

CD-RW

I CD RW sono riscrivibili, grazie a una diversa tecnologia di costruzione (e di masterizzazione). Invece di avere uno strato di tinta, che cambia colore, hanno uno strato formato da una lega metallica (argento alluminio indio tellurio e antimonio) che cambia proprieta' di cristallizzazione e quindi riflettivita'. Sono piu' costosi dei CD-R.
Un drive di CD-RW ha un laser a tre intensita'
·         Ad alta intensita' scioglie la lega, la zona colpita passa allo stato di bassa riflettivita' (simula la scrittura di fosse)
·         A media intensita' la zona colpita ritorna allo stato di alta riflettivita' (cancellazione delle fosse)
·         A bassa intensita' si "legge" lo stato del materiale senza alterarlo.

1.1.2 sul singolo computer : il DVD

Digital Video Disk
: nasce sotto la spinta delle case cinematografiche per sostituire le pellicole con tecnologia digitale. Alla definizione dei formati hanno collaborato i produttori di elettronica ma NON di computer, ed il risultato e' stato una mancanza di standardizzazione deliberata (per evitare la diffusione di copie pirata tra USA ed Europa, e per divergenze di opinioni tra case produttrici).
La tecnologia sottostante e' sempre quella di avere dischi in policarbonato riflettenti quando colpiti da raggio laser, ma utilizzando miglioramenti tecnologici resi possibili nel frattempo, in modo da aumentare la capacita'. Si hanno:
·         fosse piu' strette (0.4 micron invece di 0.8)
·         spirali piu' strette (0.74 micron invece di 1.6)
·         laser rosso (frequenza 0.65 micron invece di 0.78)
Un DVD contiene 4.7 GB che (con la tecnica di compressione MPEG-2) corrispondono a un film di 133 minuti in risoluzione 720x480, con otto tracce audio e 32 tracce di sottotitoli. In altre parole contiene il 92% dei film mai prodotti.
In realta' esistono quattro tipi di DVD:
·         singolo lato singolo strato (4,7 GB)
·         singolo lato doppio strato (8.5 GB) Philips e Sony
·         doppio lato singolo strato (9.4 GB) Toshiba e Time Warner
·         doppio lato doppio strato (17 GB)
Le case produttrici non erano d'accordo su come gestire quantita' di dati superiori al singolo lato singolo strato…
Il doppio strato interpone uno strato semiriflettente tra lo strato trasparente e quello riflettente, ed il laser puo' mettere a fuoco entrambi gli strati, ma quello inferiore necessita di fosse piu' grandi per mantenere l'accuratezza, quindi e' meno capiente.

 

 


Figura 4. Un DVD in sezione


Il doppio lato invece si ottiene "incollando" due dischi singolo strato singolo lato. Per mantenere tutti i DVD di uguale spessore si incolla un disco di policarbonato "vuoto" a tutti i dischi singolo lato.

La Figura 4 illustra un DVD doppio strato doppio lato.

1.1.3 multimedia "via rete" : ADSL
Questa tecnologia si basa sulla trasmissione digitale attraverso i normali doppini telefonici fino alla casa dell'utente (o per una piccola azienda). Non richiede cablaggi extra ed e' solitamente fornita dalle compagnie telefoniche stesse. Con una linea ADSL, non c'e' necessita' di "collegarsi" esplicitamente e di solito cio' porta ad avere tariffazione "flat" piuttosto che a tempo di collegamento.
Solitamente si distinguono due categorie principali di linee: Adsl (Asyncronous digital subscriber Line) e Sdsl (Syncronous digital subscriber line). A queste si aggiungono anche altre due tecnologie: Hdsl (High-data-rate dsl) e Single-line dsl (Sdsl). Normalmente è facile trovare anche la denominazione "x"dsl dove la x sta ad indicare i vari tipi di tecnologie sottostanti alle linee digitali. Le differenze tra ciascun tipo di linea digitale sono qui brevemente riassunte:

Asymmetric digital subscriber line (Adsl)

Come dice la parola si tratta di una tecnologia asimmetrica che consente di avere una quantità di banda maggiore in fase di download dei dati (downstream), nell'ultimo tratto della connessione che va dalla centrale del provider alla casa dell'utente, di quanto non avvenga in fase di trasmissione, (upstream) da casa dell'utente al nodo del provider. Tale asimmetria, combinata con la caratteristica di "always on" dell'accesso Adsl, rende questa tecnologia ideale per fare video on-demand e in generale per un utilizzo all'interno di reti locali. In genere gli utenti di questo tipo di applicazioni hanno necessità di scaricare più informazioni di quelle che inviano: ciò spiega le diverse velocità, che, in downstream, sono comprese tra 1.5 e 8 Mbps; mentre in upstream vanno da 640 Kbps a 1.54 Mbps.

Adsl Lite

Adsl Lite è una versione a bassa velocità dell'Adsl, che elimina la necessità da parte degli operatori telecom d'installare e mantenere lo splitter (cioè il dispositivo di sdoppiamento della linea telefonica). In questo modo vengono semplificata l'installazione e ridotti anche i costi. Adsl Lite è adatto anche a coprire distanze maggiori rispetto all'Adsl ed è pensato per il mercato consumer.
Rate-Adaptive Digital Subscriber Line (R-Adsl)

R-Adsl opera alle medesime velocità trasmissive degli Adsl, ma è in grado di adattarsi dinamicamente, variando le tratte e la qualità della comunicazione delle linee di accesso su doppino telefonico. In pratica con l'R-Adsl è possibile connettersi lungo linee diverse, a velocità differenti.
High Bit-Rate Digital Subscriber Line (Hdsl)
La tecnologia Hdsl è di tipo simmetrico nel senso che fornisce la stessa ampiezza di banda sia in fase di scaricamento dei dati che in fase di trasmissione. È la tecnologia più matura tra le Xdsl ed è stata più volte utilizzata nei piani di potenziamento delle linee da parte degli operatori telecom, i quali, proprio grazie alla sua elevata velocità (compresa tra i 1,544 Mbps e i 2,048 Mbps), preferiscono l'Hdsl in alternativa alle linee T1/E1 in uso negli Stati Uniti e in Europa. Inoltre il fatto che l'Hdsl sia implementabile su più doppini telefonici alla volta, ne fa la scelta ideale per collegare sistemi PBX, circuiti locali digitali e i vari Pop dei provider.
Single-Line Digital Subscriber Line (Sdsl)
Anche l'Sdsl supporta le trasmissioni simmetriche TI/E1 ma differisce dall'Hdsl in due punti importanti: usa un solo doppino e ha una portata massima del segnale che arriva fino a circa 3 Km (mentrel 'Hdsl arriva a coprire distanze di 4,5 Km). Pertanto è ideale in applicazioni che richiedono uguale velocità trasmissiva sia in entrata che in uscita, come per esempio la videoconferenza o le applicazioni di collaborative computing.
Very High Bit-Rate Digital Subscriber Line (Vdsl)
La tecnologia Vdsl è la più veloce della famiglia: essa arriva a supportare velocità comprese tra i 13 e i 52 Mbps in download e tra 1.5 e 2.3 Mbps in trasmissione, su un unico doppino telefonico. Essa può essere giustamente vista come una valida alternativa alla fibra ottica nelle case. Purtroppo però la distanza massima operativa consentita è solo tra 300 metri e 1 Km, anche se può essere estesa con la fibra ottica.

1.1.4 multimedia "via rete" : la TV via cavo

In molti paesi esistono cablaggi dedicati a trasmettere (su cavo coassiale) programmi televisivi on-demand ed interattivi. Tali cablaggi possono essere utilizzati, in alternativa al doppino telefonico, anche per trasmissione dati in forma digitale.
La differenza con ADSL e' che il cavo coassiale consente una larghezza di banda maggiore (dell'ordine di gigabit/sec) ma condivisa tra tutti gli utenti sul cavo stesso, quindi non garantita.
In Italia i servizi di TV interattiva come RAIClick sono invece forniti su linea ADSL (FastWeb).
La Figura 5 schematizza le differenze tra collegamento ADSL e TV via cavo.

Figura 5 (a): collegamento ADSL con doppino telefonico; (b) collegamento TV via cavo


 
1.2 Differenze con i sistemi operativi e le modalità di connessione tradizionali:
Se consideriamo la qualita' percepita da occhio ed orecchio umano, un file multimediale non puo' non essere compresso! Un film in qualita' HDTV non compresso della durata di due ore richiederebbe 570 GB, cioe' una banda trasmissiva ed una quantita' di memoria assolutamente non alla portata della tecnologia odierna; d'altra parte la decompressione richiede tempo di elaborazione e va effettuata in tempo reale.

velocita' di trasmissione dati elevatissima

La Figura 6 mostra la banda necessaria per alcune applicazioni multimediali, in confronto con quella richiesta da alcune periferiche ad alte prestazioni.


Figura 6. Velocita' di trasmissione di multimedia e di periferiche, in Mbps e GB/ora


 
esigenza di tempo reale
La sensibilita' dell'occhio umano richiede che i filmati siano composti da 25-30 fotogrammi al secondo, altrimenti percepisce un movimento a scatti.
La qualita' televisiva, ad esempio, varia a seconda del sistema adottato dai vari paesi. I piu' diffusi sono:
·         NTSC, usato in USA e Giappone, trasmette a 29,97 fotogrammi al secondo cioe' un fotogramma ogni 33.3 millisecondi;
·         PAL, usato in Europa (originario della Germania), trasmette a 25 fotogrammi al secondo cioe' un fotogramma ogni 40 millisecondi;
·         SECAM, usato in Europa (originario della Francia e diffuso nei Paesi dell' Est Europa), trasmette a 25 fotogrammi al secondo cioe' un fotogramma ogni 40 millisecondi.
L'orecchio e' ancora piu' sensibile dell'occhio, in particolare al jitter ovvero alla variazione nella velocita' di trasmissione che distorce i suoni. Non va confuso con il ritardo, infatti un ritardo di trasmissione, seguito da una trasmissione a velocita' costante non crea problemi, una variazione nel ritardo (cioe' una trasmissione a velocita' variabile) crea jitter!

1.3 Qualita' del servizio

L'insieme dei parametri necessari per eseguire i multimedia in maniera accettabile sono riassunte nel concetto di qualita' di servizio.
·         Larghezza di banda media
·         Larghezza di banda di picco
·         Ritardo minimo e massimo (che definiscono l'ampiezza del Jitter)
·         Probabilita' di perdita di bit ecc.
Si possono stipulare contratti che garantiscono un determinato livello di qualita', o contratti piu' economici a livello inferiore, ad esempio degradando il servizio per compensare la riduzione di banda (es. abbassando la risoluzione, diminuendo il numero di fotogrammi, trasmettendo in bianco e nero…)
In generale per garantire la QoS occorre riservare le risorse per ogni utente al momento della connessione, eventualmente rifiutando la connessione a nuovi clienti per non abbassare la qualita' di servizio dei clienti gia' attivi.

Formato CD DVD HD-DVD BLU-RAY
Densità del substrato 1,2 mm 0,6 mm 0,6 mm 0,1 mm
Lunghezza d'onda e colore del laser 780 nm / infrarosso 650 nm / rosso 450 nm / blu-viola 405 nm / blu-viola
Capacità del disco a strato singolo 700 Mbyte 4,37 Gbyte HD DVD-ROM: 15 Gbyte
-R: 15 Gbyte
-RW: 20 Gbyte
25 Gbyte
Capacità del disco a doppio strato N/A 7,95 Gbyte HD DVD-ROM: 30 Gbyte
HD DVD-R: N/A
HD DVD-RW: 32 Gbyte
50 Gbyte
Velocità di trasferimento a 1x 1,2 Mbps 11 Mbps 36 Mbps Video BD-ROM: 54 Mbps
tutti i restanti formati: 36 Mbps
Diametro del laser 2.100 nm 1.320 nm 620 nm 480 nm
Track pitch 1.600 nm 740 nm 400 nm 320 nm
Densità di registrazione 0,4 Gbit /pollice quadrato 02,2 Gbit /pollice quadrato 7,5 Gbit /pollice quadrato 12,5 Gbit /pollice quadrato
Risoluzione video (PAL) VideoCD: 352x288
Super VideoCD: 480x576
720x576 1.920x1.080 1.920x1.080
Sostenitori principali Philips, Sony DVDForum, DVD+RW Alliance DVD Forum (NEC e Toshiba) Blu-Ray Disc Association
Data d'introduzione CD: 1982
VCD: 1993
SVCD: 1998
1996 fine 2005 o primo trimestre 2006 Primo trimestre 2006

The DVD DL in detail

Label: Etichetta DVD
Plycarbonate: Policarbonato (Materia Plastica)
Metal reflector: lamina di metallo reflettente
Dye recording layer L1: strato di incisione 1
Spacer: strato di separazione
Semi transparent metal reflector: lamina di metallo semitrasparente.
Dye recording layer L0: strato di incisione 0
Polycarbonate: policarbonato
Same laser writing to diffent layers: lo stesso laser scrive sui due differenti strati.

The different DVD formats

  • DVD:
    Short for digital versatile disc or digital video disc, a type of optical disk technology similar to the CD-ROM . A DVD holds a minimum of 4.7 GB of data, enough for a full-length movie. DVDs are commonly used as a medium for digital representation of movies and other multimedia presentations that combine sound with graphics.The DVD specification supports disks with capacities of from 4.7GB to 17GB and access rates of 600KBps to 1.3 MBps . One of the best features of DVD drives is that they are backward-compatible with CD-ROMs, meaning they can play old CD-ROMs, CD-I disks, and video CDs, as well as new DVD-ROMs . Newer DVD players can also read CD-R disks. DVD uses MPEG-2 to compress video data.

  • DVD-R
    Short for DVD-R ecordable , a recordable DVD format similar to CD-R . A DVD-R can only record data once and then the data becomes permanent on the disc. The disc can not be recorded onto a second time. There also are two additional standards for DVD-R disks: DVD-RG for general use, and DVD-RA for authoring, which is used for mastering DVD video or data and is not typically available to the general public. DVD-R, DVD-RW and DVD-RAM are supported by Panasonic, Toshiba, Apple Computer, Hitachi, NEC, Pioneer, Samsung and Sharp. These formats are also supported by the DVD Forum.

  • DVD+R
    DVD+Recordable defines a standard for recordable DVD drives and media defined by the DVDRW Alliance. Often called "plus R", the format is write once (compared to DVD+RW wich can be erased and rewritten). The single sided discs can hold 4,700,000,000 bytes (4.38 Gigabytes at 1024 bytes to the kilobyte) with double sided discs holding twice as much. This format competes with the DVD Forum DVD-R specification.

  • DVD+R Dual Layer
    Si caratterizzanoper la presenza di un doppio strato di incisione. Questo significa che è come avere due normali supporti DVD sovrapposti su cui salvare i dati. Il principio di funzionamento si basa su un particolare sistema di calibrazione della potenza del laser di incisione. Di volta in volta il laser va ad incidere gli strati di policarbonato fino a raggiungere fino a raggiungere lo strato di incisione numero 1 (quello superiore) o fino a quello numero 0 (quello inferiore e più vicino al laser stesso). Per ovviare ai problemi di lettura e scrittura viene adottato anche uno strato riflettente seprato per ognuno di quelli di incisione, motivo per cui sembra di trovarsi realmente di fronte a due DVD incollati uno sopra l'altro.

  • DVD-RW
    Short for DVD-R eWritable , a re-recordable DVD format similar to DVD+RW . The data on a DVD-RW disc can be erased and recorded over numerous times without damaging the medium. DVD-R, DVD-RW and DVD-RAM are supported by Panasonic, Toshiba, Apple Computer, Hitachi, NEC, Pioneer, Samsung and Sharp. These formats are also supported by the DVD Forum.

  • DVD+RW
    Short for DVD+R eWritable , a re-recordable DVD format similar to CD-RW . The data on a DVD+RW disc can be erased and recorded over numerous times without damaging the medium. DVD+RW and DVD+R formats are supported by Philips, Sony, Hewlett-Packard, Dell, Ricoh, Yamaha and others.

  • DVD-RAM
    A DVD format wherein DVD-RAM discs can be recorded and erased repeatedly but are only compatible with devices manufactured by the companies that support the DVD-RAM format. DVD-RAM discs are typically housed in cartridges. DVD-R, DVD-RW and DVD-RAM are supported by Panasonic, Toshiba, Apple Computer, Hitachi, NEC, Pioneer, Samsung and Sharp. These formats are also supported by the DVD Forum.

  • DVD-ROM
    A new type of read-only compact disc that can hold a minimum of 4.7GB ( gigabytes ), enough for a full-length movie. The DVD-ROM specification supports disks with capacities of from 4.7GB to 17GB and access rates of 600 KBps to 1.3 MBps . One of the best features of DVD-ROM drives is that they are backward-compatible with CD-ROMs. This means that DVD-ROM players can play old CD-ROMs, CD-I disks, and video CDs, as well as new DVD-ROMs. Newer DVD players can also read CD-R disks. DVD-ROMs use MPEG-2 to compress video data.

  • DVD-10
    DVD-10 (12 cm, DS/SL) 8.74 gig (9.40 BB), about 4.5 hours

  • DVD-14
    DVD-14 (12 cm, DS/ML) 12.32 gig (13.24 BB), about 6.5 hours

  • DVD-18
    DVD-18 (12 cm, DS/DL) 15.90 gig (17.08 BB), over 8 hours

  • DVD-5
    DVD-5 (12 cm, SS/SL) 4.37 gig (4.70 BB) of data, over 2 hours of video

  • DVD+R DL
    DVD+R DL or called DVD+R9 is a Dual Layer writeable DVD+R. The dual layered discs can hold 7.95 GB or around 8 540 000 000 bytes (called DVD-9)

  • DVD-9
    DVD-9 (12 cm, SS/DL) 7.95 gig (8.54 BB), about 4 hours (a DVD-9 is basically two pressed plastic DVD-5s pressed together, they are not burned)

KB/sec at burn speed setting

Write speed

Data Rate

16X

22,160 KB/s

12X

16,620 KB/s

8X

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Riparare i CD graffiati con il...dentifricio
La guida arriva da Hardware Secrets e propone di utilizzare del semplice dentifricio al posto di costosissimi kit. Basta prendere un batuffolo di cotone, spalmarci un pò di dentifricio e massaggiare accuratamente la zona graffiata del supporto fino a quando i segni non saranno "spariti" (o diminuiti).
Dopodichè lavate bene il CD con un pò d'acqua e asciugate il tutto. Se necessario usate un pò di vasellina partendo dal centro e premendo con cautela.

Il firmware
Il firmware è un programma interno alle unità ottiche che gestisce l'unità stessa, paragonabile al BIOS della scheda madre. E proprio come il BIOS di una scheda madre il firmware di un'unità ottica è aggiornabile, al fine di ottenere migliori prestazioni o risolvere alcuni malfunzionamenti. Ad esempio il firmware contiene una tabella di compatibilità con i vari supporti, in cui vengono specificate le varie velocità sicure per la scrittura del supporto. Spesso accade che se un supporto non è incluso in questa tabella non viene riconosciuto dal masterizzatore, oppure è possibile scriverlo solo a velocità basse (o comunque più basse della velocità massima di scrittura consentita dal supporto stesso). Questo genere di problema è risolvibile proprio tramite l'aggiornamento del firmware. I nuovi firmwares possono essere reperiti presso il sito Internet del produttore dell'unità o presso alcuni specializzati. L'aggiornamento del firmware è un'operazione relativamente semplice, ma è consigliabile seguire le istruzioni riportate sul sito del produttore (o su quello da cui è stato scaricato il firmware) nonché gli accorgimenti indicati in questa guida. Questi accorgimenti sono utili al fine di evitare danneggiamenti all'unità durante l'esecuzione dell'aggiornamento, anche se va rilevato che oggi gli unici danni (peraltro anche gravi) che possono derivare in caso di aggiornamento del firmware sorgono solo se per un qualche motivo viene tolta l'alimentazione all'unità su cui si sta eseguendo l'aggiornamento (ad esempio in caso di caduta della corrente).
In caso si verificassero dei malfunzionamenti e l'aggiornamento fallisse, è possibile tentare un recupero tramite le operazioni descritte successivamente
Aggiornamento fallito? Ecco come resuscitare un drive ‘morto’
L’aggiornamento del firmware può comportare indubbi vantaggi, quali migliori prestazioni ed un’incrementata compatibilità con i supporti con unità in grado di incidere supporti. Tuttavia l’operazione di aggiornamento è molto rischiosa, analogamente all’upgrade del BIOS di una scheda madre o di una scheda grafica. Ciò perché il firmware è l’elemento essenziale di ogni periferica, poiché coordina le attività vitali dell'apparato stesso. Qualora dovesse venire a mancare questo piccolo elemento software, la periferica sarebbe totalmente incapace di eseguire qualsiasi operazione.
Ecco perché diverse unità ottiche non danno segni di vita se un aggiornamento fallisce. Molto spesso non è possibile salvare device danneggiati in questo modo. Se il vostro drive ‘danneggiato’ è basato su un chipset di produzione Ricoh o Mediatek , tuttavia, è possibile ricaricare il firmware senza sostituire la Flash Rom (il chip di memoria nel quale risiede il firmware), operazione peraltro economicamente improponibile (in questi casi è consigliabile l’acquisto di una nuova unità). Quindi, anzitutto, verificate che la parte elettronica del vostro drive sia incentrata su chipset di questi due produttori. Nella rete esistono diverse fonti in grado di chiarire il tipo di chipset senza l’apertura fisica dell’unità. Ad esempio, il sito ceco www.cdr.cz , fronisce informazioni chiare e schematiche, tanto da non far rimpiangere l’adozione della sola lingua ceca. Anche il sito www.cdrinfo.com , importante punto di riferimento in tema di masterizzazione, può risultare molto utile al riguardo.
Se possedete un drive con chipset Ricoh, rimando la spiegazione al secondo paragrafo della guida “Ricoh e relativi prodotti OEM: imporre un firmware all’utility di flashing” . L’intervento implica una modifica non devastante dell’hardware.Se possedete un device basato su chipset Mediatek, non è necessario alcun intervento all’hardware (se non in casi rarissimi). E’ solamente necessario munirsi un’applicazione studiata ad hoc per drive con questi chipset e distribuita in due versioni: MtkFlash (eseguibile in DOS puro) e MtkWinFlash (operante in Windows). Le prima, sebbene più complessa da usare, è notevolmente più stabile della versione di Windows, soggetta a frequenti blocchi. Tuttavia, di seguito è illustrato come procedere con entrambe le versioni. Dopo essersi muniti di tale software (definito ‘flasher’, in quanto atto a scrivere il firmware nella Flash ROM), è necessario reperire il file contenente il firmware. In questo caso, MtkFlash opera solamente con file aventi estensione .bin o .hex. Reperire in rete firmware applicabili con MtkFlash (o MtkWinFlash) è piuttosto facile: ve ne sono diversi nel vasto database del sito specializzato www.firmware-flash.com . Una volta che si è in possesso dei due elementi fondamentali (il flasher ed il file del firmware) si può procedere con l’aggiornamento.
Usare Mtk Flash
Formattate un floppy di avvio MS-DOS e copiate al suo interno l’eseguibile di MtkFlash e i file contenenti il firmware (questi ultimi possono anche essere più di uno). Assicuratevi che il BIOS sia impostato in maniera tale che il floppy preceda l’hard disk nella fase del boot.
MtkFlash, nella sua semplicità, tuttavia, può rivelarsi paradossalmente macchinoso; il solftware a totalmente bsato su riga di comando, essendo avviabile solo in DOS puro. E’ necessario attenersi a questo metodo per usufruire delle funzionalità di MtkFlash:
MTKFLASH X W /B filename.BIN
Tale comando, ovviamente, deve essere preceduto dall’indicazione della directory contenente i file del programma e qualli del firmware da installare nella Flash ROM dell’unità.
Di seguito è spiegato nel dettaglio il significato delle varie indicazioni del comando di cui sopra.
MTKFLASH = Necessario per richiamare l’utility
X = Da rimpiazzarsi con un numero indicante l’indirizzo dell’unità, attenendosi a quanto segue:
1 : Canale Primario, impostazione Master
2 : Canale Primario, impostazione Slave
3 : Canale Secondario, impostazione Master
4 : Canale Secondario, impostazione Slave
W /B = Determina le azioni che MtkFlash deve eseguire, in questo caso scrivere il firmware nella Flash ROM.
filename.BIN = In questo passaggio è necessario indicare i file contenenti il firmware. Di conseguenza qui si dovrà trascrivere correttamente i nomi dei file, (per esempio firmware.bin o firmware.hex ). Nel caso il firmware sia contenuto in più file, è necessario trascrivere i nomi di tutti questi, separati da uno spazio.
Premendo INVIO si avvierà l’operazione di flashing.
E’ necessario prestare attenzione al spazi da trascrivere in riga di comando, un eventuale errore sintattico comprometterebbe la funzionalità dell’utility. Prestare quindi attenzione a questi particolari: fra MTKFLASH e “X”, così come fra W e /B e fra /B e il nome del file, deve essere interposto un solo spazio; lo stesso vale per la trascrizione dei nomi dei file contenenti il firmware, nel caso essi siano più di uno.
Usare MtkWinFlash
La versione operante in ambiente Windows di MtkFlash è denominata MtkWinFlash. Può vantare la praticità che talvolta viene a mancare durante l’uso della versione per DOS e che è sempre apprezzata da chi è alle prime armi. Ma vi sono anche delle controindicazioni, in quanto MtkWinFlash è piuttosto instabile. Avviando il software, si incontra un bivio, che ramifica il programma in due modalità differenti sia per uso che per caratteristiche. Esse sono denominate rispettivamente Atapi Mode e IDE Mode. Il funzionamento della prima ricalca quello di tutti i consueti flasher per Windows, comportando cioè l’indicazione del unità di destinazione semplicemente mediante il nome della stessa. In caso di unità con firmware corrotto o assente, tale modalità è di fatto inutile, perché in questi casi non si ha il riconoscimento dell’unità né dal BIOS né dal sistema operativo. L’IDE Mode, invece, si basa su un funzionamento simile a quello della versione per DOS, agevolato però dai classici menù a tendina di Windows.
Atapi Mode: In Target Drive è necessario indicare l’unità da flashare, selezionabile dal menù a tendina. In Source è necessario indicare i file del firmware, eventualmente usufruendo della funzione Browse (Sfoglia). Quindi cliccare su Flash Drive, in modo da avviare il processo di scrittura della Flash ROM.
IDE Mode: Analogamente a MtkFlash, in Target Drive è necessario indicare numericamente la “posizione” del drive:
1 : Canale Primario, impostazione Master
2 : Canale Primario, impostazione Slave
3 : Canale Secondario, impostazione Master
4 : Canale Secondario, impostazione Slave
In Source, invece, è necessario indicare il file contenente il firmware; anche qui è presente la funzione Browse. Cliccando su Flash Drive è possibile avviare il processo di aggiornamento / scrittura.
Indubbiamente i software sopra descritti sono di indubbia utilità, tanto da poter evitare un eventuale danno economico: benché i masterizzatori abbiano ormai prezzi decisamente bassi, la possibilità di ripristinare la piena funzionalità di un’unità “morta” e sicuramente interessante. Oltretutto, questi semplici programmi permettono di praticare l’overspeed (= aumento della velocità nominale del drive) di diverse unità, benché l’operazione sia sconsigliabile: il guadagno prestazionale è spesso piuttosto ridotto ed, inoltre, l’operazione ha in diversi casi provocato danni irreversibili all’hardware ed ai supporti in esso contenuti.
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MtkFlash: backup del firmware
MtkFlash, inoltre, integra un’utile funzione di backup del firmware attualmente installato nel drive (ammesso che sia presente e non sia corrotto). Si proceda in questo modo:
Digitare in riga di comando tale stringa: MTKFLASH X R /M /B anyname.BIN
Si sostituisca X con un valore numerico rappresentante l’allocazione del drive (vedi sopra). Quindi si indichi in luogo di anyname.BIN il nome del file (di lunghezza massima pari a 8 caratteri) che verrà creato e nel quale sarà salvato il firmware attualmente installato. Premere INVIO per procedere all’estrazione di una copia del firmware dalla Flash ROM. Il file così creato sarà scritto nella directory contenente MtkFlash.

CD & DVD - Come creare un CD di Boot
Un CD di Boot è un CD che permette di avviare un PC e svolgere alcune operazioni fondamentali, quali l'installazione di un sistema operativo o la manutenzione dei dischi fissi. In pratica, un CD di Boot consente di accedere e lavorare su un PC
* privo di sistema operativo
* il cui disco di boot non funzioni più correttamente
* il cui sistema operativo sia corrotto e quindi impossibilitato ad avviare la macchina
Per la creazione di un CD di boot sono necessari:
* un masterizzatore;
* una sorgente dei files di boot (che possa essere stipata nello spazio massimo di 700 MB, la quantità di dati registrabile su un CD normale). Normalmente va benissimo un dischetto di avvio di Windows 98 (che fornisce anche il supporto per l'uso di unità ottiche), che occupa solo 1,44 MB di spazio;
* un programma di masterizzazione per poter scrivere il CD di Boot.
Creata (o trovata) la sorgente di boot, chiamata per convenzione immagine, si può procedere alla creazione del proprio CD di boot. A questo punti si aprono due possibilità: procedere con il metodo "casalingo" oppure scaricare da Internet un programma adatto alla bisogna.
CD di Boot casalingo
Per esemplificare il procedimento di creazione di un CD di Boot riporto le operazioni da compiere con il diffusissimo programma Nero di Ahead software.
All'avvio di Nero si sceglie di creare un CD-ROM (boot). Verrà visualizzata la solita finestra con diverse schede (o linguette). Le schede sono sempre quelle (ed è meglio non armeggiare con i parametri ISO preimpostati), tranne una: la fondamentale scheda "Boot".
La scheda "Boot"
La scheda "Boot" è divisa in due parti. La prima permette di scegliere o una sorgente dell'immagine di boot tra un'unità logica (solitamente A:\ ,il floppy drive in cui si trova il dischetto di boot di Win98) o un'immagine già registrata su disco fisso (perlatro Nero comprende giù un'immagine di boot, perfettamente usabile). Chi scegliesse di usare l'immagine preregistrata di Nero dovrebbe lasciare la dicitura "Italiano" nel campo "Boot Locale". Chi vuole, può fermarsi qui e passare direttamente alla scheda "Burn". La seconda parte della scheda "Boot" è riservata a chi vuol specificare ulteriori parametri:
* Kind of emulation: essenzialmente si riferisce all'unità logica assegnata alla periferica di boot. Scegliendo una delle "floppy emulations" l'unità (ottica) di boot si vedrà assegnare la lettera A, quindi il floppy disk drive del proprio PC diventerà, di conseguenza, B (e da DOS lo si potrà utilizzare digitando B: seguito da invio); utilizzando una floppy emulation è vivamente consigliato emulare un floppy da 1.44 MB. Scegliendo invece "hard disk emulation" l'unità (ottica) di boot si vedrà assegnare la lettera C, quindi tutte le unità logiche presenti su disco fisso scalano di una lettera (C diventa D, D diventa E e così via); questo significa che per usare le varie unità logiche di disco fisso da DOS è necessario digitare (ad esempio) D: seguito da invio. "No Emulation" è un'opzione per utenti esperti che utilizzano drivers propri.
* Boot message: semplicemente un messaggio di benvenuto. Basta digitare nel campo il testo che si vuol veder visualizzare all'avvio della macchina.
* Load sector (hex!): permette di impostare il segmento di memoria in cui caricare i files di boot. Sconsiglio vivamente di armeggiarci. Il numero contenuto in questo campo deve essere espresso in notazione esadecimale
* Number of loaded sectors: permette di impostare quanti settori devono essere caricati in memoria prima di eseguire il boot. Sconsiglio vivamente di armeggiarci.
Dopo aver impostato i vari parametri di boot è sufficiente premere il tasto "New" per vedere la classica finestra di Nero con i due file browsers. Guardando la barra di rimpimento del CD (quella che indica la quantità di dati che verranno scritti su CD) si può notare che lo spazio disponibile sul CD è ancora tanto. In fondo quanto è necessario a rendere un CD un CD di boot è contenuto in circa 1.44 MB, il che lascia a disposizione ancora 698 MB di spazio. In questi 698 MB di spazio è possibile registrare qualsiasi cosa si voglia, purché avviabile da DOS. Tutto questo spazio può essere ottimamente impiegato scrivedo sul CD i programmi diagnostici e di recupero dati per i dischi fissi, ma questo non è il solo utilizzo possibile: dato che lo spazio vuoto su CD non è vincolato ad alcun particolare uso, è possibile crearsi un proprio CD di boot altamente personalizzato.
CD di Boot da Internet
In alternativa alla procedura casalinga appena descritta (che richiede la disponibilità di un dischetto di boot), si può scaricare un'immagine di boot da Internet. I siti che offrono immagini di boot sono molti, e per trovare quello che più aggrada è sufficiente l'uso del proprio motore di ricerca preferito. Ovviamente, una volta scaricata l'immagine è sufficiente masterizzarla tramite un qualsiasi software CD-Writing, ricordando comunque che si deve creare un CD di boot.
Programmi specifici
In rete esistono molti programmi specifici per la creazione di un CD di boot. Questi programmi, peraltro, permettono anche di compiere varie operazioni (installare sistemi operativi, eseguire diagnostiche e recuperi dai dati e così via). Tra i tanti ne segnalo un paio, che si caratterizzano per la presenza di menù iniziali anche personalizzabili:
* Easy Boot http://www.ezbsystems.com/easyboot
* The 911 CD Builder http://www.911cd.net/
Ultimate Boot CD
Tramite questo link (http://wired.s6n.com/files/ubcd/) è possibile scaricare Ultimate Boot CD. Si tratta di un file da circa 50 MB che contiene un file ISO masterizzabile con qualsiasi programma di scrittura CD e che crea un CD di boot con praticamente tutto quello che può servire, tra cui programmi di analisi dei dischi fissi. antivirus e programmi di recupero dati. Ultimate Boot CD si caratterizza per una struttura a menù realizzata in DOS (quindi priva di grafiche, puntatori, icone e quant'altro) che rende questo tool di non immediato utilizzo. Si tratta comunque di uno dei più completi CD di boot scaricabili da Internet.
Preparare il PC al boot da CD
Prima di poter avviare il sistema da CD è necessario impostare il BIOS (Basic Input Output System) in modo tale da avviare la macchina da una periferica ottica. Per far questo è necessario "entrare nel BIOS" tramite la pressione di uno specifico tasto duranete la sequenza di POST (Power On Self Test) che viene eseguita al momento dell'accensione della macchina (in pratica quando viene fatto il check della RAM). Solitamente per entrare nel BIOS si preme il tasto "CANC" durante il check della memoria, ma per avere la sicurezza di premere il tasto giusto conviene leggere attentamente i messaggi che compaiono nel POST, e che di solito indicano quale tasto premere (un esempio: Press <tasto> to enter setup). Anche (e soprattutto) il manuale della motherboard indica il tasto corretto da premere. Ora, il BIOS governa i parametri principali della macchina, e cambiare i parametri sbagliati può portare a malfunzionamenti notevoli, quindi è meglio procedere con i piedi di piombo ricordando che quello che si deve fare è semplicemente cambiare la sequenza di boot. Per farlo è necessario innanzitutto localizzare dove si trovi la relativa impostazione. In molti BIOS ormai c'è una schermata dedicata al boot, e la sequenza si trova proprio lì, quindi è sufficiente portarsi nella relativa schermata e modificare la sequenza, mettendo al primo posto l'unità ottica da cui si vuol eseguire il boot (o l'unica unità ottica consentita, questo dipende dal BIOS). Altre volte, invece, la sequenza di boot è collocata in sezioni più generiche del BIOS, solitamente alla voce "Chipset Setup" o simili. In questi casi o si cerca la sequenza in ogni sottomenù oppure si va a cercare sul manuale della motherboard dov'è collocata. Per quanto attiene, infine, alle modalità pratiche della modifica (quali tasti premere), solitamente è il BIOS stesso a segnalare quali siano i tasti da premere per effettuare modifiche, ma, ancora una volta, il manuale della motherboard fornisce le necessarie indicazioni. Un consiglio spassionato è quello di lasciare nella catena di boot anche il disco fisso con cui si avvia normalmente il PC . Da tutto questo deriva un consiglio amichevole: prima di armeggiare con il BIOS è meglio procurarsi (e leggere) il manuale della motherboard, rintracciabile sul sito del produttore della motherboard stessa. Una volta effettuata la modifica al BIOS in modo che vada a fare il boot da CD, è sufficiente inserire il CD di Boot nel lettore (eventualmente nel lettore o masterizzatore selezionato per il boot), salvare le impostazioni del BIOS e riavviare la macchina (cosa che solitamente avviene in automatico quando si salva il BIOS). Fatto questo, il PC si avvierà usando il CD.

Codec audio e video utilizzati

  Formati video Formati Audio Bit Rate max
DVD Mpeg-2 Dts, Dolby Digital, Mpeg 9,8 Mbit/s
Hd-DVD Mpeg-2, Mpeg-4 AVC, SMPTE VC-1 Dts, Dolby Digital Plus, TrueHD, Dts HD 36 Mbit/s
Blu-Ray Mpeg-2, Mpeg-4 AVC, SMPTE VC-1 Dts, Dolby Digital Plus, TrueHD, Dts HD 54 Mbit/s

Mettere dei videoclip su DVD
E' possibile mettere oltre 99 clip su uno stesso disco?
Anche se i DVD sono ormai di uso comune, spesso la struttura del loro contenuto rimane misteriosa. In fondo, si tratta di una comune serie di file e di cartelle che però devono rispettare un ordine preciso per essere visualizzati correttamente dai lettori da salotto. Per capire meglio quello che abbiamo davanti, la prima cosa che possiamo fare è inserire un DVD video nel nostro computer e osservarne il contenuto tramite l'Esplora Risorse. Notiamo due cartelle, chiamate audio_ts e video_ts. La prima cartella, spesso presente ma vuota, server per mantenere la compatibilità con gli standard più vecchi. Oggi è usata per lo più nei DVD audio. La cartella video_ts, invece, contiene numerosi file, raggruppati secondo il loro nome. Un Video Title Set è composta da 3 file con estensione VOB, IFO e BUP. Ciascuno di questi tre file ha una funzione specifica. Il file VOB contiene di solito audio, video, menu e sottotitoli. Non può essere più grande di 1 GB e il suo nome si presenta nella forma VTS_xx_x.VOB, dove xx rappresenta un numero fra 01 e 99, mentre x indica un numero fra 1 e 9. I file IFO seguono la stessa numerazione e contengono le informazioni relative alle scene, ai programmi e alle definizioni dei pulsanti. I file BUP, invece, sono duplicati dei file IFO che vengono usati solo se quelli principali sono danneggiati. In teoria, è possibile generare fino a 9 titoli, ciascuno dei quali con 99 sottotitoli. Il limite pratico dei 99 contenuti per DVD dipende quindi da come vengono realizzati programmi commerciali, che spesso si limitano a supportare un solo titolo. Per potere sfruttare appieno la potenza dei DVD senza ricorrere a complessi stratagemmi, dovremmo quindi utilizzare software di authoring più evoluti ma anche molto più costosi e per questo di solito riservati agli studi e ai professionisti del settore.

Struttura logica di un DVD Video
Ci sono due cartelle:
AUDIO_TS
VIDEO_TS
La prima, non sempre presente, è destinata a contenere i dati audio dei DVD audio, non ancora molto diffusi. La cartella VIDEO_TS contiene tutti i dati video suddivisi in una serie di file più o meno lunga, i file hanno tre estensioni differenti: IFO, BUP, VOB.
I file di tipo IFO contengono informazioni sui capitoli, sui sottotitoli e sull'audio; sono indispensabili per collegare le varie parti del file: introduzione, menu, capitoli del film.
I file di tipo BUP sono semplicemente copie di riserva dei file IFO, infatti hanno le stesse dimensioni. Vengono utilizzati nel caso non fosse possibile, a causa del danneggiamento del DVD, leggere il file IFO.
I file di tipo VOB, infine, contengono il video vero e proprio e sono di gran lunga i più corposi, in essi trovano posto anche i sottotitoli, l'audio e i menu. I file VOB hanno dimensioni massime di 1Gb, se il film, come in genere accade, non può essere contenuto in 1 Gb viene suddiviso in diversi file VOB contraddistinti da un numero progressivo.
Esaminiamo nel dettaglio questi files:
VIDEO_TS.IFO contiene le informazioni sul primo video da avviare all'introduzione del DVD nel lettore.
VIDEO_TS.VOB i dati video che vengono visualizzati per primi.
VIDEO_TS.BUP backup di VIDEO_TS.IFO
VTS_01_0.IFO informazioni riguardanti il primo blocco di dati del film
VTS_01_0.BUP backup di VTS_01_0.IFO
vts_01_0.VOB il primo blocco di dati video, generalmente i menu del film, la sua dimensione èminore degli altri file VOB presenti.
VTS_01_1.VOB contiene il video del film, le sue dimensioni sono generalmente di 1 Gb
VTS_01_2.VOB contiene il video del film, le sue dimensioni sono generalmente di 1 Gb.
VTS_01_x.VOB contiene il video del film, le sue dimensioni sono generalmente di 1 Gb.
Questi file sono numerati in ordine progressivo, generalmente 6 o 7
VTS_02_0.IFO contiene i dati extra del film
VTS_02_0.BUP backup di VTS_02_0.IFO
VTS_02_0.VOB contiene i menu degli extra
VTS_02_x.VOB contiene il video dei contenuti extra
Il numero di file presenti ovviamente varia da film a film. Ci possono essere un massimo di 99 titoli (da VTS_01 a VTS_99) e un massimo di 9 VOB per ogni titolo. La capienza massima dei DVD commerciali della presente generazione è di circa 9 Gb.


Glossario dei CD

Cd-Rom (Compact Disc Read Only Memory)
cd leggibile e non scrivibile

CD-R (Compact Disk Recordable)
supporto registrabile solamente una volta in modalità monosessione, o in più sessioni

CD-RW (Compact Disk Rewriteable)
questo tipo di supporto può essere cancellato e riscritto

CD-Rom UDF
il file system Udf può essere utilizzato senza disporre di nessun driver speciale.

CD-Rom UDF/ISO
in questo formato un cd contiene sia dati Udf che Iso 9660.

Cd-Rom HFS
si chiamano così i CD con il file system leggibile dai Macintosh

Cd-Text
un particolare tipo di supporto audio, sul quale possono essere inserite informazioni, sino a 5000 caratteri, nella TOC

Cd Extra Enhanced Music-CD
un disco multisessione che include tracce audio in una sessione e dati in un'altra.

Cd-DA o Cd-Audio (Compact Disc Digital Audio)
permette la memorizzazione di tracce audio, a 44.1 kHz e 16 bit stereo

Cd-Rom Xa (Cd-Rom Extended Architecture)
è un'estensione dei normali cd-rom, a metà tra le specifiche dello Yellow Book e il formato Cd-I

Cd Mixed Mode
Simile al formato Cd Extra, include sia tracce audio e dati (registrati nella traccia 1)

Video CD
si basa su un file system Iso e consente di creare Cd con un film in formato digitale

Cd-Rom di Boot
è composto da una traccia di avvio e una traccia Iso 9660, il suo utilizzo principale è quello di avviare il computer da Cd per l'esecuzione di particolari programmi o l'installazione di un nuovo sistema operativo.

Cd Ibrido
gli "ibridi" contengono dati sia in formato Hfs che Iso 9660.