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Documentazione riguardo i GPS: Vedi

GPS (Global Positioning System)

Come funziona il ricevitore GPS
Ecco come si instaura la comunicazione fra il ricevitore e i satelliti, con un sguardo anche al DGPS
Tutti i comuni sistemi di navigazione veicolare così diffusi nei negozi a prezzi in continua erosione sono basati su una raffinata tecnologia di radiolocalizzazione satellitare denominata GPS: Global Positioning System. In estrema sintesi, il sistema GPS consente a un utente dotato di apposita strumentazione di conoscere con ottima precisione la propria posizione sulla superficie della Terra.
La “strumentazione” necessaria all’utente per fruire del servizio è un ricevitore GPS (spesso si parla anche di sensore GPS) che elabora i segnali ricevuti da alcuni dei satelliti su cui si basa il sistema, ed effettua i calcoli necessari per desumerne la propria posizione. L’informazione posizionale determinata dal ricevitore viene poi resa disponibile al software applicativo per gli impieghi desiderati: l’esempio più classico è ormai quello della navigazione veicolare. Sfatiamo subito la leggenda metropolitana secondo cui con il GPS “i satelliti sanno dove ci troviamo”, e quindi l’uso di un ricevitore GPS sarebbe un rischio per la privacy. A differenza di quanto avviene con i telefoni cellulari, con i quali, per la natura stessa della rete, è presente e anzi sfruttata la possibilità di localizzare i terminali purché vengano tenuti accesi, con i GPS questo è impossibile.
Innanzitutto, la comunicazione è unidirezionale: i sensori GPS non trasmettono segnali ai satelliti (fra l’altro, non avrebbero né una potenza né un’antenna adatte per farlo), ma funzionano solo come ricevitori. Si potrebbe quindi pensare che siano i satelliti a comunicare a ogni ricevitore in ascolto la sua posizione. Eppure non sono i satelliti a dire al ricevitore qual è la sua posizione, perché non la conoscono; anzi, i satelliti non sono nemmeno a conoscenza dell’esistenza stessa o del numero di ricevitori attivi. Ogni satellite trasmette continuamente un unico segnale che è, quindi, identico per tutti i ricevitori in ascolto. Devono essere i ricevitori, collocati in luoghi diversi, a ricostruire le proprie rispettive posizioni sulla base dei segnali ricevuti, che sono gli stessi per tutti. È possibile fare ciò abbinando una tecnica di elaborazione digitale dei segnali a un procedimento di triangolazione. Innanzitutto, i segnali emessi da ciascun satellite sono riconoscibili da quelli emessi dagli altri satelliti della costellazione. Il ricevitore capta quindi impulsi che rileva come provenienti da punti distinti dello spazio orbitale terrestre. Nel segnale che emette ripetendolo continuamente, ogni satellite include le seguenti informazioni basilari: la propria identità; la propria posizione; l’ora esatta rilevata con la massima precisione nel momento in cui il segnale viene emesso dal satellite. Se il ricevitore dispone anch’esso di un orologio precisissimo, dal confronto fra l’ora di emissione del segnale e l’ora di ricezione esso potrà rilevare il tempo (brevissimo, ma misurabile) che il segnale ha impiegato per percorrere la distanza fra il satellite e il ricevitore stesso. Da questa misura, e tenendo conto della velocità di propagazione delle onde radio, è possibile ricavare la distanza che separa il ricevitore dal satellite che ha emesso il segnale. Ripetendo questo calcolo per ognuno dei satelliti di cui sta captando i segnali, il ricevitore riesce a farsi un’idea delle N distanze fra sè e gli N satelliti “in vista”. Poiché le onde radio si propagano in aria a una velocità di circa 300.000 km/s, a titolo di esempio, se il ricevitore è in grado di apprezzare ritardi di un milionesimo di secondo nei segnali ricevuti potrà determinare la propria distanza dal satellite con un’approssimazione di un terzo di chilometro (circa 300 metri). Per avere una precisione metrica maggiore occorre avere una sensibilità al ritardo ancora migliore. Per quanto possa sembrare arduo, si tratta di una prestazione largamente alla portata delle tecnologie attuali: un chip digitale operante al clock di 1 MHz esegue calcoli, confronti, elaborazioni un milione di volte al secondo e, com’è noto, sul mercato esistono chip con un clock oltre 1.000 volte maggiore, superiore cioè a 1 GHz (un miliardo di operazioni elementari al secondo). Se il ricevitore GPS è riuscito a determinare la propria distanza da N satelliti in vista, allora si può effettuare una normale triangolazione per risalire alla propria posizione. Il principio è semplice: se un luogo L si trova sulla superficie terrestre, conoscendo la sua distanza da tre punti A, B e C le cui coordinate sono note, è possibile dedurre con semplici calcoli la posizione di L. Se lo stesso si potesse fare nel caso del GPS, basterebbe conoscere la propria distanza da 3 satelliti per risalire alla propria posizione. Tuttavia, per una localizzazione accurata e comprensiva dell’altitudine, sono in realtà richiesti almeno 4 satelliti. Questo per vari motivi fra cui, fondamentale, il problema della precisione dell’orologio del ricevitore, che deve essere accurato quanto quello dei satelliti, se si vuole poter fare un confronto preciso dei tempi per ottenere stime precise delle distanze. Poiché è naturalmente impensabile, per ragioni di costo, di peso e di ingombro, che ogni ricevitore contenga un orologio atomico, per ricostruire l’ora esatta a bordo del ricevitore occorre dell’informazione temporale ridondante con la quale estrapolare l’ora nel ricevitore. Proprio l’uso di un quarto satellite concorre a fornire tale ridondanza. Vedendo la questione da un punto di vista più astratto, puramente matematico, il ricevitore deve risolvere un sistema di 4 incognite – latitudine, longitudine, altitudine e tempo – e per farlo gli occorrono 4 equazioni: 3 non sono sufficienti. Occorre quindi ricevere il segnale da almeno 4 satelliti. In considerazione della frequenza su cui i satelliti emettono i propri segnali, e della bassa intensità con la quale questi arrivano a terra, per poter ricevere bene il segnale da un satellite è quasi necessario che questo sia direttamente “in vista”, senza ostacoli che possano interferire (costruzioni, montagne, perfino alberi fitti). Per dare una ragionevole garanzia che si possano sempre vedere almeno 4 satelliti da qualunque luogo, ne è stato posto in orbita un numero sufficientemente alto avendo cura di distribuirne le posizioni in modo uniforme. Da sottolineare che i satelliti GPS non sono geostazionari (per poterlo essere dovrebbero orbitare a una distanza media di 36.000 km). Si tratta invece di satelliti “a bassa quota”, in continuo movimento rispetto alla Terra. La loro posizione rispetto a un osservatore fisso cambia incessantemente, ed è questo il motivo per cui ogni satellite, nei segnali che manda, deve innanzitutto includere informazioni sulla propria posizione istantanea. In caso contrario, analizzando i segnali captati, il ricevitore potrebbe sì stabilire la propria distanza dai satelliti, ma non conoscendo la loro posizione non potrebbe effettuare la triangolazione per desumere la propria. Complessivamente, la costellazione di satelliti GPS comprende 21 satelliti in servizio regolare più 3 satelliti di riserva. Sono distribuiti su 6 orbite ellittiche spaziate fra loro di 60° e inclinate di 55° sul piano equatoriale; vi sono almeno tre satelliti (equidistanti) su ogni orbita. Una rivoluzione completa richiede 12 ore, e la distanza media dalla Terra è di circa 20.000 km.
Questa disposizione dei satelliti fornisce la garanzia geometrica che almeno 4 satelliti risultino sempre visibili ad almeno 15° sopra l’orizzonte. Di fatto, risultano spesso visibili fra i 5 e gli 8 satelliti. Molto simili anche le costellazioni utilizzate dai sistemi “concorrenti” del GPS, ossia il russo GLONASS (24 satelliti, probabilmente non tutti operativi, a una quota di 19.100 km) e l’europeo GALILEO, che dovrebbe entrare definitivamente in servizio nel 2008 (30 satelliti orbitanti a una quota di 24.000 km). Come si è visto, tutto il sistema si regge sull’estrema accuratezza con cui è conosciuta l’ora a bordo dei satelliti e del ricevitore. Basti pensare che se uno degli orologi avesse un errore di un millesimo di secondo, a causa della velocità di propagazione delle onde radio questo basterebbe a provocare un errore di localizzazione di circa 297 km! Per evitare simili errori si è quindi fatto ricorso ai dispositivi più precisi a nostra disposizione per misurare il tempo. A bordo di ogni satellite in orbita sono stati infatti installati ben quattro orologi atomici (due al rubidio e due al cesio), la cui sincronizzazione reciproca è periodicamente verificata dal centro di controllo a terra.
Il Differential GPS (DGPS)
Comprensibilmente preoccupato per motivi di sicurezza dalla “eccessiva” precisione raggiungibile dal sistema GPS fin dal suo esordio, il Dipartimento della Difesa americano previde un sistema di degradazione intenzionale della precisione (Selective Availability) che consentisse ai ricevitori “non militari” prestazioni ancora sufficienti per molte applicazioni di interesse pratico, ma sensibilmente inferiori a quelle teoriche. Dopo l’introduzione della Selective Availability (SA), l’errore del sistema crebbe a livelli talmente alti da stimolare la ricerca di soluzioni per compensarlo. Risultò presto chiaro che ciò sarebbe stato possibile con uno schema ingegnoso, detto GPS differenziale (DGPS), che richiede l’uso di almeno 2 ricevitori GPS, uno, F, posizionato stabilmente in località fissa L con coordinate note, l’altro, M, mobile, da usare normalmente in una generica posizione P. Se i due ricevitori non sono troppo lontani l’uno dall’altro, essi si troveranno più o meno nelle stesse condizioni atmosferiche, vedranno gli stessi satelliti e riceveranno gli stessi segnali. Entrambi, quindi, potranno effettuare i consueti calcoli sulla base dei segnali ricevuti e determinare la propria posizione, “inquinata” dall’errore E dovuto alla SA. Se consideriamo in prima approssimazione che questo errore E sia uguale per entrambi i ricevitori, possiamo sfruttare questa circostanza per correggere l’errore del secondo ricevitore. Infatti, la posizione data dal GPS F è pari alle coordinate “reali” L più l’errore E. Ma le coordinate di L, come detto, sono note. Quindi, sottraendole alla lettura del GPS F, si ottiene per differenza proprio l’errore E. A questo punto, se F comunica l’errore E al secondo GPS M, quest’ultimo dovrà semplicemente sottrarre E dalla propria lettura per ottenere la propria posizione esatta, al netto dell’”inquinamento” dato dalla SA! Si noti che questo schema può servire non solo a compensare la SA (che, peraltro, dal maggio 2000 è stata definitivamente disattivata), ma anche gli altri errori naturali del sistema: non si tratta quindi di un trucco illegale per “pirati”, ma di un intelligente metodo generale per migliorare la precisione del GPS. E infatti oggi è ufficialmente sfruttato da diversi sistemi che in tutto il mondo sono stati sviluppati per migliorare la precisione nei porti, negli aeroporti e così via. I segnali DGPS possono essere trasmessi da stazioni a terra, o meglio ancora da satellite, sulle stesse frequenze dei satelliti GPS: questa seconda soluzione è quella che garantisce la copertura geografica più ampia. I principali sistemi satellitari che implementano il concetto del GPS differenziale (D-GPS) sono l’americano WAAS (Wide Area Augmentation System), in servizio dal luglio 2003, e l’europeo EGNOS (European Geostationary Navigation Overlay Service), entrato in fase finale di test. Anche il Giappone sta sviluppando un suo sistema assai simile: è denominato MSAS. Questi sistemi differiscono dal GPS in quanto coprono solo certe aree ben precise (il Nord America per WAAS, l’Europa per EGNOS, il Giappone per MSAS) usando un piccolo numero di satelliti geostazionari (in genere due o tre), anzichè un gran numero di satelliti in orbita bassa. Tali satelliti trasmettono i dati per la correzione sulle stesse frequenze dei satelliti GPS, e per questo possono essere captati dagli stessi ricevitori GPS senza che siano necessarie modifiche hardware alla sezione radio. Occorre solo che il software del ricevitore sia predisposto per interpretarli. Il costo industriale per produrre ricevitori che supportino il DGPS è quindi minimo. Grazie ai segnali correttivi DGPS, che vengono ricevuti insieme ai segnali GPS, il ricevitore non deve fare altro che sottrarre l’errore alle coordinate determinate in base alle informazioni GPS, per ottenere una stima precisissima della posizione: la precisione orizzontale e verticale ottenibile con sistemi DGPS è talmente alta da risultare sufficiente, in caso di necessità, per supportare sistemi di atterraggio strumentale negli aeroporti.


Un navigatore satellitare basa il suo principio di funzionamento sulla ricezione di un segnale irradiato da una costellazione di satelliti attorno alla terra. Questo sistema prende il nome di GPS. Nato inizialmente per motivi militari e successivamente declassato ad uso civile, il Global Positioning System è un sistema di rilevazione della posizione composto da 24 satelliti (21 attivi e 3 di riserva) in orbita attorno alla terra a una quota di circa 20.000 km. Il segnale irradiato e la posizione dei satelliti premettono di determinare la propria posizione sulla superficie terrestre, anche a diverse quote, grazie a un dispositivo in grado di ricevere ed elaborare il segnale (il navigatore, appunto). Non c'è possibilità di restare "al buio" poichè la geometria della costellazione di satelliti mette in visibilità contemporaneamente almeno 5 satelliti ed è quindi possibile ricevere il segnale in qualunque punto della terra, dai poli all'equatore, dal deserto alla città. Naturalmente il sistema dei satelliti CPS non è abbandonato a se stesso. Esistono varie stazioni di controllo a terra che tengono costantemente sotto osservazione l'orbita e la sincronizzazione di ciascun satellite, per garantire sempre il corretto funzionamento del sistema. Le posizioni dei punti sono determinate da informazioni codificate, essenzialmente con particolari segnali di sincronizzazione, trasmesse dai satelliti. Ogni satellite GPS trasmette un proprio segnale su due bamnde di frequenza: L1 a 1.57542 GHz e L2 a 1.22760 GHz. Il segnale del satellite è costituito dalla portante (L1 o L2) modulata da un codice standard, chiamato C/A code, da un codice preciso, chiamato P code, e dai "messaggi di navigazione" che contengono, tra l'altro, le coordinate del satellite in funzione dell'epoca, Broadcast Ephemerides. L'uso del C/A permette precisioni di posizionamento in tempo reale dell'ordine dei 10 metri, mentre con il codice P si raggiunge la precisione del metro. Dopo elaborazione le precisioni sono dell'ordine di una parte per milione (1 ppm) per basi che vanno dal chilometro fino al migliaio di chilometri. La portante L1 è modulata con tutti e due i codici, mentre L2 solo con il codice P. Tutti e due contengono i messaggi di navigazione (per il calcolo della correzione per la rifrazione ionosferica), i parametri orari e lo stato del satellite. Il ricevitore è dotato di un orologio molto preciso, sincronizzato con il tempo del sistema GPS.

La costellazione GPS(21 satelliti più 3 di supporto, su 6 piani orbitali con inclinazioni di 55°, altitudine di 20000 Km, periodi orbitali di 12 ore )

Cosa è il GPS e come funziona
Il Global Positioning System (GPS) è un sistema di satelliti di proprietà del Governo degli Stati Uniti che "forniscono" ininterrottamente, informazioni di posizionamento e navigazione estremamente accurate.
Si tratta di 24 satelliti (in realtà 21 sono attivi e 3 di riserva in caso qualcuno dei 21 cessi la sua attività), 12 per emisfero, orbitanti intorno alla Terra su 6 piani, 4 per ogni piano, alla quota di circa 20.200 km, distanti tra lori di un angolo di 60 gradi (6 x 60 gradi = 360 gradi) e formanti un angolo di 55 gradi rispetto al piano equatoriale. 
I satelliti G.P.S. generano due diversi segnali di tipo numerico, che vengono chiamati L1 ed L2, alle frequenze rispettivamente di 1,5 e 1,2 GHz circa, dei quali il primo serve per la localizzazione grossolana, quella di tipo civile, e l'altro per la localizzazione più precisa, di tipo militare.
Il primo segnale consente la determinazione della propria posizione con la precisione di circa 300 metri, il secondo invece, con la precisione di 50 cm.
Mentre il primo segnale è trasmesso in chiaro, il secondo, invece, è trasmesso in codice segreto e non è accessibile se non al Ministero della difesa degli Stati Uniti che lo utilizza esclusivamente per la propria sicurezza e non lo rende noto a tutti per evitare che possa essere utilizzato contro gli interessi degli Stati Uniti da criminali o da Stati nemici.
Essi trasmettono costantemente dati numerici che comprendono le proprie coordinate X, Y, Z, e l'istante esatto T di trasmissione.
I ricevitori GPS a terra captano le informazioni ricevute da tre a dodici satelliti determinando così la localizzazione precisa del ricevitore stesso. Il principio base è quello della trilaterazione: conoscendo la distanza da più punti di coordinate note, si può calcolare la propria posizione così come la velocità e la direzione verso cui si sta muovendo. 
Infatti, noto l'istante T1 trasmesso dal satellite in cui è partito il segnale, e l'istante T2, indicato dall'orologio locale, in cui il segnale è stato ricevuto a terra, si conosce il tempo impiegato a percorrere la distanza dal satellite al ricevitore, ed essendo la velocità della luce c, nota, la distanza D del satellite dal ricevitore risulta:

D = c (T2 - T1)

La conoscenza della distanza da un solo satellite è un dato del tutto insufficiente per determinare la propria posizione e analogamente non è sufficiente conoscere la distanza da due satelliti; infatti, l'intersezione di due sfere di raggio noto, cioè le distanze calcolate, dà luogo ad un cerchio e non ad un punto. Soltanto l'intersezione di quattro sfere di raggio noto, invece, consente con certezza, di determinare una posizione univoca nello spazio, il che spiega perché è necessario aspettare del tempo, anche se tratta di minuti, per elaborare i dati, in quanto bisogna aspettare il passaggio di almeno quattro satelliti ed avere anche il tempo di effettuare numerosi calcoli ed approssimazioni successive. I dati del quarto satellite, infatti, oltre a rendere univoca la soluzione al sistema di quattro equazioni in quattro incognite (X, Y, Z, T, cioè le tre coordinate indicanti la posizione geografica dell'utente fornito di ricevitore, più il tempo proprio che è indispensabile per determinare con grande precisione le distanze dei satelliti, distanze che costituiscono i dati di partenza), consentono di correggere il valore del tempo proprio del ricevitore per mezzo dei tempi dei quattro satelliti.
Le prime applicazioni del sistema GPS sono state nel settore della navigazione. 
Lo stesso principio della localizzazione unita alla presentazione cartografica è alla base anche dei sistemi di navigazione pensati per le automobili. 
In questo ambito però, il guidatore automobilistico più che alla semplice informazione istantanea sulla sua posizione è interessato a conoscere la via da percorrere per arrivare al meglio alla sua destinazione finale, è interessato ad informazioni a corredo come per esempio a che distanza è il successivo distributore di carburante oppure dove si trova la pizzeria più vicina. I sistemi di navigazione per auto, quindi, sono generalmente più complessi di quelli per barche, non tanto nella tecnica di ricezione del segnale Gps, ma nella presentazione e integrazione del dato misurato con tutta una serie di informazioni supplementari. Attualmente tutti i sistemi di navigazione per auto utilizzano un apparato elettronico per la ricezione del sistema Gps che, oltre all'antenna nascosta o integrata nella vettura, dispone di un lettore di Cd-Rom. Il Cd-Rom contiene tutte le informazioni cartografiche e di contorno relative alla zona in cui ci si trova. Le informazioni per il guidatore vengono riportate su di un display grafico nell'abitacolo ed eventualmente ripetute tramite un sintetizzatore vocale. 
Per la gestione delle informazioni GPS fornite dai satelliti, la TIM ha creato un'infrastruttura di stazioni permanenti (progetto GEOTIM). 
La struttura di una stazione permanete comprende un ricevitore, un'antenna e un Server locale. 
L'antenna ed il ricevitore GPS sono collegati tramite cavo coassiale di una lunghezza non superiore ai 50 metri (nel caso di distanza maggiore tra antenna e ricevitore sarebbe stato necessario ricorrere a stadi di amplificazione/rigenerazione del segnale).
Il ricevitore GPS dispone di un ingresso dati e di tre porte di comunicazione come: 
P1 - per il trasferimento delle misure così come ricevute dai satelliti verso il DataBase locale su Hard Disk; 
P2 - per il trasferimento dei dati di correzione differenziale verso la PGL (Piattaforma Gestione Localizzazione);
P3 - per il trasferimento degli allarmi verso il server.

 

Links utili: http://www.gpscomefare.com/


Reflection Geometry


Glistening Zone

GPS

I satelliti nella costellazione GPS bombardano costantemente la terra con segnali radio. Questi segnali sono captati dai ricevitori GPS sulla terra, per essere utilizzati da chiunque per la navigazione, guida dei missili, studi sulla crosta terrestre.
Per quanto, parte dei segnali è riflesso dalla faccia della terra verso lo spazio. Il segnale riflesso è molto debole.

Un veicolo spaziale, posizionato nell'orbita terrestre, può misurare simultaneamente i segnali GPS diretti e riflessi, e i dati possono essere utilizzati per dedurre informazioni circa la riflessione (per esempio, il riflesso della faccia della terra e il riflesso degli oceani)

Tutti i segreti del GPS
Il Global Position System (GPS) è un sistema che permette di calcolare la posizione, in cui il ricevitore si trova attraverso un'operazione di triangolazione. E' basato su 24 satelliti che orbitano intorno alla Terra e che forniscono costantemente la loro posizione nello spazio. E' stato creato dagli Stati Uniti per fini militari ma viene oggi usato anche per scopi commerciali. Il funzionamento è molto semplice. Il ricevitore GPS calcola le coordinate in cui si trova basandosi sulla distanza che lo separa dai satelliti. Il ricevitore è dotato di un orologio sincronizzato con quello atomico presente sui satelliti. Questi emettono un segnale in modo sincrono col ricevitore ma, per via della distanza, viene ricevuto con un certo ritardo. Questo ritardo moltiplicato per la velocità del segnale fornisce la distanza tra ricevitore e satellite. Un satellite permette di rilevare la posizione su una sfera che, interseca col globo terrestre, dà una circonferenza, che, intersecata con la prima, identifica due punti. Un terzo satellite permette di identificare in modo univoco il punto in cui ci troviamo. Per calcolare la posizione sulla superficie terrestre, quindi, occorrono almeno 4 satelliti: 3 per il calcolo del punto e 1 per l'errore dell'orologio.

Le regole d'oro per usare al meglio il GPS

  1. Per catturare il segnale dei satelliti è importante trovarsi doverosamente all'aperto: sono necessari almeno 4 satelliti per calcolare la posizione e ostacoli molto alti potrebbero impedirlo.
  2. Quando si usa il GPS in auto, assicurarsi che il parabrezza non sia schermato: alcune auto lo adottano per ridurre il riscaldamento provocato dall'irradiazione solare che impedisce anche di ricevere il segnale dei satelliti
  3. Se il software di navigazione non riesce a calcolare il percorso può dipendere dal fatto che ci troviamo in un punto che non è presente sulle mappe. Spostiamoci, quindi, su una strada principale e ripetiamo l'operazione.
  4. Usare un'antenna esterna se si usa il navigatore in auto in modo da posizionarlo più vicino al conducente e rendere più agevole la visualizzazione delle informazioni sul display.
  5. Aggiornare le mappe di navigazione ogni 2-3 mesi, se possibile. Spesso le strade subiscono cambiamenti, perciò rendono inutile il percorso calcolato dal GPS
  6. Non importare mappe troppo grandi (non superare la risoluzione 2000x2000 pixel).
  7. Quando si calibra una mappa sul telefonino fare attenzione al formato delle coordinate: usare quelle sbagliate, renderebbe impossibile la localizzazione geografica con il GPS
  8. Per migliorare la visualizzazione delle informazioni durante le ore diurne impostare la luminosità del display al massimo. Durante la guida notturno, mettere la visualizzazione notturna, eviterà di essere abbagliati dalla luce forte emessa con la visualizzazione diurna. Quando lo si usa in auto è consigliabile ricorrere all'alimentazione esterna attraverso l'accendisigari.

Guida all'Acquisto di Dispositivi GPS
Chiunque può aiutarti a trovare un indirizzo specifico, ma i dispositivi GPS (Global Positioning System) rappresentano un modo estremamente comodo per individuare con precisione la posizione in cui ti trovi. Puoi iniziare il tuo viaggio trovando su eBay il dispositivo GPS che meglio soddisfa le tue esigenze

Scopri i vantaggi di un dispositivo GPS
I dispositivi GPS prodotti da aziende quali Garmin, Magellan, TomTom, Navman, Cobra e Lowrance funzionano in qualsiasi luogo del mondo, 24 ore al giorno e con qualsiasi condizione climatica. Una volta acquistato un GPS, potrai usarlo liberamente, senza sottoscrivere alcun servizio: tutto ciò che ti serve è una porzione di cielo visibile.
I dispositivi GPS ricevono i dati da una rete di satelliti in orbita geosincrona intorno alla Terra e utilizzano tali informazioni per calcolare la posizione precisa in cui ci si trova. Ricevendo i dati da tre satelliti, i GPS sono in grado di calcolare latitudine e longitudine. Con un quarto satellite, possono calcolare anche l'altitudine.
I GPS vengono utilizzati ovunque siano necessari dati precisi che facilitino gli spostamenti.

Scopri qual è il GPS più adatto a te
I dispositivi GPS possono essere suddivisi in tre categorie:

Scopri quali sono le funzioni più utili di un GPS
I dispositivi GPS offrono una vasta gamma di funzioni e opzioni.

Gli accessori per il tuo GPS
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Formati dei Punti di interesse nei navigatori satellitari

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