Hard Disk
(Qualunque errore presente nei sottostanti links, non è di mia competenza)
Il simbolo ~ si ottiene premendo ALT + 0126 (del tastierino numerico)
Alcuni link che hanno il simbolo ~, possono risultare errati. Basta copiare
l'indirizzo proposto e copiarlo nella barra degli indirizzi del Browser.

 

Pianificare la partizione di un hard disk (Vedi)
Utente medio
Usa programmi per scrivere lettere e, solo di tanto in tanto, memorizza foto, brani musicali o film.

Unità C Unità D Unità E
Windows e le applicazioni Dati Backup

Utente sensibile alla sicurezza
Vuole navigare in Internet, in tutta sicurezza e prova spesso programmi senza per questo essere disposto a mettere in pericolo Windows. Per questo una buona idea è una partizione extra con un secondo Windows.
L'alternativa potrebbe essere la soluzione con due dischi fissi con cassetti removibili

Unità C Unità D Unità E Unità F
Windows e le applicazioni Dati Windows e le applicazioni Backup

Utente con molti programmi
Usa molte applicazioni per lavoro. Meglio pensare di installarle in un'apposita partizione. In caso contrario quella di Windows potrebbe riempirsi in fretta.
Teniamo presente che la maggior parte delle applicazioni andranno comunque reinstallate in caso di formattazione del disco

Unità C Unità D Unità E Unità F
Windows Applicazioni Dati Backup

Utente con molti file video, foto e musica
Di solito film, foto e file musicali sono abbastanza pesanti. Ecco perchè converrebbe metterli al sicuro in un'apposita partizione. Va da sè, che questa deve essere sufficientemente grande.

Unità C Unità D Unità E Unità F
Windows e le applicazioni Dati Video/Musica/Foto Backup

Videoediting con due hard disk
La soluzione ideale per lavorare con grandi file video è quella di installare un secondo disco fisso. E memorizzare in una partizione del primo i file originali.

Disco 1
Unità C Unità D Unità E
Windows e le applicazioni Dati Video Originali

 

Disco 2
Unità F Unità G
Video modificati Backup

Partizioni e velocità del disco
E' meglio avere un'unica partizione o più partizioni su un disco?
I dischi fissi di ultima generazione sono sempre più generosi in termini di gigabyte.
La domanda che ci si pone è se convenga o meno partizionare lo spazio a disposizione ed eventualmente quale criterio adottare. Oltre ad un discorso pratico legato a come organizzare i nostri dati e programmi sul disco fisso pochi sanno che a monte esiste anche un discorso legato alle prestazioni dell'unità di massa e quindi dell'intero sistema. E' fuori discussione che poter salvare i nostri documenti su una partizione che non sia quella principale semplifica eventuali e drastici interventi di manutenzione quali, su tutti, la formattazione. La partizione del disco in unità più piccole offre il vantaggio di ridurre il tempo di accesso ai dati con un conseguente aumento delle prestazioni del sistema. Una delle soluzioni più logiche da adottare è quella di creare una partizione principale da 40/50 Gb sulla quale memorizzare il sistema operativo e gli applicativi in uso sul pc e sfruttare il restante spazio per il salvataggio di tutti i documenti in un'unica partizione o comunque in un numero limitato di partizioni.

Questione di ponticelli
Quando acquistiamo un nuovo hard disk con interfaccia IDE e decidiamo di montarlo da soli, può capitare che questo non venga "visto", ovvero non sia riconosciuto dalla scheda madre. Non abbiamo configurato in maniera corretta i jumper.
Sul retro del disco è presente una serie di pin che può essere collegata utilizzando un ponticello (detto anche "jumper"). A seconda di dove inseriamo il ponticello (utilizziamo come riferimento lo schema riprodotto sull'etichetta presente sul disco), si stabilisce la priorità tra dispositivi connessi allo stesso cavo IDE. In pratica l'unità con priorità maggiore viene configurata come Master, l'altra come Slave. Se al cavo non è connessa alcuna periferica, impostiamo il disco come Master. In caso contrario, impostiamo l'hard disk come Master o Slave, utilizzando la configurazione non utilizzata dall'altra unità.
(Di solito i dischi fissi sono già pre-configurati come Master)

Meglio EIDE o SATA?
I dischi rigidi oggi in commercio nelle due tecnologie hanno prestazioni molto simili.
Scegliere tra SATA 150 e SATA300  non cambia molto... La causa dal tipo di bus.

  S-ATA150 S-ATA300
Velocità di trasferimento durante la lettura continua dei dati 65,00 megabyte al secondo 65,04 megabyte al secondo
Velocità di trasferimento durante la scrittura continua dei dati 65,00 megabyte al secondo 65,04 megabyte al secondo.

Retrocompatibilità dei dischi fissi Serial Ata II
E' possibile installare su un controller S-ATA (I) un disco fisso S-Ata (II)?
La differenza tra gli standard Serial Ata I e II riguarda la velocità di trasferimento dei dati: 150 Mbit/s per la prima versione e 300 Mbit/s per la seconda. Il raddoppio della banda di trasferimento dei dati non si traduce in un aumento delle prestati nell'uso pratico, in quando i dischi attuali non sono in grado di saturare nemmeno la banda messa a disposizione dal S-Ata I. In linea di massima non vi sono controindicazioni nel loro utilizzo anche in sistemi dotati di controller Serial Ata I. In alcuni casi, però, il controller non è in grado di gestire il nuovo standard: questi problemi sono limitati ai chipset VIA Technologie VT8237, VT8237R, VT6420, VT6421L e ai controller di SiS, SiS760 e SiS964. Per soddisfare la necessità degli utenti dotati di queste configurazioni hardware, i produttori di dischi hanno previsto un downgrade forzato delle unità Serial Ata II alla versione precedente del protocollo tramite la modifica di un jumper.
I dischi Maxtor più recenti sono divisi nelle tipologie M-Type e S-Type, in base alla quali cambia la posizione del ponticello da impostare. Nei primi (M-Type) è quello più a sinistra (verso l'interno), mentre nei secondi (S-Type) si trova all'estrema destra (verso l'esterno). Soluzioni simili sono state adottate anche da altri produttori per garantire l'interoperabilità tra dischi e controller Serial Ata.

Struttura di un disco fisso

HD = serie di dischi impilati l'uno sull'altro che girano ad altissima velocità (10.000 giri al minuto)
sulla faccia di ciascun piatto passa una testina che legge e scrive i dati, galleggiando su un cuscino d'aria prodotto dalla rotazione stessa
una brusca interruzione del funzionamento determina la caduta della testina sul disco e può provocare un crash (danno)
è opportuno far uso frequente della utility scandisk per individuare i settori danneggiati (bad sectors) (per ripararli o per marcarli come inefficienti e non utilizzarli per la scrittura)


Diagnostici per dischi fissi (si trovano sul sito del produttore)
Marche:
Western Digital (WDC): http://support.wdc.com
Seagate (ST): http://www.seagate.com/support        http://seagate.com/support/seatools/seatoold_reg.html
Hitachi (HDS): http://www.hitachigst.com        http://www.hitachigst.com/hdd/support/download.htm
IBM: 01-805.25.35.58 (chiamata internazionale)
Samsung: http://www.samsung.com/products/harddiskdrive/utilities/hutil.htm
Maxtor: http://www.maxtor.com
Per esaminare i dischi fissi IBM/Hitachi: Drive Fitness Test
Per esaminare i dischi fissi Maxtor: PowerMax
Per esaminare i dischi Samsung: H-Util
Per esaminare i dischi Seagate: Sea Tools Desktop
Per esaminare i dischi Western Digital: Data Lifeguard Diagnostic

Gli attributi SMART (Self Monitoring Analysis and Reporting Technology) degli hard disk

ID Nome dell'attributo Descrizione
1 Raw Read Error Rate Frequenza con cui si verificano errori leggendo dati RAW dal disco
2 Throughput Performance Efficienza media dell'hard disk
3 Spin Up Time Tempo perchè l'albero raggiunga la velocità di rotazione
4 Start/Stop Count Numero di cicli di avvio/arresto dell'albero
5 Reallocated Sector Count Numero di settori rimappati
6 Read Channel Margin Riserva del canale durante la lettura
7 Seek Error Rate Frequenza degli errori che si verificano durante il posizionamento delle testine
8 Seek Time Performance Efficienza media operativa durante il posizionamento
9 Power-on Hours Count Numero di ore trascorse nello stato di acceso
10 Spin-Up Retry Count Numero di tentativi di avviare l'albero del disco
11 Calibration Retry Count Numero di tentativi di calibrare il drive
12 Power Cycle Count Numero totale di cicli di acceso / spento dell'hard disk
13 Soft Read Error Rate Frequenza dei "program errors" che si verificano leggendo i dati dal disco
191 G-Sense Error Rate Frequenza degli errori dovuti a impatti
192 Power-Off Retract Cycle Numero di cicli di spegnimento del drive (Fujitsu: Emergency Retract Cycle Count)
193 Load/Unload Cycle Count Numero di cicli di posizionamento nella zona di parcheggio testine
194 HDA Temperature Temperatura dell'hard disk
195 Hardware ECC Recovered Frequenza di errori ECC corretti al volo (Fujitsu: ECC On the Fly Count)
196 Reallocation Event Count Numero di operazioni di rimappatura dei settori
197 Current Pending Sector Count Numero corrente di settori instabili (in attesa di rimappatura)
198 Off-line Scna Uncorrectable Count Numero di errori non correggibili nella lettura/scrittura di settori
199 UltraDMA CRC Error Rate Numero totale di errori CRC durante trasferimenti in modalità UltraDMA
200 Write Error Rate Frequenza degli errori di scrittura dei settori (Western Digital: Multi Zone Error Rate)
201 Soft Read Error Rate Frequenza di errori fuori traccia (Maxtor: Off Track Errors)
202 Data Addres Mark Error Frequenza di errori Data Address Mark
203 Run Out Cancel Frequenza di errori ECC (Maxtor: ECC Errors)
204 Soft ECC Correction Quantity of errors corrected by software ECC
205 Thermal Asperity Rate Frequenza degli errori di thermal asperity (un difetto che causa surriscaldamento nelle testine MR)
206 Flying Height Altezza "di volo" delle testine sopra la superficie del disco
207 Spin High Current Corrente di picco usate per avviare l'albero del drive
208 Spin Buzz Numero di buzz routines usate per avviare l'albero del drive
209 Offline Seek Performance Prestazioni  di posizionamento durante operazioni di offline
220 Disk Shift Spostamento del disco causato da forte impatto, dalla conseguenza di un guasto o da altre ragioni (a volte la temperatura)
221 G-Sense Error Rate Indicazione del sensore di shock: numero totale di errori derivanti da impatti (es. caduta del drive)
222 Loaded Hours Carico causato dal numero di ore operative accumulate
223 Load/Unload Retry Count Carico causato da numerose ripetizioni di operazioni come: lettura, registrazione, posizionamento delle testine, ecc
224 Load Friction Carico sul disco causato da frizione tra le parti meccaniche
225 Load/Unload Cycle Count Numero totale dei cicli di carico sul drive
226 Load-in Time Tempo generale di carico sul drive
227 Torque Amplification Count Quantità di sforzi del momento di rotazione del drive
228 Power-Off Retract Count Numero di spegnimento del drive
230 GMR Head Amplitude Ampiezza del tremore delle testine GMR in modalità operativa
231 Temperature Temperatura del drive
240 Head Flying Hours Tempo accumulato di posizionamento delle testine
250 Read error Retry Rate Frequenza con cui si verificano errori leggendo dati dal disco.
Programmi per la visualizzazione degli attributi SMART degli hard disk (scusate per eventuali errori di digitazione)
Active Smart http://www.ariolic.com/download/activesmart.exe
Adenix SMART Explorer http://adenix.net/bin/asmart10.exe
AIDA32 http://www.lo2.opole.pl/~zbyszek/smart/aida3942.rar (***)
Data Lifeguard Tools http://support.wdc.com/download/index.asp (Western Digital)
Disc Wizard http://www.seagate.com/support/disc/download/discwizard2003_en.exe (Seagate)
Drive Fitness Test http://www.hitachigst.com/hdd/support/download.htm (Hitachi)
Drive Temperature http://private.peterlink.ru/tochinov/DTemp/DTemp.zip
Drive Sitter http://www.otwesten.de/drivesitter/drivesitter.exe
Everest http://www.lavalys.com (***)
HDD Health http://www.panterasoft.com/download/hhealth.exe
HDD SMART Viewer (DOS) http://www.sysinfolab.com/files/smartudm.zip
Intelli Smart http://www.lc-tech.com/intellismart.htm
PassMark Disk Checkup http://www.passmark.com/ftp/diskcheckup.zip
PowerMax http://downloads.maxtor.com/_files/maxtor/en_us/downloads/powermax.exe (Maxtor)
Sea Tools http://www.seagate.com/support/disc/downlaod/seatoold_en.exe (Seagate)
SI Guardian http://www.siguardian.com/siguard1.exe
SMART Disk Monitor http://www.santools.com/smart/smartmon.exe
SMART Vision http://www.lo2.opole.pl/~zbyszek/smart/vision.exe
SMART (MacOS) http://www.charismac.com/Support/downlaods.html
Smart and Simple http://www.beyondlogic.org/solutions/smart/smart101.zip
SMART Defender http://www.hgst.com/hdd/support/download.htm#smart
Smartmontools (MacOS/Unix/Windows) http://sourceforge.net/project/showfiles.php?group_id=64297
SmarSuite (Unix) http://sourceforge.net/project/showfiles.php?group_id=4299&package_id=4313
Speedfan http://www.almico.com/speedfan.php

Termini degli hard disk
Boot
- in gergo significa avvio del sistema o avviare il sistema. L'origine sta nella parola bootstraps (le stringhe di uno stivale) e nell'espressione "alzarsi tirando le stringhe degli stivali". Il codice nel bios che carica il programma di caricamento del sistema operativo (NTLDR per Windows XP) si chiama appunto bootstrap loader.
Boot Manager - un programma che permette di installare diversi sistemi operativi e di selezionare uno di essi all'accensione del computer. In Windows 2000/XP, NTLDR permette di scegliere il sistema operativo da avviare tra quelli elencati in boot.ini
Boot Record - settore di avvio, il primo settore di un volume o partizione.
Cilindro - la pila di tutte le tracce di disco aventi la stessa posizione. La numerazione dei cilindri parte da 0; il cilindro 0 è l'insieme di tutte le tracce 0 del disco, cioè le prime tracce di ogni piatto partendo dall'esterno (i dischi fissi, la prima traccia è all'esterno, nei cd/dvd la prima traccia è all'interno)
Disco Base - un disco fisico a cui possono accedere MS-DOS (e derivati) e Windows. Un basic disk può contenere quattro partizioni primarie o tre partizioni primarie e una estesa, composta da più drive logici. Su un disco base, le partizioni hanno dimensioni fisse e non superano i confini del disco, diversamente dai dischi dinamici supportati da Windows 2000/XP Pro.
Disco dinamico - disco fisico, supportato da Windows 2000/XP, che supporta funzionalità più estese rispetto ai dischi di base, tra cui volumi che occupano più dischi fisici e funzioni RAID.
Master Boot Record (MBR) - Il primo settore di un hard disk, utilizzato per l'avvio del sistema cui computer x86. Tutti gli hard disk hanno un MBR, ma il codice di boot è utilizzato solo sul disco di sistema.
NTLDR (NT Loader) - caricatore di NT, il programma che dà inizio al caricamento del sistema operativo nel caso di Windows NT/2000/XP/2003.
Partition Table - la struttura di dati, contenuta nel Master Boot Record degli hard disk, che memorizza il tipo, posizione e dimensioni delle partizioni primarie e della partizione estesa.
Partizione - suddivisione di un disco fisico che, nel caso della partizioni primarie, funziona come se fosse un disco fisico separato e che per la partizione estesa equivale a una serie di dischi separati (dischi logici). Dopo aver creato una partizione, occorre formattarla e assegnarle una lettera di identificazione, prima di registrarvi sopra dei dati.
Partizione attiva - la partizione in cui è installato il sistema operativo caricato (o da caricare) in memoria. Può non coincidere con la partizione di sistema, che è quella contenente il caricatore del sistema operativo e altri file accessori. In Windows XP, la partizione di sistema contiene tra l'altro NTLDR e Boot.ini.
Partizione estesa - un tipo di partizione applicabile ai dischi di base, che, a differenza delle partizioni primarie, non viene formattata nè identificata da una lettera, ma contiene al suo interno una serie di partizioni logiche che vengono formattate e identificate individualmente. Un hard disk può contenere fino a quattro partizioni primarie o tre primarie e una estesa.
Partizione primaria - un tipo di partizione, applicabile ai dischi di base, che rappresenta una porzione di disco fisico che si comporta come se fosse un disco fisico separato. Massimo quattro partizioni primarie.
Signature (o firma) - riguardo il MBR (Master Boot Record) si parla di signature (firma) in due occasioni, a volte in modo impreciso. Alla fine dell'MBR esiste una "signature word" (parola-firma di due byte) chiamata anche "end of sector marker", "contrassegno di fine settore". Questa è una firma lasciata da Windows, che non considera valido l'MBR se manca il valore AA55h finale. Un'altra "disk signature", o firma del disco, di quattro byte, è presente all'indirizzo 1B8h e identifica il disco in Windows 2000/XP. Questo valore ricorre in diverse chiavi del registro di sistema per identificare il disco fisico.
System ID - il campo system id di un byte, è presente in ciascuno dei quattro descrittori che compongono la partition table, indica il tipo di partizione o il file system usato per formattarla. Ecco alcuni esempi:
04h: FAT16
05h: partizione estesa
07h: NTFS
0Bh: FAT32
0Ch: FAT32 con estenzioni INT13h
0Fh: partizione estesa con estensione INT13h
42h: volume dinamico
84: partizione di ibernazione per la gestione energetica
A0h: partizione di ibernazione per laptop
Testina - il dispositivo che legge e scrive i dati su disco. C'è una testina per ogni faccia dei piatti (talvolta di meno), quindi il numero di testina coincide con il numero di faccia ed è uno degli elementi per identificare la posizione di un settore fisico. Cilintro, testina e numero di settore nella traccia sono uno dei modi per localizzare un settore di disco.   

N.A.S. - Network Attached Storage - unità a disco rigido per il salvataggio, copia o deposito dei dati collegati a una LAN (Local Area Network) o ad un computer singolo. I NAS si basano su un sistema operativo e permettono di creare e di definire gli utenti che vi possono accedere con i relativi privilegi. I NAS non sono, perciò, legati a una particolare piattaforma software, il protocollo di trasmissione è il TCP/IP (lo standard per le reti e internet), quindi universale e utilizzabile da quasi la totalità dei sistemi operativi. L'accesso ai file è proteggibile con una password Lo si può posizionare in una qualunque posizione, è sufficiente un un collegamento alla rete lan e uno alla rete elettrica. I più sofisticati sono dotati di un sistema RAID di livello 1 (Mirroring) o 5, che in caso di guasto di uno dei dischi, permette il recupero dei dati. Nei modelli più evoluti, la sostituzione degli hard disk può essere fatto a caldo (hot swap - senza spegnere la macchina).
Alcuni modelli:
Iomega 200D (3 dischi, configurati in RAID 5, tipologia che consente al sistema di funzionare anche in caso di guasto di un disco e di ricostruire i contenuti del disco sostituito. Il RAID 5 divide un blocco di dati in tanti blocchi e li distribuisce sui dischi rigidi presenti. Per ogni blocco è generato un particolare dato detto "parità", anche questo distribuito sui vari dischi presenti, che permettono di ricostruire il dato quando si sostituisce un disco. Nella figura qui a destra è visibile la distribuzione in un sistema RAID 5 composto da cinque dischi.)
Synology DS-101
Asus WL-HDD 2.5 (bellissimo contenitore per dischi fissi da 2,5", che oltre ad un collegamento di rete RJ45, possiede anche il wireless e può essere utilizzato anche come access point)
Lacie Ethernet Disk

Dischi fissi - Glossario
Access Time: tempo di accesso, ossia il tempo richiesto per accedere ad una posizione sul disco (seektime)
Attuatore: meccanismo che muove le testine di lettura e scrittura sulla superficie del disco
CHS (Cylinder, Head, Sector): il vecchio metodo usato per accedere al disco tramite la specificazione del numero di cilindri, testine e settori.
Cilindro: è formato dalle tracce sui dischi che si trovano sullo stesso asse verticale. Prende il nome dalla forma geometrica che si formerebbe prolungando idealmente in verticale la circonferenza interna ed esterna delle tracce.
Cluster: un gruppo di settori, la più piccola quantità di dati allocabile in un disco fisso. Con il file system FAT la dimensione media del cluster è di 16k, perciò un file da 17 Kb occupa quindi due cluster e poichè un claster impegnato da un file non può essere memorizzato un altro file risulta uno spazio perso di 15Kb. Con la FAT32, il cluster ha dimensione di 4 Kb, perciò lo spazio perso scende a 3 kb (17kb/4=3 cluster + 1 con avanzo di 3kb)
File System: la struttura di un sistema operativo nella quale il sistema memorizza le informazioni riguardanti i file e le organizza.
Head (testina): il dispositivo elettromagnetico che scrive, legge o cancella i dati dalla superficie magnetica del disco
Label (etichetta): il nome assegnato al volume del disco fisso
LBA (Large Block Address): uno schema di accesso al disco che assegna un numero a ogni settore partendo dal primo utilizzabile sul disco e proseguendo con una numerazione sequenziale sino all'ultimo.
NTFS (New Technology File System): un file system avanza migliorato nelle prestazioni e che include funzioni di sicurezza come l'accesso ai file e ai folder regolato da permessi e altre funzionalità avanzate assenti nei file system su FAT.
Seek Time (tempo di ricerca). il tempo necessario alle testine per spostarsi dal cilindro in cui si trovano a uno nuovo.
Settore: la dimensione minima del gruppo di dati che può essere assegnata per la registrazione dei dati sul disco, tipicamente è di 512 byte.
Traccia: un anello di forma circolare tracciato dal percorso della superficie del disco sotto una testina di lettura/scrittura, formata da tutti i settori che si trovano in questo percorso.
Volume: spazio fisico del disco fisso. Un volume è formattato con un file system ed ha una lettera di drive (c: per esempio)

S-ATA
Contrazione per Serial ATA e' l'evoluzione del bus Parallel ATA (noto anche come IDE). Ha fondamentalmente 3 vantaggi rispetto al predecessore: velocita' di trasferimento (minima di 150Mbs), il cavo e' piu' piccolo (4 fili) quindi piu' maneggevole e puo arrivare a lunghezze maggiori (anche oltre 1 metro contro i 40 cm del cavo IDE) e inoltre permette un miglior scambio di aria all'interno del case.

Aggiornare l'hard disk
D: Come faccio a partizionare un nuovo disco da 250 Gb, visto che installandolo come master e avviando l'installazione di XP lo vede come 131 Gb (e il bios lo vede completo con i 250 Gb)?
R: Per gestire i dischi IDE con capacità maggiore di 137 Gb, che superano il "taglio" standard dei 120 Gb, il sistema operativo e il Bios della scheda madre (o controller RAID) devono essere compatibili con la modalità di indirizzamento LBA a 48 bit. Questa innovazione è relativamente recente, in alcune versione di Windows 2000 e XP va attivando modificando una chiave del registro di sistema seguendo la knowledge base di Ms numero 303013. Windows 9x/Me/NT4 e le versioni 2000 anteriori al service pack 3 non supportano la modalità LBA48. In alternativa alla procedura descritta sul sito Web di Ms, si può usare il programma Big Drive Enabler di Maxtor o installare il SP1 di Windows XP. Se il problema non si risolve, la causa può essere nel Bios della scheda madre o del box di espansione esterno. Quando l'hard disk è collegato direttamente i pettini della scheda madre, spesso basta installare l'ultimo aggiornamento del Bios di sistema, quindi riavviare il Pc ed entrare nel setup del Bios e ricaricare i parametri standard e ripetere il riconoscimento dei dischi. Se il disco è collegato ad un controller Raid bisogna anche scaricare e installare l'ultima versione dei suoi drivers per windows XP. In entrambi i casi, il disco dovrà essre ripartizionato e riformattato. Se neppure questa volta funzione, provare ad installare un controller RAID/IDE di recente produzione. Esistono eventualmente dei software che abilitano la modalità LBA48, ma in caso di formattazione o attacco virus, potrebbero essere cancellati e di conseguenza perdere TUTTI i dati contenuti sul disco fisso.

Boot Manager: è un programma che consente di scegliere tra i sistemi operativi installati e provvede a caricare il sistema scelto. I boot manager si trovano spesso in MBR, più raramente nel settore di avvio di una partizione o su un'apposita partizione.
File System: i dati di un calcolatore vengono organizzati diversamente in base al file system. Tutti i file system attuali salvano i dati in file contenuti in cartelle, che formano una struttura gerarchica ad albero. Ogni file è definito in modo univoco dal percorso - ossia il tragitto che va dalla directory principale del disco attraverso tutte le cartelle fino al file - e dal nome. In WIndows esistono attualmente i file system FAT, FAT32 e NTFS. FAT (o FAT16) e FAT32 sono previsti di norma per Windows 9x/Me, mentre NTFS è il file system di Windows NT/2K/XP, molto più robusto e sicuro. Il file system non è determinante solo ai fini della quantità dei dati gestibili, ma anche per le caratteristiche qualitative, per esempio i diritti di accesso (solo in NTFS).
MBR (Master Boot Record): i primi 512 bytes (ossia il primo settore) di ogni disco rigido contengono sempre una tabelle con le partizioni presenti e il codice per la lettura di tale tabella. Se il sistema presente sul primo disco rigido trova una partizione attiva, per prima cosa ne carica il settore di avvio. Invece di questo codice standard l'MBR può contenere un altro, per esempio un boot manager.
Partizione: un disco rigido può essere diviso in partizioni, che vengono visualizzate come unità autonome. Dimensioni e limiti sono gestiti dalla tabella delle partizioni che si trova nel MBR di ogni disco rigido. Le partizioni primarie sono elencate direttamente nella tabella delle partizioni del MBR che, potendo contenere solo quattro voci, limita il numero delle partizioni disponibili. Per superare questo limite, dichiarate "estesa" una di queste partizioni. Il sistema sa che una di queste partizioni non contiene un file system proprio bensì altre partizioni. Queste partizioni, che vanno sotto il nome di "unità logiche", si trovano tutte all'interno dei confini della partizione estesa che le comprende.
Settore di avvio: i primi 512 byte di ogni partizione contengono informazioni sul file system e le dimensioni della partizione. Le partizioni, per essere avviabili, devono avere qui anche il codice (Bootstrap Loader) che provvede al caricamento del kernel del sistema o di un boot manager.

Il disco non va più
Ogni volta che cerco di accedere al disco autoalimentato esterno, il sistema mostra un messaggio di errore relativo al "Controllo di ridondanza ciclico". La meccanica sembra funzionare correttamente. Potrebbe dipendere da una cattiva alimentazione dell'unità da parte della porta USB del computer?
L'errore è la conseguenza di un test CRC (Cyclic redundancy test) fallito, con cui il sistema controlla che i valori memorizzati nei vari settori dell'hard disk siano corretti. Di solito un simile problema viene riscontrato su singoli file danneggiati, masterizzati male su un supporto ottico. In questo caso, invece, è molto più probabile che ad essersi danneggiato sia un intero settore del disco. Addirittura, dici che non riesci nemmeno a sfogliare la directory principale dell'hard disk. Quindi c'è da supporre che ad essersi danneggiato sia un settore fondamentale, forse quello che contiene la tabella della partizioni. Puoi allora provare a riparare il disco con uno specifico strumento messo a disposizione da Windows. Apri il menu Start - Esegui e digita il comando "chkdsk" (senza "") seguito da Invio. Partirà una procedura automatica che cercherà di porre rimedio ad eventuali errori presenti sull'hard disk.

Tecnologia della "Registrazione Verticale/Perpendicolare" sui nuovi dischi fissi
Il principio è sorprendentemente semplice: invece di disporre sul supporto i dati in orizzontale, come avviene attualmente (dischi EIDE e S-ATA Ia generazione), i nuovi dischi fissi scrivono tutti i bit perpendicolarmente. Ciò comporta ad un aumento della densità dei dati che può incrementare la capacità fino a dieci volte. Questa tecnologia  può aumentare la capacità di memoria di apparecchi più piccoli (dischi da 2,5" per portatili e digicam, cellulari, lettori mp3, pda). Tra i produttori, Hitachi e Seagate

Tecnologia NCQ (Native Command Queuing)

La tecnologia NCQ permette di riorganizzare le richieste di lettura in modo tale da minimizzare gli spostamenti delle testine.

La tecnologia Perpendicular Recording: un hard disk è suddiviso in piatti, i quale sono a loro volta suddivisi in settori. La scrittura dei dati su un piatto avviene tramite una testina, che polarizza le celle di materiale ferromagnetico presenti nelle celle dei settori. Perchè un bit di dati venga memorizzato correttamente e sia successivamente letto senza errori, è necessario che il campo magnetico della cella sia sufficientemente forte. Poichè l'intensità del campo è proporzionale al numero di granelli di materiale ferromagnetico presenti nella cella, è necessario che tale numero sia superiore ad una certa soglia (circa 600 granelli per pollice quadrato). Ovviamente per aumentare la capacità di un disco mantenendo però invariate le dimensioni, è necessario ridurre la grandezza dei granelli. Questo modo di operare è esattamente il sistema seguito negli ultimi anni dai produttori di hard disk. Il problema principale è costituito dal fatto che le dimensioni non possono diminuire indefinitamente, perchè vi sono dei precisi limiti fisici e tecnologici: con granelli troppo piccoli sorge il problema del cosiddetto effetto superparamagnetico, per il quale si crea una mutua influenza tra i campi delle celle vicine: il risultato finale è la perdita di integrità dei dati. Ben consci di questo limite fisico, i ricercatori hanno studiato un'altra tecnologia di memorizzazione denominata "Perpendicular Recording", che si contrappone alla "Parallel Recording" attualmente impiegata nella quale informazioni sono memorizzate parallelamente al piatto. Con la nuova tecnologia i dati sono disposti "in verticale", in modo da evitare l'effetto superparamagnetico: in pratica, sotto lo strato utilizzato per la memorizzazione dei dati, viene aggiunto un secondo strato, che ha la funzione di isolare i bit dati ed evitare le mutue interazioni tra i campi delle celle limitrofe. I vantaggi della Perpendicular Recording sono notevoli: da un punto di vista teorico è infatti possibile raggiungere densità di oltre un 1 TBit (terabit) per pollice quadrato, contro i circa 132 Gbit (gigabit) della Parallel, ossia un valore quasi dieci volte superiore.


SSD - Solid State Disk

Dischi SSD (Leggi articolo)

Raid1 ibrido con disco fisso e SSD
Quando il chipset della scheda madre supporta la configurazione dei dischi in modalità Raid1 senza bisogno di schede aggiuntive, consiglio a chiunque di adottarla per il buon livello di sicurezza offerto a costi accessibili. Ora dovendo assemblare un nuovo computer mi chiedo se sia possibile migliorare le prestazioni sostituendo uno dei due dischi magnetici con un SSD anche in un Raid1 gestioni dal chipset. Nessun negoziante, anche competente, ha saputo rispondere a questa domanda, tutti rispondono che un Array deve essere fatto di unità uguali, quindi tutto SSD. Poichè un SSD ha una velocità di scrittura nettamente superiore a un hard disk tradizionale, mi domando se in caso di rottura o rimozione del primo tutti i dati saranno comunque replicati anche sul disco fisso o se rischierei di perdere parte delle informazioni. In caso di mancanza di corrente, i dati slavati sull'SSD saranno trascritti sul più lento disco magnetico al riavvio?
Una schiera ibrida Raid1 (mirroring) basata su un SSD. e un hard disk a piattelli magnetici avrebbe un potenziale teoricamente interessante. Al basso costo, affidabilità, durata di vita prevedibile, numero illimitato di operazioni di riscrittura degli hard disk tradizionali si unirebbero l'elevata velocità di lettura dei dati in ordine casuale, la bassissima latenza d'accesso e la notevole resistenza alle vibrazioni degli SSD. Un altro vantaggio degli hard disk rispetto alle unità a stato solido sta nel fatto che la dimensione dei settori è solitamente inferiore e ciò offre migliori prestazioni durante l'accesso ai file di peso ridotto. Inoltre, la suddivisione in blocchi più piccoli garantisce maggiore protezione in caso di corruzione dei file. Nelle configurazioni Raid1 che mirano alla sicurezza dei dati, la composizione ibrida potrebbe così diventare un punto di forza, anche per il fatto che la differente struttura delle due memorie di massa le rende sensibili a eventi diversi: un hard disk magnetico rimane danneggiato se il calore prodotto durante il funzionamento non viene smaltito in maniera adeguata, mentre le unità SSD sono virtualmente immuni dal surriscaldamento. In base a quanto detto, una schiera Raid1 ibrida potrebbe sembrare una scelta ideale, perchè consentirebbe di ottenere la velocità dell'unità SSD abbinata alla ridondanza del mirroring, senza imporre il costo aggiuntivo di una seconda memoria di massa allo stato solido. Rispetto a una configurazione Raid1 basata su due unità SSD, l'unica operazione che risulterebbe più lenta sarebbe la scrittura dei dati, che avverrebbe alla velocità sostenuto dall'hard disk a piattelli magnetici. Questo perchè un'operazione di scrittura in una configurazione Raid1 può considerarsi conclusa solo quando entrambe le memorie hanno trasferito i dati sul supporto permanente, magnetico o elettronico che sia. Nella maggior parte degli utilizzi tipici del computer, però, le scritture sono numericamente inferiori alle letture e in ogni caso si potrebbero adottare tecniche di scrittura posticipata (mediante apposite funzioni di cacheing gestite a livello hardware o software) per ridurre l'impatto della composizione ibrida. Purtroppo, quanto detto finora si scontra con l'implementazione della tecnologia Raid: per attuare il modello di funzionamento descritto è necessario che il software di gestione sia in grado di configurare in maniera separata gli schemi d'utilizzo delle unità che partecipano all'array. Bisogna cioè dedicare l'unità ssd principalmente alle operazioni di lettura e l'hard disk tradizionale a quelle di scritture. Queste impostazioni sono disponibili nelle implementazioni Raid per l'ambiente Linux, ma nella maggior parte dei casi non hanno equivalenti in Windows. In mancanza di queste impostazioni specifiche, il controller Raid 1 distribuirà uniformemente le operazioni di lettura/scrittura tra le unità disponibili, riducendo in misura significativa l'efficienza operativa. Alcune implementazioni Raid basate su controller aggiuntivi applicano tecniche adattative che portano a utilizzare maggiormente le unità più veloci della schiera, ma questa funzione non sembra essere disponibile con i chipset delle schede madri. Concludiamo ricordando che la gestione della funzione Trim delle unità SSD non è prevista nelle configurazioni Raid ed è quindi verosimile che la loro efficienza diminuirà sensibilmente dopo un uso prolungato. Allo stato attuale esistono quindi limitazioni che portano a sconsigliare l'adozione di una configurazione ibrida per gli array Raid, a meno che questa possibilità non sia esplicitamente supportata dal produttore. Tuttavia, viste le potenzialità di queste configurazioni, è probabile che gli sviluppatori metteranno presto a punto le funzionalità necessarie.

Come allungare la vita di un SSD
Tutti gli SSD hanno un numero limitato di scrittura . Ma questo non significa che non è possibile effettuare alcune regolazioni per massimizzare la durata del vostro SSD.
Siamo in grado di massimizzare la durata del nostro prezioso SSD dall' usura limitando al minimo tutti quei piccoli processi di scrittura e servizi windows utili solo un "hard disk" meccanici.
Assicurarsi che sia abilitato il TRIM
In generale,il TRIM è la prima linea di difesa per mantenere l' SSD in vita. Prima di iniziare assicurarsi che il disco sia abilitato al trim tramite un ottimo programma chiamato CrystalDiskInfo (http://hiyohiyo.s181.coreserver.jp/CrystalDiskInfo5_1_1-en.exe)
Per abilitare il TRIM, di solito si può utilizzare il software in dotazione con l'hard disk, o cercare una guida online.
Disattivare inutili funzioni del sistema operativo
Il nostro sistema operativo ha alcune caratteristiche utili per il disco rigido, ma non sono più necessarie su un SSD.
Disabilitare il file di paging
- Fare clic su start e nella barra di ricerca scrivere Sistema
- Clicca sulla sinistra su "Impostazioni sistema avanzate".
- Fare clic su Impostazioni sulla casella prestazioni nella sheda Avanzate.
- Andare su avanzate e selezionare su cambia 'memoria virtuale'.
- Selezionare 'Nessun file di paging' .
- Fare clic su OK quando hai finito.
È possibile disattivare ibernazione eseguendo il comando dal prompt dei comandi:
- powercfg / hibernate off
Disattivare Superfetch e defrag
Disattivare superfetch con questo tool TweakPrefetch, non usare mai la deframmentazione ne altri programmi simili.
Disattivare Indicizzazione
Aprire Computer, selezionare il disco ssd e con il click aprire propietà , togliere la spunta a indicizzazione e applicare a tutte le sottocartelle.
Queste opzioni oltre ad allungare la durata del vostro SSD incrementano le prestazioni e lo ottimizzano al massimo.

Ecco perchè non serve deframmentare un SSD
I computer più vecchi avevano l'abitudine di dividere i file e diffondere le parti in tutto il vostro hard-disk, ma quelli moderni non lo fanno più. Non si avvicina nemmeno. Detto questo, una deframmentazione ogni 2-3 settimane è capace di mantenere le massime prestazioni su un disco rigido molto utilizzato.
Tuttavia, le unità a stato solido(SSD), che utilizzano la memoria flash sono un'altra storia:alcuni test hanno mostrato nessun beneficio fancendo la deframmentazione su un SSD.
Nota bene: la deframmentazione può ridurre la durata della vita dell' SSD , poichè crea dei processi di scrittura inutili.
L'avvento del comando TRIM inoltre, (cancella celle precedentemente scritte e non più utilizzate ), ha risolto il problema.Windows 7 e Windows 8 supportano il comando TRIM.
Lasciare la deframmentazione all'hard-disk , non all'SD
Molti programmi di defrag promettono miglioramenti anche su SSD,cosa assolutamente non vera.L'aumento di prestazioni è così irrisorio (sotto l'1%) , non vale la pena quindi sprecare ulteriori scritture sull'SSD.Vi ricordo che ha un ciclo limitato di scrittura , dopodichè è defunto.(inoltre vi consiglio di non archiviare dati importanti su quest'ultimo perchè in caso di problemi,i file sono irrecuperabili)

Come allungare la vita di un SSD
Tutti gli SSD hanno un numero limitato di scrittura . Ma questo non significa che non è possibile effettuare alcune regolazioni per massimizzare la durata del vostro SSD.
Siamo in grado di massimizzare la durata del nostro prezioso SSD dall' usura limitando al minimo tutti quei piccoli processi di scrittura e servizi windows utili solo un "hard disk" meccanici .
Assicurarsi che sia abilitato il TRIM
In generale,il TRIM è la prima linea di difesa per mantenere l' SSD in vita. Prima di iniziare assicurarsi che il disco sia abilitato al trim tramite un ottimo programma chiamato CrystalDiskInfo
Per abilitare il TRIM seguite quanto segue:
Configurazione SSD per massime prestazioni su Windows 7 e 8
Diamo uno sguardo a più modi per ottimizzare il vostro sistema operativo Windows 7 o 8 PRO dopo l'installazione di un SSD. Le seguenti operazioni sono indicate:
- Abilitare TRIM - prompt dei comandi (in modalità amministratore) "fsutil behavior set disabledeletenotify 0"
- Disattivare Ibernazione - prompt dei comandi (in modalità amministratore) "powercfg-h off"
- Abilitare cache di scrittura
- Disattivare indicizzazione del disco
- Disabilitare Superfect e Prefetch tramite questo tool TweakPrefetch 5.3.1
Disattivare inutili funzioni del sistema operativo
Il nostro sistema operativo ha alcune caratteristiche utili per il disco rigido, ma non sono più necessarie su un SSD.
- Disabilitare il file di paging
- Fare clic su start e nella barra di ricerca scrivere Sistema
- Clicca sulla sinistra su "Impostazioni sistema avanzate".
- Fare clic su Impostazioni sulla casella prestazioni nella sheda Avanzate.
- Andare su avanzate e selezionare su cambia 'memoria virtuale'.
- Selezionare 'Nessun file di paging' .
- Fare clic su OK quando hai finito.
È possibile disattivare ibernazione eseguendo il comando dal prompt dei comandi:
powercfg / hibernate off
Disattivare Superfetch e defrag
Disattivare superfetch con questo tool TweakPrefetch 5.3.1,non usare mai la deframmentazione ne altri programmi simili.
Disattivare Indicizzazione
Aprire Computer ,selezionare il disco ssd e con il click aprire propietà , togliere la spunta a indicizzazione e applicare a tutte le sottocartelle.

Unità a stato solido
Un'unità a stato solido o drive a stato solido, in sigla SSD (dal corrispondente termine inglese solid-state drive), talvolta impropriamente chiamata disco a stato solido, è una tipologia di dispositivo di memoria di massa che utilizza memoria a stato solido (in particolare memoria flash) per l'archiviazione dei dati.
Attualmente la tecnologia utilizzata per la memoria flash è la NAND.
Indice
* 1 Terminologia
* 2 Dettagli tecnici
o 2.1 Vantaggi
o 2.2 Svantaggi
* 3 Produttori di drive a stato solido
o 3.1 Principali prodotti commercializzati
* 4 Voci correlate
* 5 Collegamenti esterni
* 6 Note
Terminologia
Il termine "disco a stato solido" è improprio perché all'interno dell'SSD non c'è nessun disco, né di tipo magnetico né di altro tipo. L'utilizzo della parola "disco" deriva dal fatto che questa tipologia di dispositivo di memoria di massa svolge la medesima funzione del più datato disco rigido e viene quindi utilizzato in sostituzione di esso. In un futuro non troppo lontano l'SSD potrebbe rendere obsoleto il disco rigido.
Dettagli tecnici
Le unità a stato solido si basano sulla memoria flash di tipo NAND per l'immagazzinamento dei dati, ovvero sfruttano l'effetto tunnel per modificare lo stato elettronico di celle di transistor; per questo essi non richiedono parti meccaniche e magnetiche (dischi, motori e testine), portando notevoli vantaggi per la sicurezza dei dati.
Vantaggi
La totale assenza di parti meccaniche in movimento porta diversi vantaggi, di cui i principali sono:
* rumorosità assente;
* minore possibilità di rottura;
* minori consumi durante le operazioni di lettura e scrittura;
* tempo di accesso ridotto: si lavora nell'ordine dei decimi di millisecondo; il tempo di accesso dei dischi magnetici è circa 50 volte maggiore, attestandosi invece sui 5 millisecondi;
* maggiore resistenza agli urti: le specifiche di alcuni produttori arrivano a dichiarare resistenza a shock di 1500 g;
* minore produzione di calore;
Svantaggi
A fronte di una maggiore resistenza agli urti e a un minor consumo, i dischi allo stato solido hanno due svantaggi principali:
* un maggiore prezzo per bit, pari a circa dodici volte il costo di un disco rigido tradizionale;
* una possibile minore durata del disco, a causa del limite di riscritture delle memorie flash. I dispositivi attuali dichiarano un numero massimo di riscritture consecutive dello stesso bit che va da 10.000 a 1.000.000 di cicli, a seconda del modello e degli utilizzi ipotizzati.
Entrambi i problemi sembrano però destinati a risolversi in futuro. Le nuove tecnologie stanno portando memorie flash in grado di garantire durata pari o superiore a quella di un disco rigido tradizionale e attualmente i produttori dichiarano 140 anni di vita con 50 GB di riscritture al giorno su un HD da 250 GB. Il tutto grazie all'introduzione di particolari tecniche, quali quella dell'uso di nanotubi di carbonio. Il costo di questa tecnologia inoltre sta lentamente scendendo, facendo facilmente presagire una futura sostituzione dei dischi tradizionali con i dischi a stato solido.
Produttori di drive a stato solido
* A-Data http://it.wikipedia.org/wiki/A-Data
* Adtron http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Adtron&action=edit&redlink=1
* Bitmicro http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Bitmicro&action=edit&redlink=1
* Corsair http://it.wikipedia.org/wiki/Corsair
* Imation http://it.wikipedia.org/wiki/Imation
* Intel http://it.wikipedia.org/wiki/Intel
* KRAUN http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=KRAUN&action=edit&redlink=1
* Kingston Technology http://it.wikipedia.org/wiki/Kingston_Technology
* Mtron http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Mtron&action=edit&redlink=1
* OCZ Technology http://it.wikipedia.org/wiki/OCZ_Technology
* Ritek http://it.wikipedia.org/wiki/Ritek
* Samsung http://it.wikipedia.org/wiki/Samsung
* SanDisk http://it.wikipedia.org/wiki/SanDisk
* Seagate http://it.wikipedia.org/wiki/Seagate
* Simpletech http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Simpletech&action=edit&redlink=1
* STEC http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=STEC&action=edit&redlink=1
* Supertalent http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Supertalent&action=edit&redlink=1
* Toshiba http://it.wikipedia.org/wiki/Toshiba
* Transcend http://it.wikipedia.org/wiki/Transcend
* Western Digital http://it.wikipedia.org/wiki/Western_Digital
Principali prodotti commercializzati
Nel 2006 Samsung presenta un modello da 32 GB con 53 MB/s di velocità in lettura, mentre in scrittura 28 MB/s; nel 2007 produce un modello da 64 GB con la velocità di 64 MB/s in lettura, e 45 MB/s in scrittura. Nel dicembre del 2007 Toshiba presenta un SSD da 128 GB da 1,8 e 2,5 pollici con interfaccia SATA 2 e costruito con moduli NAND flash di tipo Multi-Level Cell disponibile commercialmente a inizio 2008 e che verrà presentato al CES di Las Vegas. Al CES di Las Vegas 2009 Imation ha presentato un modello con moduli NAND flash di tipo Multi-Level Cell disponibile da aprile 2009 inizialmente con capacità massima di 128GB ma che nel corso dell'anno arriverà a 512GB. Velocità massima in lettura 150MB/s e 90MB/s in scrittura.
A livelli di grandi capacità, l'americana BitMicro vende attualmente dischi a stato solido per capacità fino a 1,6 TB, ma più alti dei tradizionali dischi fissi; con la classica altezza di un pollice, la capacità dichiarata è di 640 GB