LIS - Lingua Italiana dei Segni
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Alfabeto dei segni (LIS) - PDF oppure questo

Dizionario LIS: http://www.dizlis.it - http://www.depietro.it/vocabolario - http://www.territorioscuola.com/javaedu/phptranslate/signs.phtml (traduttore in dattilologia)
Dizionario LIS, dalla parola al segno: http://elisdiz.eurac.edu/diz/
Vocabolario Multimediale: http://www.depietro.it/html/index.php
C.I.L.I.S.: http://www.cilis.it/cilis/modules.php?name=Interprete_Lis
Dizionario Spagnolo:
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Dizionario Inglese/Americano: http://commtechlab.msu.edu/sites/aslweb/browser.htm (con molti filmati)
Raccolta di alfabeti/dizionari in tutte le lingue: http://www.sitiodesordos.com.ar/alfabeto1.htm

Bibliografia LIS

Disabilità: http://www.dienneti.it/percorsi/handicap.htm

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Alfabeto LIS (Inglese)
    

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Colori
I segni per i colori sono posti quasi sempre (tranne in alcune frasi particolari in cui intervengono altri elementi grammaticali non ancora introdotti) dopo i segni riferiti agli oggetti, persone, animali.
Es.:   PALLA ROSSA e mai ROSSA PALLA
Le sfumature dei colori vengono espresse mediante l’espressione facciale che accompagna il segno-colore.
Le sfumature (esempio: verde luminoso) vengono espresse con il segno-colore e gli occhi spalancati.
Le sfumature tenui (es. verdino) dal segno-colore e dagli occhi socchiusi.
Le sfumature scure (es. verde scuro) dal segno ed espressione corrucciata.

Esempio del percorso di certificazione LIS
PRIMO LIVELLO

Per introdurre le persone all’uso della LIS è necessario stimolare innanzitutto l’uso della vista, del corpo e della memoria visiva. E’ importante che gli studenti inizino a padroneggiare tutte quelle modalità comunicative che si troveranno poi a dover utilizzare nella produzione segnica.

La didattica prevede quindi lo sviluppo delle seguenti aree:

    *  Comunicazione visivo-gestuale e visivo-segnica

    * Uso dello spazio corporeo ed ambientale

    * Comprensione e produzione LIS idonea al livello indicato

Il corso è tenuto da docenti madre lingua qualificati ed è così articolato:

    * Teoria ore 10

    * Pratica ore 130

Per favorire la didattica verranno utilizzati materiali ad hoc quali: il Manuale del Metodo Vista; videocassette di racconti, filmati e documentari in LIS; altri materiali utili al fine.

Al termine del primo anno di corso gli studenti che vorranno proseguire gli studi dovranno sostenere una prova di valutazione sia teorica che pratica. Coloro i quali non volessero sostenere la prova o risultassero non idonei, non potranno accedere al 2° livello e potranno richiedere solo l’attestato di frequenza.

Gli studenti, per poter sostenere la prova di valutazione finale e/o avere diritto all'attestato di frequenza, devono aver frequentato almeno l’80% del monte ore complessivo dell'anno di Corso.

La Commissione Esaminatrice è composta da:

    * Il Coordinatore/i del Corso

    * Il Docente di Pratica e il Docente di Teoria;

    * il Presidente dell’Associazione Gruppo SILIS o un suo delegato.

Per ogni candidato verrà redatto un verbale inerente la prova di valutazione ed il suo esito.

 

 

SECONDO LIVELLO

Sono ammessi a partecipare al corso di 2° livello coloro i quali avranno superato la prova di valutazione del 1° livello. Il corso prevede l’acquisizione delle seguenti conoscenze:

    *  Fonologia

    *  Morfosintassi

    *  Uso dei classificatori

    *  Uso dell’impersonamento

Per favorire la didattica verranno utilizzati materiali ad hoc quali: il Manuale del Metodo Vista; videocassette di racconti, filmati e documentari in LIS; altri materiali utili al fine.

Il corso è tenuto da docenti madre lingua qualificati ed è così articolato:

    * Teoria ore 20

    * Pratica ore 130

    * Tirocinio ore 10

Al termine del secondo anno di corso gli studenti che vorranno proseguire gli studi dovranno sostenere una prova di valutazione sia teorica che pratica. Coloro i quali non volessero sostenere la prova o risultassero non idonei, non potranno accedere al 3° livello e potranno richiedere solo l’attestato di frequenza.

Gli studenti, per poter sostenere la prova di valutazione finale e/o avere diritto all'attestato di frequenza, devono aver frequentato almeno l’80% del monte ore complessivo dell'anno di Corso.

La Commissione Esaminatrice è composta da:

    * Il Coordinatore/i del Corso

    * Il Docente di Pratica e il Docente di Teoria;

    * il Presidente dell’Associazione Gruppo SILIS o un suo delegato.

Per ogni candidato verrà redatto un verbale inerente la prova di valutazione ed il suo esito.

 

 

TERZO LIVELLO

Potranno essere ammessi al 3° livello coloro i quali avranno superato la prova di valutazione del 2° livello. Si tratta di un anno di perfezionamento degli apprendimenti avvenuti nei precedenti due anni, ponendo maggiore attenzione al lessico, alle strutture morfologiche ed a quelle sintattiche.

Si concentrerà lo studio su:

    * Corretto uso dello spazio

    * Affinamento delle tecniche dell’impersonamento

    * Utilizzo idoneo dei classificatori

    * Aspetti generali dell’uso della LIS

Per favorire la didattica verranno utilizzati materiali ad hoc quali: il Manuale del Metodo Vista; videocassette di racconti, filmati e documentari in LIS; altri materiali utili al fine.

Il corso è tenuto da docenti madre lingua qualificati ed è così articolato:

    * Teoria ore 36

    * Pratica ore 164

    * Tirocinio ore 20

Al termine del terzo anno di corso gli studenti dovranno sostenere una prova di valutazione finale. Coloro i quali risulteranno idonei otterranno l’attestato di superamento del 3° livello.

Gli studenti, per poter sostenere la prova di valutazione finale e/o avere diritto all'attestato di frequenza, devono aver frequentato almeno l’80% del monte ore complessivo dell'anno di Corso.

La Commissione Esaminatrice è composta da:

    * Il Coordinatore/i del Corso

    * Il Docente di Pratica e il Docente di Teoria;

    * il Presidente dell’Associazione Gruppo SILIS o un suo delegato.

Per ogni candidato verrà redatto un verbale inerente la prova di valutazione ed il suo esito.

 

CORSO INTERPRETI LIS
Potranno essere ammessi al corso interpreti coloro i quali avranno superato il 3° livello dei corsi LIS con una votazione pari ad ottimo o distinto. Per accedere al corso per Interpreti LIS i candidati dovranno sostenere una prova di selezione teorico-pratica presso l’Associazione. Il corso è di durata biennale e solo al termine del biennio ed al superamento del relativo esame verrà rilasciato l’Attestato di Interprete di Lingua dei Segni Italiana.
Verranno sviluppati i seguenti insegnamenti:

Per favorire la didattica verranno utilizzati materiali ad hoc come videocassette, filmati, documenti  ed altri materiali utili al fine.
Il corso vedrà impegnati docenti qualificati e con lunga esperienza nel settore, sia sordi che udenti.
Il corso è così articolato:
PRIMO ANNO

SECONDO ANNO

Il corso prevede una frequenza bisettimanale della durata di sei ore in totale  Il tirocinio sarà svolto esternamente all’Associazione.
Per accedere al secondo anno di corso gli studenti dovranno sostenere e superare una prova finale sugli insegnamenti appresi. Al termine del secondo anno vi sarà la prova finale per il conseguimento del titolo di Interprete di Lingua dei Segni Italiana. Gli studenti che non supereranno la prova inerente il primo anno di corso potranno richiedere un attestato di frequenza.
Gli studenti, per poter sostenere la prova di valutazione finale e/o avere diritto all'attestato di frequenza, devono aver frequentato almeno l’80% del monte ore complessivo dell'anno di Corso.
La Commissione Esaminatrice è composta da:

Per ogni candidato verrà redatto un verbale inerente la prova di valutazione ed il suo esito.

LINGUA DEI SEGNI ITALIANA (LIS)
La LIS (Lingua dei Segni Italiana) è la lingua usata dalle persone sorde e udenti appartenenti alla Comunità Sorda Italiana.
Le persone nate sorde o che hanno perso l’udito entro i primi anni di vita non possono acquisire naturalmente la lingua parlata, come succede ai bambini udenti, e quindi diventano, secondo una terminologia ormai desueta “sordomute”. E’ importante sottolineare che le persone sorde non sono mute per difetti all’apparato fono-articolatorio, cioè quell’apparato composto da cavità nasale, cavità orale, faringe, trachea, laringe e polmoni che permette la produzione dei suoni di una lingua parlata, ma solo perché non sentendo non percepiscono i suoni vocali che compongono la lingua della Comunità Maggioritaria Udente in cui sono inseriti e quindi non ricevono alcuno stimolo a riprodurre questi suoni, se non rieducati appositamente.
Intatto come il loro apparato fono-articolatorio è anche nei Sordi il desiderio, anzi, la necessità di comunicare con i propri simili quindi probabilmente, fin dalla notte dei tempi, i primi due sordi che si sono incontrati, visto che il canale acustico non poteva essere utilizzato, hanno spontaneamente adottato un sistema di comunicazione che sfruttasse il senso integro cioè la vista.
Ecco come è nata la Lingua dei Segni, un sistema comunicativo che presenta tutte quelle caratteristiche che fanno di un sistema di comunicazione una vera lingua: articolazione, composizione, arbitrarietà, grammatica, sintassi, ecc. La ricerca sistematica sulla lingua dei segni iniziò negli USA ad opera di William Stokoe, alla fine degli anni cinquanta. Egli scoprì che i singoli segni della ASL (American Sign Language, la lingua usata dalla Comunità Sorda Statunitense) potevano essere scomposti in un numero relativamente limitato di unità minime prive di significato, che combinate diversamente davano origine a moltissimi segni, esattamente come nelle lingue parlate i fonemi, le unità linguistiche minime prive di significato possono, componendosi e ricomponendosi tra loro, dare origine a un numero enorme di parole diverse. Questa scoperta rivoluzionaria diede il via ad altre ricerche sia nella ASL che nelle altre Lingue dei Segni usate dai Sordi di diverse nazioni portando a risultati sorprendenti:

In Italia la ricerca sistematica sulla LIS iniziò verso gli anni ottanta per opera dei ricercatori dell’Istituto di Psicologia del CNR di Roma, diretto dall’equipe di Virginia Volterra. In stretta collaborazione con i sordi si verificò che tutti i risultati raggiunti per le altre Lingue dei Segni erano riscontrabili anche nella LIS, stabilendo così che la LIS usata dalla Comunità Sorda Italiana è una lingua al pari delle lingue vocali e delle lingue dei segni e che come una lingua è espressione della cultura e delle tradizioni di una vera e propria minoranza linguistica, inserita in una maggioranza udente, ma ben distinta da essa.
Per capire bene la differenza tra una lingua parlata, per esempio l’italiano, e una Lingua dei Segni bisogna immaginare la prima come un “nastro” formato da parole che si susseguono l’una all’altra e che si “introducono” nell’orecchio a stimolare il senso dell’udito. La Lingua dei Segni invece si costituisce come tante immagini che si sovrappongono l’una all’altra. E’ quindi intuitivo capire che le persone sorde strutturano il loro pensiero in maniera diversa e questo ha importanti conseguenze soprattutto nel momento in cui il bambino sordo viene inserito nella scuola normale: la Lingua dei Segni permette all’alunno di ricevere i contenuti attraverso il senso della vista, integro a differenza dell’udito, seguendo gli stessi ritmi dei suoi compagni udenti, aumentando oltre che il suo bagaglio culturale la sua autostima e favorendone l’integrazione e la definizione di un’identità forte.
Uno dei preconcetti riguardante le Lingue dei Segni e che ghettizzerebbero i sordi, costringendoli a comunicare solo con coloro i quali conoscono la Lingua dei Segni e impedendo loro una reale integrazione nella sociètà. Ebbene, pur sembrando paradossale è proprio la conoscenza della Lingua dei Segni che permette ai sordi di essere integrati nella società, a patto che vengano loro forniti gli strumenti adatti. Questa integrazione avviene su due fronti: il primo è che è stato dimostrato, proprio grazie alla ricerca scientifica, che i bambini sordi apprendono più facilmente la lingua parlata e scritta se la apprendono come seconda lingua dopo aver acquisito la Lingua dei Segni fin dai primi mesi di vita. Il secondo è che conoscere bene la Lingua dei Segni significa avere un forte senso di appartenenza ad una comunità, a una minoranza linguistica e non solo ad una categoria “svantaggiata” e quindi avere maggiore sicurezza e serenità nel momento in cui si affronta la società udente.
Infine grazie ad alcune esperienze di insegnamento della Lingua dei Segni ai bambini udenti è stato dimostrato che “l’insegnamento di una lingua dei segni in età precoce, stimolando il canale di comunicazione visivo-gestuale, possa favorire il potenziamento, nei bambini udenti, di alcune aree cognitive particolarmente legate all’attenzione, discriminazione e memoria visiva” (Rossini, Capirci et al. 1997)
Sembra quindi ormai assolutamente chiaro che la lingua dei segni, considerata fino a non molto tempo fa un povero mezzo che “salvava” quei sordi che per diversi motivi non erano in grado di utilizzare la lingua parlata e scritta, è invece un sofisticato strumento che permette integrazione, identità, cultura; vitale per i sordi ma importante anche per gli udenti, che imparandola avranno così la possibilità, oltre che di godere dei vantaggi poco sopra accennati, di comprendere e apprezzare appieno una vera comunità e di rispettarne le esigenze.

Frasi temporali
Il primo elemento di una frase temporale è l’indicazione del passato, del futuro o del presente.

Quindi si esegue la frase seguendo questo ordine gerarchico
MESE GIORNO DATA frase……….
Es.:       a) PASSATO MESE MAGGIO 1 LAVORO NO
              b) FUTURO GENNAIO LUNEDI’ 10 MONTAGNA IO VADO
Come si può notare nell’esempio a) non è sempre obbligatorio segnare tutti i riferimenti temporali ma vengono scelti in base alle necessità linguistiche mantenendo però l’ordine gerarchico.

 


Alla mia maestra: ALFABETO DEL SILENZIO
A scoltami; ascolta i miei pensieri, leggi i miei occhi, sforzati di capire
B ussa al mio cuore: non vede l'ora di aprirsi a te
C onoscimi, comunica con me
D immi di te: io voglio conoscere il tuo mondo
E vita di nasconderti o di evitare il mio sguardo quando ti parlo o quando segno solo perché non mi capisci
F ai di tutto per comunicare: io voglio interagire con te
G uarda le mie mani: parlano di me
H ai timore di non capirmi? Io ne ho molto di più di non riuscire ad esprimere ciò che ho dentro
I mpara la mia lingua: vedrai che ne trarrai giovamento anche tu
L asciami entrare in relazione con te,
M a sforzati di guardare il mondo come lo vedo e lo sento io, come io mi sto sforzando di capire il tuo
N on ti preoccupare: io farò di tutto per capirti
O sserva i miei gesti; essi racchiudono in loro la profondità del mio pensiero
P rendimi a cuore: I care
Q uando parli, muovi le labbra in modo chiaro altrimenti non riesco a leggerle
R aggiungimi: impara a conoscere il mio modo di interagire con il mondo
S egna insieme a me: riusciremo finalmente a comunicare
T rattami come una persona intelligente, quale io sono: capisco tutto, basta che tu sappia spiegarmelo
U n mondo silenzioso non è un mondo vuoto: ma il vero handicap lo crea la maggioranza quando non riesce a capire e a comunicare senza i suoni
V isuo-manuale: è così che viene classificata la mia lingua
Z ittisci tutti coloro che pensano che io nell'aria faccia solo gesti senza senso.
 


 

Disciplina Corsi LIS 2004

Dizionario LIS

Opuscolo Informativo
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http://www.sordionline.com/index.htm
http://www.sordionline.com/FilmatiLIS.htm
http://www.dienneti.it/percorsi/handicap.htm
Ente Nazionale Sordi Onlus: http://www.ens.it/
http://www.superman-sordo.it/diario/2005/Maggio/Dattilologia.htm
http://www.sitiodesordos.com.ar/alfabeto1.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_dei_segni_italiana
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http://www.dizlis.it/index.php
http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_dei_segni
http://www.dienneti.it/percorsi/handicap.htm
http://deafness.about.com/cs/signfeats2/a/signdictionary.htm
Mason Perkins: http://www.mpdf.it/ - Links vari: http://www.mpdf.it/linksit.htm
Sandro Zucchi: http://filosofia.dipafilo.unimi.it/~zucchi/index.html (vai su collegamenti - lingua dei segni)
http://www.istc.cnr.it/mostralis/index1.htm
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