USABILITY - E-Government - Ora l'accessibilità è d'obbligo.


Il 17 dicembre 2003, il Senato ha approvato in via definitiva che impone l'accessibilità dei siti web e degli strumenti informatici a vantaggio delle persone disabili. Il testo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 gennaio 2004 (legge 9 gennaio 2004 n° 4) ed entrerà in vigore il prossimo 1° febbraio. Perchè sia operativa, tuttavia, è ora necessario attendere l'approvazion e di un regolamento di attuazione, per il quale la legge fissa un termine di 90 giorni dall'entrata in vigore (dunque entro aprile). Al regolamento, che sarà concorodato con associazioni di disabili, comunità di sviluppatori e produttori hardware e software, spetta il compito di chiarire tutti i nodi che la legge non ha sciolto, vuoi per l'urgenza di approvare il testo entro l'anno europeo dei disabili, vuoi per l'esigenza di conmperare le posizioni della decina di proposte di legge da cui il provvedimento ha avuto origine. Tra le questioni aperte restano il reperimento dei finanziamenti necessari per adeguare i siti esistenti e incentivare l'applicazione delle norme, l'identificazione circostanziata dei soggetti interessati dalle nuove disposizioni, l'attivazione e la definizione dei compiti della struttura di controllo presso il dipartimento per l'innovazione e le Tecnologia e la definizione dei requisiti in base ai quali un sito sarà considerato a norma di legge.

F.A.Q. - Frequency Asked Questions

D: Che cosa si intende per accessibilità?
R:
La legge la definisce come la "capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnonlogie assistite o configurazioni particolari"

D: Riguarda solo i siti Web?
R:
Nell'accezione adottata dal testo è estesa a tutti gli strumenti hardware e software che consentono di accedere alle informazioni o ai servizi erogati attraverso sistemi informatici. La rispondenza dell'interfaccia di un sito a criteri condivisi di accessibilità è l'ultimo livello, ache se il più noto in Rete, ed è richiesto proprio per venire incontro a ogni possibile condizione di accesso, come sintesi vocali, browser testuali o sistemi di output Braille.

D: Chi si deve adeguare?
R:
Le pubbliche amministrazioni, gli enti pubblici economici, le aziende private concessionarie di servizi pubblici, le aziende municipalizzate regionali, gli enti pubblici di assistenza e di riabilitazione, le aziende di trasporto e di telecomunicazione a prevalente cpaitale pubblico, le aziende appaltatrici di servizi informatici. Per questi sono previste nuove regole anche per quanto riguarda gli appalti per la fornitura di beni e servizi informatici (che in alcuni casi devono garantire l'accessibilità a pena di nullità) e per il lavoro dei dipendenti disabili.

D: Gestico un sito: sono obbligato ad adeguarlo?
R:
I privati non sono direttamente intessati, ma possono sottoporsi spontaneamente alla verifica di accessibilità. Se il sito supera le verifiche che saranno stabilite nel regolamento di attuazione potranno esibile una certificazione ufficiale sul proprio sito.

D: Chi stabilisce i requisiti e chi controlla che un sito sia accessibile?
R:
La promozione e l'attuazione delle nuove norme è affidata al dipartimento per l'Innovazione e le Tecnologie della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Le norme operative saranno definite solo nel regolamento di attuazione. Successivamente il dipartimento emaneràun prorpio regolamento contenente i requisiti tecnici per i diversi livelli di accessibilità e la metodologia di verifica. Questi si baseranno sulle direttive dell'Unione Europea e su altre normative internazionalmente riconosciute, con evidente riferimento a quelle del W3C (http://www.w3c.com) e saranno periodicamente aggiornati.

D: Quali sanzioni sono previste?
R:
L'unica sanzione espressamente prevista, allo stato attuale, è la responsabilità dirigenziale e disciplinare per i dirigenti delle amministrazioni pubbliche

(da "internet news" - febbraio 2004)

Usabilità di un sito web
Per usabilità di un sito web si intende la facilità con cui un utente riesce a ricercare, apprendere, utilizzare, le informazioni e i servizi che il sito web in questione offre.
Vediamo subito quali consigli adottare per aver un sito altamente usabile:
I link
Devono essere leggibili e riconoscibili in qualsiasi parte del sito web, e possibilmente utilizzare lo stesso stile per ciascun link del sito.
Il tipo di font
Utilizzare un font adatto ai contenuti del sito e adotare lo stesso font per tutti i contenuti del sito.
Per esempio in un sito per bambini può essere utilizzato un font abbastanza grande e più tondeggiante abbinato alla grafica del sito.
I paragrafi
E' importante spaziare bene i paragrafi tra loro, per diversificare le diverse sezioni di una pagina web.
I colori
Adottare dei colori che ben si accoppiano tra loro, e utilizzare gli stessi colori per ciscuna pagina del sito.
Le immagini
La leggerezza delle immagini è molto importante in quanto favorisce il caricamento veloce delle pagine senza stressare l'utente, e quindi senza rischiare di perdere l'utente.
Definire le proprietà height e width per avere una caricamento più veloce dell'immagine.
I menù
La posizione del menù è molto importante per la facilità di navigazione del sito da parte dell'utente, è buona norma quindi che un menù sia visibile in tutte le pagine del sito senna stessa posizione.
I pulsanti
Che siano standard o grafici (immagini di contesto) l'importante è scriverci sempre a cosa serve quel bottone es: "Home", "Invia", "Cancella", ecc.
Evitare le intro in Flash
Costituiscono da parte dell'utente spreco di tempo sia nel caricamento che nella visualizzazione.
Pesi e tempi
Per essere usabile una pagine deve essere caricata in meno o tutta al più uguale a 6 secondi con un modem 56Kbps, e quindi non dovrebbe pesare più di 40Kb.
Abbandonare l'uso dei frame
Ormai i frame sono in disuso. Difficili da seguire da parte dell'utente e dai motori di ricerca e non sono neanche stampabili.
Ottimizzazione del codice
Terminata la programamzione del sito, è utile adottare dei programmi automatici per l'ottimizzazione del codice che elimineranno spazi e tabulature in eccesso favorendo un caricamento più veloce delle pagine web.

Regole dell'accessibilità
Nel 1999 il W3C tracciò le linee guida che definiscono gli standard di accessibilità ai contenuti web. Il documento originale è disponibile su http://www.w3.org/TR/WCAG10; una traduzione italiana a cura dell'AIB è disponibile su http://www.aib.it/aib/cwai/WAItrad.htm.
Ecco i 14 punti
- Fornire alternative equivalenti al contenuto audio e visivo
- Non fare affidamento sul solo colore
- Usare marcatori e fogli di stile e farlo in modo approrpiato.
- Chiarire l'uso di linguaggi naturali.
- Creare tabelle che si trasformino in maniera elegante.
- Assicurarsi che le pagine che danno spazio a nuove tecnologie si trasformino in maniera elegante
- Assicurarsi che l'utente possa tenere sotto controllo i cambiamenti di contenuto nel corso del tempo.
- Assicurare l'accessibilità diretta delle interfacce utente incorporate.
- Progettare per garantire l'indipendenza da dispositivo
- Usare soluzioni provvisorie
- Usare le tecnologie e le raccomandazione del W3C
- Fornire informazioni per la contestualizzazione e l'orientamento
- Fornire chiari meccanismi di navigazione
- Assicurarsi che i documenti siano chiari e semplici
In virtù della legge Stanca del 17/12/2003, molte delle suddette regole verranno imposte per i siti amministrativi e di servizio pubblico, in modo da garantire la corretta accessibilità degli utenti disabili.

Siti:
http://www.usabile.it
http://www.webaccessibile.org
http://www.bazzman.it
http://www.fucinaweb.com
http://www.macromedia.com
 


Creare la homepage perfetta
Regole generali
Prima di valutare nel dettaglio quali siano gli accorgimenti migliori per la scrittura in home page, vale la pena ricordare che su Internet la parola è un compendio della grafica, e viceversa, ancora più che su altri medium. Pertanto, in funzione del tipo di comunicazione che si va ad approntare, del target da raggiungere e degli scopi della pubblicazione, si dovrà adeguatamente valutare il carico e i pesi del testo scritto e della pagina. Inoltre, l'altra considerazione di assoluta verità riguarda la forma: indipendentemente dalle altre scelte, infatti, non possono esserci errori d'ortografia o sintassi, per alcun motivo. Dalla presentazione del sito gli utenti decidono se proseguire o meno, e nulla è più disturbante di una pagina con errori evidenti.
L'importante è chi legge
Sul Web è relativamente importante chi scrive: sia esso un amatore hobbista o un professore universitario, il pubblico del Web è disposto probabilmente ad ascoltarlo, a patto di spiegare e specificare quali siano i propri obiettivi e l'autorità con la quale si espongono le proprie idee. Sul Web è fondamentale chi legge: si scrive sempre per un certo pubblico, e ad esso bisogna rivolgersi con il linguaggio, la proprietà e la semplicità che sta cercando. Un sito di alto contenuto scientifico per specialisti potrà avere gli stessi contenuti di un sito divulgativo, ma i tipi di pubblico saranno radicalmente diversi e bisognerà parlare loro in maniera completamente diversa.
Evitare la ridondanza
Come per gli aspetti generali, la grafica e il contenuto, anche per la scrittura bisogna assolutamente evitare la ridondanza: inutili i punti esclamativi perché tutto è importante, inutili le parole tutte maiuscole perché non c'è bisogno di urlare, inutili infine le frasi a effetto fuori contesto o prive di riscontro contenutistico.
Chiarezza sì, banalità no
Nell'impeto della scrittura creativa, uno degli errori più comuni è quello di inventarsi titoli o scrivere paragrafi sull'onda dell'emozione, evocativi, belli, ma inutilmente fuorvianti o peggio ancora criptici per i lettori. Per lo stesso motivo, le sigle vanno evitate se possibile, o almeno sciolte, alla loro prima occorrenza. Ragionamento simile può essere fatto per i termini stranieri o tecnico-scientifici. La semplicità paga sempre. Senza cadere nella banalità: se abbiamo un elenco che prosegue nelle pagine interne, è inutile segnalarlo con "avanti" o espressioni simili. Se si è stati chiari, sarà ovvio proseguire. Allo stesso modo, nei link è inutile scrivere "clicca qui". Ormai l'ipertesto è diventato comune, almeno ai navigatori.
Gli standard editoriali
Uno degli aspetti meno curati nella redazione dei testi Web è quello degli standard editoriali o norme editoriali: quell'insieme di regole che definiscono come si affrontano i vari casi e dubbi sulla scrittura delle parole. Le sigle sono tutte maiuscole o sola la prima lettera è maiuscola? Le parole straniere vanno in corsivo o no? Come si virgoletta un'espressione tipica? E una frase d'intervista? L'insieme di queste norme è tipico delle imprese editoriali, che in tal modo uniformano i loro prodotti a uno standard appunto. Anche nel caso di un sito Web andrebbero stese in precedenza, in modo da presentare un prodotto omogeneo e di qualità.

Una buona struttura
L'idea della struttura del sito Web non è un principio a sé stante, ma la buona pratica per arrivare a una progettazione condivisa dal committente e in grado di soddisfare gli obiettivi. Non è, cioè, un optional utile per dare un tono di professionalità, ma uno strumento operativo fondamentale, dal quale discendono (dovrebbero discendere) tutte le successive scelte di implementazione di strumenti, contenuti, grafica. Per questo motivo bisogna cercare di avere - prima di iniziare il lavoro pratico di costruzione del sito - una buona struttura del sito. Come raggiungerla? Proviamo a suggerire dieci piccoli passi, una sorta di miniguida per la creazione di una buona struttura.
Identificare i temi.
Prima di tutto occorre mettere a fuoco quali siano gli argomenti portanti e i macrotemi di cui ci si dovrà occupare nelle pagine Web. In pratica, bisogna suddividere tutti gli imput ricevuti dal committente in macroaree in cui andrà diviso il tema. È evidente che spesso ci saranno zone di confine, adatte a un'area o a un'altra: va benissimo che rimangano aree di confine. Non si tratta di incasellare a forza ogni tema in un settore, ma di dividere logicamente il materiale in nostro possesso.
Identificare il target. Introducendo un ragionamento sul pubblico non si può fare a meno di individuare il target di riferimento, perché a ogni gruppo di utenti si può (e in qualche caso si deve) parlare con modi e strutture differenti. L'identificazione del target, cioè, aiuta a costruire la struttura perché in funzione del tipo di pubblico che si vuole catturare potremo andare a creare una base di tipo tradizionale o più innovativa, più semplice o complicata, e così via.
Identificare le priorità.
L'altro primo lavoro immediato, ancora più importante per determinare la struttura del sito, è individuare le priorità. Si tratta di dare una gerarchia agli argomenti. Per farlo, tre considerazioni sono necessarie: la propria sensibilità ed esperienza (finanche il gusto o la passione), ma soprattutto le esigenze di comunicazione del committente e, ancor più, la user experience degli utenti. Bisogna essere capaci di conciliare queste tre spinte (che qualche volta vanno nella stessa direzione e altre volte possono divergere), in modo da creare delle priorità che siano tali non solo per noi o per il committente, ma anche per il pubblico individuato.
Creare percorsi guidati.
Una volta stabilita una gerarchia dei temi da trattare, e avendoli già ordinati per macroaree, sarà spontaneo creare percorsi guidati che, a partire dalle informazioni più importanti e generali, scendano sempre più nel dettaglio per fornire agli utenti successivi approfondimenti.
Eliminare i passaggi inutili.
Un errore tipico nella fase di creazione di questi percorsi guidati è l'inserimento, a sproposito, di pagine "cuscinetto": pagine Web che non hanno alcuna utilità pratica per l'utente, ma che rallentano il raggiungimento dell'informazione sensibile. Si ricordi che un buon sito presenta un valore di click to target basso: un utente raggiunge il maggior numero di informazioni con il minor numero di click.
Inserire le scorciatoie.
Quando, per questioni di logica strutturale, le informazioni sensibili sono distanti dalle loro pagine introduttive d'ingresso, è buona cosa inserire delle scorciatoie, dei passaggi privilegiati che, facendo saltare i vari passaggi logici del percorso guidato, conducano direttamente all'obiettivo. Con questo escamotage si può salvare una struttura impeccabile dal punto di vista formale-organizzativo e al tempo stesso offrire all'utente una notevole velocità d'esecuzione per le azioni a cui maggiormente tiene.
Delocalizzare le informazioni marginali.
Sempre con la stessa logica è possibile confinare ai margini della struttura le informazioni che si ritengono meno interessanti e utili. Se dal punto di vista logico alcune informazioni sono allo stesso livello gerarchico di altre, spesso non lo sono per utilità e interesse. In questo caso, salvando il loro peso nella gerarchia, si possono comunque confinare ai margini della struttura, in modo da evitare che l'utente vi capiti sopra per caso, perdendo tempo. Soltanto chi cerca quelle informazioni le saprà raggiungere.
Creare link orizzontali.
I temi, gli argomenti e le informazioni categorizzate come "di confine" nel momento in cui si sono suddivise le macroaree possono essere facilmente utilizzate come momenti d'intersezione tra una e l'altra macroarea appunto. A questo scopo si possono creare dei link orizzontali tra informazioni dello stesso livello gerarchico, in modo che l'utente possa muoversi non solo in profondità, ma anche sullo stesso livello d'importanza.
Evitare gli incroci.
Così come si possono e devono creare dei link orizzontali tra le varie aree di pari peso gerarchico o logico, al contrario sono da evitare gli eccessivi incroci. Se un'informazione è logicamente lontana da un'altra, non ha senso che le due godano di link reciproci diretti. Se alcune informazioni devono sempre essere reperibili, meglio ricorrere a menu fissi, validi per sempre in ogni pagina del sito.
Adattarsi ai desideri del committente.
Non è certamente l'ultimo dei consigli, ma è sicuramente uno dei più difficili da soddisfare mantenendo inalterato il buon risultato del sito. Spesso i committenti non capiscono a fondo le motivazioni di strutture logiche e gerarchiche così precise e tendono ad allungare spesso i percorsi con informazioni inutili (salvo a loro stessi). Il buon creatore di siti deve saper trattare il committente convincendolo della bontà del proprio progetto e accontentandolo senza screditare il lavoro nel suo complesso.


Tecniche base dello scrivere per il web
Sebbene nel Web Marketing esistano due aree distinte per i contenuti e per l'ottimizzazione di un sito, oggi i Motori di Ricerca sono orientati a valorizzare sempre più i contenuti rispetto alla grafica.
La capacità di chi realizza e aggiorna i contenuti non sta solo nel trovare qualche frase ad effetto ma nel trovare la giusta combinazione tra questo tipo di cose e le esigenze dei Motori di Ricerca.
La capacità di realizzare romanzi bellissimi chiaramente non appartiene a tutti ma tutti, con l'esercizio, possono acquisire le principali tecniche per scrivere on e offline.
Ebbene sì, perchè esistono molteplici differenze tra lo scrivere per il Web ed altre forme di scrittura per vari motivi dovuti allo strumento utilizzato per comunicare (il monitor sostituisce la carta stampata), il pubblico che in media si rivolge al Web è diverso rispetto a chi magari legge il quotidiano comprato in edicola ecc. ecc.
Sulla base di queste ed altre differenze si imposta il diverso approccio con la scrittura per Internet. Sarò quanto più schematico possibile:
1) E' preferibile scrivere testi tendenzialmente più brevi di quelli che si scriverebbero per la carta stampata. E' stato verificato che si legge più lentamente e con maggior fatica davanti al monitor piuttosto che davanti ad un libro/giornale. Se il lettore si affatica prima anche la sua soglia d'attenzione cala prima, per questo, un testo più breve sarà anche più comodo. Non si dimentichi che sul Web è presente un'enormità di documenti per ogni argomento, pertanto, il lettore/navigatore sarà più propenso a sfogliare vari documenti sino ad identificare quello di maggior interesse piuttosto che a leggerne uno (magari anche lungo) per intero per poi notare che non soddisfa a pieno le proprie esigenze.
2) Scrivere un testo a "piramide invertita". Questo secondo punto è una delle soluzioni trovate per far fronte alla concorrenza presente online in fatto di documenti di tutti i generi. Se si vuol catturare sin dall'inizio l'attenzione del lettore/navigatore bisogna collocare sin dall'inizio il fulcro attorno al quale ruoterà tutto il discorso trattato nel nostro documento. Chi sta davanti al monitor non ha tempo, voglia (e forse neppure i soldi) per leggere tutte le argomentazioni che si tratterebbero in una premessa. Meglio andare subito al succo del discorso. Questo aspetto è anche molto rilevante in relazione ai Motori di Ricerca, ma non cambiamo argomento.
3) Evidenziare le parole chiave. Un altro modo per cogliere l'attenzione del lettore/navigatore è quella di evidenziare le parole chiave in grassetto, sottolineandole e in corsivo. Con quei marcatori di cui abbiamo appena parlato, il lettore/navigatore potrà rendersi conto più facilmente e rapidamente se il testo che ha davanti lo può interessare o meno. E' stato evidenziato che la tendenza di chi legge sul monitor del proprio pc (in particolar modo durante la connessione al Web) è quella di leggere solo una parte del documento utilizzando come riferimento le parole segnate in grassetto o altro modo. Perchè mai dovremmo perdere l'opportunità di veicolare l'attenzione del navigatore dove a noi fa più comodo? Mi riferisco, in paraticolar modo, ai siti commerciali.
Chi volesse iniziare ad imparare a scrivere per il Web non può fare a meno di visitare il sito di Luisa Carrada e, a partire da quello, giungere ad altri link molto interessanti.

Usabilità: per chi
Da un punto di vista classico, l'analisi di usabilità di un sito Web prevede lo studio di molti aspetti tecnici: si verifica che il sito sia compatibile con i vari browser in tutte le versioni possibili e immaginabili, ma un approccio più umanistico cambia tutto.
Pur essendo vero che sono i browser a dover "usare" il sito, è anche vero che è l'utente (l'uomo) che effettua tutte le regolazioni che reputa opportune alla macchina. Ossia, il prodotto che i Web designer realizzano dovrebbero essere molto più "human oriented".
In commercio esistono molti testi sull'usabilità e online è possibile trovare link e newsletter, prima fra tutte quella di J. Nielsen. L'aspetto fondamentale che dovrebbe curare chi si avvicina all'usabilità come web designer, per passione o, come chi scrive, per occuparsene in modo diretto, è quello di cercare di mettersi nei panni del potenziale utente quanto più possibile.
I risultati migliori si ottengono con dei test sul campo ma molte ditte che non vogliono investire sul Web non vorranno riversare delle proprie risorse di tempo e denaro in test di prototipi su carta o rispondere ad interviste. Le PMI italiane non sono ancora aperte a queste nuove realtà in modo completo, ci vorrà del tempo ma siamo sulla strada giusta.
J. Nielsen in un suo articolo parla di come si può eseguire un'analisi di usabilità per un prezzo di circa duecento dollari in poco tempo. Una risposta interessante per un mercato in cui c'è poca richiesta o la richiesta deve ancora maturare. Non vi pare?
Un modo per imparare a migliorare l'usabilità di un sito è quello di imparare a riflettere. Come? Leggendo, leggendo, leggendo...
I primi tempi è difficile ma poi diventa più semplice perchè si acquisisce padronanza con il ragionamento seguito da chi si occupa di analisi di usabilità.
Oltre la newsletter di J. Nielsen di cui ho parlato sopra esistono altri link di riferimento, ognuno interessante per un motivo particolare, tra cui Usabile.it, sito in italiano con articoli e altro materiale su usabilità e accessibilità. Da ammirare per la cura prestata alla ricerca della semplicità badando maggiormente ai contenuti.

Sito accessibile. Si, grazie!
Livelli di accessibilità e verifica
Secondo indicazioni internazionali, recepite e divulgate in Italia da Iwa-Italy, e in Europa dal consorzio EuroAccessibility i livelli di accessibilità si suddividono in tre categorie: A, AA e AAA. Il primo stadio si raggiunge quando si risolvono problemi che "devono essere risolti" (priorità definita "must"), perché impediscono l'accesso ai contenuti a determinate categorie di utenti. Il secondo quando si affrontano problemi che "dovrebbero essere risolti" (priorità definita "should") per facilitare l'uso della pagina a determinate categorie di utenti. Infine, la tripla A si ottiene quando si eliminano problemi che "possono essere risolti" (priorità definita "may") al fine di migliorare l'utilizzo della pagina da parte di alcune categorie di utenti. Per rendere accessibile un sito si devono correggere subito i problemi con priorità A e in seguito i problemi di livello AA. Con accessibilità AAA si raggiunge poi il livello più elevato. Ma come verificare questi livelli? Dopo aver realizzato una pagina accessibile bisogna effettuare dei test. Il sistema più semplice è quello di affidarsi ad applicazioni studiate per eseguire automaticamente queste valutazioni: Screen Reader, Validatori, LIFT o browser testuali (Lynx). Lo strumento più noto è certamente il W3C Validator, mentre il più famoso Screen Reader è invece JAWS.
Chi è obbligato?
Per le imprese o i privati non esiste un preciso obbligo a rispettare queste norme. Oggi molti produttori di software, in particolare per il content management, stanno adeguando i sistemi di publishing affinché permettano la costruzione di siti accessibili. Un obbligo, comunque, non c'è. Per la Pubblica Amministrazione, invece, è diverso. Come per i siti federali degli Stati Uniti - che devono rispettare le regole imposte dalla Section 508 - la Legge nº 4/2004 sull'accessibilità, nota anche come "Legge Stanca", pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 17 gennaio 2004, impone alla PA italiana l'adozione di accorgimenti per l'accesso facilitato alle informazioni e l'impiego di "tecnologie assistite" che permettano alle persone disabili, superando o riducendo le condizioni di svantaggio, di accedere ai servizi erogati dai sistemi informatici.
Perché puntare sull'accessibilità
Un sito web accessibile è certamente un sito Web di qualità, che dimostra attenzione da parte del team di sviluppo per le esigenze degli utenti, compresi quelli disabili. Lo sforzo per rendere un sito accessibile è minimo: perché privare il vostro sito di un pubblico piú ampio? É anche, secondo J. Nielsen una scelta economica: gli utenti disabili si dimostrano clienti affezionati con chi cura le loro esigenze. E poi, comunque, sposare la filosofia dell'accessibilità non comporta controindicazioni. Non ci sono svantaggi. La versione accessibile di una pagina è graficamente identica alla versione non accessibile. Le modifiche sono invisibili, si tratta di accorgimenti di programmazione e ovviamente di una sensibilità al valore della comunicazione Internet. Una qualità che certamente viene riconosciuta dai navigatori.

Come strutturare un sito web
Struttura sì o no? Tassonomia o folksonomia? Aldilà delle scelte concettuali, nel momento in cui si va a impostare per la prima volta la creazione di un sito Web è indispensabile creare una struttura che metta ogni cosa al suo posto.
Se il Web 2.0 sposta i parametri della progettazione Web a favore di aggregazioni spontanee, collaborative e meno gerarchizzate, rimane pur sempre vero che nella progettazione di un sito di tipo professionale rimanga indispensabile individuare una base strutturale in grado di soddisfare gli obiettivi di comunicazione, marketing e vendita dell'azienda. Per questo non si può abbandonare l'idea di creare una struttura di base delle pagine Web: in un'ottica moderna e secondo le tendenze del Web, questa potrà essere arricchita o addirittura generata con il contributo degli strumenti di ultima generazione, collettivi, collaborativi e spontanei. Tuttavia, da essa non si può prescindere.
Una buona struttura
L'idea della struttura del sito Web non è un principio a sé stante, ma la buona pratica per arrivare a una progettazione condivisa dal committente e in grado di soddisfare gli obiettivi. Non è, cioè, un optional utile per dare un tono di professionalità, ma uno strumento operativo fondamentale, dal quale discendono (dovrebbero discendere) tutte le successive scelte di implementazione di strumenti, contenuti, grafica. Per questo motivo bisogna cercare di avere - prima di iniziare il lavoro pratico di costruzione del sito - una buona struttura del sito. Come raggiungerla? Proviamo a suggerire dieci piccoli passi, una sorta di miniguida per la creazione di una buona struttura.
Identificare i temi. Prima di tutto occorre mettere a fuoco quali siano gli argomenti portanti e i macrotemi di cui ci si dovrà occupare nelle pagine Web. In pratica, bisogna suddividere tutti gli imput ricevuti dal committente in macroaree in cui andrà diviso il tema. È evidente che spesso ci saranno zone di confine, adatte a un'area o a un'altra: va benissimo che rimangano aree di confine. Non si tratta di incasellare a forza ogni tema in un settore, ma di dividere logicamente il materiale in nostro possesso.
Identificare il target. Introducendo un ragionamento sul pubblico non si può fare a meno di individuare il target di riferimento, perché a ogni gruppo di utenti si può (e in qualche caso si deve) parlare con modi e strutture differenti. L'identificazione del target, cioè, aiuta a costruire la struttura perché in funzione del tipo di pubblico che si vuole catturare potremo andare a creare una base di tipo tradizionale o più innovativa, più semplice o complicata, e così via.
Identificare le priorità. L'altro primo lavoro immediato, ancora più importante per determinare la struttura del sito, è individuare le priorità. Si tratta di dare una gerarchia agli argomenti. Per farlo, tre considerazioni sono necessarie: la propria sensibilità ed esperienza (finanche il gusto o la passione), ma soprattutto le esigenze di comunicazione del committente e, ancor più, la user experience degli utenti. Bisogna essere capaci di conciliare queste tre spinte (che qualche volta vanno nella stessa direzione e altre volte possono divergere), in modo da creare delle priorità che siano tali non solo per noi o per il committente, ma anche per il pubblico individuato.
Creare percorsi guidati. Una volta stabilita una gerarchia dei temi da trattare, e avendoli già ordinati per macroaree, sarà spontaneo creare percorsi guidati che, a partire dalle informazioni più importanti e generali, scendano sempre più nel dettaglio per fornire agli utenti successivi approfondimenti.
Eliminare i passaggi inutili. Un errore tipico nella fase di creazione di questi percorsi guidati è l'inserimento, a sproposito, di pagine "cuscinetto": pagine Web che non hanno alcuna utilità pratica per l'utente, ma che rallentano il raggiungimento dell'informazione sensibile. Si ricordi che un buon sito presenta un valore di click to target basso: un utente raggiunge il maggior numero di informazioni con il minor numero di click.
Inserire le scorciatoie. Quando, per questioni di logica strutturale, le informazioni sensibili sono distanti dalle loro pagine introduttive d'ingresso, è buona cosa inserire delle scorciatoie, dei passaggi privilegiati che, facendo saltare i vari passaggi logici del percorso guidato, conducano direttamente all'obiettivo. Con questo escamotage si può salvare una struttura impeccabile dal punto di vista formale-organizzativo e al tempo stesso offrire all'utente una notevole velocità d'esecuzione per le azioni a cui maggiormente tiene.
Delocalizzare le informazioni marginali. Sempre con la stessa logica è possibile confinare ai margini della struttura le informazioni che si ritengono meno interessanti e utili. Se dal punto di vista logico alcune informazioni sono allo stesso livello gerarchico di altre, spesso non lo sono per utilità e interesse. In questo caso, salvando il loro peso nella gerarchia, si possono comunque confinare ai margini della struttura, in modo da evitare che l'utente vi capiti sopra per caso, perdendo tempo. Soltanto chi cerca quelle informazioni le saprà raggiungere.
Creare link orizzontali. I temi, gli argomenti e le informazioni categorizzate come "di confine" nel momento in cui si sono suddivise le macroaree possono essere facilmente utilizzate come momenti d'intersezione tra una e l'altra macroarea appunto. A questo scopo si possono creare dei link orizzontali tra informazioni dello stesso livello gerarchico, in modo che l'utente possa muoversi non solo in profondità, ma anche sullo stesso livello d'importanza.
Evitare gli incroci. Così come si possono e devono creare dei link orizzontali tra le varie aree di pari peso gerarchico o logico, al contrario sono da evitare gli eccessivi incroci. Se un'informazione è logicamente lontana da un'altra, non ha senso che le due godano di link reciproci diretti. Se alcune informazioni devono sempre essere reperibili, meglio ricorrere a menu fissi, validi per sempre in ogni pagina del sito.
Adattarsi ai desideri del committente. Non è certamente l'ultimo dei consigli, ma è sicuramente uno dei più difficili da soddisfare mantenendo inalterato il buon risultato del sito. Spesso i committenti non capiscono a fondo le motivazioni di strutture logiche e gerarchiche così precise e tendono ad allungare spesso i percorsi con informazioni inutili (salvo a loro stessi). Il buon creatore di siti deve saper trattare il committente convincendolo della bontà del proprio progetto e accontentandolo senza screditare il lavoro nel suo complesso.

Standard è meglio!
Perché usare gli standard Web nella realizzazione dei siti? Vantaggi e ritorno economico delle pagine costruite secondo i dettami del W3C.
Il Web come lo conosciamo è ancora in gran parte un mondo "sporco", almeno in termini di codice. Molte pagine della Rete sono costruite con codice HTML che va ben oltre i limiti per cui era stato pensato e progettato. La separazione da una parte di struttura e contenuto, dall'altra di presentazione e aspetto è rimasta per anni nella teoria della programmazione.
Separare struttura e presentazione
L'HTML doveva essere un linguaggio adatto a controllare la struttura e il contenuto di pagine ipertestuali e non la loro presentazione o l'aspetto. Per questo, fin dalla seconda metà degli anni Novanta, il W3C, il consorzio per il World Wide Web, aveva raccomandato l'utilizzo dei CSS o Cascading Style Sheets (fogli di stile a cascata). Tuttavia, lo scarso supporto dei browser ai CSS, l'abitudine dei programmatori e una scarsa consapevolezza teorica dei linguaggi hanno da sempre favorito il ricorso all'uso di HTML sporco per governare l'aspetto dei documenti ipertestuali. In pratica, le pagine sono piene di trucchi e accorgimenti (l'uso di marcatori per scopi diversi da quelli originari), tag proprietari, codice non valido. Ancora oggi, molti programmatori vi fanno ricorso, sostenendo che alla fine il risultato è lo stesso e per loro è molto più facile e immediato operare in questo modo. Falso. Premesso che il risultato apparente è uguale, bisogna invece sottolineare come l'utilizzo di standard Web porti a notevoli benefici per tutti.
Gli standard Web
Gli standard Web sono tecnologie ideate e sviluppate dal W3C e da altri enti normatori del Web. Per i linguaggi si va dall'HTML 4.01 all'XML, passando per il codice di transizione XHTML. Tra i linguaggi di presentazione CSS è quello più diffuso e conosciuto, ma ci sono anche il MathML e l'SVG. Poi abbiamo i modelli a oggetti come DOM, e linguaggi di programmazione come ECMAScript 262 (JavaScript). Normalmente, quando si parla di realizzare pagine Internet con standard Web si intende l'uso combinato di XHTML o XML e CSS. Non è questo il caso di addentrarci in questioni tecniche che lasciamo volentieri a chi ha maggiori competenze per discuterle. In questa sede interessa capire e valutare i vantaggi dell'uso dei Web standard, tanto per gli utenti quanto per i programmatori. E naturalmente per i committenti. In realtà, quasi tutti i benefici elencabili hanno ricadute dirette o indirette sulle tre categorie interessate dalla fruizione dei siti Web, ma cerchiamo di schematizzarle ugualmente per fornire una chiave di lettura più immediata.
I benefici per i Web designer
Le ragioni di resistenza all'uso degli standard Web sono ormai superati: il supporto fornito dai browser è ampio e tecnicamente gli strumenti consentono un controllo completo delle pagine. Ogni remora di tipo culturale, deve essere semplicemente superata rispondendo alla domanda: se si può fare un prodotto migliore, perché non farlo?
Sviluppo più semplice. Utilizzare un codice semantico e strutturato in maniera più chiara permette una maggior interoperabilità su codice creato da altri.
Maggiore compatibilità con strumenti futuri. Gli standard definiti sono raccomandati per durare nel tempo. Creare pagine Web con codice sporco porterà sempre più in futuro a problemi di leggibilità da parte dei browser. Scrivere pulito, al contrario, è una garanzia che anche in futuro il proprio codice sarà interpretato correttamente, anche per la tendenza sempre più diffusa a supportare gli standard Web.
Maggior visibilità sui motori di ricerca. Se contenuto e presentazione sono separati, il contenuto sarà sicuramente la parte più consistente del file finale. Con la marcatura semantica (per esempio la corretta marcatura dei titoli) e il maggior peso del contenuto, i motori di ricerca tendono a indicizzare meglio le pagine, e quindi a quotarle in posizioni migliori.
Grande adattabilità. Un documento realizzato con linguaggi di marcatura semantica si può adattare con facilità ai dispositivi di navigazione diversi dal computer. In un'epoca di grande espansione di alternative per la navigazione, rendere fruibile il sito da palmari o cellulari semplicemente collegando il documento a un CSS diverso può rappresentare una chiave di successo di non poco conto.
Maggiore semplicità e personalizzazione. La separazione tra contenuto e presentazione permette di realizzare le proprie pagine in modo più semplice e veloce. Se l'aspetto deve essere cambiato, non bisogna intervenire sull'XHTML. Questo significa che, a parità di contenuto, si possono fornire diverse versioni personalizzate agendo soltanto sui fogli di stile.
I vantaggi per gli utenti
Tradizionalmente, agli utenti non si chiede di conoscere i linguaggi di programmazione, ma di valutare la facilità d'uso d'uno strumento. Su questa base di valutazione, la fruizione di pagine Web realizzate con gli standard consente un grande miglioramento.
Download più veloci. Anche se la diffusione della banda larga porta a dare minore importanza al peso delle pagine, tuttavia non è un aspetto secondario. Sia perché un buon numero di utenti ancora non è coperto dalla banda larga, sia perché si dovrebbe ragionare anche sulle piccole realtà produttive, dove magari la banda (per quanto larga) deve essere condivisa tra più utenti. Utilizzare meno HTML nelle proprie pagine, permette di creare file di dimensioni più contenute e più veloci da visualizzare nei browser.
Maggiore accessibilità. La separazione di contenuto e presentazione permette ai browser vocali e agli altri dispositivi di navigazione alternativi una migliore interpretazione (e quindi una migliore resa) del contenuto.
I vantaggi economici per i committenti
I committenti, come si sarà già intuito, possono tradurre tutti i benefici già visti per gli sviluppatori e per gli utenti in vantaggi economici per la propria impresa.
Pagine più facili da mantenere. Con la separazione di contenuto e presentazione, la manutenzione e la revisione dei siti è più veloce e meno costosa. Anche in caso di cambio del web designer, poi, pagine realizzate con standard sono più facilmente comprensibili da altri professionisti.
Risparmio di banda. Su progetti di notevole consistenza, il carico delle pagine Web è sensibilmente inferiore e questo si traduce in una minor occupazione di banda e di spazio sui server. Rispetto a pagine tradizionali (HTML sporco, immagini e JavaScript), le pagine realizzate in XHTML e CSS possono pesare tra il 25 e il 50% in meno.
Pubblico più ampio e soddisfatto. La questione dell'accessibilità e dell'adattabilità si riflettono sul pubblico in termini positivi. Da una parte, nessuno viene escluso dalla fruizione del Web, il che è motivo di fondamentale importanza culturale non privo di risvolti economici. Dall'altra, la possibilità di visualizzare il proprio sito in movimento, su PDA o cellulari, rappresenta un surplus che in futuro avrà sempre maggiore importanza.
Maggiore visibilità nei motori di ricerca. Se i motori di ricerca rappresentano ormai il traino numero uno per gli investimenti pubblicitari, poter contare su un buon posizionamento è già un passo avanti in termini di marketing. A costo zero.