Trasforma il PC in un videoregistratore digitale
Spieghiamo nel dettaglio una procedura per registrare su hard disk programmi e film trasmessi in televisione
Siamo in un momento di doppia transizione: nel giro di pochi anni il DVD sostituirà il VHS e il CD-R.
Se nel PC il masterizzatore di DVD inizia a prendere piede, nell'ambito della videoregistrazione il VHS tiene ancora, grazie ai prezzi degli apparati di registrazione DVD video con hard disk, che variano da 900 euro ai 1.400 euro per i modelli con masterizzatore di DVD-R integrato. Questi apparecchi, grazie alla presenza di un disco IDE interno da 40 GB, consentono oltre alla visione dei DVD anche di registrare direttamente in digitale i programmi TV sia come ingresso da antenna terrestre sia da decoder satellitare. Il filmato è registrato in formato MPEG2 (standard dei film su DVD) e può essere rivisto, cancellato e anche masterizzato su DVD.
Leggendo questo articolo apprenderete una procedura per registrare le trasmissioni TV sull'hard disk del vostro PC con elevato livello qualitativo nei formati MPEG1, MPEG2 e soprattutto DivX 5.x grazie a iuVCR 2.60.
Per seguire il nostro articolo è necessario un sintonizzatore TV, noi abbiamo provato la procedura sulle Ati All in Wonder Dv 8500 e 7500 dotate di decoder hardware MPEG1/2 Ati Rage Theather nonché sulle più economiche Pinnacle PCTV dotata di chip Bt878/a che si appoggiano per la decodifica al processore installato nel sistema.
I formati video televisivi

Prima di tutto vediamo di conoscere i formati televisivi; va infatti ricordato che tali formati sono differenti nelle diverse zone del pianeta e ne esistono sostanzialmente tre:
NTSC (National Television System Commitee): standard televisivo utilizzato in USA, Giappone, Canada, America Centrale e America Latina. Consiste nella trasmissione analogica di 30 fotogrammi al secondo non interlacciati con una definizione di 525 linee.
PAL (Phase Alternation Line): standard televisivo europeo in uso anche in Italia. La trasmissione analogica avviene a 25 FPS interlacciati (50 semiquadri al secondo, una riga sì ed una no) con definizione di 625 linee.
SECAM (Sequential Couleur Avec Mémoire): standard usato in Francia, Russia e in alcuni paesi dell'est europeo. Simile al PAL ha una trasmissione analogica di 25 fotogrammi al secondo interlacciati, con una definizione di 625 linee ma la codifica e le informazioni video sono diversificate.
Lo standard PAL vanta una maggiore definizione dell'immagine rispetto all'NTSC anche se in questo ultimo il numero di fotogrammi/sec è maggiore e le linee di composizione dell'immagine non sono interlacciate.
Quando si va ad importare in un computer un filmato dalla TV lo stesso deve essere importato in formato PAL. Nella pratica se si importa un file a piena risoluzione PAL da una TV italiana esso potrà avere risoluzione grafica di 768x576 o 720x576. Nel primo caso viene considerata anche una parte del video esterna di 24 pixel sui lati destro e sinistro, tale risoluzione è anche detta Overscan.
Installazione e configurazione software

Prenderemo in esame la Pinnacle PCTV, una scheda dal costo di soli 80 euro che consente di vedere la TV sul monitor con una ottima qualità di immagine. Quanto diremo sarà però applicabile a tutte le schede video dotate di chip di acquisizione Bt878/a, su chip Philips, Themic e su Ati Rage Theather, in pratica la quasi totalità delle schede in commercio. Dopo aver montato la scheda in uno slot PCI vanno installati i driver di acquisizione 5.01 ed in seguito la patch 5.10 (vedi http://www.pinnaclesys.com) ma prima di questi, se si dispone di un Windows 9.x/Me, il Directx 8.1 o superiore. Driver alternativi per tutte le schede basate sui chip Bt848/878 sono presenti sul sito http://btwincap.sourcefor ge.net/download.html.
Per le schede Ati oltre al driver video Catalyst aggiornato va installato il pacchetto Ati multimedia center 7.1 o superiore (vedi http://www.ati.com).
Ingressi ed uscite delle schede di acquisizione

Le schede di acquisizione video dispongono solitamente di un TV tuner integrato e di diversi connettori mostrati nella figura qui sotto. Da questi connettori è possibile importare il segnale di antenna terrestre oppure un segnale videocomposito o S-video (Svhs) da decoder satellitare, da videoregistratore o da una telecamera.


Da sinistra possiamo osservare il connettore per l'ingresso S-video, se è possibile raccomandiamo di usare questo connettore e l'omonimo cavo per importare i segnali in ingresso in quanto in questi cavi avviene la separazione dei canali Luma e Chroma (vedi box a fianco) con migliorata qualità del segnale.
Il secondo connettore di colore giallo è invece l'ingresso videocomposito, è molto facile trovare questo tipo di connettore e relativo cavo sulla maggior parte dei dispositivi video, la sorgente video importata da questa porta ha però una qualità leggermente inferiore. Se il segnale video esce da una presa TV Scart (ad esempio quella del videoregistratore o del decoder) vanno usati appositi convertitori che esamineremo in seguito.
Il terzo connettore è un semplice connettore femmina audio stereo che va usato solo nel caso si utilizzi il TV tuner integrato collegato all'antenna di casa, un apposito cavetto con due jack maschi deve uscire da questo connettore ed inserirsi nell'ingresso Line-In della scheda audio affinché si possa ascoltare/registrare anche il canale audio della TV terrestre.
Il quarto connettore è un ingresso BNC per il cavo dell'antenna terrestre di casa, dopo averlo collegato va fatto girare il software per la ricerca automatica dei canali.

I cavi ed i connettori da utilizzare
Molti dispositivi video quali videoregistratori, decoder satellitari, videocamere e così via dispongono di uscite analogiche videocomposite o S-video, che potete trovare illustrate nella figura in basso.



Procurandosi il cavo corrispondente della giusta lunghezza si può portare il segnale alla scheda di acquisizione. Se tuttavia l'apparecchio disponesse della sola uscita Scart si può acquistare presso negozi di elettronica un apposito adattatore da Scart ad S-video e da Scart a videocomposito come evidenzia la figura in alto che mostra adattatore e cavi. Collegati i cavi alle uscite dell'adattore (come in figura in basso) potrete quindi importare il segnale video nel personal computer.

Per quanto riguarda infine l'audio lo stesso va prelevato dai canali R ed L (destro e sinistro) e tramite un cavetto terminante con jack stereo va portato alla porta Line-In della scheda audio adibita a ricevere segnali in ingresso.

IuVCR: come funziona un videoregistratore digitale
All'avvio iuVCR (si può scaricare una versione demo da questo sito http://www.iulab.com/iuvcr/download.shtml) rileva le caratteristiche della scheda di acquisizione video e si interfaccia ai driver tramite la voce Device Settings (si veda la figura in basso).

Nel nostro caso ha rilevato la “Pinnacle WDM PCTV video capture”. Facendo doppio clic sul relativo pulsante Configure definiremo lo standard video PAL B o G per l'Italia e subito dopo faremo clic sul pulsante Crossbar; da qui definiremo da dove perviene il segnale video in ingresso, le scelte sono S-video, Tuner, o videocomposito (il nostro caso).
Per il segnale audio in ingresso va invece definito il Line-In della scheda audio. A questo punto facendo clic sul grosso pulsante Enable preview potremo gia vedere il segnale video (antenna TV, DVD, VCR, decoder…) in ingresso come si osserva in figura.

Dobbiamo ora regolare le risoluzioni di visualizzazione (Preview) e quella di registrazione (Capture) del filmato. Nel primo caso faremo clic sulla voce Preview Format e definiremo la massima risoluzione 768x576 che sarà poi quella visualizzata agendo sul pulsante Enable Preview. Nel secondo caso agiremo dal pulsante Capture format, qui definiremo il formato del colore, solitamente va bene il parametro YV12 (un parametro per l'impostazione dello spazio colore), ma provate anche gli altri a disposizione per cercare di ottimizzare la qualità video.
Poi definiremo il formato di registrazione, possiamo selezionare 768x576 per la migliore qualità ma se il processore installato nel PC non è abbastanza potente o il file video prodotto è troppo grande o troppo compresso è possibile impostare una risoluzione più bassa a 640x480 o al limite a 480x360. È possibile anche selezionare il formato custom 512x384 che nelle nostre prove abbiamo trovato valido. Il numero di fotogrammi/sec va lasciato ovviamente su 25 FPS.

La selezione del codec
A questo punto in basso sul riquadro Compression selezioneremo il codec desiderato per la compressione dei fotogrammi del filmato. Abbiamo provato con successo i codec DivX 5.02 ed Xvid, più complicato risulta invece il settaggio del nuovo codec DivX 5.03. Ovviamente questi codec vanno preventivamente scaricati da Internet e installati.
Facendo clic sul pulsante Configure del riquadro Compression verrà richiesta la configurazione del codec. Qui si deve impostare il bitrate, ossia il valore di compressione del filmato. Più sarà alto il bitrate e migliore sarà la qualità del video registrato, ma maggiore sarà la sua occupazione di spazio su disco.
Abbiamo visto che un bitrate di 1.600 Mbps produce un video di buona qualità; si può salire a un livello di 2.400 o 3.200 Mbps, che produce una migliore qualità, e volendo si può masterizzare il video ottenuto su due CD-R o su un DVD-R/RW (figura 8). Per quanto riguarda infine la compressione della traccia audio possiamo usare l'MP3 che fornisce audio di qualità pur con un elevata compressione, consigliamo di impostare valori da 96 o 128 Kbit/s.

L'avvio della registrazione
A questo punto siamo pronti per avviare la registrazione. Dopo aver definito nella sezione Files il percorso di scrittura del file (esempio C:\CAPTURE.AVI per semplicità) selezionando il disco fisso più veloce del PC (e possibilimente deframmentato).
Prima di iniziare la registrazione dal pulsante rosso Start record è indispensabile chiudere l'eventuale schermata di preview e tutte le altre applicazioni aperte (antivirus compreso).
A questo punto raccomandiamo solo di eseguire diverse prove di registrazione per trovare il miglior compromesso tra qualità ed occupazione di spazio su disco. Se la scheda di acquisizione è dotata di un encoder hardware MPEG1/2 si può usare iuVCR per importare il filmato in MPEG2 alla massima risoluzione e con bassissima compressione per poi agire in post produzione con un encoder come VirtualDub o FlaskMpeg per comprimere il filmato stesso in DivX. L'operazione è più laboriosa ma produce buoni risultati.

Gestire al meglio i diversi formati video
Pregi e difetti delle tecnologie VideoCD, SVCD, DVD e DivX per la condivisione dei filmati digitali

Analizzeremo in questo articolo le varie tecnologie di registrazione del videodigitale: DVD, VideoCD, SuperVideoCD e DivX cercandone i relativi vantaggi e svantaggi.

Perché il video deve essere compresso
Se non si usassero sistemi di compressione per i dati, un solo minuto di video registrato su un hard disk o DVD come sequenza di immagini occuperebbe ben 1.270 MB. Questo significa che un comune film di 95 minuti (1h e 35') a 25 fotogrammi/sec occuperebbe 120 GB e un comune DVD da 4.7 GB potrebbe contenere solo 4 minuti di video.
Per ridurre il filmato a dimensioni accettabili si deve far ricorso ad un codec (DivX è uno di questi). Codec sta per Codificatore-Decodificatore ed è un sofware che a basso livello indica al programma che registra il filmato (l'Encoder) come effettuare la compressione. Lo stesso codec indica al programma di visualizzazione (il Player) come va decompressa la sequenza dei fotogrammi per essere visualizzata.
Il Moving Pictures Expert Group, da cui viene la sigla MPEG, è un consorzio di esperti dell'ISO (Industry Standard Organization) che rilascia le specifiche di compressione per il video e l'audio digitale. Gli algoritmi MPEG sono di tipo “distruttivo” lossy ossia applicano una compressione che rimuove alcuni dettagli meno significativi dalle immagini.
I formati di compressione MPEG1, 2 e 4 si basano sulla codifica IDCT (Inverse Discrete Cosine Transform - Trasformata discreta inversa del coseno).

Come funziona la compressione video
L'immagine presente nel singolo fotogramma viene suddivisa in blocchi di 16x16 pixel ed ognuno di essi in successivi sottoblocchi di 8x8. L'algoritmo IDCT tenta di fondere la struttura ed il colore dei blocchi 8x8 in un solo pixel per poi applicare la stessa procedura ai macroblocchi. A seconda del livello di compressione applicato tale fusione può essere elevata, media o lieve con relativa qualità di immagine scarsa, media od ottima. Nelle zone di colore uniforme, per esempio una strada sgombra con lo sfondo del cielo, l'MPEG1 risulta efficace, la compressione è bassa con minima perdita di dettaglio mentre in una scena ricca di dettagli, come la visione dell'interno di un bosco, si può percepire una certa “blocchettizzazione” dell'immagine ed artefatti attorno agli oggetti dovuti alla compressione elevata.
Ma non ogni singolo fotogramma subisce la stessa compressione. Nelle specifiche MPEG si individuano tre tipi di fotogrammi: esistono gli I-frame (Intra frame), i fotogrammi chiave di riferimento meno compressi, quindi i P-frame (Predictive Frame), più compressi e ricavati per interpolazione dalle differenze di struttura con l'I-frame, e infine i B-frame (Bidirectional predictive frame) la cui struttura è ricavata sia dal fotogramma precedente che da quello successivo e sui quali è applicata la massima compressione.
In MPEG2 per esempio le sequenze di fotogrammi si presentano in modo ciclico IBBPBBPBBPBB a gruppi di 12. Dopo il dodicesimo B frame inizierà un nuovo I-frame; ogni gruppo di fotogrammi è detto GOP (Group Of Pictures). L'algoritmo IDTC viene usato per la compressione degli I-frame mentre per stimare le differenze strutturali sui P-frame e sui successivi B-frame si applicano anche gli algoritmi di Motion Compensation (compensazione del moto) e Motion Estimation (stima del moto). Se tra un fotogramma e l'altro c'è stato uno spostamento di una parte dell'immagine, questi algoritmi tentano di prevedere come si sposteranno i vari blocchi in modo da ricostruire correttamente la struttura del fotogramma successivo.
La maggior parte delle schede video attuali implementa in hardware le funzioni IDTC e Motion Compensation per favorire la visione dei file MPEG1/2 dei VideoCD e DVD senza gravare sul processore di sistema.

Le differenze di compressione in MPEG
MPEG2 rispetto a MPEG1 può operare in dual-pass: dall'esame del film si crea un database delle scene statiche e dinamiche e poi successivamente si applica una compressione mirata alle varie parti, si passa quindi da un valore di compressione costante (CBR, Constant BitRate) a uno variabile (VBR, Variable BitRate).
L'ultima specifica MPEG4 oltre alle caratteristiche di MPEG2 vanta nuovi algoritmi di matematica frattale e una struttura ad oggetti disposti su livelli di uno spazio 3D virtuale. La compressione avviene usando usando GMC (Global Motion Compensation) che tiene conto della struttura dell'intero fotogramma e migliora la nitidezza nelle scene di movimento in cui la telecamera si sposta in una direzione continua.
SA-DCT (Shape Adaptive DCT) è invece una evoluzione dell'algoritmo DCT descritto prima. Nei nuovi codec MPEG4 è presente anche la funzione PsychoVisual Enanchement, attraverso essa sono compressi moltissimo gli sfondi e poco gli oggetti in primo piano, i più percepiti dal cervello umano.
Il risultato è una compressione fino ad otto volte maggiore rispetto a MPEG2 ma con una perdita qualitativa molto limitata. Il formato MPEG4 è oggi disponibile gratuitamente attraverso il codec DivX e sarà probabilmente la base di sviluppo per i futuri DVD-video ad altissima definizione.

Il rapporto compressione/ risoluzione/qualità
Se la compressione è elevata il file video occupa poco spazio ma si ha una significativa perdita qualitativa; al contrario se la compressione è bassa si ha un file video di ottima qualità ma con una occupazione di spazio su disco maggiore.
Facciamo un esempio: vogliamo far rientrare su un CD da 700 MB un video di un'ora con risoluzione di 720x576 (PAL) e che occupa nativamente 5.600 MB, per esempio un film DVD o il video delle nostre vacanze ripreso con una videocamera DV. Potremo agire su due fronti: applicare un'elevata compressione MPEG o diminuire la risoluzione oppure, cosa ancora migliore, effettuare tutte e due le cose. è chiaro a questo punto che il miglior codec di compressione sarà quello che ci darà, a parità di spazio occupato su disco, la migliore qualità visiva, ci permetterà cioè di tenere una risoluzione abbastanza alta e un'ottima qualità di immagine pur usando un fattore di compressione elevato che ridurrà a 700 MB, ossia di ben otto volte, la dimensione del nostro video.
Il flusso di bit compressi in encoding (o decompressi in playing) nel file video nell'unita di tempo (1 secondo) è chiamato bitrate. Stabilendo per il codec un bitrate elevato la qualità sarà alta e la compressione bassa, viceversa impostando un bitrate basso si avrà una perdita di dettagli delle immagini a causa della elevata compressione dei fotogrammi.

La codifica MPEG1: nasce il VideoCD
La prima specifica MPEG1 è stata rilasciata alla fine del 1993 ed è stata usata per realizzare una compressione su un video a risoluzione medio-bassa: 352x288 punti a 25 FPS con un bitrate di 1.150 Kbit/s per il video e di 224 Kbit/s per l'audio. Il risultato è stato denominato VideoCD (o VCD); questo supporto anche se non molto diffuso in Europa ha visto però un boom nei paesi asiatici, Cina in particolare.
La qualità dell'immagine è simile a quella della cassetta VHS nelle scene statiche. Nelle scene dinamiche, ossia quelle in cui la telecamera ruota o fa degli zoom, la qualità è invece inferiore. Un VideoCD è masterizzato su un semplice CD-R/RW da 74 o 80 minuti, può contenere dai 72 ai 78 minuti di filmato ed è compatibile con la quasi totalità dei lettori DVD-video domestici. Molti lettori Dvd-video leggono anche VideoCD realizzati con bitrate di 2.000 Kbit/s che però avranno necessariamente durata inferiore (45-50 minuti). Nel caso che invece si aumenti anche la risoluzione (es. 512x384) si produrrà un XVCD (Extendend VideoCD) ma lo stesso, a parte rarissimi casi, non è letto dai DVD-video ma solo dal PC.

DVD video o SVCD, per il formato MPEG2
Dalla nascita del supporto DVD (Digital Versatile Disc) si è avuta la possibilità di memorizzare su disco ottico una quantità di dati dalle 7 alle 28 volte superiore rispetto al CD. Il DVD infatti può contenere 4,38 GB (4.700.000 byte) per ogni faccia ma può essere anche a doppio strato con la possibilità di avere quindi fino a 7,95 GB; proprio questi due sono i formati più diffusi. La maggiore capacità è dovuta al fatto che nel DVD le tracce della spirale che contengono i dati misurano solo 0.4 micron contro 1.6 micron del CD e anche i punti incisi dal laser di scrittura (i Pit) possono avere dimensione minima di 0.74 micron contro gli 0.83 del CD. Oltre a ciò va considerata che la lunghezza d'onda del laser che nel DVD è di 650 nanometri contro i 780 del CD.
Data l'elevata capacità in Gbyte il DVD-video è stato realizzato usando la compressione MPEG2 con risoluzione di 720x576 punti ossia la massima consentita dal formato televisivo PAL per l'Europa e un bitrate elevato che può variare da 5.000 a 15.000 Kbit/s. Ricordiamo che negli USA vige invece lo standard NTSC che ha un numero di linee orizzontali inferiori (720x480 punti). Per l'audio è stata invece adottata la compressione digitale AC3 (o la DTS) che può fornire l'effetto surround della sala cinematografica a 5+1 canali ricreabile tra le mura domestiche dotandosi dell'apposito kit di altoparlanti. Lo svantaggio del formato DVD sta nei costi del supporto e nella sua delicatezza.
Ultimamente si sono andati diffondendo anche i SuperVideoCD o SVCD. Si tratta di VideoCD registrati usando MPEG2 (invece di MPEG1) con un bitrate di 2.254 Kbit/s e una risoluzione superiore pari a 480x576 punti. Lo stiramento verticale dell'immagine viene poi compensato dal player video in fase di riproduzione. Un SVCD fornisce una qualità visiva decisamente superiore al VCD ma può contenere solo dai 35 ai 40 minuti di video e solo una parte dei lettori DVD-video domestici legge questo formato.

Cosa è il DIVX e perché è importante
Abbiamo visto che il DVD presenta un'eccellente qualità delle immagini ma è un supporto delicato e costoso la cui diffusione nei masterizzatori DVD è rallentata dalla guerra dei formati tra DVD-R/RW, DVD+R/RW e DVD-RAM, anche se sembra un punto di svolta l'introduzione dei multiformato. Il VideoCD ha una qualità d'immagine appena soddisfacente mentre il SuperVideoCD ha il problema della capacità limitata a soli 35 minuti.
In questa situazione si è inserita la codifica DivX, vediamo di tracciarne la storia: quando fu introdotto il DVD-video nel 1995 le case cinematografiche e i distributori pretesero che il supporto fosse protetto in modo da impedirne la copia. Furono così adottate delle chiavi di crittografia a 10 cifre sui file video compressi in MPEG2 del DVD (i file Vob).
Tali chiavi erano basate sull'algoritmo CSS (Content Scramble System) che ne impediscono la visione su un supporto copiato. Fu inoltre applicata la tecnica Macrovision (usata anche in VHS) che disturba la visione post-copia con diminuzioni repentine di colore, contrasto e audio.
Ebbene, le chiavi di crittografia ressero per quattro anni, fino a quando nel 1999 il geniale diciottene norvegese Jon Johansen, poi finito in tribunale, ideò e distribuì sul Web il programmino DECSS che consente la decifratura delle chiavi associate ai file video dei DVD. E' pur vero che all'epoca i masterizzatori DVD-RAM costavano ancora 10 milioni di lire e su un hard disk si poterono tenere due o tre DVD al massimo ma ecco che l'anno successivo un gruppo di hacher francesi guidati da Jerome Rota riesce a “crackare” (ossia a sproteggere) il nuovo codec MPEG4 di Microsoft.
Microsoft aveva realizzato questo codec per il formato ASF (Advanced Streaming Format), un formato nato per la distribuzione di filmati via Web ma vi aveva inserito una protezione che ne impediva la codifica nel comune formato di distribuzione AVI (Audio Video Interleaved). Così nasceva il DivX 3.11 che rendeva possibile trasportare un film DVD compresso in MPEG2 in file AVI su uno o due CD-R usando la compressione MPEG4 con una perdita qualitativa limitatissima. Diversi analisti parlarono del fenomeno DivX come dell'MP3 del video. In seguito il DivX venne “regolarizzato”, naque il sito www.divx.com ed iniziarono le prime modifiche nel DivX 3.22 e DivX 4 per scavalcare il copyright Microsoft. Le successive versioni di DivX 4.12, 5.01, 5.02, 5.03 e l'ultima 5.05 sono tutte compatibili a ritroso ma non è vero il viceversa: un PC con installato un codec DivX 3 non può vedere filmati DivX 4 che a sua volta non può leggere i DivX 5.
I produttori di DVD-video non avevano finora supportato questo formato, anche spinti da azioni di lobby delle major di Hollywood, nonostante la elevatissima qualità dei film realizzati con esso ed era necessario un PC per visualizzare film DivX. Moltissimi utenti hanno però gia eseguito backup dei loro DVD su CD-R usando DivX ed altri hanno scaricato con ADSL filmati da Internet, è proprio per questo che oggi iniziano a diffondersi i primi lettori DVD-video compatibili DivX.

La compressione dei filmati, i formati MPEG

Prima di tutto: perché i film registrati su supporti digitali come DVD o VideoCd sono compressi? Lo sono in quanto se si registrasse un film di 135 minuti senza compressione, occorrerebbe un elevatissimo bitrate di 167 Megabit/sec, pari a 117 Gigabyte per un film da 1 ora e 40 min. Su un DVD-R da 4.7 Gigabyte non entrerebbero più di 4 minuti di film.
Il problema è stato affrontato con le sofisticate tecniche di compressione offerte dalla codifica MPEG derivante dagli studi del Motion Picture Expert Group. La prima versione MPEG1 consente una registrazione a risoluzione di 352x288 pixel con una qualità di immagine simile a quella di una cassetta VHS, MPEG1 è usato ad esempio per la realizzazione di VideoCd. La codifica MPEG usa un algoritmo che analizza i dati corrispondenti alle immagini video selezionando le ripetizioni o ridondanze nell'immagine rispetto ad un fotogramma campione. Tali ridondanze rappresentano oltre il 95% dei dati digitali relativi ad un segnale video e, dopo averle compresse si provvede a memorizzare le variazioni significative per la corretta restituzione del filmato.

Il nuovo codec MPEG2 funziona svolgendo il processo in più fasi, due delle quali sono le più importanti: nella prima viene analizzata la complessità del video da comprimere; nella seconda il codec procede alla compressione adattandola alla complessità delle informazioni. Con l'impiego di questa tecnica, la banda passante e la quantità di informazioni generata, viene ridotta in media del 30% rispetto ad un sistema di compressione ad indice fisso.
La sigla CoDec sta per Compressore-Decompressore, in altre parole è un software che indica al programma che registra il filmato (l'encoder) con quale algoritmo comprimere i dati e al successivo programma che lo dovrà visualizzare (il Player) come decomprimere i vari fotogrammi.

Con l'introduzione del codec MPEG4 l'algoritmo di compressione è stato ulteriormente migliorato grazie a tecniche frattali che riducono il fenomeno della blocchettizzazione, delle alterazioni cromatiche e della sfocatura permettendo così una compressione da 4 ad 8 volte maggiore del MPEG2 con una perdita qualitativa limitata. Attualmente questo codec sta avendo un successo notevolissimo grazie alla diffusione gratuita consentita del formato DivX distribuito gratuitamente sul sito http://www.divx.com che altro non è che una versione modificata e migliorata del codec MPEG4 di Microsoft.

Video analogico e video digitale

La maggior parte dei dispositivi di registrazione/riproduzione come il videoregistratore VHS di casa sono dispositivi detti analogici. Ciò significa che le varie sequenze di immagini sono convertite in segnali elettrici e poi memorizzate sul nastro magnetico della videocassetta.
Il vantaggio è il basso costo della procedura, lo svantaggio è una perdita qualitativa susseguente alla registrazione e soprattutto a seguito della rielaborazione del filmato. Se per esempio da un film volessimo eliminare la pubblicità, paradossalmente la cosa migliore sarebbe prendere le forbici e tagliare il nastro della videocassetta nei punti giusti e quindi ricomporlo con nastro adesivo. Difatti questo è l'unico modo per non perdere qualità. Passando infatti il film su un altro videoregistratore tramite cavo Scart riusciremmo a togliere gli spot, ma avremo perso una parte della qualità del video originale che sulla seconda cassetta sarà più sfocato, avrà più drop-out (punti neri e sporco che compaiono sulle vecchie pellicole).
Alla seconda elaborazione video il prodotto sarà ancora più scadente. Questo accade per via delle dispersioni di segnale nei vari cavi di collegamento, per la non perfetta resa dei nastri della cassetta, per la dispersione magnetica della testina e così via.

Il formato analogico più diffuso al mondo è senza dubbio il VHS (Video Home System): è lo standard di costruzione delle comuni videocassette con risoluzione di 280 linee. Il SuperVHS migliora la risoluzione dell'immagine a 400 linee ma è poco diffuso così come i formati Video 8 e Video 8Hi di Sony. Dal lato professionale abbiamo invece il formato Betacam ancora usato per diverse produzioni televisive broadcast.

Nel video digitale invece l'immagine reale viene convertita in base alle sue componenti di luminosità e colore (Luma e Chroma) in una serie di bit (numeri 0 e 1), questi bit vengono quindi registrati producendo un file di dati su un hard disk, un CD, un DVD o un qualsiasi altro supporto dati.
Il processo è detto digitalizzazione e avviene prendendo il film da una videocamera o da una scheda di acquisizione e convertendolo tramite un programma encoder nel file di dati. Questo file di dati potrà poi essere letto da un decoder che si occuperà di decodificare il file e riconvertire i bit in immagini.

Il vantaggio del digitale sta quindi in una perdita qualitativa pari a zero sia nella registrazione e, soprattutto, nella successiva rielaborazione del film. Tale rielaborazione avverrà infatti via software senza nessun degrado qualitativo in quanto il software per l'elaborazione video, come può essere ad esempio Premiere o Virtual Dub, può tagliare o modificare le varie parti del film (per esempio la pubblicità) operando la rimozione e la ricomposizione di una semplice serie di numeri. Il video digitale inoltre, essendo un comune file di dati, ha il vantaggio di poter essere trasmesso attraverso linee dedicate come quelle esistenti tra le stazioni televisive via satellite oppure attraverso il Web usando una banda larga di connessione (ISDN, ADSL).


Tv sul notebook solo in bianco e nero
Si vuole collegare all'uscita S-Video del proprio notebook un televisore dotato soltanto di presa Scart a S-Video normalmente reperibile in commercio: le immagini televisive però compaiono in bianco e nero. Per risolvere il problema bisogna combinare due componenti del segnale. Un televisore può infatti riprodurre segnali video dall'ingresso Scart soltanto se sono presenti anche le informazioni su luminosità (luminanza=BAS) e colore (crominanza=F) combinate. Il connettore S-Video del computer, per migliorare la qualità dell'immagine, fa uscire i due segnali su pin separati. Se il segnale S-Video viene trasferito tramite la presa Scart, i segnali BAS e F vengono ricombinati in un segnale BASF, che ogni televisore è capace di riprodurre a colori. I due componenti del segnale possono venire combinati aprendo l'adattatore Scart e saldando i capi di un condensatore in ceramica da 2,2 nF (nanoFarad) sui due pin potestriori del connettore S-Video (guardando il connettore S-Video sono i due pin in alto, con il taglio orizzontale in basso. Il pin di sinistra è BAS e quello di destra è F). Se così l'immagine a colori dovesse presentare a volte dei disturbi momentanei, si provi a diminuire la capacità del condensatore (1 nF o 680 pF). Il valore corretto va trovato empiricamente, perchè dipende dalla lunghezza e dalla qualità del cavo S-Video e dell'impedenza di ingresso dell'entrata video nella Tv.

Che cosa dovete sapere per fare un buon film
- Decidete la durata totale
La durata del video è fondamentale. Cercate di non superare i 10-15 minuti, per non rischiare di annoiare gli spettatori. Piuttosto spezzare il film in due video più brevi.
Il video in rete: se invece volete montare un video da mettere in rete o spedire via e-mail, uno o due minuti sono la durata ideale.
- Analizzate le scene
Guardate con attenzione le sequenze orginali usando il televisore e non il piccolo schermo della videocamera.
Osservate i difetti: in questo modo potrete scoprire più facilmente i difetti delle immagini (riprese sfocate, tremolanti, dal colori falsi ecc.) e valutare l'"effetto spettacolare" delle inquadrature.
- Selezionate le sequenze
Appuntate su un foglio la durata e una breve descrizione delle scene significative del video originale. Così sarà più facile costruire la "storia" del vostro film.
Tenete solo ciò che server: scegliete prima e copiate sul pc solo le sequenze utili, così non sprecherete spazio per quelle che poi non userete.
- Ascoltate il sonoro
Ascoltate con attenzione l'audio delle sequenze che avete selezionato. Usate il televisore e non la cuffia perchè potreste ritenere comprensibili delle voci che invece sono confuse.
Solo se si sente bene: se voci e suoni non sono più che buoni dovrete rimediare: l'audio deve essere perfetto!
- Definite i contenuti
Ora avete chiaro il tipo di materiale di cui disponete e potete decidere i contenuti del video, scrivendo la storia sulla carta (o con il computer), come fanno i veri registi.
Fate i disegni: se volete, potete anche fare degli "schizzi" delle vie sequenze, per farvi un'idea più chiara di come volete costruire il film
- Ideate la struttura
Quando avete selezionato le scene significative e le avete copiate sul pc, riguardatele per decidere dove inserire gli stacchi, le dissolvenze e i titoli.
Sequenze ideali: prendete appunti opportuni per creare sulla carta una struttura del video che sia simile a quella che vorreste abbia il montaggio finito.
- Suono originale...
Decidete come usare il suono in base alla qualità dell'audio e alla sua corrispondenza con il vostro progetto.
Doppiaggi e mix: definite dove lasciare la traccia originale, dove eliminarla (sostituendola con una musica o con un commento) e dove mixarla con una musica di sottofondo o con effetti sonori.
- Scegliete le musiche
La colonna sonora fa la differenza tra un video noioso e uno divertente. Scegliete le musiche in base all'atmosfera che volete creare.
Come nei film: una scena di persone che corrono sulla spiaccia accompagnate da una musica allegra dà un'idea ben diversa se accompagnata dalle note dello Squalo.
- Creare gli effetti audio
I programmi di montaggio hanno una "libertà" di effetti audio e rumori già pronti ma spesso ne occorrono di nuovi o servono dei commenti parlati.
Decidete prima: valutate in anticipo quali rumori vi servono e scrivete i testi dei commenti parlati da registrare sulle immagini: risparmierete molto tempo.

Formati video
Formati tradizionale: i sistemi tradizionali per registrare sono il VHS e il Video 8. Ne esistono due varianti migliori (SuperVideo e Video Hi 8) e una a mini cassetta detta Vhs-C (Compatta).
Formati digitali: in campo digitale esistono tre formati di videocassetta: Mini DV (più diffusa), Digital 8 e il nuovo MicroMV. La cassetta MicroMV è grande un terzo della pur piccola Mini DV ma offre una qualità molto simile.
Formato normale o digitale: una video camera digitale registra immagini migliori di una tradizionali e quando le si copia sul pc la perdita di qualità durante l'operazione è minima. Con le telecamere tradizionali, invece, è importante scegliere una buona scheda di acquisizione video
Video sul pc: nei computer il video viene tradotto in un formato di lavoro che al termine, se serve, viene riconvertito. Il più diffuso è l'AVI, usato nel pc con Windows. Per il Mac c'è QuickTime (che però è compatibile con Windows). MPEG-2 è quello dei dischi dvd.
Video e rete: per internet si usano formati che occupano poco spazio sul web (o sul pc) anche se a prezzo di una bassa qualità. I più diffusi sono Windows Media Video (WMV) e RealVideo, compatibili con i pc Windows.


DVD Recorder con Hard Disk

Quante ore di film vuoi? Scegli il tuo Hard Disk

Capacità Hard Disk (GB) 80 120 160 200 250 350 400
Ore di registrazione in SP 34 51 68 85 106 148 170
Quante fiction puoi registrare 68 102 136 170 212 296 340
La stima delle ore è basata su registrazioni in MPEG-2 con qualità SP (standard play) che offre il miglior rapporto qualità/compressione e su una media dei dati riportati da diversi produttori. Il numero di fiction è basato su una durata di 30 minuti

Creare video
http://www.programmifree.com/divx.htm

Articoli vari
Montaggio Video
(Vedi)
Programmi per video
AnyDVD

CloneDVD
Daemon (Emulatore DVD)
DVDShrink e qui
DVDx e qui
Nero Recode
Nero Vision